1. Boicottaggio turistico

    di , il 7/7/2004 00:00

    Mi piacerebbe sapere se - secondo i lettori di questo sito - esistono Paesi che sarebbe bene boicottare dal punto di vista turistico perché non rispettano i diritti dell'uomo, perché sono retti da dittature ecc. (v. Cuba, Sudan, Vietnam ecc.) oppure... Il turismo è estraneo a tutto ciò?

  2. Turista Anonimo
    , 19/10/2004 00:00
    e si karma esistono propio paesi di serie a e b infatti tutti si indignano per la cina ed il tibet e nessuno per gli stati uniti ed i nativi americani, o gli indios del sudamerica... ma per loro non c'è un Gere che si batte e.....
  3. Roberto G.
    , 25/8/2004 00:00
    Mi sembra una banalizzazione anche poco intelligente dire che se boicotti una multinazionale i soldi ce li rimette lei, mentre se boicotti una nazione i soldi ce li rimettono i poveracci che ci vivono. Mia moglie lavora per una multinazionale, nel senso di una grossissimo provider con sedi in tutta europa e in buona parte del mondo, ma vi assicuro che non porta a casa miliardi a palate. Anzi, se dovesse esserci una flessione del fatturato, i primi a farne le spese sarebbero proprio gli impiegati più giovani, come lei. Adesso ci sarà sicuramente quello che salta fuori a dire "cavoli suoi, lo ha deciso lei di lavorare in una multinazionale"... Questo borghesuccio con la kefiah firmata Armani è pregato di spalancare ambo gli occhi, così riesco a sputazzarglieli per bene.... Oggi come oggi, il lavoro lo prendi dove lo trovi, a meno che non ti assuma paparino...
  4. Karma K.
    , 25/8/2004 00:00
    Ho letto gli interventi e soprattutto quello che si dice a proposito della Birmania: io ci sono stata, e non è stata una decisione presa alla leggera..ovviamente prima di partire mi sono documentata sui temi del boicottaggio turistico..ma alla fine credo di aver preso la decisione giusta...Nel mio piccolo credo di ave fatto qualcosa di positivo se no altro parlando del mio viaggio con amici e conoscenti ho portato alla loro attenzione sì il Paese meaviglioso che è la Birmania..ma anche la situazione in cui vive quel altrettanto meraviglioso popolo. Noi abbiamo cercato di attutire il + possibile il nostro "impatto turistico"..ed anche se non è stato un gesto eroico..siamo riusciti a farci accompagnare ad assistere ad uno spettacolo dei fratelli Moustaches...chi sono costoro??? Sono una famiglia di teatranti birmani i cui frateli sono stati imprigionati x...avere raccontato delle barzellette sui generali!!!!!!!!!!!!!!Loro ci hanno detto che riescono a vivere e possono continuare a fare i loro spettacoli (in casa..anzi nel garage di casa!) solo grazie ai turisti..x loro è di vitale importanza (nel vero senso della parola!) che ci siano ancora dei turisti che visitano il loro Paese. Non è stato un gesto di gra coraggio..ma vi posso assicurare che in alcuni momenti (soprattutto quando uno dei fratelli ha fatto "comparire" una foto di Aung Sun Suu Ky che teneva ben nascosta)....pensavamo di veder sbucare la polizia....E vi devo anke dire che le nostre guide non sono state affatto contente di acompagnarci..anzi ci hanno lasciato a qualche isolato xkè dicevano che la polizia gira lì intorno e prende nota dei numeri di targa....Quindi se x caso qualcuno si acingesse ad un viaggio in Burma..si ricordi di passare dai Fratelli Moustaches a Mandalay (l'indirizzo è sulla guida LP!).
    Un'ultima cosa a proposito di boicottaggio...in qs forum ho sentito parlare molto di Stati Uniti (la pena di morte..i diritti civili violati..ecc..)..ma sinceramente mi sembra un po' demagogia! Nessuno hai mai sentito parlare di....CINA?????? E del popolo tibetano..che vogliamo dire?????? O ci sono popoli oppressi e sterminati di serie A (palestinesi) e di serie B, C, D (tibetani, cambogiani, coerani.....)?
    Un saluto a tutti
  5. Roberto De la tour 1
    , 24/8/2004 00:00
    Il tema del forum si riferisce al boicottaggio (si, no, si e no) dei viaggi a scopo turistico nei paesi in cui sono violati i diritti umani. Ho letto gli interventi, e capisco quasi tutti i punti di vista. Ma mi viene in mente un altra cosa: e i paesi in cui non va mai nessuno, e in cui pare i diritti umani siano violati sistematicamente, non servirebbe andarci, o pelomento fare pressione per avere il diritto di andarci, per rendersi conto? Senza andare in paesi in cui si rischia la pelle (Somalia...) o altri in cui è complicatissimo spostarsi, c'è un esempio lampante: la Corea del Nord. Qualcuno c'è stato? Qualcuno sa se è possibile andarci? Andandoci, forse si potrebbe testimoniare. I racconti su questo forum su Cuba, Birmania, ecc, dimostrano che si può (e si dovrebbe) testimoniare. Cosa succede in Corea del Nord? Ecco un bell'esempîo di un paese in cui non va nessuno, il che non impedisce certo al regime di fare quello che vuole.
  6. Andrea De capoa
    , 6/8/2004 00:00
    Se boicotiamo una multinazionale sarà lei direttamente a rimetterci soldi (e per riflesso anche parte dei suoi dipendenti).

    Se "boicottiamo turisticamente" uno stato saranno molte persone comuni a rimetterci direttamente (almeno per il mio stile di viaggio) e solo marginalmente ed indirettamente lo stato.

    Fare pressione su qualcuno in nome del rispetto dei diritti umani è sempre giusto, ed ognuno lo deve fare nei modi che ritiene migliori o più adatti alla sua personalità (Non chiedetemi di sfilare in un corteo di protesta in un paese dittatoriale perchè proprio non me la sento). Al tempo stesso se scegliamo forme di lotta "economiche" allora bisogna analizzare bene che giro fanno effettivamente i nostri soldi per capire se stiamo agendo nella direzione voluta.

    MAGARI, se facciamo vivere bene qualcuno con le nostre tasche da turisti (generalmente e non a torto considerate piene di soldi), quel qualcuno farà andare a scuola suo figlio; fra un po' di anni ci sarà un governo dittatoriale con un oppositore in più!
    Una cosa rimane sicura: per lo meno cerchiamo di evitare il più possibile che i nostri soldi vadano verdo direzioni a noi non gradite!

    Andrea
    http://decapoa.altervista.org
  7. Turista Anonimo
    , 30/7/2004 00:00
    be' riccardo, con tutti quei colori mi sa che alla fine hai una confusione pazzesca, a parte il fatto che gli indiani lottavano per la propia indipendenza e non per quella di altri, dici anche di dover guardare oltre il bianco e il nero, e allora perche' per un mio semplice pensiero mi hai definito "un fiero sostenitore delle deportazioni, detenzioni illegali e torture che avvengono in certe nazioni" ?? ti sei per caso dimenticato di guardare oltre o semplicemente hai fatto confusione come dicevo all'inizio??

    ciao
  8. Turista Anonimo
    , 29/7/2004 00:00
    se si e' contro qualcosa che avviene in un determinato posto bisognerebbe avere le PALLE per andare in quel determinato posto a protestare!! troppo facile dire sono a favore di quel popolo quindi vado a divertirmi alla faccia loro da un'altra parte!!!!! oppure mangio i pompelmi prodotti da un'altro paese, tanto il pompelmo lo mangio lo stesso!!!
    a mio avviso i boicottatori scelgono la strada piu' semplice per mettersi a posto la coscienza...
  9. Turambar
    , 29/7/2004 00:00
    Io sono sempre del parere che non ci si debba lasciar prendere dagli estremismi. Noi viviamo in una cultura dove è obbligatorio porre una netta linea di confine e dire che al di qua è il bene ed al di lá è il male. Ma deve proprio essere così? Abbiamo solo il bianco od il nero? Non esistono invece tante sfumature di grigio fra i due estremi?
    Ma anche così noi abbiamo una gradazione che può essere divisa ponendo un limite. E se oltre al bianco e al nero mettiamo del rosso e del blu, dove la poniamo la linea fra il bene e il male?
    Secondo me quello che facciamo non lo dobbiamo fare solo per sentirci in pace con la coscienza, ma perché possiamo veramente lavorare per migliorare il mondo. Ormai abbiamo cognizione che certi nostri comportamenti possono portare solo ulteriori sofferenze.
    Chi viaggia non deve essere avulso da questa logica. È giusto concedersi alcuni giorni di svago e di riposo? Secondo alcuni no, ci si deve dedicare a tempo piena o per tutta la vita a certe scelte. Oppure, al contrario, bisogna fregarsene di tutto. È possibile invece coniugare la propria vacanza con qualcosa di utile senza per questo martirizzarsi? O più semplicemente, sapere che certi comportamenti sono una fonte di sofferenza non è una consapevolezza che dovrebbe portare ad evitarli?
    Porre in atto un boicottaggio vuol dire fare una scelta, così come quando si sceglie un albergo piuttosto che un altro. Le motivazioni però sono di tipo morale anziché economico. Il messaggio che viene dato con un boicottaggio è chiaro: io non rinuncio tout court a quell'oggetto, ma rinuncio solo al tuo. Il caso più famoso credo sia quello di Gandhi contro i prodotti inglesi: gli indiani non rinunciarono a vestirsi o a comprare vestiti nuovi, ma cominciarono a produrli autonomamente e a comprare solo quelli realizzati in India.
    Una persona che vuole avere un periodo di relax può farlo liberamente. Quando però impara che il suo relax può essere causa di dolore si pone di fronte ad una scelta: può non importargli nulla, può decidere che è giusto continuare quei comportamenti, può infine decidere di non rendersi complice. Deve però rinunciare al suo riposo? Deve buttarsi a capofitto a sostenere la causa di quelle persone? Deve farlo tutte le volte che viene a conoscenza di problemi analoghi? Mi sembra che si finisca in una spirale di integralismo simile a quella di Giuda…
    Tornando ai boicottaggi turistici dobbiamo ricordare anche che non tutte la nazioni sono uguali. Nella stragrande maggioranza dei paesi è possibile muoversi senza dare un appoggio diretto ai regimi. Negli USA ad esempio se consideriamo che più della metà della gente non vota e che il presidente prende circa la metà delle preferenze, abbiamo ben chiaro quale sia il reale appoggio del "popolo americano" alle politiche che persegue il governo. Anche in Israele esistono modi di fare turismo ed incontri senza appoggiarsi a strutture governative, anche se lì è sempre possibile essere rifiutati alla frontiera.
    La Birmania è un caso a parte, così come Cuba. Queste sono nazioni dove il controllo statale è molto forte. Resta poi sempre il fatto che l'unico boicottaggio turistico é stato richiesto contro la Birmania, quindi credo che rimandare di un anno o due la visita a questa nazione possa essere un sacrificio tranquillamente fattibile senza troppo sforzo.

    Saluti
    Riccardo
  10. Turista Anonimo
    , 28/7/2004 00:00
    ciao riccardo,
    ho letto con attenzione il tuo lungo intervento e mi trovo d'accordo con te, hai saputo esprimerti molto bene su un argomento così delicato.
    forse il mio intervento è suonato un po' integralista ma si tratta ovviamente di opinioni personali, poi ognuno fa quello che vuole. io non ho voglia di andare in alcuni paesi per le mie convinzioni ma non biasimo chi invece decide di visitarli lo stesso.
    ho però la sensazione che molte persone siano contro il boicottaggio solo per poter fare dei viaggi e sentirsi a posto con la coscienza e nonostante tutto dimostrare agli altri che ci tengono al rispetto dei diritti umani. ma anche questa è un'opinione personale...
  11. Turambar
    , 28/7/2004 00:00
    Il tema del boicottaggio io lo ritengo molto difficile. Non credo peró che sia da chiudere con frasi tipo "non bisogna boicottare nessuno" o "vanno boicottate tutte la nazioni che non rispettano i diritti umani". Nel primo caso si continuerebbero a promuovere delle forme di sfruttamento che sono inaccettabili da una persona di buon senso; nel secondo caso basta guardare il rapporto di Amnesty per rendersi conto che non esistono governi con le mani pulite.
    Il boicottaggio a mio avviso deve essere una forma estrema di lotta "dal basso", ma deve essere limitata nel tempo e nei modi. È poi secondo me di primaria importanza sapere CHI promuove il boicottaggio. La maggior parte dei casi infatti si tratta di boicottaggi richiesti e promossi esternamente rispetto allo stato od alla ditta che viene colpita (per esempio la campagna "Gioca pulito alle Olimpiadi" promossa in questi giorni). Esistono però altri casi da tenere in maggiore considerazione dove il boicottaggio viene richiesto e promosso da strutture interne all'ambiente boicottato. I casi più famosi sono quello della Coca-Cola (richiesto dai dipendenti), quello dei prodotti Made in Israel (richiesto dalle ONG palestinesi) ed il boicottaggio turistico della Birmania (richiesto dalle associazioni ed ONG birmane).
    Perché a mio avviso sono da tenere in maggiore considerazione rispetto ad altri? Perché vengono richiesti da persone e organizzazioni che vengono direttamente danneggiate dal boicottaggio, ma che si rendono conto che è in pratica l'unica strada praticabile per poter mettere un freno a certe situazioni particolarmente violente.
    Leggere quindi che andrebbe boicottato chi boicotta mi da un certo fastidio. Chi l'ha scritta credo sia un fiero sostenitore delle deportazioni, detenzioni illegali e torture che avvengono in certe nazioni, mentre vanno ulteriormente colpite le vittime dei soprusi con un contro-boicottaggio.
    Molti però si chiedono se non sia possibile ugualmente viaggiare in paesi che sono di fatto dittature senza sovvenzionare il regime. A mio avviso non credo sia possibile e me ne sono reso conto a Cuba. Quando ci sono stato abbiamo sempre dormito in case private: questa forma di alloggio non è però libera, ma vincolata a precise leggi statali con pene molto pesanti per chi trasgredisce e con tasse non basse. Anche quindi stare lontani dalle strutture più grandi condotte direttamente dallo stato non vuol dire non dare appoggio al governo presente.
    Non sono però un sostenitore integralista dei boicottaggi e credo che sia poi il singolo turista che debba decidere a seconda della sua sensibilità se visitare o meno una nazione (anche perché poi non esiste solo il bianco ed il nero, ma ogni nazione ha storia a se). Chi frequenta questo forum ho notato che mi sembra avere un'idea di viaggio fai-da-te che comunque è in molti casi molto meno invasivo e sicuramente meno proficuo per i governi del turismo da villaggio. Considerando però che per ora esiste solo una nazione dove è stato richiesto di non andare da turisti, la Birmania, credo che tutti si possa fare lo sforzo di evitarla per alcuni anni. Considerando anche che nella regione ci sono tante altre nazioni ugualmente belle!
    Di anno in anno si discute all'interno di AITR se continuare il boicottaggio. Può darsi che duri ancora un anno o due, non credo che proseguirà all'infinito. Di sicuro sarà importante vedere quali sono i risultati conseguiti (alcuni ci sono già stati, ma l'invito dell'anno scorso è stato di mantenere il boicottaggio).
    L'altro mio dubbio leggendo le altre risposte è riguardo a chi ha stigmatizzato il discutere di politica. Scusa, ma il boicottaggio non è una chiara azione politica? Se parliamo di boicottare Cuba o la Birmania va bene, ma se portiamo a galla le magagne degli USA no? E quelle della nostra Italia sono sempre invisibili o false quando non ci toccano direttamente? Parlare di boicottaggio vuole anche dire parlare di boicottaggio interno. Posso quindi scegliere di andare in un B&B a conduzione famigliare oppure nell'albergo del Capo del Governo: se io decidessi per l'una o per l'altra cosa può essere una scelta inconsapevole, ma può anche essere una scelta fatta con cognizione di causa.

    Buone ferie a tutti
    Riccardo
  12. Turista Anonimo
    , 27/7/2004 00:00
    be' l'ipocrisia americana e' sotto gli occhi di tutti, ma da qui al boicottaggio ce ne vuole....
  13. Turista Anonimo
    , 26/7/2004 00:00
    infatti gli stati uniti sono il primo paese da boicottare perchè si sentono paladini della giustizia e della democrazia quando sono un paese razzista e torturatore! almeno altre nazioni non pretendono di essere i portatori della democrazia nel mondo!
  14. Turista Anonimo
    , 26/7/2004 00:00
    si potrebbero boicottare tutti i POLITICANTI!!!!
  15. Daniela Bo
    , 24/7/2004 00:00
    che palle... possibile che noi italiani in ogni discorso dobbiamo infilarci la politica... e berlusconi... e le tasse... avete proprio rotto!!! tanto potete dire quello che volete ma le cose andavano male anche prima...
    credete veramente che un altro partito avrebbe fatto meglio... è tutta colpa dei soldi e di tutti noi... dite quello che volete ma in questo momento la società è accecata dal potere... non si parla solo dei politici!!! la maggior parte delle persone venderebbe l'anima al diavolo!!!
    io se potessi partirei oggi stesso, vagando per tutta la vita da una cultura all'altra... senza mai restare troppo tempo in un posto per non ritrovare la stessa stupidità e brama di potere!
  16. Turista Anonimo
    , 22/7/2004 00:00
    Secondo quando dice Francesca........boicottiamo gli USA...dove vige la pena di morte.