1. Fuggire è l'unica soluzione?

    di , il 25/2/2001 00:00

    Vorrei una "ricetta" per poter vivere la nostra vita quotidiana in modo più umano, con ritmi in sintonia con la natura di cui facciamo parte.Invece di cercare il modo di fuggire verso paradisi tropicali, non è possibile migliorare qui la qualità della nostra esistenza? Ditemi come perchè comincio ad averne abbastanza!

  2. Gioia Serena ulloa
    , 29/3/2001 00:00
    ho fatto il 68 e poi me ne volevo andare.Invece mi sono SPOSATA..fuga?NO
    Dopo la fine della finta "fuga" ho incominciato a viaggiare e soprattutto imparare a viaggiare. Ho visto tanti posti e incontrato tante persone.Mi sono fatta tante domande e mi sono data tante risposte.Ho visto il positivo e il negativo ed ora..ma non proprio ora..ho finalmente deciso: me ne vado via.Ho trovato il mio posto e ci si sono ritornta per quattro volte per capire. Non vi dico dove perchè ne sono molto gelosa,però vi posso dire che c'è il pacifico con le balene,che c'è la natura incontaminata,che la gente che ci sta è bella di animo.. Per quelli che non hanno fatto il '68,posso suggerire...andate,scoprite,cercate. Visto che state sul sito di "turisti per caso" vuol dire che:che tanto per caso non ci siamo capitati. Baci a todos
  3. Betty Tadini
    , 27/3/2001 00:00
    Penso che viaggiare sia una di quelle esperienze che ti arricchiscono la vita perchè ogni momento che vivi mentre viaggi si aggiunge nella tua memoria e alla tua esistenza.
    Non si potrebbe vivere senza viaggiare e considero che persone sedentarie e abitudinarie povere di spirito. Ma, mi chiedo, si può passare la vita intera viaggiando? Cambiando meta continuando, senza un posto fisso dove fermarsi o dove tornare? E se fuggendo dal proprio punto di origine trovassimo un arrivo soltanto provvisorio?
    Allora ben venga il viaggio temporaneo che ti aiuta a svagarti, a conoscere gente nuova, che ti lascia ricordi ed emozioni ma com'è bello tornare a casa poi!
    Ciao a tutti
    Betty
  4. Giorgio Boggian
    , 22/3/2001 00:00
    Non vediamola come una fuga,ma vediamola come voglia di inventarsi di nuovo.Qui si potranno cambiare gli amici, la casa, l'auto, il cane ma noi rimaniamo gli stessi se inseriti sempre nello stesso contesto. Forse, andandosene, si possono scoprire delle risorse che non sappiamo di avere. Ed è quello che voglio fare io:mollare tutto e andarmene a cercare ritmi di vita più umani. Naturalmente sono preoccupatissimo per questa mia decisione ma sono disposto a mollare tutto quello che ho qui, pur di mettere in pratica questo progetto.Chiedo per questo il vostro aiuto:ne ho bisogno perche' sono molto sprovveduto in fatto di viaggi.Spero di avere contatti con molti di voi! Un abbraccio!!!!!!!!!!!!!!!!!!
  5. Luca Alberti
    , 14/3/2001 00:00
    Fuggire si, ma dove ??
    Ci sono due motivi che normalmente trattengono un individuo media dal fuggire lontano: in primis l'incertezza ad abbandonare una posizione socio-economica ben definita per fare un salto nel buio e in secundis il fatto che per trasferirsi in maniera sicura occorre avere un'ottima conoscenza del luogo, appoggi in loco e prospettive sicure di lavoro (a meno che non si possa campare di rendita). E poi, cosa importante soprattutto per noi italiani, la famiglia.
    Difficile che uno abbandoni la sua famiglia per trasferirsi a 10000 chilometri di distanza.
    L'unica soluzione, ovviamente valida solo per un nucleo familiare molto piccolo, e' trasferirsi tutti quanti.
    Ed e' quello che mi propongo di fare.
    Bye
  6. Claudia Gentili
    , 14/3/2001 00:00
    Sono d'accordo con Terry L.
    bisogna riscoprire il proprio spazio nella propria città. viaggiare è un'esperienza meravigliosa ti ricarica o ti devasta, è bello così, ma poi si dovrebbe saper stare dove si è, perchè il disagio sta dentro non fuori. non sono parole a vanvera. per me è successo così. se ero io a stare male, tutto fuori diventava scuro e oppressivo ma poi ho cominciato a camminare con una "torcia" personale e..beh. si vede tutto in modo diverso. le paranoie possono anche restare ma almeno si smette di correre e si fugge con calma...
    mi pare fosse kavafis a scrivere che se si spreca la propria vita in "patria", la si spreca ovunque. sarà così?
  7. Luca Brozzi
    , 13/3/2001 00:00
    Per quanto mi riguarda non vorrei fuggire dalla mia ombra ma dalla vita che faccio qui in Italia,dal clima e da molte altre cose.Guardare o far in modo di vivere in altre società diverse dalle nostre credo comunque sia un'ottima opportunità che ti poò far crescere ed arricchire interiormente.Alle persone che dicono che chi vuole andar via dall'Italia vorrei porre una domanda:in definitiva è più difficile trasferirsi in un altro paese o vivere in Italia?Credo ci voglia più coraggio ad andarsene e lasciare tutti che rimanere qui!
  8. Terry L.
    , 13/3/2001 00:00
    Credo che questo è quello che ci chiediamo tutti una volta (almeno!!)nella vita.
    Io sono una grande amante dei viaggi,delle partenze,delle lunghe permanenze all'estero.Viaggiare, soffermarsi in altri posti,conoscere nuova gente è per me fondamentale per ricaricarmi e per scoprire nuove cose di me.Ma il ritorno ...è quella la parte piu' bella del viaggio.Il desiderare di perpetuare le sensazioni vissute, ricominciare a vivere la tua città come se fossi straniero, scoprire bellezze e godere delle 1000 cose che pur ti offre.concediti un giorno a settimana per passeggiate, per una mostra, per un bar...ma con maggiore attenzione alle tue sensazioni...
  9. Roby Port
    , 11/3/2001 00:00
    NON SI PUO' FUGGIRE DA NIENTE.
    LA TUA OMBRA TI SEGUE SEMPRE.
    DOVREMMO AVERE LA FORZA DI
    SEGUIRE LA NOSTA OMBRA.
  10. Luca Brozzi
    , 6/3/2001 00:00
    No,non c'è soluzione!Non venitemi a dire di cercar di cambiare questo mondo o le nostre città perchè dovremmo vivere almeno duemila vite.Andiamocene,è meglio!
  11. Yuppi
    , 6/3/2001 00:00
    Anch'io ho la tentazione di dire:"lascio tutto, parto per chissà dove".
    La voglia di cambiare stile di vita, di riscoprire le cose vere, di restare incantati davanti ad un bel tramonto...
    Ci riusciamo ancora, vivendo nelle società frenetiche del "compro-e-ricompro", di oggi?
    Ci stiamo omologando, dobbiamo avere sempre qualcosa di più moderno, pratico, veloce, dell'ultima generazione.
    Ci siamo dimenticati dei piaceri veri della vita? Del sorriso davanti ad un bel piatto di pasta, della gioia di riscoprire la felicità negli occhi di qualcuno?
    Era un pò una sfogo, ma quando ce vò, ce vò!!
  12. Renzo Roveglia
    , 1/3/2001 00:00
    Cara Paola, non credo che fuggire sia comunque una soluzione; prendere una pausa sì, ma fuggire: dove? Ricorda che il visitare altre culture non è che il giro lungo per riscoprire il giro interno. Come scriveva Montaigne le culture degli altri popoli ci possono solo far vedere con occhi diversi le nostre abitudini non sostituirle.
  13. PaoFab
    , 1/3/2001 00:00
    Purtroppo,anche per me qui la vita sta diventando insostenibile:i soliti schemi,una politica che è da buttare nel...,il tempo atmosferico,etc;inoltre,io sono del parere che se io non riesco ad adattarmi alla società,sono io che devo andare via,perchè,alla luce dei fatti,cambiare la nostra società è pura utopia!Fatemi sapere cosa ne pensate nel forum o al mio indirizzo e.mail.Paola.
  14. Renzo Roveglia
    , 27/2/2001 00:00
    Com'è che nessuno si è accorto che la soluzione sta proprio sotto le vostre mani!
    Il lavoro a casa con Internet migliorerebbe di molto le cose. Orari flessibili (io giro senza orologio), piena conoscenza dell'ambiente di lavoro (spazio libero per gli appunti sul tavolo), ambiente di lavoro più che mai famigliare (non può essere altrimenti). E poi comunque perchè non fuggire per divertimento verso nuove culture e verso nuovi modi di vivere che ci aiutino a capire meglio il nostro mondo (i miei studi di antropologia riaffiorano).
  15. Cri Dellifi
    , 27/2/2001 00:00
    si deve rispondere su due fronti, uno personale, e l'altro.....è arrivato il mio capo scrivo dopo
  16. Daniela Dossena
    , 26/2/2001 00:00
    Mi dichiaro completamente d'accordo con Dario. Ormai viviamo presi dalla frenesia del fare e fare in fretta a tutti i costi, e chi si ferma e' perduto.
    Quella che sto per scrivere e' una sciocchezza, ma a volte queste piccole cose possono essere spia di disagi piu' grandi (wow, che parolone!). Io lavoro in centro a Milano e quando la mattina "sbuco" dalla metro, inglobata con cento altri come me, mi accorgo che nessuno di noi cammnina... stiamo tutti quasi correndo.. sembriamo i protagonisti di uno sketch di Bertolino (avete presente?), " i milanesi che corrono sempre,... ma dove c*** corrono?".
    Dove corro? Boh..., forse per questo faccio yoga.
    saludos.