1. Il Mistero di Colombo

    di , il 20/3/2001 00:00

    Qui parliamo di Colombo e dei "misteri" della Storia.

    Syusy

  2. Mauro Sulis
    , 12/5/2001 00:00
    Avete visto cosa c'è ne "La Repubblica" di oggi?!!??
    A pag 15 si parla della scoperta di un insediamento vichingo in Canada!!Noi ol sapevamo già, però adesso ci crederanno anche i più scettici.
    Inoltre sul "Focus"di giugno sono indicate tutte le informazioni e le ipotesi su chi abbia scoperto per primo l'America!
  3. Manuela Mannucci
    , 1/5/2001 00:00
    Ciao Syusy, Ciao Patrizio
    il mio nome è Manuela e vi scrivo da Pontassieve (FI).Ho trovato l'intervista alla Duchessa Rossa estremamente interessante, questa scoperta può sconvolgere un sistema ormai meccanico che tutti noi impariamo fin da bambini. Dovremmo riuscire a sapere qualcosa di più su questo argomento. Sono molto interessata alla storia in generale e questo fatto clamoroso sta facendo sorgere in me una sete inesauribile di ulteriori notizie. Vi prego, se riuscite ad avere nuove notizie sulla vicenda comunicatelo a tutti noi "turisti per caso". Ciao
    Manuela
  4. Stefano Merialdi 1
    , 14/4/2001 00:00
    Ciao a tutti,
    ho seguito in passato,la puntata colombiana e poi ho ficcanasato nel forum della Duchessa ROssa.Le ipotesi,che via via, sono emerse,anche nel corso del dibattito sul forum,sono stimolanti e prendono la fantasia.E' possibile,ma non ancora accettato ufficialmente con tutti i carismi,che in America,ci hanno messo piede in molti,prima vi ci si incagliassero sopra le caravelle Colombombiste.Già in tempi anteriori,si parlava degli sbarchi vichinghi,e considerato i tipi e il loro fegato,non c'è da stupirsene.Ho letto il messaggio dettagliato d'un signore,su tutte l e testimonianze,che non sono poche.Ma per quanto fegatacci,i Normanni,non hanno lasciato dietro sè,se non resti e ruderi;mentre Colombo ,pur nei suoi limiti e nella sua ignoranza,era figlio dei suoi tempi;ha dato il via in bene e in male,ad una colonizzazione,di cui vediamo prove palesi e tangibili,ancora tuttora.Sebbene per i nativi,non è stata,certo una festicciola.L'Europa di COlombo,dopo i progressi degli antichi,s'era imbarbarita,per poi riprendersi lentamente;per cui non stupisce di come,le tracce di viaggi passati e di scopritori normanni,si fossero perse nel nulla,e ottenebrate.Il guaio,e che di questi esploratori precolombiani,se ne parla spesso,ma di testi non ne girano molti,nei posti giusti.Ancora c'è ostruzione e resistenza,e nei circoli intellettuali,ci si aggrappa ,ancora al passato.Perciò è importante,che si incominci da qualche parte,a far luce su verità nascoste.
  5. Mauro Sulis
    , 11/4/2001 00:00
    Cari Susy e Patrizio,
    Vi ringrazio per avermi risposto.Ho trovato alcune informazioni sulla scoperta da parte di un certo san Brandano nel 551 d.C. e sarebbe arrivato nelle coste della Florida,partendo dall'Irlanda,con 14 confratelli.dalla Florida è andato in Mesiico e lì hanno conservato il ricordo dei monaci barbuti.
    Comunque i veri scopritori dell'America sono i Nativi Americani!
    Caio Mauro.
  6. Antonio Brizzi
    , 10/4/2001 00:00
    ……… E naufragar m’è dolce in questo mar……………

    Colombo… e quelli prima di lui… e quelli dopo di lui……… e tutti noi Navigatori (categoria “Altra” dai Santi e dai Poeti) navighiamo per necessità…
    "Navigare Necesse Est, Vivere Non Est Necesse"
    …. più che per semplice diletto o per la smania di scoprire qualcosa……

    Anche i Navigatori cibernetici non sono da meno, lasciatevelo dire da chi, dopo aver cavalcato gli Oceani reali si ritrova a cercare su Internet, tra metafore semiserie e dotte citazioni, i Mari della sua memoria e della memoria collettiva ….
    Non importa dove sia conservata l'informazione che cerchi o che speri di trovare o che trovi senza accorgertene, o che trova te tuo malgrado ; non importa in quale caverna sottomarina sia nascosto il malloppo : l'importante è approdare in un luogo sicuro, o perlomeno rassicurante, navigando il filo dei propri pensieri attraverso i cavi a fibre ottiche stesi come una ragnatela attorno al mondo.

    Ecco che il sottoscritto, lupo di mare in gabbia, se non può bagnarsi di acqua salata affrontando venti e marosi negli oceani reali, trova il modo di navigare lo stesso negli oceani virtuali, e prova a seguire il filo della parola magica :

    MARE.

    Nel Dizionario dei luoghi comuni di Gustave Flaubert, che altro non è che una raccolta di prove della diffusa stupidità umana, alla voce mare troviamo detto : "Non ha fondo. Immagine dell'infinito. Fa venire grandi pensieri. In riva al mare bisogna sempre avere un cannocchiale. Quando lo si guarda, dire sempre : quanta acqua!".
    Se leggiamo il Mare nella mente dell'uomo in modo trasversale seguendo l'occasionale richiamo di un "link" suggestivo ci ritroviamo a percorrere un viaggio iconografico e metastorico dove il mare è il mezzo di trasporto e non più l'ambiente in cui ci muoviamo.
    Quindi il viaggio, per mare e con il mare.

    Se Edward M. Forster riteneva che lo scopo ultimo del viaggiare fosse "perdersi", Graham Greene scrisse che lo scopo ultimo del viaggiare è "ritrovarsi".
    Tra questi due poli dovremmo definire un largo ventaglio di motivazioni che ci spingono a muoverci dal luogo dove ci troviamo.
    Ricordiamo Baudelaire, nei "Paradisi Artificiali", dove invoca per sé un "ovunque purché fuori dal mondo". Ricordiamo Kafka, nei "Diari", che sancisce il rifiuto della realtà quotidiana, il deserto del quotidiano, con l'urlo "Via di qui !"
    Un altro archetipo è la Commedia dantesca, dove il viaggio si configura come fuga nella memoria e dentro di sé. E l'Ulisse di Omero che "nell'altro viaggio" desidera ardentemente il ritorno e continuamente lo rinvia nel tempo.

    La letteratura è piena di canzoni che parlano di partenze e ritorni, di luoghi visitati e luoghi immaginari, di scorribande per mare e di pirati, di isole del tesoro e di isole non rintracciabili nelle mappe .
    Tra "l'Isola del giorno prima" di Eco, "l'Insula Utopia di Thomas Moore", "L’Isola che non c’è", "L’Isola del tesoro" e "Itaca", una geografia sconnessa dà il resoconto di un diario di bordo che è la ricerca della propria esistenza.
    Ma cosa è oggi un viaggio? Difficile dirlo.
    Se consideriamo i veloci week end, gli esodi estivi, il Camel Trophy, troviamo il prototipo del viaggiatore moderno : Phileas Fogg il gentiluomo che nel libro di Jules Verne "Il giro del Mondo in ottanta giorni", si preoccupa unicamente di raggiungere la meta, non ricevendo stimoli a riflettere di nessun tipo durante il percorso, tanto che il suo aiutante Passpartout lo definisce una "macchina". Fogg si rende conto della diversità e varietà del mondo ma non si preoccupa di porre in relazione queste diversità.
    "L'unico scopo è non perdere tempo."
    E tutte le immagini che vede le incastra in un inutile carosello per raggiungere veloce la meta, e cioè "il punto di partenza".
    Personalmente preferisco un tragitto fatto di sterzate e di discese improvvise, di ritorni e di corse, senza obbligo di arrivare a un punto preciso, ma percorrere un viaggio che è volontà di conoscenza.

    "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza".

    C'è una tradizione post-omerica che vuole un Ulisse "pazzo di mare". Viene ripresa con potenza sinistra da Dante nel XXVI canto dell'Inferno. Ulisse, abbracciata Penelope, abbracciato Telemaco, si rimette sulle vie del mare in un folle volo oltre le colonne d'Ercole. L'Ulisse dantesco ha la tempra dei veri navigatori, scopritori dei nuovi mondi tra il '400 e il '500…… Colombo………. Ma la violazione della "finis terrae" viene punita con il naufragio.

    "Per Leopardi c'è un'infinità marina in cui è dolce naufragare."

    <<Sul tema del naufragio tanti ricordi e tante paure vissute e passate si affacciano alla memoria, il caffè non fa effetto, conviene provare con un buon bicchiere di vino nostrano; il computer intanto mi riempie il monitor di una tale infinità di naufragi che non posso far altro che naufragarci dentro.>>

    Quando il saggio epicureo (vedi Lucrezio nel De rerum natura) senza rallegrarsi della rovina altrui, guarda il "naufragio" lontano dalla terraferma, il mare viene ricondotto a un'immagine di totale inaffidabilità. Il saggio vuole mettere i piedi sul terreno sicuro e contempla la vita burrascosa come inutile ricerca di beni effimeri e superflui. Il mare è il luogo del naufragio e della nascita, tanto è vero che dalla mitologia alla scienza c'è sempre una costante convinzione che la vita venga dal mare.
    Odisseo indubbiamente in sé assomma e simbolizza generazioni di navigatori. Prima di lui, da un'oscura preistoria alla penombra del medioevo, per rapacità-necessità, i navigatori si sono messi in mare sfidandone le ire, affascinati dalla sua vastità e medusea bellezza.
    Ma Odisseo rimane fino ad oggi il modello del navigatore che, pur desiderando il ritorno, indugia, volente o nolente, là dove il mare e il vento lo trascinano. Figure di &#8220;ulissidi&#8221; persistono ancora oggi: quelli come noi che rifiutano le moderne tecnologie marinare e si mettono in mare come Ulisse quando abbandona la dolce Calipso per tentare il ritorno a Itaca.
    Il viaggio di Ulisse è un "travel" nel senso del travaglio, della fatica contro un mare che assume le sembianze di un dio feroce, perenne scuotitore di onde e di terre.
    Il mare è sì attraversabile, è stata la via per i più rapidi contatti umani, ma ancora oggi mantiene il fascino omerico d'una divinità che trattiene la sua ira, ma d'improvviso la scatena, il "mare insonne".
    In Omero, Ulisse e i suoi navigano su di un mare che ha il colore del "vino", oscuro e ribollente.
    In un inno omerico si narra di Dioniso, che è divinità multiforme, paurosa e attraente, apparso su di una nave che il dio cosparge di vino profumato e dolce. Lo stupore e il terrore dei marinai aumenta quando all'estremità della vela cresce una vite folta di grappoli.

    Dioniso passa attraverso alcune metamorfosi: da ragazzo dai riccioli neri si muta in leone e poi in orso. Il leone e l'orso divorano il capitano; i marinai si gettano in mare e vengono trasformati in delfini. Solo il "timoniere", che ha capito la natura del dio, si salva e ne diviene un seguace.
    Queste trasformazioni su di una nave potrebbero prestarsi a bizzarre interpretazioni. Dioniso, che comunemente si aggira tra caverne e selve, compare sul mare come una specie di vendicatore, prodigioso inventore di una viva vite sulle sterili tavole dell'imbarcazione.
    <<Qualche bicchiere di troppo ispira il desiderio di partire per mete indefinite e lontane e riporta a galla gli istinti repressi. Magari adesso canto quella vecchia canzone&#8230;&#8230; ma ricordo bene le parole?&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;boh, che importa&#8230;&#8230;...>>

    Sto lasciando il mio mondo,

    Lasciando tutti i miei amici,
    Il mio corpo è ancora a casa

    Ma il mio cuore è già nel vento,

    Dove le nuvole sono titoli

    Sopra un cielo da prima pagina,

    Le mie lacrime sono salate

    E la marea è alta.

    E i tanti prima di me

    Che sono stati chiamati dal mare

    Per salire di vedetta

    A cantare i propri pensieri.

    E la nebbia si solleva, la sabbia si alza,

    E io prendo il largo.

    Dimenticami , evita di seguirmi,

    Perché viaggerò solo

    E l'acqua blu sarà mia sorella

    Qui nessuno mi conosce veramente,

    Al diavolo tutto, veleggerò via .....

    Fantasque
  7. Michela Sammarone
    , 7/4/2001 00:00
    Ciao a tutti,
    oggi ho spiegato alla mia prof. che Colombo non ha scoperto l'America, sapete cosa miha detto? "Ti faccio tornare in prima!!!"
    ciao da miki
  8. Mauro Sulis
    , 6/4/2001 00:00
    Salve ragazzi!

    Io lo sostenuto sin dalle elementari che Colombo aveva fatto tutta una messa in scena! Ma adesso che voi e altri hanno sollevatola questione,perchè non lo si fa sapere BENE a tutti?Adesso che molti italianihanno sentito cio che ha detto la duchessa rossa,perchè qualche editore italiano non si fa avanti?C'è ancora paura della Chiesa? Siamo ancora nell'oscurantismo medievale!!??
    Che qualcuno si faccia sentire veramente,per favore,così potrò ridere in faccia alla mia prof.e ai miei compagni!!
    Vi ringrazio,
    MAURO!!
    P.S.Anche i templari sono arrivati in America!!
  9. Reno Ammendolea
    , 4/4/2001 00:00
    Cari Syusy Roversi.
    A partire dal 1961 l'esploratore norvegese Helge Ingstad e l'archeologa Anne Stine, sua moglie, con un gruppo di altri archeologi condussero degli scavi alla punta più a nord dell'isola di Terranova (a L'Anse aux Meadows), dove credettero di localizzare la famosa Vinland di Leif Eriksson, seguendo i testi delle saghe irlandesi.
    Ma già a partire dall'ottocento con la pubblicazione della Saga dei Groenlandesi e della Saga di Erik, era partita la ricerca appassionata delle terre dove i Vichinghi dovevano essere approdati oltreatlantico.
    Le ricerche di Ingstad e Stine misero in luce ben sette skali (e relative dipendenze), tipologie abitative vichinghe coperte da zolle erbose capaci di alloggiare dalle 50 alle 100 persone. Furono anche rinvenute le tracce della fucina di un fabbro, con tanto di incudine in pietra e scorie disseminate, generate dalla fusione del ferro estratto dalla limonite presso una torbiera non molto lontana.
    La conferma indiscutibile che l'insediamento era vichingo, anche se ancora non vi è certezza assoluta che si tratti di Vinland, derivava dal rinvenimento di manufatti come una base di cardine in pietra di porta islandese, un fermaglio di mantello in bronzo usato dai Vichinghi, l'albero in steatite di un arcolaio ed altro. Abbastanza per mettere d'accordo gli studiosi che L'Anse aux Meadows fosse un avamposto vichingo in terra americana, forse la porta d'ingresso della mitica Vinland.
    Nei terreni accanto agli scavi il Canadian Parks Service come promozione costruì subito le copie fedeli di tre skali e nel 1973 vi proseguì gli scavi (condotti da B. Schonack e poi B. Wallace) ritrovando un'area che poteva essere la discarica dell'insediamento. Vi furono rinvenuti reperti come rivetti di imbarcazioni, scarti di lavorazione del legno ed altro, riconoscibili di origine vichinga.
    C'è di più. Nel 1978 l'UNESCO (la World Heritage Convention) dichiara il complesso World Heritage Site, cioè Sito del Patrimonio Mondiale come primo insediamento vichingo accertato dell'America del nord.
    Jacques de Mahieu, specialista di storia precolombiana (e non soltanto lui), in base alla ricerca sul campo da esplorazioni, scavi e ricerche anche linguistiche-filologiche, sostiene ('81) che prima della conquista il Nuovo Mondo abbia avuto almeno tre grandi ondate di insediamenti: da parte dei Culdei, i monaci irlandesi nel IX secolo; dei Vichinghi germano-danesi nel X e norvegesi nel XI; dei Templari nel XIII e XIV che vi ricavavano occultamente i fondi del loro impero economico. Il loro capitale infatti era l'argento necessario per finanziare e finanziarsi ogni sorta d'imprese: guerre, costruzioni di cattedrali immense, prestiti a principi, vescovi e comuni (l'argent).
    Un certo numero di Templari fuggitivi si sarebbero addirittura diretti nelle loro commende oltre atlantico nell'imminenenza dell'arresto in massa del 1307, quando un convoglio di 17 navi parte da La Rochelle col carico del "tesoro" del Tempio, forse forzieri ma più archivi segreti, e sparisce nel nulla.
    Innumerevoli sono le tracce e i rinvenimenti quanto meno sconcertanti in terra americana, fatti risalire al tempo precedente quello dei conquistadores. Dalle teologie e tradizioni liturgiche assorbite dai colonizzatori-evangelizzatori "bianchi " (mitologie, ostensori, rogazioni e processioni di maggio, incensieri, pastorali), alle iscrizioni runiche (centinaia in Paraguay e in Brasile), alle croci semplici e complesse su reperti, su architetture, nei codici. Molte delle croci e la loro insistita ricorrenza si spiegano solo dal rapporto con la simbologia monastica europea e in particolare templare (croci latine, greche, catare, sigillo di Salomone; croce di Malta sullo scudo di Quetzalcoatl e croce latina sul mantello di sacerdote del codice Magliabecchi; tripla cinta fino in Colombia e in Bolivia).
    Impressionante il ritrovamento di uno dei sigilli del Tempio, apposto su un documento col quale un dignitario dà ordini addirittura al Gran Maestro, per la Regola non soggetto né all'autorità papale né a quella reale. E' il segno di un comando sovrano collaterale a quello dell'Ordine e gerarchico nello stesso tempo, avente giurisdizione su un apparato top secret. Sul sigillo, la scritta cerchiata secretum templi e al centro la sorprendente raffigurazione di un indioamericano con un arco in mano, copricapo in piume e perizoma.
    Che dire poi delle radici riconosciute dai linguisti come latine, germaniche, gaeliche, inglesi e ben ultime francesi(-templari) o comunque indoeuropee, lasciate nelle lingue precolombiane centroamericane dalle punte di penetrazione secolare da parte del vecchio mondo.
    Un particolare curioso quanto piccante. Nella lingua quichè il vocabolo cun viene definito come indicante le
    "parti segrete della femmina" (Brasseur, Grammaire de la langue quichée). Non è difficile tracciare il percorso dal latino cunnus al francese con, attraverso le tracce non del linguaggio evangelizzatore dei monaci culditi, ma attraverso quelle dell'irruenza, della volgarità e della rudezza del francese dei guerrieri trafficanti templari.
    Ad ovest da indizi, testi, leggende nel corso della storia non si possono escludere contatti sporadici o fortuiti o perfino regolari con le terre oltreatlantico, a risalire fino agli Egizi. Aristotele parla di una terra misterosa oltremare che annovera come 84a mervaviglia, da cui i Fenici traevano commerci riservati. E poi S. Brandano monaco irlandese verso i Caraibi; e i Celti a Mystery Hill, New Hampshire; e la spedizione del principe Madog dal Galles verso la Baia di Mobile in Florida (1170); e quella del principe-marinaio scozzese Sinclair a Westford in Massachusetts (1395).
    Quanto ai contatti ad est oltrepacifico, secondo le ricerche di Chu Shien-chi professore a Pechino, il monaco buddista Hoei Shin sbarca in Messico con quattro confratelli nel 458 d.C. E negli Atti del Congresso Internazionale degli Americanisti del 1951 da Heine-Geldern, Ekholm, Gordon vengono dimostrati influssi cinesi ed indocinesi in alcune culture del centroamerica.
    Certamente con ragionevole senso storico nessuno può dire di essere stato primo in America. Strizzando l'occhio verosimilmente bisogna dire che ci erano andati tutti e che al tempo di Colombo ci andavano tutti.


    Senza nulla toglierle si può notare che la ricerca di Luisa Alvarez de Toledo a molti è sembrata una scioccante novità sulla scoperta, ma così non è. Va detto anzi che ne esce enormemente rafforzata proprio per questo. E a sua volta rafforza enormemente la linea storiografica, con ulteriori conferme e con l'apporto sicuramente decisivo dell'archivio Medina Sidonia, verso una indiscutibile accezione comune nel senso della conquista e non della scoperta del Nuovo Mondo. Come ancora una pigra storiografia dà ad intendere o come una goffa ragion di stato molti secoli dopo ancora detta. Conservadores.
    Ma siccome l'ha detto la televisione ci sono buone speranze.

    reno ammendolea
  10. Stefano Merialdi 1
    , 2/4/2001 00:00
    Pat e Susy ciao atutti,
    m'è capitato per caso di legger l'intervento d'un signore molto esperto,che con dovizia di particolari,molta computezza e con largheggio di puntualzzazioni edettagli,ha rievocato e tracciato un panorama prolisso,dettagliato e copioso di riferimenti,di tutta la storia delle esplorazioni for America via Normanni,che devo dir mi è piaciuto molto e che mi ha interessato motissimo.E apparso in posta e rispostamed invito chi è invogliato dall'argomento aleggerlo.Certo,se in America ci sono stati così tanti insediamenti vichinghi,che hanno lasciato dietro,una rida di tracce,mi domando come il caso Colombo,non sia esploso prima.Ragione di più,per la duchessa rossa d'insitere nella battaglia.
  11. Stefano Merialdi
    , 18/3/2001 00:00
    Pat e Susy ciao!

    in riferimento al messaggio di Jhoanna M.,devo dire che pur accettando la sua opinione,non sono molto d'accordo con lei,sulle sue considerazioni storiche;e vero, che la storia non guarda in faccia a nessuno e il tempo non fa sconti e passa comunque,e il fatto,che sia arrivato prima Colombo o i Normanni,non cambia granchè,in prospettiva;certo ciò che è stato è stato,ma il fatto che non possiamo cambiare il passato,non significa che non dobbiamo comprenderlo,studiarlo e riscriverlo,se necessario.E proprio per ignoranza,ottusità e non voler vedere la verità,che gli spagnoli e tutta la banda,hanno commesso atrocità,sfruttando gli indios e le popolazioni amerinde.E' nel tentativo di nascondere la verità ed i fatti,e di far bendare fatti compromettenti,che Carlo V ha fatto sparire certe carte,sulla scoperta dell'America,secondo quanto dice la Duchessa.Il fatto che non c'è più nulla da fare,non ci esenta,nè gistifica,dal non cercare di scoprire la verità sulla storia,e buttarla sul piatto.Il presente,è anche frutto di radici e legami col passato,che devono essere spiegati,secondo verità.La storia,è ricerca di verità,non propinamento di fandonie.Secondo me,la Duchessa fa benissimo a battersi,per raccontare la vera storia dell'America.Poi ognuno può tenersi le sue verità;ma la storia esiste.Ed è giusto conoscerla.
  12. Giorgio alfredo Marchetti
    , 13/3/2001 00:00
    X Paola A.
    da ex tecnico dei Computer.

    A-)Recarsi in un negozio competente di informatica dove farsi reinstallare da "0" tutto il Sistema Operativo, compresi programmi secondari...

    B-)cambiare il modem interno con uno esterno...

    C-)Il tuo Computer a bisogno di un "esorcista telematico"...

    Bacioni.
    GIORGIUS
    (Moderatore del Forum di www.wintricks.it)
  13. Sandra Rossi
    , 12/3/2001 00:00
    Domanda per Syusy e Pat:
    è evidente che prima di ogni viaggio dobbiate documentarvi a fondo sul luogo che andrete a visitare; ma esttamente dove andate a trovare tutte le informazioni??
    Insomma siete sempre in biblioteca e collegati via internet o avete anche altre fonti??

    In ogni caso siete fantastici continuate così!!
    Un sentito ringraziamento a Syusy per essere diventata il mio mito!!!

    Sandra
  14. Dra Djsa
    , 9/3/2001 00:00
    cari syusy e patrizio sono molto interessato alla questione cristoforo colombo e mi sono messo a fare alcune ricerche e sono arrivato a buoni risultati ma ancora non completi spero che qualcuno sia arrivato più avanti di me e lo invito a consultarsi con me
  15. Valentina Campanella
    , 9/3/2001 00:00
    sinceramente ho trovato particolarmente interessante la puntata su colombo anche perchè adoro le ricerche storiche,trovo molto bello che permettiate di conoscere cose sempre nuove e che in un certo senso risvegliano la mente per chi come me cerca sempre spunti per dedicarsi allo studio e all'approfondimento di nuovi argomenti!!!!
  16. Joanna Martin
    , 8/3/2001 00:00
    beh! sono di nuovo io joanna, intanto sono una maleducata perché non vi ho salutati. Ciao Patrizio, Ciao Syusy e anche perché ho scritto vicchinghi così, mi sembra. Sono straniera, anche se non è una giustificazione. In ogni caso vogliate per favore perdonare i miei errori di ortografia o grammatica. Ne approfitto per dire che ho notato di essere un po' contro corrente in questo forum. Va bene la prossima volta forse andrò più d'accordo.

    Ciao a tutti !!!