1. Visitare le Murge pugliesi

    di , il 10/2/2007 15:00

    Ciao ragazzi avrei bisogno di informazioni riguardanti le murge pugliesi (posti da vedere, alberghi, strutture, strade, giudizi ecc).

    Qualora aveste del materiale vi prego segnalatelo.

    Grazie tante e buon viaggio a tutti.

  2. Redazione
    , 20/5/2007 13:00
    *************MESSAGGIO DELLA REDAZIONE*****************
    Attenzione: quando leggete nei forum l'invito a essere contattati privatamente per ricevere ulteriori informazioni su sistemazioni/alberghi/servizi, abbiamo il forte sospetto si tratti di pubblicità. Un consiglio spassionato, infatti, potrebbe essere pubblicato senza remore direttamente in chiaro sul sito, sottoponendolo al controllo della Redazione. Se a questo punto accettate il contatto privato, siate consapevoli che potrebbe non essere disinteressato e che vi state autoprponendo come oggetto di pubblicità occulta.
    Martino
    *****************************************
  3. utente_deiscritto_10
    , 6/5/2007 21:11
    Guida online sulla Puglia e, quindi, anche sulle Mure pugliesi:
    http://www.pugliatravel.com/

    Credo sia utile a chi non conosce questa bellissima regione e voglia scoprirne velocemente tutte le caratteristiche.
  4. utente_deiscritto_10
    , 18/4/2007 02:29
    Bravo Montale che si ricorda i ristoranti dove si è trovato bene... Io solo di recente (anche per via delle guide per caso che modero) ho preso l'abitudine di segnarmi i nomi (se confido nella mia memoria sto fresca, eheheheh!). Vabbeh che in Puglia mi riesce tutto più difficile, non sentendomi turista. :-)
    Dei dinosauri di Altamura ho scritto un po' di tempo fa. In questa regione ci sono scavi interessantissimi, ma "ovviamente" sono poco noti vista la pessima politica turistica del territorio (tranne giusto nel Salento leccese).
    Ruvo... Ah, terra natia dle mitico cestista azzurro Gianluca Basile detto Baso!!!! :-P
  5. Turista Anonimo
    , 17/4/2007 17:56
    Confermo quanto detto da Annarita
    in particolare meritano Gravina,
    dove vi consiglio il ristorante Madonna della Stella
    davvero bellissimo, e Altamura, dove si possono ammirare gli scavi con le orme dei dinosauri.
    Molto carina anche Ruvo, con la sua cattedrale
  6. utente_deiscritto_10
    , 16/4/2007 23:26
    Ne approfitto per postare qui parte di un intervento che ho lasciato sul forum del Salento a proposito di AVETRANA, in provincia di Taranto...

    A chi dovesse passare da quelle parti consiglio di vedere innanzitutto le grotte carsiche (è uno dei paesi che fa aprte delle famose Murge pugliesi), ma anche il Torrione (castello del XI secolo), il Palazzo Imperiali (antica residenza nobiliare) e la Cattedrale (XVIII secolo). Non mancano anche alcuni siti archeologici, sebbene, come un po' in tutte le località da queste parti, non siano protetti e promossi a dovere.
    Come alloggio, se vi piacciono gli agriturismo potete optare per la "Masseria Bosco". E' carino e ben tenuto. L'ho visitato l'anno scorso durante una sagra. Se ben ricordo è sulla strada per Erchie.
  7. utente_deiscritto_10
    , 7/4/2007 02:20
    GROTTAGLIE (TA)


    >>>> La Città oggi

    "Nella città dalle molte grotte, dove i figuli, i ceramisti, creano manufatti di terracotta, e dove per scoprire nuovi ritmi e nuove sonorità, altre architetture e tanti sublimi e insospettati segreti ci si può solo perdere" [cosi recitava un importante rivista nazionale del settore turistico].
    La città di Grottaglie è dislocata sua una collina del territorio jonico della provincia di Taranto. Dista circa 20 km dal capoluogo di provincia e conta una popolazione di circa 30.000 abitanti che occupano una superficie di circa 100 kmq.
    L'agricoltura è il settore primario dando occupazione a circa 3570 realtà.
    Leader nella coltivazione e produzione di uva da tavola gli è valso negli anni l'appellativo di città dell'uva da tavola.
    Altro settore trainante è quello artigiano-commerciale, ove sono occupate circa 1350 attività.
    Fulcro dell'artigianato locale è la ceramica che occupa circa 55 botteghe, dove vengono creati e plasmati autentiche opere d'arte in terracotta.



    >>>> Cenni storici

    L'origine di Grottaglie (dal lat. «Cryptae Aliae» = molte, diverse grotte) va ricercata negli insediamenti rupestri che si sono susseguiti nella zona fin dal periodo del Paleolitico.
    I primi gruppi umani abbandonarono man mano le profondità delle "gravine" per occupare le alture isolate sulle quali stabilirono i loro villaggi fortificati. Sorsero così vari casali tra cui «Casale Cryptalearum», nucleo primigenio dell'attuale centro storico di Grottaglie.
    I Normanni (XI sec.) donarono alla Mensa Arcivescovile Tarantina il Casale. Sul finire del XIV sec. il feudo episcopale fu dotato di mura di fortificazione, assieme al Castello e alla Chiesa Matrice.
    Difficoltà e crisi politiche portarono (dal XV al XVII secolo) ad una "coabitazione" di due giurisdizioni feudali differenti: una vescovile ed una laica. Il XVII secolo conobbe anni di miseria e di difficoltà sotto la mal tollerata dominazione spagnola.
    Lotte di giurisdizione tra Arcivescovi di Taranto e feudatari laici e ripetute sollevazioni popolari, caratterizzarono il secolo successivo fino all'abolizione della feudalità. Un clima di disorientamento politico generale ed il nascente fenomeno del brigantaggio accompagnarono la prima espansione urbana "fuori le mura", fino al periodo unitario, a partire dal quale le vicende di Grottaglie si accomunano a quelle di molti centri simili nel Meridione d'Italia.



    >>>> Il quartiere delle ceramiche

    Per molti secoli l'attività ceramica è stata la principale fonte economico - produttiva dei grottagliesi. Secondo alcuni dati storici, infatti, alla fine del '700 si contavano 42 fabbriche e una popolazione di addetti di circa 5000 unità.
    È stata l'abbondanza di argilla nel territorio che ha inizialmente favorito lo sviluppo dell'artigianato figulino.
    Le radici della produzione artistico-artigianale affondano in un passato lontanissimo, stando ai numerosi reperti ceramici risalenti all'età classica e magno-greca.
    Per lungo tempo l'attività fu prevalentemente a carattere artigianale, volta alla produzione di laterizi e di suppellettili di uso quotidiano. La diffusione della produzione di maioliche a Grottaglie è databile a partire dal '700, con la conseguente specializzazione in due filoni, l'«arte ruagnara» e l'«arte faenzara»: il primo inerente alla produzione d'uso comune, con un forte legame al mondo contadino, il secondo a carattere decorativo ed ornamentale, rivolto ad un uso più elitario.
    Attualmente le tipologie e le tecniche produttive tendono comunque ad integrarsi e ad incrociarsi anche nelle stesse botteghe, dove i ceramisti, non più suddivisi in categorie, lavorano quotidianamente alla sperimentazione e alla ricerca di nuove forme espressive.



    >>>> Chiese e Monumenti

    Situati nel centro storico hanno caratteristiche importanti sia dal punto di vista storico sia dal punto di vista culturale:
    - il Castello Episcopio (XIV sec.) antico Mastio medioevale di fine '400 oggi sede del Museo della Ceramica
    - la Chiesa Matrice (XIV sec.) imponente in piazza regina margherita domina in borgo antico
    - il Santuario di S. Francesco De G. (XIX sec.) dedicato al Santo Patrono con annessa la casa in cui ha vissuto
    - la Chiesa del Carmine con convento (XVI sec.) ospita uno stupendo presepe in pietra di Stefano da Putignano risalente al 1530



    >>>> Le Gravine e le Cave

    Il territorio della città di Grottaglie è habitat naturale di numerosissime grotte e cave naturali. In questi solchi si è scritta buona parte della storia grottagliese, dato che le suddette grotte vennero regolarmente abitate fino al secolo XIII: i più importanti, procedendo da NO verso SE, sono : Riggio, Fantiano (o lama Infantiana), Fullonese (o Foranese), lama dei Pensieri (o Casalpiccolo o S. Biagio). Nell'agro grottagliese il fenomeno erosivo ha prodotto nel corso dei secoli un gran numero di queste gravine, la maggior parte delle quali di modesta entità : tali depressioni incidono i banchi tufacei posti a quote decrescenti verso Sud-Ovest e si evidenziano con forza nell'ultimo gradone che si affaccia sulla vallata sud-orientale, dove le succitate lame più importanti (Riggio, Fantiano, Fullonese e Pensieri) scorrono quasi parallele fra loro, rimarcando il territorio con un segno chiaro e indelebile. Molto interessante dal punto di vista paesaggistico - naturalistico è soprattutto la lama di Riggio, il cui toponimo rievoca la scomparsa Rudiae, dove probabilmente ebbe i natali il padre della letteratura latina Quinto Ennio. Situata all'estremità settentrionale del territorio grottagliese, è la più profonda delle incisioni e presenta dei salti di quota che in alcuni periodi dell'anno, in conseguenza di abbondanti precipitazioni, danno luogo a piccole cascate, raccogliendo le acque che provengono dagli spalti tufacei a quote superiori. Le caverne che vi si trovano sono per lo più scavate o ampliate dai primi abitanti di questi luoghi. La gravina di Fantiano è situata appena a Sud di Riggio, ed è perimetrata nel suo insieme da una pineta, dalla omonima denominazione, la cui vegetazione è costituita essenzialmente da pini d'Aleppo e macchia mediterranea. La lama del Fullonese cinge l'abitato a Ovest ed è quella che ha maggiormente subito i danni derivanti dalla recente trasformazione insediativa del territorio, essendosi l'edificazione spinta fino al ciglio del vallone. La lama dei Pensieri solca il territorio a Sud del centro abitato ed è attualmente attraversata sia dalla linea ferroviaria che dal tratto di superstrada Grottaglie - Taranto.



    >>>> I Frantoi Ipogei

    - Frantoio Cortemaggiore
    - Frantoio Dormiente
    - Frantoio Fasano 1
    - Frantoio Fasano 2
    - Frantoio Fornaro
    - Frantoio Galeasi
    - Frantoio Lo Noce
    - Frantoio Paolotti 1
    - Frantoio Paolotti 2
    - Frantoio Pinca
    - Frantoio Sant'Elia
  8. utente_deiscritto_10
    , 5/4/2007 08:17
    GRAVINA DI PUGLIA (BA):


    >>> La città nei secoli

    In uno dei tanti solchi vallivi delle Alte Murge, si sviluppò un'antica ed interessante civilta' rupestre, quella di Gravina di Puglia. Proprio nelle grotte di tufo della gravina, trovarono riparo per ben quattro secoli anche gli abitanti della romana Silvium, in fuga dalle orde barbariche del V sec. Nel periodo Bizantino divenne sede Episcopale, con i Normanni venne edificata la suggestiva Cattedrale a strapiombo, a Federico II di Svevia un imponente Castello, a Roberto d'Angio' l'avvio di un importante appuntamento che si mantiene ancor oggi, della fiera del bestiame e grazie agli Orsini, che ressero il Gravina di Puglia dal 1420 al 1807, paese non ha subito grossi cali demografici ed economici.
    Con il termine "gravina" si intendono dei ripidi solchi di roccia calcarea, tipici del posto, che l'erosione dell'acqua ha scavato nei secoli. Queste erosioni hanno dato luogo a moltissime grotte naturali che inizialmente ospitarono le popolazioni dell'Eta' del Ferro, e successivamente vennero riadattare ad abitazione da gente in fuga dai barbari. Ma l'utilizzo a dimora si prolungo' oltre il V sec.: fino al IX sec., infatti, vi sono testimonianze di presenze che successivamente si trasferirono sulla riva sinistra del vallone, per dare origine all'abitato di Gravina di Puglia, dove sorge l'attuale citta'.



    >>> Da Vedere

    Un panorama davvero unico e ricco di grande suggestione quello di Gravina di Puglia che conserva interessanti testimonianze: la singolare Chiesa-Grotta di S. Michele che fu l'antica Cattedrale della comunita' cavernicola. Completamente scavata nella roccia, si mostra imponente con le sue cinque navate, con resti di affreschi, con altari e la statua del santo. Raccolte in una piccola gratta annessa, vi sono delle ossa umane che probabilmente risalgono alle tante vittime del periodo saraceno (X sec.). Sopra questa originale chiesa si trova un'altra Chiesa-Grotta dedicata a S. Marco. La Bibilioteca Finya, considerata la piu' antica biblioteca della Puglia, venne costruita dal cardinale Finy, collabratore di papa Orsini nel 1743 e conserva una preziosa raccolta libraria.
    Il Palazzo Vescovile dove sono esposte nella pinacoteca opere di gran valore artisico. La Cattedrale edificata in periodo Normanno (XI sec.) che sorge in una suggestiva posizione a strapiombo. Nonostante varie vicissitudini abbiano coinvolto quest'edificio, sono ancora evidenti lo stile romanico e gotico e l'impronta rinascimentale della bella facciata. Ancora un altro edificio di particolare pregio e' quello della Chiesa del Purgatorio fatta costruire per volonta' di Ferdinando III Orsini nella meta' del XVIII. Delle decorazioni pittoriche, che furono opera del noto pittore Francesco Guarino, resta solamente la tela della Madonna del Carmine nell'altare maggiore.
    Da Piazza della Repubblica, il centro dsi Gravina di Puglia, si incontrano bei palazzi come il barocco Palazzo Orsini, Palazzo Capone-Spalluti (XVI sec.), Palazzo Pomarici Santomasi (XVIII sec.) sede del Museo archeologico, la Chiesa di S. Nicola, tra le piu' antiche della citta' (IX-X sec.), la quattrocentesca Chiesetta di S. Sofia, la cinquecentesca Chiesa di S. Francesco.
    Tra le molte caverne della gravina, poi, e' possibile visitare la Chiesetta Rupestre di S. Maria degli Angeli (VIII-IX sec.) e quella dedicata alla Madonna della Stella, ricavata proprio sul ciglio del vallone. Fuori della citta' merita la visita della Chiesa e del ex Convento di S. Sebastiano, con un prezioso chiostro tardoromanico con capitelli di varia foggia.



    >>> Il museo più importante

    Il Museo Civico Archeologico raccoglie reperti databili in un arco cronologico che comprende l'VIII secolo a C. sino al XIII d.C.
    D'impatto meraviglioso la ricostruzione perfetta (in scala reale) di n° 2 Tombe di guerrieri Peuceti con armi e suppellettili; Vasi protoapuli con scene simposiache e dionisiache; ricostruzione anche di una Tomba Ipogeica a Grotticella del III sec a C. (di Famiglia) ed altro.
    Palazzo Ex Seminario Vescovile
    Piazza Benedetto XIII
    Tel. 080 - 3221040
  9. utente_deiscritto_10
    , 5/4/2007 08:14
    ALTAMURA (BA), SCHEDA DELLA CITTA':

    Altamura sorge a 480 metri sull'Appennino sudorientale. È il centro piu popoloso dell'Alta Murgia con oltre 68 mila abitanti. Gode di una vigorosa economia commerciale, agricola e manifatturiera, fortemente sviluppata dalle specializzazioni dell’artigianato e impostasi nei mercati mondiali grazie ai salottifici.
    È salita alla ribalta internazionale nel 1993 grazie alla scoperta sensazionale del giacimento paleontologico di Lamalunga: uno scheletro umano intero e in ottimo stato di conservazione che risale a tre-quattrocentomila anni fa.
    Ma Altamura come nasce, il suo nome cosa intende?
    Dalla bella regina dei Mirmidoni, Altea, discenderebbe il nome primitivo della città, Altilia. Non meno suggestivo è l’altro etimo proposto: Alterum Ilium (=Altra Troia) per cui Altamura entrerebbe nel piano provvidenziale che, dopo la caduta di Troia, porta Enea alla fondazione di Roma. Ma il dato archeologico essenziale è l’insediamento di una colonna peuceta - poi romanizzata - nello spazio delimitato dalla cinta muraria interna (V sec. a. C.), spazio allargato successivamente (IV sec. a.C.) e difeso da una cinta muraria esterna lunga 3670 metri.
    Da qui il nome odierno di Alta-Mura.
    Il volto nuovo dell'antico borgo si deve a Federico II di Svevia; lo conferma l’epigrafe sotto lo stemma biancorosso della citta: Federicus me reparavit.
    Federico riorganizzò in maniera profonda e duratura l’assetto urbano di Altamura, privilegiando la città - gia centro di notevole vivacità economica e sociale prima del Mille – con la sontuosa Cattedrale cui è legato il suo nome, unico luogo di culto di cui abbia seguito le vicende anche dopo averne completato la costruzione.E siamo alla terza decade del 1200.
    Il tessuto urbano si sviluppa in una singolare trama di claustri (vicoli ciechi a cortile) su strade “basolate” che portano tutte all'arteria principale (Corso Federico II) e quindi alla Cattedrale.
    Dall'epoca federiciana a oggi le vicende altamurane sono segnate dall’orgoglio per l’autonomia di governo della città: riscattata dagli stessi altamurani all’asta nel 1531, protetta dai sovrani contro i soprusi dei feudatari, difesa strenuamente nel 1799 durante l’assedio e l’incursione del cardinale Fabrizio Ruffo contro i giacobini. Alla difesa eroica del 1799 si riferisce il titolo di “Leonessa di Puglia”.




    COSA VISITARE AD ALTAMURA:

    - LA CATTEDRALE
    La Cattedrale di Altamura fu costruita da Federico II, contemporaneamente alla fondazione della città, nel 1232 e, parzialmente distrutta da un terremoto, venne ricostruita, circa un secolo dopo, nel 1316. E' un complesso architettonico in uno stile discusso e variamente classificato, non certamente puro, ma costituito da un insieme di elementi architettonici così ben coordinati fra loro da offrire, nell'insieme, una bellezza armonica ed unitaria ed un effetto di perfezione, leggerezza ed agilità.
    L'originario stile romanico - pugliese, da alcuni classificato più propriamente "federiciano" per l'impronta personale e geniale di Federico II e anche per il fatto che la cattedrale di Altamura è l'unica costruita per suo volere, si osserva meglio sulla fiancata destra scandita da sette arcate e ornata di un bel portale eretto dal re Roberto d'Angiò.
    Nel 1534 la bellissima porta principale fu situata nella facciata opposta e il campanile venne così a trovarsi sul davanti del tempio. Intorno al 1560 fu eretto una torre campanaria simmetrica e nel 1587 vennero entrambi sopraelevati. Nel 1729 furono aggiunte le cuspidi. In anni successivi il pavimento fu rifatto in marmo e con marmo e dorature furono rivestite le colonne e le altre parti. Nel 1858 al posto del Sedile si costruì la Torre dell'orologio in stile neo-gotico. La bellezza originaria è però rimasta inalterata: sono da ammirare
    l'elegante facciata principale ad arco acuto dominata dai due imponenti campanili, il superbo portale del XIV-XV secolo definito "il più ricco di Puglia" e tra i più importanti della regione, lo stupendo rosone trecentesco a 15 raggi con archetti terminali entro triplice ghiera riccamente scolpita.
    L'interno, sotto la veste ottocentesca, presenta la struttura originaria con le colonne snelle delle navate, i preziosi capitelli, le colonnine degli antichi matronei e le ricche sculture che coronano tutte le porte e le finestre.
    Si conservano anche numerose e preziose opere d'arte che ricordano il tributo di fede offerto da sovrani, signori ed umile gente: un pregevole coro intarsiato del 1543, opera di maestri napoletani, formatoda 64 stalli in noce diversi uno dall'altro; il quadro di "S.Paolo" di Domenico Morelli (terza cappella); l'Assunta, protettrice di Altamura, eseguita su di una grande tavola in noce, posta dietro l'altare maggiore, opera di Leonardo Castellani nel 1546.
    Deturpata è stata più volte restaurata. L'altare maggiore, in marmo, è del 1793 mentre nella sagrestia vi è un grande armadio a muro in noce con intarsi del 1547.Fin dall'inizio nel 1232 la Fabbrica del duomo è centro di propulsione della vita sociale e della ricca architettura religiosa di Altamura. All'evoluzione strutturale del Duomo fino agli anni dell'Unità d'Italia corrispondono numerose iniziative edilizie che trasformano notevolmente il panorama edificato di Altamura.
    Chi visita il Duomo oggi vede ben poco dell'impianto originale federiciano. Sono originali le trifore dei matronei con le sublimi colonnine di gusto arabesco, sia all'interno che sulla fiancata della trecentesca Porta Angioina. Originale è anche la porta la bifora sul lato sinistro della facciata, probabile trapianto dalla facciata originale sul lato occidentale della chiesa. Se non proprio risalente alla fondazione, di poco posteriore è il prezioso ambone, pulpito in pietra smontato nel Cinquecento e sostituito da quello in noce come i 64 stalli del coro.

    L'imperatore Federico tenne per se e per i propri successori il diritto di scegliere il prelato della chiesa palatina,proprio come se si trattasse della cappella del palazzo regio.
    Lo status giuridico della chiesa altamurana è stato difeso per quasi sette secoli dai regnanti e dagli altamurani, sicchè bisogna attendere i Patti lateranensi del 1929 per arrivare alla nomina del vescovo di Altamura da parte del Papa.
    Del privilegio regio sono testimonianza le iscrizioni e gli stemmi sia all'esterno del Duomo che all'interno, sul sontuoso contro soffitto in legno dorato.
    Il portale tardo trecentesco ( o dei primi del Quattrocento) è testimone straordinario di scultura ecumenica, perché quasi certamente vi lavorano maestri itineranti - affiancati da maestranze locali - attivi nei monumenti disposti sui grandi percorsi trasversali che da Santiago de Compostela giungevano a Gerusalemme toccando il braccio tarantino della via Appia antica.
    Capolavori di arte pugliese sono invece i poderosi leoni stilofori (1533). L'interno del duomo, ricco di opere cinquecentesche nelle cappelle della navata a sinistra dell'ingresso e in tutto il vano del presbiterio, fu coperto di marmi e stucchi nei restauri del 1854 - 61. Al XIX sec. risalgono anche molte tele pregevoli di scuola napoletana.

    - L'UOMO DI ALTAMURA
    Eclissatosi 250 mila anni fa nella grotta di Lamalunga, che lo ha conservato nel suo scrigno e lo ha consegnato a noi spregiudicati discendenti del terzo millennio, oggi l'Uomo di Altamura ritorna a calcare la scena.
    Probabilmente allora non percepiva l'agguato che quella grotta gli tendeva.
    Lo spaventava più la grandiosa voragine del Pulo, la cui calotta era improvvisamente sprofondata, aprendo al sole sulla parete settentrionale a strapiombo grandi cavità sgombre dai flussi pluviali, che diventarono i suoi ripari dalle fiere e dalle intemperie.
    Suoi coetanei abitavano la Murgia Franchini e avevano imparato a non avventurarsi, durante i periodi di piena, tra i canaloni gonfi d'acqua che confluivano nella grave di Farawalla.
    Leggende ancora vive raccontano di intere mandrie precipitate, con i loro pastori, nel buco nero di Farawalla e rinvenute dopo giorni e giorni nel golfo di Taranto.
    Nell'antico canalone di Lamalunga l'Uomo di Altamura fu travolto dalle acque e fu scaraventato, attraverso uno pozzo che intercettava una galleria di scorrimento, a 30 metri dalla superficie, nella sala principale della grotta.
    Una successiva piena lo trasportò in un ramo secondario di assorbimento, dove rimase incastrato tra le stalattiti.
    L'acqua lo sommerse e ricamò sul suo scheletro, con l'alabastro, merletti di concrezioni a "cavolfiore". Attraverso gli altri pozzi e sospinte dai flussi stagionali, numerose carcasse di animali raggiunsero la grotta. L'acqua le depositò col limo, l'argilla rossa e la sabbia negli anfratti più segreti.
    250 mila anni dopo il C.A.R.S. (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche), il giorno 07/10/1993, durante l'esplorazione della grotta di Lamalunga, fa una scoperta di rilevanza mondiale: "L'Uomo di Altamura" gli unici resti di scheletro umano intero del paleolitico.
    Ossatura calcarea formatasi 130 milioni di anni fa costituita dal calcare di Bari e calcare di Altamura, da rocce di origine calcareo-arenacee (i tufi mazzaro, cozzoso, salso) a cui si alternano argille, depositi alluvionali e terre rosse formatesi tra 1 milione e 2 mila anni fa, coltivabili e concentrate nelle lame.
    All'ispessimento sovraorbitale si contrappone infatti quello posteriore in prossimità della nuca, che rimanda a fossili umani più arcaici. La scoperta dell'ominide nella grotta di Lamalunga è riconducibile ad un maschio adulto di 160-165 centimetri. E' integro nella struttura scheletrica ed è in ottimo stato di conservazione. Sul suo cranio sono presenti sia i tratti arcaici che quelle trasformazioni morfologiche, stabilizzatesi nei neandertaliani, che consentono di collocarlo nel gruppo di fossili del Pleistocene Medio europeo, tra le forme di Homo erectus (400 mila anni) e le forme di Homo di Neanderthal(85 mila anni), in una fase di passaggio stimata intorno a 250 mila anni fa.

    - I DINOSAURI
    Da sempre, l’idea di giganti del passato, dominatori della terra misteriosamente estinti, suscita forti emozioni e profonda curiosità. I Dinosauri hanno così acquisito col passare del tempo una notevole fama e un vivo interesse che hanno aiutato la scienza nella sua opera di ricostruzione di un mondo per molti aspetti perduto. La scoperta delle impronte di Altamura è stata resa possibile grazie al lavoro di rilevamento geologico effettuato dal prof. U. Nicosia dell’Università "La Sapienza" di Roma.
    Il sito paleontologico si trova in una cava località Pontrelli a circa cinque chilometri da Altamura, sulla strada che collega quest’ultima a Santeramo.
    La cava insiste su una roccia calcarea, indicata nel linguaggio geologico "Calcare di Altamura".
    Su circa 12.000 mq, sono impressa su un’unica superficie di strato, migliaia di impronte. La formazione della roccia su cui sono impresse risalirebbe al cretacico superiore cioè a circa ottanta milioni di anni fa. La conservazione delle orme su questo sedimento è stata possibile probabilmente grazie alla presenza di una mucillagine microbica in grado di conferire plasticità al terreno. Tale rivestimento avrebbe impedito il collasso delle pareti delle impronte. Inoltre il sedimento ha ricoperto la paleosuperficie, ancora ben visibile all’interno delle impronte, avrebbe poi protetto e conservato la superficie stessa.La plasticità del sedimento ha permesso la formazione orme ben definite: in alcune di esse si individuano i diti e le impronte dei cuscinetti falangeali. Le numerose forme presenti suggeriscono un indice di diversità biologica piuttosto elevato e inoltre le dimensioni più piccole rispetto a quelle finora conosciute, rendono il sito di Altamura unico nel suo genere.
    Le impronte ci danno informazioni non solo sull’apparato motorie scheletrico ma anche riguardo la postura, l’andatura, il comportamento, la velocità e le preferenze ambientali dei dinosauri in oggetto. Esse forniscono inoltre un contributo fondamentale anche nell’ambito delle ricostruzioni paleoambientali e paleogeografiche.
    Fino a questo momento, infatti, il modello paleogeografico prevedeva per la Puglia un’ampia area sommersa puntellata da sporadiche e ridotte zone emerse. Un territorio con tali caratteristiche, oggetto di continue immersioni ed emersioni, non sembra però in grado di fornire il sostentamento adeguato ad una popolazione di dinosauri così numerosa, né poteva rappresentare un adeguato luogo di nidificazione.
    Questi rettili per vivere e riprodursi, avevano bisogno di un’area stabilmente emersa che poteva fornire loro una grande quantità di cibo. Aree di questo tipo, prima di questa scoperta, non erano state neanche ipotizzati. Tutti questi elementi conferiscono al sito di Altamura un’importanza di rilievo internazionale. E’, per l’Alta Murgia, una grande scoperta che ben si inserisce nella già fitta rete turistico-culturale, purtroppo a livello ancora potenziale della Puglia e in particolare la nostra Città.

    - IL PULO
    A 6.5 km da Altamura, nel mezzo dell'altopiano delle Murge, si apre quella che sembra una profonda voragine.
    La dolina o "Pulo" si trova in una parte della Murgia altamurana in cui l'azione delle acque è intervenuta in maniera particolare denudando ed incidendo la superficie e, con la sua plurimillenaria penetrazione nel sottosuolo, formando paesaggi, canali, e cavità ricche di formazioni stalattitiche e stalagmitiche.
    Ne risulta un paesaggio di superficie arido e brullo, nel quale si inserisce la dolina con il suo fondo coperto di terreno vegetale coltivato fino a pochi anni fa.
    Si presenta come una conca aperta dal diametro di circa 500 metri e profonda circa 100 m; in essa confluiscono due solchi torrentizi incisi a “V” e provenienti da Nord e da Sud-Est.
    La parte superiore è composta di roccia calcarea estremamente fessurata in senso verticale e tagliata apicco nella parte sottostante: qui si aprono le grotte interessate dalle ricerche archeologiche.
    La parete opposta, ricoperta di macchia mediterranea mista a piante basse da pascolo, scende verso il fondo con inclinazione media che grazie a mulattiere a mezza costa e a zig - zag consentono una facile discesa.
    Nel punto in cui la roccia mostra una rientranza in senso verticale si aprono le due grotte principali: la grotta I e la grotta II sovrapposte; oggetto di scavi è stata anche la grotta III, un riparo sotto roccia, o meglio una grande nicchia, che per la sua disposizione è soggetta all'azione degli agenti meteorici che l'hanno corrosa.
    La grotta I, di forma piuttosto rettangolare, dotata di scala di accesso dal pianoro, presenta un lucernario sul soffitto; le ricerche archeologiche hanno rilevato frequentazioni che vanno dal paleolitico superiore all'età del bronzo. Tra i ritrovamenti, interessanti sono i "ciottoli incisi di tipo romanelliano" e la conchiglia di Cyprea.

    - IL SANTUARIO
    Sulla strada che anticamente portava a Bari, ossia sulla via per La Mena, gli abitanti della città avevano eretto una nicchia, seu Conella, in contrada della Vasci e propriamente nel luogo detto Tufara, collocandovi una immagine della Madonna. Costituiva per il viandante un segno di protezione lungo il cammino che si snodava attraverso la Murgia, dove la strada si faceva più solitaria e non poche volte più insidiosa a causa della facile presenza di ladri. 'Ai viandanti e pellegrini, scrive Simone, che all'entroterra Appulo-Lucano, dopo aver fatto religiosa sosta nei vasti prati circostanti la vetusta (a.1400) Cappella Madonna della Croce o di Bisanzio, riprendevano il cammino per recarsi devoti sulla tomba di S Nicola di
    i Bari o a Barletta per imbarcarsi per Luoghi Santi, il popolo altamurano intendeva rivolgere l'augurio di buon viaggio: 'la Madonna v'accunbagn'. Quivi, nel 1747, il canonico Giambattista Nicolai, mosso dalla devozione verso la gloriosa Madre di Dio, mediante la cessione del sito fattane dalla vedova Angiola Selvaggi, costruì una cappella onde con più fervore concorrano i fedeli a rendere alla Beata Vergine del Buoncammino il dovuto culto costituendo per dote sessanta ducati d'argento e a titolo di pio legato un tomolo stuppelli quattro di terre piantate di vigne e stimato in somma di ducati centotrentacinque per la celebrazione di sette Messe piane seu lette ogni anno in perpetuo nei giorni delle sette festività della beatissima Vergine e più una messa cantata nel dì 2 luglio, giorno della visita designato per la festa in detta Cappella.
    L'atto di erezione con rispettiva dote ed obblighi viene firmato il 9 giugno 1747 da Giovanni Battista de Nicolai, umilissimo oratore e da don Pasquale Bove e don Pietro Onofrio de Bernardi, testi, presso la Rev. Curia, sede vacante, e chiedeva il beneplacito e la licenza per la benedizione e la licenza della detta Cappella ad un sacerdote da destinarvi. In data 16 giugno 1747 il can. Tesoriere Mercadante, vicario capitolare di Altamura, accetta ed incarica per la benedizione il rev.mo don Michele Tancredi riservandosi di nominare in seguito l'economo che celebri nei giorni stabiliti in detta Chiesa (Arch. Capit. Erectio Ecclessiarum, ff. 164 e seg.). Il 1844, si legge nel depliant curato da D. Carlucci, il can. Tommaso Carlucci all'antica Cappellina fatiscente affiancò, senza distruggerla, una cappella più grande, con la volta a botte e dotata di organo e arredi sacri. Per soddisfare la devozione popolare dei viandanti poi fu aperta una porta laterale, con architrave e stipiti in pietra, e uno spioncino e un grosso pesùle davanti: attraverso lo spioncino il fedele poteva vedere l'immagine della Madonna sulla parete di fronte dell'antica cappellina e invocarla.
    Inoltre per facilitare l'accesso alla chiesa, collegò con una strada la nuova via per Bari con via per La Mena costruendo anche una edicola in pietra e una croce in ferro proprio sulla svolta di via Bari.
    La conservazione e la manutenzione della Chiesa fu affidatata alla solerzia dei Rettori, succedutisi nei tempi: don Giovanni Genco, don Paolo Tafuni, don Salvatore Maggi, don Peppino Lagonigro, sacerdoti altamurani. Verso il 1950 il sac. Paolo Colonna dotò la cappella di un abside e costruì una sagrestia più grande. Nel 1950, a ricordo dell'Anno Santo, perchè della devozione degli avi rimanesse gloriosa memoria, S.E. Mons. Rotolo, prelato Ordinario di Altamura, elesse la chiesetta a Santuario con tutti i privilegi che tale titolo comporta. Nel 1965 il Santuario venne affidato alla cura dei PP. Barnabiti i quali operarono un adattamento creando due cappelle laterali, una dedicata al S.Cuore e l'altra destinata a conservare l'immagine della Madonna. Nel 1995 alla cura del Santuario si succedettero i Padri Oblati Figli del Divino Amore: questi per rispondere alle esigenze sempre crescenti del Santuario, stanno accarezzando l'idea della costruzione di un Santuario più grande, ma nel frattempo hanno realizzato una costruzione polivalente per n.700 posti, che dovrà attualmente servire anche per il culto nei giorni di maggiore affluenza dei fedeli. Oggetto di culto al Santuario sono l'affresco e la statua. L'affresco risale probabilmente all'inizio della seconda metà del '700,può essere stato realizzato nella chiesa costruita nel 1747, si tratta di una immagine, come nota Carlucci, diversa per atteggiamento ed espressione da tutte le altre immagini di Maria venerate in Altamura. In occasione dei rifacimenti operati al Santuario dai FP. Barnabiti l'affresco fu trasferito al centro dell'abside. La rimozione del quadro fu fatale per l'antico dipinto che si spezzò in due a causa di una preesistente frattura non consolidata, come si legge in una nota del Bollettino Vocazioni in Cammino (Altamura- Settembre 1970).
    L'affresco fu restaurato ad opera dei pittori Pio e Silvio Eroli e nel 1969 fu collocato al centro dell'abside. Oltre l'affresco, oggetto di culto al Santuario è la statua della Madonna. Si avvertiva il bisogno di portare in processione la Madonna, per questo, si pensò a realizzare una statua. Sono state, nel tempo, realizzate due statue: la seconda in seguito al deterioramento della prima. Non si conservano nè le date, nè i luoghi delle due realizzazioni. Si tratta, per la statua attuale, di una maceln in legno, ossia un telaio per la gonna e un manichino per il busto, con la testa, le mani, i piedi, il tutto rivestito di ricchi abiti e manto azzurro, Con la statua ebbero inizio le processioni, prima nell'ambito della cappella campestre poi verso la città specie in occasione di siccità e pertanto per rogazioni di acqna. In tali occasioni la statua veniva collocata su un carro tirato a braccia, con grande sforzo, con pesanti corde da parte di uomini. In città la Statua veniva allogata alternativamente nelle chiese diS.Teresa e di S.Domenico, soltanto nel settembre del 1920 per la prima volta fu portata in Cattedrale per soddisfare la pietà dei fedeli ed in special modo di molti giovani soldati che, dopo parecchi anni di lontananza, volevano rendere alla Vergine Santissima un omaggio di maggiore onore o venerazione (Del.Cap.vol.XVII f.7).
    Dopo questa circostanza si deliberò (10 maggio 1923) 'che la Venerata Immagine possa essere accolta in Cattedrale sempre' (Del.Cap.vol.VII, f.36).
    Il 15 settembre 1954 ricordando il centenario della proclamazione del dogma dell'Immacolata ci fu l'incoronazione della statua per mano del cardinale Masella, il quale pose sul capo della vergine e del Bambino le corone d'oro forgiate con l'oro raccolto dai fedeli e fuso in Cattedrale, alla presenza del popolo, il 14/5/54. Le corone erano state benedette personalmente dal Papa Pio XII.
    Nel popolo altamurano è stata sempre fortemente sentita la devozione alla Madonna del Buoncammino, nella storia, però, della sua festa c'è stato un crescendo che è andato da una peregrinatio sporadica occasionale ad una festa fissa che è finita con il divenire la festa rann della città.
    Essendo l'economia altamurana eminenternente agricola si avvertì il bisogno di portare la statua della Madonna in città quasi atto di ringraziamento e di propiziazione a cavallo tra l'annata agraria trascorsa e quella nuova.
    Così si finì con il portare in città sistematicamente la statua in data fissa e praticamente nel pomeriggio della domenica successiva al 15 agosto per celebrarne la festa il secondo sabato del mese di settembre, così con decisione di Mons. Pisani del 13 aprile del 1991, mentre prima della riforma liturgica la festa si svolgeva di domenica.
    Il trasporto della statua in città avviene con grande partecipazione di popolo e con note folcloriche caratteristiche di cui principali sono l'asta della bandiera, il carro e la cavalcata.
    L'asta della bandiera - L'origine dell'asta della bandiera è un pò congeniale alla stessa festa, forse determinata dall'uso prevalente nelle feste religiose della Puglia di avere il simbolo di una bandiera, ma anche dal bisogno di trovare un sussidio finanziario alle spese occorrenti. La licita avviene nello stesso giorno della processione ed ha inizio sempre da 'abbasce a Tringhenidde', nei pressi dell'incrocio tra Via Bari e Via Ofanto, per terminare a 'la chiangète de la porte Vère', ossia alla pavimentazione in pietra che si trova a Porta Bari. La licita si svolge secondo uno stile proprio delle aste pubbliche fissato dal decreto regio n. 827 del 1924, quello cioè dell'estinzione delle candele. Il banditore da fermo grida la prima offerta, annunciando la prima candela, indi rulla a lungo il tamburo della bassa musica. Si riprende poi il cammino finchè non arriva la seconda offerta, parimenti con lo stesso rito, e così fino a che non si perviene alla chianghète di Porta Bari, dove l'asta viene aggiudicata definitivamente, naturalmente con applausi e festeggiamenti per il vincitore da parte di parenti ed amici. Egli è considerato il presidente onorario della festa e da quel giorno conserverà per tutto l'anno, con devozione ed onore, nella sua casa, la bandiera che il giorno della festa verrà rilevata a suon di banda.
    Terminata l'asta della bandiera ha inizio la processione. La statua è collocata su un carro tirato da buoi, u carretton, un traino, cioè, grande adibito a trasporti pesanti. Nei primi tempi il carro veniva tirato a mano, con funi, da uomini devoti, ma poi furono adibiti i buoi. Con il motorizzarsi dell'agricoltura si sostituì ai buoi il trattore, ma soltanto per poco tempo, perchè si ritornò di nuovo ai buoi che vengono rilevati dalla vicina terra lucana. Sul carro siedono festanti i bambini che fanno corona alla statua osannando alla Vergine con canti gioiosi. Precede il carro un corteo di cavalli, la cavalchète, ornati di guadralpe, di fiori e lampadine alla testa e alla criniera. I cavalieri indossano pantaloni neri, camicia bianca e drappo rosso alla vita, la cegna, tipico abbigliamento del contadino altamurano.
    Fungono da cavalieri i giovani, ma anche ragazzi e talora bambini messi al sicuro in un cerchietto installato sulla sella. Ogni cavallo ha il suo palafreniere. La processione attraversa, tra una fiumana di popolo, la Via Bari, poi segue l'estramurale iniziando da Via Gravina per ritornare a porta Bari, di dove, dopo l'onore reso alla Madonna da Parte del Vescovo, del clero e del sindaco che Le consegna le chiavi della città, si procede verso la Cattedrale. Il secondo sabato di settembre si celebra con grande solennità la festa che è preceduta da una novena con una notevole partecipazione di popolo. Il giorno dopo, domenica, la statua viene portata per via diretta al Santuario su un piccolo rimorchio o portata a spalla. A Porta Bari l'immagine viene voltata verso la città, e con una breve sosta quasi un ultimo saluto e una benedizione per i suoi figli, poi sosta ancora nel giardino dell'ospedale, viene così offerta a tutti gli ammalati la possibilità di salutare e pregare la Madonna.
  10. utente_deiscritto_10
    , 1/4/2007 18:00
    Benny, fammi sapere cosa può interessarti nello specifico e vedo di aiutarti nel raccogliere informazioni.
    La Puglia è molto bella, sì. E i pugliesi sono molto accoglienti. Se solo sapessero promuovere e far fruttare questa meravigliosa terra... Purtroppo solo i leccesi sanno sfruttare il turismo.
    Pensare che tante zone qui hanno fatto la storia addirittura di imperi... Taranto, per esempio, era capitale della Magna Grecia.

    Ora che inizia la Settimana Santa, qui in Puglia iniziano anche i vari riti... I migliori e più importanti sono quelli di Taranto, famosi già tra gli scrittori inglesi nel '700. Sono tra i più importanti in Europa, insieme a quelli di Siviglia... Ma anche in questo i miei concittadini dimostrano di non saper sfruttare l'occasione e promuovere, oltre che le bellezze paesaggistiche ed i tesori aristici, storici ed archeologici, anche le tradizioni.

    L'estate, poi, è la stagione perfetta per visitare la Puglia, dato che si possono sfruttare (in senso buono, ovviamente) alla grande anche le sue meravigliose coste. Il tutto senza spendere tantissimo come, per esempio, in Sardegna.
    Certo, preparati al grande caldo!!!
  11. bennyzitoli
    , 30/3/2007 17:13
    Grazie Annarita!

    Ma quanto è bella sta Puglia!
    Sto raccogliendo tutto il materiale così farò anche bella figura con i miei accompagnatori!
    Sono stato un giorno in Puglia alla masseria Protomastro!
    E' fantastica! No mi sarei mai aspettato!
    C'è pure la piscina! I proprietari sono simpaticissimi!
    Gli ho promesso che ci saremmo rivisti quest'estate.
    Grazie ancora!
    Se hai altro materiale sono a disposizione!
  12. utente_deiscritto_10
    , 20/3/2007 22:55
    Gravine joniche (circa 60 canyons):
    http://www.majorana.martina-franca.ta.it/parchi2000/Gravina.htm
  13. utente_deiscritto_10
    , 20/3/2007 22:42
    Su gite ed escusioni nella Gravina e nell'oasi di laterza (TA), vedi anche qui:
    - http://www.prolocolaterza.it/
    - http://www.prolocolaterza.it/guida%20Laterza.pdf
  14. utente_deiscritto_10
    , 20/3/2007 22:36
    Benny, informandomi per scrivere un articolo su un finanziamento della Regione Puglia per le Gravine di 4 Comuni della provincia di Taranto mi sono imbattuta in questa pagina del sito web del Comune di Laterza:
    http://www.laterza.org/natura/gravina.asp

    Riguarda il PARCO DELLE GRAVINE DI LATERZA e l'OASI LIPU!
  15. utente_deiscritto_10
    , 8/3/2007 21:50
    Hotel a Ginosa Marina?
    Premetto che ti parlo per quello che ho sentito da altre persone che hanno pernottato in albergo a Ginosa Marina, perchè io ci andavo sempre direttamente da Castellaneta Marina, che è situata poco prima (in mezzo alle due c'è il complesso residenziale Borgo Pineto) e il cui litorale sabbioso continua proprio verso Ginosa Marina.
    Conosco l'Hotel Da Michele: è un piccolo alberghetto a conduzione familiare. Nulla di speciale. E? buono se vuoi spendere poco.
    Il Guardiano del sole è un albergo a 3 stelle di cui mi han parlato bene.
    L'Hotel Stella Maris è un 4 stelle che si trova tra la Pineta Regina e il Lago Salinella ed è collegato ad una spiaggia sabbiosa bella e pulitissima (così come il mare, "Bandiera Blu"). Ha anche la piscina.
    A Ginosa Marina so che c'è anche l'Hotel Emiliano.
    Purtroppo non so dirti di più, mi spiace.
    Però so che a Castellaneta Marina c'è una migliore offerta alberghiera. E' vero che anche lì non ho mai dovuto pernottare, avendo la villa, però ho avuto modo negli anni passati (e per mooooooooolto tempo) di conoscere la situazione da vicino e poi, meno di due anni fa, di visitare le strutture alberghiere per benino per un articolo di inchiesta che ho fatto per una rivista locale.
    Diciamo che a Castellaneta Marina gli standard degli alberghi sono più alti (senza dimenticare il meraviglioso Villaggio Valentino, che in Italia è diventato famoso soprattutto per aver ospitato un tv reality).
    Tornando a Ginosa... Calcola che di solito, trattandosi di un posto di villeggiatura non proiettato tanto al turismo, quanto alla villegiatura (appunto) di proprietari o affittuari di case, e giusto per due o tre mesi (quelli estivi), i forestieri quando possono cercano di affittare una villa almeno per un paio di settimane, quindi non ci sono hotel di grandissimo livello a Ginosa e Ginosa Marina (se ci fossero, sinceramente, non credo che farebbero grandi affari).
    Visto che ti piacciono gli agriturismi, potresti prendere in considerazione anche l'Agriturismo Valle Rita. La struttura si trova all'interno di un'azienda agricola biologica a Ginosa, ma non è lontano dalla Marina (in fondo, gli Agriturismi e affini non si trovano proprio sul mare di solito). Fa parte di un antico feudo del XVI secolo, un tempo proprietà della Principessa Maria Cristina d'Austria.
    Ho conosciuto persone che hanno alloggiato lì e si sono trovate bene. Anche se mi pare di ricordare che non sia molto economico (non perchè abbia prezzi esagerati per la qualità, ma perchè non ci sono semplicemente stanze da prenotare, ma veri e propri appartamenti, almeno così sapevo).
    So che c'è, a Ginosa, anche l'Azienda Agrituristica All Paradise, ma non lo conosco.
    Vedi se può interessarti questo b&b: http://www.bbdeangelis.it/

    Se vuoi, un giorno puoi organizzarti ed andare a mare a Castellaneta Marina, tanto ci vuole pochissimo ad arrivare. Idem la sera (soprattutto a luglio inoltrato ed agosto, Marina di Castellaneta è più viva di Marina di Ginosa, sebbene i locali ed il "passeggio" non manchino neppure lì).
    Naturalmente, potrai muoverti anche verso altre località della provincia tarantina, prima fra tutte (a parte Taranto e Ginosa) Laterza e Castellaneta, che sono quelle più facilmente raggiungibili e fanno parte della zona Murge.
    Fammi sapere se ti dovessero interessare i nomi di buoni agriturismi in altre zone della provincia di Taranto tra le località non di mare, se vuoi vedere anche altro, perchè di recente ho dato alcune dritte ad un altro tpc sulla base di consigli avuti da persone che vi hanno alloggiato o sulla base di quanto ho visto io.
  16. utente_deiscritto_10
    , 8/3/2007 21:50
    Hotel a Ginosa Marina?
    Premetto che ti parlo per quello che ho sentito da altre persone che hanno pernottato in albergo a Ginosa Marina, perchè io ci andavo sempre direttamente da Castellaneta Marina, che è situata poco prima (in mezzo alle due c'è il complesso residenziale Borgo Pineto) e il cui litorale sabbioso continua proprio verso Ginosa Marina.
    Conosco l'Hotel Da Michele: è un piccolo alberghetto a conduzione familiare. Nulla di speciale. E? buono se vuoi spendere poco.
    Il Guardiano del sole è un albergo a 3 stelle di cui mi han parlato bene.
    L'Hotel Stella Maris è un 4 stelle che si trova tra la Pineta Regina e il Lago Salinella ed è collegato ad una spiaggia sabbiosa bella e pulitissima (così come il mare, "Bandiera Blu"). Ha anche la piscina.
    A Ginosa Marina so che c'è anche l'Hotel Emiliano.
    Purtroppo non so dirti di più, mi spiace.
    Però so che a Castellaneta Marina c'è una migliore offerta alberghiera. E' vero che anche lì non ho mai dovuto pernottare, avendo la villa, però ho avuto modo negli anni passati (e per mooooooooolto tempo) di conoscere la situazione da vicino e poi, meno di due anni fa, di visitare le strutture alberghiere per benino per un articolo di inchiesta che ho fatto per una rivista locale.
    Diciamo che a Castellaneta Marina gli standard degli alberghi sono più alti (senza dimenticare il meraviglioso Villaggio Valentino, che in Italia è diventato famoso soprattutto per aver ospitato un tv reality).
    Tornando a Ginosa... Calcola che di solito, trattandosi di un posto di villeggiatura non proiettato tanto al turismo, quanto alla villegiatura (appunto) di proprietari o affittuari di case, e giusto per due o tre mesi (quelli estivi), i forestieri quando possono cercano di affittare una villa almeno per un paio di settimane, quindi non ci sono hotel di grandissimo livello a Ginosa e Ginosa Marina (se ci fossero, sinceramente, non credo che farebbero grandi affari).
    Visto che ti piacciono gli agriturismi, potresti prendere in considerazione anche l'Agriturismo Valle Rita. La struttura si trova all'interno di un'azienda agricola biologica a Ginosa, ma non è lontano dalla Marina (in fondo, gli Agriturismi e affini non si trovano proprio sul mare di solito). Fa parte di un antico feudo del XVI secolo, un tempo proprietà della Principessa Maria Cristina d'Austria.
    Ho conosciuto persone che hanno alloggiato lì e si sono trovate bene. Anche se mi pare di ricordare che non sia molto economico (non perchè abbia prezzi esagerati per la qualità, ma perchè non ci sono semplicemente stanze da prenotare, ma veri e propri appartamenti, almeno così sapevo).
    So che c'è, a Ginosa, anche l'Azienda Agrituristica All Paradise, ma non lo conosco.
    Vedi se può interessarti questo b&b: http://www.bbdeangelis.it/

    Se vuoi, un giorno puoi organizzarti ed andare a mare a Castellaneta Marina, tanto ci vuole pochissimo ad arrivare. Idem la sera (soprattutto a luglio inoltrato ed agosto, Marina di Castellaneta è più viva di Marina di Ginosa, sebbene i locali ed il "passeggio" non manchino neppure lì).
    Naturalmente, potrai muoverti anche verso altre località della provincia tarantina, prima fra tutte (a parte Taranto e Ginosa) Laterza e Castellaneta, che sono quelle più facilmente raggiungibili e fanno parte della zona Murge.
    Fammi sapere se ti dovessero interessare i nomi di buoni agriturismi in altre zone della provincia di Taranto tra le località non di mare, se vuoi vedere anche altro, perchè di recente ho dato alcune dritte ad un altro tpc sulla base di consigli avuti da persone che vi hanno alloggiato o sulla base di quanto ho visto io.