1. Bulimia

    di , il 29/8/2007 11:21

    La mia migliore amica ha una figlia di 18 anni che da 3 anni soffre di bulimia. Non vuole farsi curare ma adesso è veramente a rischio , e i medici dicono che non si può farla ricoverare contro la sua volontà. C'è chi consiglia di usare i metodi duri, c'è invece chi dice di assecondarla sempre, anche quando si deve assistere alle sue abbuffate e relative vomitate. Chi di voi può darci qualche suggerimento? Perchè credetemi, non riesco più io ad assistere a tutto questo, provate ad immaginare come possono essere ridotti quei due genitori. Grazie, kaos

  2. Robin
    , 26/9/2007 14:23
    Guarda Cate, di primo acchito ho pensato la stessa cosa.... E' giusto portare avanti na denuncia in maniera così forte, perchè a volte è l'unico modo per farsi ascolare. Troppa gente non conosce o sottovaluta troppo questi problemi.

    Tuttavia il commento della sigra De Clerc mi ha fatto riflettere.
    L'unica puntata che ho visto della vecchia trasmissione di E. Rggeri, "Il Bivio" , aveva come protagonista questa donna. Anche lei con un passato ventennale di anoressia e che quindi presumo parli con una certa cognizione di causa.
    In effetti, queste ragazze, la cui mente è malata, potrebbero davvero arrivare ad "invidiare" la condizione di questa modella.

    Questo mio pensiero è poi avvalorato dal blog di una ragazza anoressica (che ho citato qualche pagina fa)che sto leggendo. Nonostante lei sia perfettamente cosciente della sua condizione, lucida, fredda ... non sia vuole curare. Descrive il suo tormento. Invita chi legge a NON entrare in questo tunnel. Lo grida ... eppure ..... periodicamente appaiono commenti di ragazze che non capiscono il dolore di questa persona. Non so se per lettura superficiale o semplicemente perchè nella loro condizione non riescono a farlo.
    Al contrario la ammirano per la forza di essere Ana e le chiedono consigli su come diventarlo ...... si disprezzano perchè bulimiche, mentre ANA è il non mangiare e quindi più "pura".....

    Dal mio punto di vista, se per smuovere le menti e aprire gli occhi è necessaria un'immagine forte ... ben venga .... ma mi auguro davvero che la De Clerc non abbia ragione.

    E' un argomeno tanto tragico che mi mette i brividi al solo pensarci (e mi fa amare immensamente la mia ciccetta)!! Il dolore fisico di queste persone in fondo è solo la punta dell'iceberg di un dolore intimo davvero grande.
  3. CaterinaC
    , 25/9/2007 21:25
    Ciao Robin,
    anche io quando l'ho visto ho pensato a questo forum...
    Non ho letto gli approfondimenti, ma secondo me è una campagna che può sicuramente avere buoni effetti. A me ha colpito molto l'affermazione di Armani intervistato al TG mentre presentavano la campagna: "Da sempre le mannequins sono filiformi e sottili, ma c'è magro e magro! non uso mai modelle anoressiche perchè anche a me farebbero senso... "
  4. Robin
    , 25/9/2007 17:17
    http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/spettacoli_e_cultura/campagna-no-anoressia/campagna-no-anoressia/campagna-no-anoressia.html

    Che ne dite? Giusto sostenere camapagne di questo genere o, come dice la sigra De Clerc, a ragazze già ammalate può sembrare un mito da raggiungere?
  5. aurora
    , 19/9/2007 21:29
    Ho interpretato male io, Laura. :)

    Kaos, la ragazza scrive un diario?
    Lo sò che è una cosa "segreta", ma di solito ad un genitore questa cosa non sfugge....
  6. grignanilaura
    , 19/9/2007 11:34
    Ció non toglie comunque che se capitasse a me, come mamma, tenterei l'impossibile e non perderei mai la speranza...
  7. grignanilaura
    , 19/9/2007 11:32
    Guarda Aurora che non volevo assolutamente dire che é triste ció che pensi o che dici tu...
    Volevo dire che é triste prendere atto che non c'é nulla da fare!!!
    Capire che se non é la ragazza in questione a chiedere aiuto non si puó fare nulla.
    Questo é triste, non la tua (o di altri) opinione.
  8. aurora
    , 18/9/2007 21:21
    E sul post degli esami non avevo nulla da ridire contro di te...
    Semplicemente facevo notare come una ragazza, nonostante la malattia, fosse assurdamente energica nel studiare, passando il suo tempo sui libri e a vomitare l'anima.

    Credimi che di cose tristi ne ho sia viste che vissute,
    e non ditemi per favore che non lascio speranze, perchè è ingiusto...
    Non sono qui a vantarmi di che o chissà cosa, ma se la sottoscritta non avesse lasciato speranze a qualcuno non avrebbe passato le notti a sorreggere la testa di un'amica ripiegata su un gabinetto.
  9. aurora
    , 18/9/2007 21:17
    Laura,

    rispetto le tue opinioni e i tuoi consigli.

    Se rileggi i vecchi post vedrai che in realtà sono stata chiara, non è assolutamente esatto dire che non lascio nessuna speranza...!
    Semplicemente, come ho già detto, se la ragazza non inizia a chiedere aiuto non è facile aiutarla.
    E sostengo che per un genitore non è affatto facile.
    Rileggi i miei post passati...
  10. grignanilaura
    , 18/9/2007 19:00
    Aurora,
    io sono ignorante in materia, l'ho giá specificato, ma da come scrivi tu non lasci spazio a nessuna speranza. Né allo stadio iniziale, né in fase successiva.
    Anche questo é triste.
  11. aurora
    , 18/9/2007 18:53
    "Non pensavo che fosse ad uno stadio cosí grave. Mi ha probabilmente confuso il fatto che ha dato l'esame per la patente di guida."

    la mia amica, conquilina e collega universitaria, in piene crisi ha dato 8 esami universitari....
  12. aurora
    , 18/9/2007 18:52
    Vi assicuro che per un genitore non è così facile come a parole.
    Sono sicura che i genitori di questa ragazza per esempio se ne siano accorti fin dall'inizio e che abbiano provato ad aiutarla.
    Ma come già detto, se la ragazza non accetta l'aiuto degli altri non è possibile fare qualcosa.
    Ci sono genitori che fanno di tutto, ma alla fine perdono una figlia.
    Stare a contatto con la sofferenza altrui non cambia molto la situazione.
    Sono volontaria croce rossa, capita di assistere a scene di dolore veramente pesanti...eppure..una mia ex collega che conosco pochissimo aveva problemi di anoressia...
  13. grignanilaura
    , 18/9/2007 12:44
    Molto triste.
  14. Robin
    , 18/9/2007 12:23
    Ciao Laura, non credo che non ci si accorga, ma soprattutto all'inizio, penso che molti genitori sottovalutino il problema pensando che sia una delle tante bizzarie legate all'età.
    Altri invece preferiscono "non vedere" pensando che il problema si risolva da solo, senza sapere a cosa stanno andando incontro.

    Purtroppo, nonostante siano malattie ormai molto diffuse, secondo me, c'è ancora molta ignoranza.... e si fatica ad accettare il fatto che siano "malattie dell'anima" e non capricci dettati dalla moda.

    Il padre di una mia cara amica che ha sofferto per anni di attacchi di panico (ma che per fortuna, ora sta iniziando a vincerli alla grande), non l'avrebbe voluta vedere andare dallo psicologo "perchè ci vanno solo i matti" (mentalità becera e chiusa di paese ... ma tant'è) ...... ovviamente del problema di sua figlia non l'aveva minimamente capito. Era arrivata a non uscire quasi più di casa ... ma che quest'anno è andata fino a CUBA :-D !!
  15. grignanilaura
    , 18/9/2007 11:02
    Non pensavo che fosse ad uno stadio cosí grave. Mi ha probabilmente confuso il fatto che ha dato l'esame per la patente di guida.
    Ero partita dal concetto che aiutare chi soffre puó ridurre le proprie sofferenze o magari aiutare a prendere atto che non sono cosí gravi rispetto a quelle di altri.. Concetto simile a quello espresso da Caterina.
    Ma perché nessuno si é accorto di nulla prima?
    Mi riesce cosí difficile e doloroso immaginare che mia figlia da un momento all'altro possa precipitare in una malattia cosí tragica senza che io me ne renda conto.
    Ma non c'é proprio nulla da fare?
    Mi dispiace moltissimo.
    Laura
  16. CaterinaC
    , 17/9/2007 18:27
    ...e poi forse sarebbe aggiungere ulteriore stress a sofferenza. Troppo da reggere. Io, che non ho particolari problemi nella vita, in certi viaggi, ho avuto sensazioni laceranti. Sicuramente sono una persona che si interroga su cosa accade fuori dall'inquadratura di un filmino vacanze, diciamo che mio marito p.e. dice che sono troppo sensibile o idealista e tante volte mi è capitato di sentire l'esigenza di creare una barriera emotiva e metabolizzare ciò che vedevo per non rimanerne sopraffatta emotivamente, ma credo che persino il piu' cinico si com-muova davanti alla Povertà vera, quando la incontra. Figuriamoci una persona emotivamente scossa, una persona che ha probabilmente perso la sua identità o non l'ha mai riconosciuta, accettata, sentita propria... come potrebbe reggere certe emozioni forti?
    Sicuramente in caso di piccole depressioni o altri moemnti tristi della vita il volontariato, il viaggio declinato come esperienza di vita, è un ottima medicina :) perchè riempe dei vuoti, perchè ripristina le scale di valori o ricorda il relativo peso dei propri problemi...
    Quando il disagio alimentare è solo accennato, magari nel caso di un adolescente che non si accetta, ma non soffre ancora di anoressia/bulimia, potrebbe essere un ottimo consiglio, o addirittura una buona prevenzione, ma ad uno stadio avanzato no. Perchè a quel punto la persona fa troppa fatica a stare in piedi da sola...fiugriamoci confrontarsi coi mali del mondo... :(
    Anche io parlo da profana, chiaramente.