1. LA TOLLERANZA

    di , il 26/2/2001 00:00

    Sono terribilmente giù!!

    Sono stata a Strasburgo 10 mesi per studio e ho conosciuto persone di tutto il mondo...in particolare ho frequentato anche un gruppo di ragazzi musulmani che ho amato molto e che mi hanno amato molto.

    Il problema erano gli altri:alcuni"occidentali" non capivano come potessi frequentarli perchè "degli arabi non ci si può fidare" e perchè io sono "una brava ragazza"...

    E i loro amici arabi dicevano che ero il Diavolo che li avrebbe portati all'Inferno!

    Molte volte non siamo entrati nei locali perchè non eravamo "bene accetti",molte volte i miei amici sono stati discriminati

    Molte volte siamo stati insultati per strada(è,tra l'altro,facile prendermi per un'araba perchè ho i tratti molto mediterranei)

    Ho anche vissuto una storia lì...nascosta!

    Prima,la cosa che mi spaventava di più era la solitudine...ora temo l'intolleranza,l'ignoranza più di ogni altra cosa.

    Ho paura,davvero,che mai ci sarà stima e rispetto per le persone che non sono come noi,che cr

  2. Al Lupo
    , 27/4/2001 00:00
    Nessuno ha mai pensato all'eventualità ke un dio non esista? Soprattutto coloro ke affermano di voler crecere i propri figli, insegnando loro ke Dio (Allah, Buddha, ecc.) esiste e ke quindi, inculcano il loro credo religioso e la filosofia di vita annessa.
    Io ho imparato molte cose sulle religioni e sulla fede, nonostante fossi esonerato dalle lezioni di religione (i miei non trovavano giusto ke in una scuola satatale fosse obbligatorio "subire" un'insegnamento religioso di parte), al contrario della quasi totalità dei miei coetanei ke invece subivano costantemente l'azione cattolica. La fede è personale ed intima, non deve essere monopolizzata ed egemonizzata da nessuna istituzione. I bigotti amano parlare di tolleranza, m aio mi rendo conto ke intorno a me, di tolleranza ce n'è veramente poca, soprattutto nei confronti di ki non crede e mette in discussione i dogmi della religione.
    Lo vedo soprattutto xkè combatto giornalmente x i diritti degli animali e la kiesa cattolica, con i suoi adepti, è il mio "nemico" numero uno e questo è un paradosso, considerando le parole di Gesù, il suo fondatore.

    Saluti.
    Al Lupo.
  3. Annamaria Pisano
    , 19/3/2001 00:00
    Io sposerei un uomo di un'altra religione se lo amassi e mi amasse...e spero lo faccia anche sua figlia se dovesse trovarsi in questa situazione.
    Credo nella mia religione e cerco,bene o male,di portarne avanti i principi...ma accetto le altre e credo che si possa convivere con credo differenti...Ai miei figli insegnerò che Dio esiste e che questa è la cosa più importante,al di là delle differenze tra cristiani,ebrei,musulmani...
    E se mai dovessi sposare una persona di un'altra religione,non dimenticherò la mia nè la farò dimenticare ai miei bambini.
    Poi saranno loro a scegliere la loro strada.
  4. Salvatore Bellomonte 1
    , 15/3/2001 00:00
    Tolleranza e' una parola che aborro.
    Molti se ne ritengono figli e se ne sciacquano la bocca ma nella realta' si comportano diversamente.
    Leggendo Voltaire e conoscendo la sua vita, si evidenzia benissimo, qual'era e qual'e' il significato reale di tolleranza.
    Personalmente non tollero nessuno ma rispetto tutti, pero' allo stesso tempo non sono cosi' pronto ad accettare e rispettare, come valide, le idee di tutti. Non credo alla relativita' della Verita'.Bianchi, neri, rossi e gialli,siamo tutti esseri umani, in quanto alle idee e be scusate, la differenza c'e'.
    Se mia figlia volesse sposare un uomo di colore, da parte mia non ci sarebbe alcun ostacolo, se trattasi di una brava persona, cosa che farei anche per un Italiano, mentre mi dispiacerebbe moltissimo se il futuro marito fosse di religione differente.
    Mi urterebbe tantissimo vedere i miei nipoti crescere con un altro credo.
    Grazie a Dio non sono un "politicamente corretto"
  5. Federico Fiorillo
    , 7/3/2001 00:00
    Il problema credo vada visto in maniera diversa: noi non siamo tutti uguali. Il fatto che qualcuno poi deformi questa realta' a suo piacimento, e' un'altra cosa. Credo che le persone sono interessanti in quanto diverse. La diversita' nei particolari credo sia il fondamento della vita sociale e civile di ognuno di noi. Il problema serio invece, e' che l'ignoranza delle persone (intesa come pigrizia mentale) e' il sentimento che anima la stragrande maggioranza di noi (non per niente se hai una televisione, puoi diventare presidente del consiglio e ad abboccarci saranno in maggioranza). Vedere e accettare e' sicuramente piu' facile che sforzarsi capire. La nostra vita si svolge su dei binari e spesso preferiamo viverla con i paraocchi, ma non nel senso che non vogliamo vedere, ma nel senso che ci basta guardare quello che ci e' piu' prossimo, senza pensare a chi e a cosa sono piu' lontano.

    Federico
  6. Renzo Roveglia
    , 1/3/2001 00:00
    che mi ricordi sì; e spero non sia un backout del mio cervello che inventa vicende macabre. E comunque non lo troverei tanto strano.Da sempre, per ricondurci a quello di cui si parla chi esce degli schemi dei costumi o è considerato estremamente sapiente o è considerato folle; e i folli non sono ben visti; e, si sa, un complimento tra i dotti è sempre cosa ardua. Con questo non giustifico l'intolleranza.
    Anzi credo che l'ordine venga dato solo dall'ozio e dal vizio che sono ciò le cose concesse e ben accette.
  7. Sebastiano Arzu
    , 28/2/2001 00:00
    Fu ucciso?
  8. Renzo Roveglia
    , 27/2/2001 00:00
    La gente non si accorge che tutti sia uguali. Non fraintendetemi: non è retorica. Erodoto, il primo antropologo, per far capire come il concetto di barbari andava accantonato, permettendo uno studio sull'uomo più proficuo, pose gli uni davanti agli altri gli Indiani e i Greci. Gli Indiani erano soliti mangiare i loro avi dopo la loro morte, mentre i Greci erano soliti bruciare i corpi. Lo stupore era uguale per tutti e due i popoli. Quando Erodoto chiese ai Greci per quale cifra avrebbero rinunciato a bruciare i morti e iniziato a mangiarli. Risposero sdegnati. Così fece con gli Indiani, questa volta davanti agli occhi dei Greci, per dimostrali che nessuna differenza c'era nel pensiero tra i due popoli, visto che anche gli indiani risposero sdegnati. Fu ucciso.
  9. Sebastiano Arzu
    , 27/2/2001 00:00
    Ciao.

    Il probblema e' alquanto attuale nel nostro Paese.
    La discriminazione razziale, prima o poi, portera' ad una rivolta.
    Purtroppo qualcuno crede ancora nel "mito" della razza, elogiando solo la sua superiorita' nei confronti di chi ha il colore della pelle o una religione diversa.
    La religione appunto e' quasi sempre la copertura migliore per affermare la propria supremazia.
    La chiesa e' al primo posto in quanto a colpe.
    Dobbiamo smettere di credere che lo straniero porta solo guai.La societa' multi etnica e' il futuro.
    Purtroppo la politica si sta orientando per il peggio.
    Io non andro' mai a sparare su una nave di clandestini.E non staro' a guardare immobile e a testa bassa se lo fara' qualcun'altro.
    Adottiamo pure leggi severe con i criminali, ma non facciamo tutta di un'erba un fascio.

    Forse sono uscito dal tema, ma certe cose bisogna tirarle fuori ogni volta che se ne ha l'occasione.

    Grazie per avermene dato la possibilita'.

    Sebastiano
  10. Annamaria Pisano
    , 26/2/2001 00:00
    Sono terribilmente giù!!
    sono stata a Strasburgo 10 mesi per studio e ho conosciuto persone di tutto il mondo...in particolare ho frequentato anche un gruppo di ragazzi musulmani che ho amato molto e che mi hanno amato molto.
    il problema erano gli altri:alcuni"occidentali" non capivano come potessi frequentarli perchè "degli arabi non ci si può fidare" e perchè io sono "una brava ragazza"...
    e i loro amici arabi dicevano che ero il Diavolo che li avrebbe portati all'Inferno!
    Molte volte non siamo entrati nei locali perchè non eravamo "bene accetti",molte volte i miei amici sono stati discriminati
    Molte volte siamo stati insultati per strada(è,tra l'altro,facile prendermi per un'araba perchè ho i tratti molto mediterranei)
    Ho anche vissuto una storia lì...nascosta!
    Prima,la cosa che mi spaventava di più era la solitudine...ora temo l'intolleranza,l'ignoranza più di ogni altra cosa.
    Ho paura,davvero,che mai ci sarà stima e rispetto per le persone che non sono come noi,che cr