1. Com'è meglio che sia un itinerario di viaggio?

    di , il 30/10/2003 00:00

    Prevalentemente tecnico o narrativo? O tutte e due le cose? E se è meglio che sia così così. Più l'una o l'altra, e quale?

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  2. Roberta Petri
    , 11/11/2004 00:00
    Io personalmente non sono affatto interessata ai dati personali e troppo tecnici del tipo: alle 10 ho fatto questo, poi ero stanca, poi lui ha detto, io ho risposto... insomma, non voglio mica leggere un romanzo? Sto cercando informazioni sul viaggio che voglio fare!
    Credo che la cosa migliore sia quella di fare un mix di impressioni personali (senza dilungarsi troppo) e soprattutto info utili per chi deve organizzare un viaggio.
    Non sono d'accordo con chi scrive che i racconti dovrebbero essere brevi. Io personalmente ho cercato di raccontare i miei 8 mesi in Australia in 15 pagine, tralasciando moltissime cose. Molte persone mi fanno i complimenti per il racconto perchè è esauriente e perchè scorre bene. Queste credo che siano le cose + importanti in un racconto:SCORREVOLE E ESAURIENTE. Almeno è quello che cercherei io.
    Una cosa molto utile è scrivere in maiuscolo i nomi dei posti visitati nel caso di un tour così individui immeditamente l'itinerario. Una specie di titolino.
    Ciao a tutti
  3. Iacob
    , 8/11/2004 00:00
    Secondo me il contributo a TPC dev'essere complementare e non sostitutivo di una guida: non servono orai dei musei ma dritte, errori fatti, ristorantini non segnalati altrove ecc ecc. magari anche impressioni e stati d'animo suggeriti dai posti, ma in modo contenuto. D'altronde chi lo consulta fa un copia e incolla prima di partire e non è che gliene freghi molto di leggere cose del tipo: "ore 7 - Lisa è ancora sotto la doccia mentre io già carico i bagagli..." Inoltre il racconto è meglio se è di facile lettura e BREVE. Da lettore scappo dai racconti dove vedo il cursore a dx. minuscolo: "oddio un logorroico!"
    Io nei miei racconti ho cercato di ricambiare alla comunità dei tpc le dritte di cui ho usufruito aggiungendo le mie: questo secondo me è lo spirito giusto!
  4. Valeria Negro 1
    , 18/9/2004 00:00
    Difficile dirlo. Deve rispecchiare la sensibilità di chi scrive ma nel contempo catturare l'attenzione di chi legge e in più dare informazioni su ciò che si è visto.
    Io i miei ho cercato do scriverli così: se vi va di leggerli sono sul mio sito di vaiggi www.aguaplano.org
    Ciao!
    Valeira
  5. RoboGabr'Aoun
    , 2/12/2003 00:00
    A mio parere va fatta, da chi scrive il resoconto di viaggio, un'attenta analisi di dove il racconto andrà a collocarsi: se si tratta di un articolo per un giornale di viaggi, per un sito o comunque per un supporto di tipo discorsivo, a mio parere è molto più adatto un resoconto senza dati tecnici ma ricco di colore, che trasmetta, in poche e semplici righe, tutte le emozioni che quello specifico itinerario può offrire. In pratica deve mettere a chi legge la voglia di far le valigie e partire immediatamente.
    Se invece si tratta di un resoconto destinato ad una rivista tecnica( orientering, viaggi estremi , riviste motoristiche) o addirittura ad un testo specifico che tratta del Paese in oggetto allora il resoconto DEVE contenere tutti i dati e gli strumenti che consentano al lettore di poter ripercorrere quel dato tracciato, quindi coordinate satellitari, mappe da usare, guide da leggere, caratteristiche del terreno e difficoltà, consigli relativi a vaccinazioni, alberghi, artigianato ecc ecc.
    A prescindere dal fatto che comunque se uno scrittore è tecnico non sarà mai un gran che nel trasmettere emozioni e viceversa, a mio parere il miglior modo è una via di mezzo, almeno per i supporti non specifici, come potrebbe essere ad esempio questo sito.
    Resta comunque sempre l'opportunità, per il lettore, di approfondire un determinato argomento con chi lo ha scritto, se interessato. Ciao ciao

    RoboGabr'Aoun
  6. Turista Anonimo
    , 10/11/2003 00:00
    Per me sono sempre importanti le emozioni che vengono espresse in un racconto. Mi permettono di sognare o ricordare un Paese visitato, di "sentire e vedere". Certo, ognuno vive alla sua maniera un viaggio e le sensazioni vissute da altri posso non corrispondere alle mie, ma mi piace confrontarle e a volte scopro delle corrispondenze.
    I racconti solo "tecnici" non mi attirano... a meno che... io non abbia intenzione di andare in quel Paese e mi servono determinate informazioni. Ma per ottenerle più che cercarle nei racconti di viaggio, mi metto in contatto con le Guide per Caso ponendo domande specifiche.
    Leggendo gli itinerari pubblicati cerco soprattutto di far volare la mia fantasia in luoghi a me ancora sconosciuti, di trovare ricordi e sensazioni vissute personalmente, insomma qualcosa per sopportare il mio stand-by in attesa della prossima partenza.
  7. Turista Anonimo
    , 7/11/2003 00:00
    Urca, sì è vero, in Posta e Risposta!!!!!!!
    Avevo omesso di dirlo!
    Scusatemi.
  8. Turista Anonimo
    , 6/11/2003 00:00
    Re: 06/11/03 di (Rita M.)
    >Sì è prevista!
    >Si possono mandare racconti e poesie fatte da scrittori e poeti x caso.
    >Basta specificarlo mentre si invia.

    Vero, pero' fare **attenzione**:
    - per partecipare a Scrittori per caso i propri contributi vanno inviati a Posta e Risposta (oggetto: scrittori per caso).
    Mi raccomando non come itinerari del mappamondo perche' altrimenti mi vedro' costretto a depubblicarli. Di Kazakistan ne basta uno solo, no? ;-)

    Saluti
    Roberto
  9. Turista Anonimo
    , 6/11/2003 00:00
    Sì è prevista!
    Si possono mandare racconti e poesie fatte da scrittori e poeti x caso.
    Basta specificarlo mentre si invia.
  10. Leonard
    , 6/11/2003 00:00
    Ho letto il racconto sul Kazakistan, e ha sorpreso anche me . Come raccontino non era poi male (il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette...), ma cosa aveva di itinerario, boh ?
    Io ho scoperto il forum troppo tardi (credo) per partecipare a "scrittori per caso" . Forse certi pezzi andrebbero meglio in iniziative come quella . Si prevede qualcosa del genere ?
  11. Turista Anonimo
    , 6/11/2003 00:00
    Io non mi aspetto da un itinerario di Turisti per Caso che mi dica l'orario di apertura di un museo. Questo in genere lo fa una guida. Certo, se la guida è datata, è inaffidabile, infatti la cosa migliore è cercare fino allo stremo l'ultima edizione.
    Per me un itinerario deve dare informazioni particolari, soggettive, insomma, quelle notizie che su una guida non posso trovare; deve aggiungere quel qualcosa in più: per esempio raccontarmi come e con chi è stata organizzata un' escursione in modo che io magari possa trarre spunto per rifarla nel mio prossimo viaggio, dare suggerimenti, espliciti o deducibili dalla narrazione, relativi ai posti da visitare e a quelli da evitare; farmi vivere l'atmosfera palpabile di un luogo e trasmettermi la voglia di vederlo a tutti i costi; lasciarmi percepire lo spirito di un viaggio che magari posso riconoscere come mio .
  12. Alexa78
    , 6/11/2003 00:00
    Ciao a tutti,

    forse nel mio scritto precedente non mi sono espressa correttamente.

    Concordo pienamente con cio che scrive Fabio G e volevo dirvi che io, nei racconti, non desidero una LP in miniatura (anche se è poi quella che mi costruisco io prendendo dai vari siti) ma è un racconto di luoghi che, secondo il viaggiatore-scrittore, meritano di essere visti, accompagnati magari da dritte su prezzi, orari ecc.
    Un po come quello che io ho fatto sul Texas.

    Certo è che se leggo che davanti al tramonto di una spiaggia delle Maldive oppure davanti ad un pesce palla a largo dell'oceano pacifico, o ancora parlando con un taxista di New York lo scrittore ha provato determinati sentimenti, bè....mi spiace ma a me quello non interessa proprio!
  13. Turista Anonimo
    , 6/11/2003 00:00
    Bella domanda Roberto!!!!
    Un equilibrio eh?

    Forse lo si può trovare con delle regole come tu stesso hai detto, ma non ne sarei troppo convinta. Lascerebbe indietro la spontaneità, credo, del narratore. Anche se a volte una ripulita servirebbe (vedi kazakistan ad esempio)
    Ma di certo è una bella gatta da pelare questa.
    Come si fa "liberamente" a chiedere ai navigatori di scrivere in un "certo" modo?
    Trovare la giusta via è alquanto difficile.

    Per ora non ho molto da aggiungere alla tua domanda Roberto, mi spiace.
  14. Turista Anonimo
    , 5/11/2003 00:00
    re: 05/11/03 di (ulgi@numerica.it)
    >E' proprio così difficoltoso, una volta tornati dal viaggio, mandare una e-mail per dire "è andata bene, è andata male"?

    Verissimo, e lo stesso si puo' dire per le Guide Per Caso che spesso si fanno in 4 per aiutare. Basterebbe davvero poco :-(

    re: 05/11/03 di (Fabio G.)
    >Concordo pienamente con Paolo sui messaggi inutili, o meglio su un certo tipo di "racconto".

    re: 05/11/03 di (Paolo m )
    >ci sono anche centinaia e centinaia di messaggi...inutili.

    Condivido il giudizio, molti, forse troppi itinerari sono anche per me inutili e andrebbero depubblicati. Alcuni non apportano alcun contributo originale all'area mappamondo e sono utili solo a pochi navigatori del sito.

    Il problema e' che tipo di scelta fare. (Regole?)

    A tutt'oggi le uniche condizioni che comportano la depubblicazione di un intervento sul sito sono quelle che si trovano nelle faq itinerari (dettate in buona misura dal buon senso generale). Se applicassimo regole differenti dovremmo anche saper farle rispettare, adducendo motivazioni plausibili a chi non vede pubblicato il proprio contributo.

    Io mi sono sempre occupato di quest'area e fino a oggi, anche a malincuore, ho lasciato passare tutto (vedi l'ultimo dal kazakistan) proprio perche' di regole non ce ne sono mai state. Ho sempre spinto interventi volti ad aiutare e informare privilegiando le informazioni "tecniche" e logistiche perche' credo che il mezzo internet debba essere prioritariamente informativo.

    Diversamente come fare? Temi come quelli dei villaggi turistici ad esempio... tanti navigatori del sito li leggono, molti li cercano sui motori di ricerca, altri vogliono poter mettersi in contatto con chi e' stato in quei posti.

    Come trovare un equilibrio?
  15. Giulio 2
    , 5/11/2003 00:00
    Preghiera
    io pubblico tutti i miei resoconti di viaggio; non sono mai stato segnalato e tuttavia ricevo molte e-mail che mi chiedono informazioni più specifiche, cui puntualmente rispondo con ogni particolare possibile. Richiedo sempre un ristretto parere al ritorno (serve anche a me come confronto)
    E' proprio così difficoltoso, una volta tornati dal viaggio, mandare una e-mail per dire "è andata bene, è andata male"?
    Nessuno dico nessuno che si sia fatto vivo "poi".
    Un po' di galateo, perdinci!
    ciao
  16. Turista Anonimo
    , 5/11/2003 00:00
    Concordo pienamente con Paolo sui messaggi inutili, o meglio su un certo tipo di "racconto".

    Le sensazioni provate da chi scrive credo aiutino chi legge a capire se un posto merita o meno di essere visitato. I racconti li leggo più che per vedere se c'è un posto che merita la pena di esser visto ed io non l'ho incluso nel mio "programma" piuttosto se c'è un posto che ho incluso e che non merita di esser visto (che bel gioco di parole....).

    Se poi ci sono anche dati pratici, orari, costi, ecc.....molto ma molto meglio, a volte le guide (anche la LP) sono un po' datate (2-3 anni) e possono essere non troppo affidabili.
    Se vado a Phnom Penh, per esempio, solo per vedere la Pagoda d'Argento, voglio essere sicuro che quel giovedì sia aperta.....uno che c'è stato da poco può sicuramente essere più "affidabile" di una guida.