1. Perdita di una persona cara

    di , il 25/10/2003 00:00

    Tre mesi fa ho perso mio padre; era malato da tempo ma eravamo abituati al fatto che per anni era riuscito sempre a tenere a bada il suo male. Le cose si sono complicate irrimediabilmente in poco tempo, e lui stesso - medico - se ne è reso tragicamente conto: gli ultimi giorni sembrava che stesse per partire per un viaggio, si è congedato da noi tutti, ci ha dichiarato disperatamente il suo amore (lui che era molto pudico nell'esprimere i sentimenti, pur essendo una persona di eccezionale bontà e umanità), ci ha dato consigli e raccomandazioni per il futuro... E ora non c'è più. Sparito dalla mia, dalla nostra vita. Ancora stento a crederci, non me ne capacito, sogno che si risveglia e riprende vita. Si tratta di un dolore e un vuoto atroce, con cui s'impara a convivere, ma che non ti abbandonano mai.

    Scusate per l'argomento doloroso, ma gradirei ricevere qualche testimonianza di chi ha vissuto o sta vivendo, purtroppo, una simile esperienza. Grazie a tutti.

  2. Turista Anonimo
    , 10/2/2004 00:00
    Angela, grazie.
    Quanto dolore davvero, così lancinante ogni giorno che passa.
    Ho paura che possa durare per sempre, ma ho anche la convinzione che la fede mi/ci possa aiutare, che una preghiera nei momenti di sconforto mi faccia da culla.
    Non credo possano esistere spiegazioni, non credo possano esserci risposte ai nostri perchè. Ma credo fermamente che una vita nell'aldilà ci sia, che in un cielo etereo, senza aria e senza materia, ci si possa dinuovo rivedere tutti. E gioire al pensiero che ciò possa realizzarsi.
    Solo questo mi fa stare un pò tranquilla.
    E poi qui sulla terra ora ho capito tante cose, ho unito tante domande che mi opnevo e ho trovato finalmente il filo conduttore dei miei lamenti.
    Non credo conti più nulla da oggi se non l'amore che ho e che ricevo da poche persone.
    Non credo che si possa desiderare meglio dalla vita, se non l'affetto per le persone care.
    E donarne tanto a chi ha bisogno. Dare un pò di ciò che a tanti manca.
    E nel dolore, cmq ritenermi fortunata.
    E' dura, durissima da accettare...
  3. Turista Anonimo
    , 9/2/2004 00:00
    Speriamo tutti che esista, che esista qualcosa DOPO, che non finisca tutto qui, sarebbe tristissimo. E'il nulla che mi fa paura, il nulla dopo il "tutto": è questo che noi uomini non potremo mai capire, con lo sguardo rivolto su questa terra. Te lo dice una che ancora non capisce, non accetta, ancora urla il suo dolore. Credevo di averlo superato, ho passato momenti di ritrovata fiducia nella vita, pensavo che il peggio fosse passato. E invece a tratti - come in questo periodo - ritorna il vuoto, ritorna il dolore bruciante, ritornano i ricordi, i sogni (con mio padre che torna a vivere) e tanti "perché"...
    Un abbraccio forte a te, Rita, e a tutti, con tanta vicinanza affettiva.
  4. Turista Anonimo
    , 4/2/2004 00:00
    Quanto dolore...
    Prego che esista un Dio nell'aldilà, che allievi le sofferenze quotidiane, per tutti.
  5. Turista Anonimo
    , 18/12/2003 00:00
    Cara Ambra,
    ti scriverò sicuramente! Anzi, avevo intenzione di chiederti il tuo indirizzo... Se per caso non ci sentiamo prima, ti faccio tanti auguri di cuore di Buon Natale. Un abbraccio.
  6. Turista Anonimo
    , 17/12/2003 00:00
    Angela un abbraccio di quelli dove senti che la persona che te lo dona ti é vicina con un'empatia profonda.
    Sai cosa intendo vero? :-)
    Se voi scrivermi... : ambra_ddd03@yahoo.it
    Sarei felice di vederti nella mia mailbox :-)
  7. Turista Anonimo
    , 16/12/2003 00:00
    Cara Ambra e cara Cosetta,
    i vostri messaggi sono davvero belli e soprattutto pieni d'affetto e solidarietà. Grazie di cuore.
    Quello che hai scritto tu, Cosetta, è così consolatorio! Spero ci sia veramente questa "continuità"...
    E tu, Ambra, sembra che mi abbia letto nel pensiero. Proprio poco fa mi sono sgorgate da sole le lacrime,al pensiero del Natale, di questa festa che quest'anno non ho voglia di festeggiare... Tra l'altro proprio oggi fanno cinque mesi che è morto mio padre... Mi sembra un'eternità e al tempo stesso un brutto sogno. Sì...continuo a sognare che sta male ma che può guarire...poi mi sveglio e faccio i conti con la realtà.
    Ora sto molto meglio di qualche tempo fa (anche grazie ai vostri messaggi, molto più efficaci di tante persone che non ci sono state per me...), ma sento ancora il bisogno di urlare e gridare il mio dolore.
    Nonostante tutto, festeggeremo questo Natale tutti insieme in famiglia, anzi...in più famiglie riunite (la mia al completo più quella di Carlo, mio marito). Sto quasi allontanando l'"onere" di fare l'albero, cosa che invece mi ha sempre riempito di gioia... è come far avvicinare il momento fatidico del "bilancio" di quest'anno, la dura realtà della perdita.
    Ma proverò a fare come dici tu, Ambra, a vedere papà in ognuna di quelle lucette, ancora vivo, presente in mezzo a noi.
    Grazie di nuovo, amiche, e Buon Natale a tutti (scusate se vi ho rattristato...). Spero di risentirvi presto, siete persone molto ricche interiormente.
    Un abbraccio,
    Angela
  8. Turista Anonimo
    , 15/12/2003 00:00
    Cosetta, il tuo post é bellissimo!
  9. Turista Anonimo
    , 15/12/2003 00:00
    Cara Angela, ho pensato molto a te in questi giorni...
    In qualche maniera posso immaginare che quest'anno vivrai le festivitá in maniera "dolorosa" perché sentirai più che mai la sua mancanza. Riaffioreranno mille ricordi e il Natale avrá un alone diverso; probabilmente sará meno luminoso del solito, meno gioioso... forse si faranno strada una malinconia e una tristezza che prima non conoscevi.
    Accetta le emozioni che scaturiranno... non allontanarle da te, ma vivile.
    Il mio augurio é che ogni lucetta sugli alberi, nelle decorazioni natalizie ti faccia ritornare alla mente la "storia" della lampadina che ti dedicai. E che tu possa sentirlo ANCORA più vicino del solito.
    Un abbraccio con tanto affetto
  10. Cosetta Marangon
    , 15/12/2003 00:00
    Cara amica,
    ti voglio far partecipe di sarmone che ha letto un prete protestante nel 1910 tratto da un libro della dott. Kubler-Ross.
    " La morte non è nulla.
    Sono solo scivolato nella stanza accanto.
    Io sono io e tu sei tu.
    Quello che eravamo l'uno per l'altro, lo siamo ancora.
    Chiamami con il mio solito nome.
    Parlami nel modo in cui eri solita parlarmi.
    Non cambiare il tono della tua voce.
    Non assumere espressioni forzate di solennità o di dispiacere.
    Ridi come eravamo soliti ridere dei piccoli scherzi che ci divertivano.
    Gioca...sorridi...pensami...prega con me.
    Lascia che il mio nome sia la parola famigliare che è sempre stata.
    Lascia che venga pronunciato con naturalezza, senza che in esso vi sia lo spettro di un'ombra.
    La vita ha il significato che ha sempre avuto.
    E' la stessa di prima.
    Esiste una continuità mai spezzata.
    Che così è la morte se non un incidente insignificante?
    Dovrei essere dimenticato perchè non mi si vede?
    Sto solo aspettandoti, è un intervallo.
    Da qualche parte molto vicino, proprio girato l'angolo.
    Va tutto bene".
    Credo che non ci sia bisogno di commentare, è tutto descritto con una sincerità e una semplicità che disarma e soprattutto rasserena.
    Spero che riuscirai a trovare quella "corrispondenza d'amorosi sensi " di cui parlava tanto ...ops, non ricordo se Foscolo o Manzoni.
    Un abbraccio
    Cosetta
  11. Turista Anonimo
    , 24/11/2003 00:00
    Grazie, cara amica! Il tuo messaggio (come quelli di altre care T.p.C.) è bellissimo e pieno di speranza e di fiducia nella vita: quello che mi serve adesso... Sai, a volte riesco ad acquisire un'ottica più "spirituale", a entrare in contatto con mio padre interiormente: ad esempio quando guardo la sua foto messa sul pianoforte nel soggiorno (un posto davanti al quale devo passare per forza) e mi confido e comunico con lui... o in qualsiasi momento della giornata in cui il mio pensiero corre a lui, per una qualunque semplice associazione o perché mi rivolgo a lui come a un angelo custode... Ma in altri momenti è molto più dura, e non riesco a essere altro che una fragile creatura terrena, attaccata alla fisicità, alla corporeità, bisognosa dell "hic et nunc". E allora non mi do pace, non mi rassegno, ripenso al passato con malinconica e disperata amarezza e mi sembra ancora che sia tutto un incubo. Vado a giornate... Paradossalmente quello che mi solleva è proprio l'idea che tutto ha una fine, ineluttabilmente, che la vita di noi tutti è destinata a cessare...Dice il grande Seneca: "Tamquam semper victuri vivitis, numquam vobis fragilitas vestra succurrit...", cioè "Vivete come se foste destinati a vivere per sempre, non vi viene mai in mente la vostra fragilità". E penso a quello che mi direbbe ora mio padre, alla forza che mi comunicherebbe... Lo sento presente in tante forme, nel perpetuare delle cose che mi ha insegnato: belle cose, insegnamenti perenni, di cui lo ringrazio, come di tutto l'amore che mi ha dato. E non per fare la "buonista" cattolica, ma sto sperimentando davvero che quello che rimane di una persona è l'amore che è stato in grado di dare, in tutte le sue espressioni. E lo dico senz'ombra di retorica.
    Ringrazio ancora tutti per le vostre testimonianze, che mi hanno veramente aiutato, più di quello che avrei immaginato.
    Continuate a scrivere, è bellissimo leggere i vostri messaggi.
    Un abbraccio,
    Angela
  12. Patrizia Massi
    , 24/11/2003 00:00
    cara capisco il tuo dolore perchè mi distaccai da mio padre 20 anni fa ed ho sofferto moltissimo al fatto di non poter evere nessun abbraccio dal suo corpo così rassicurante per me. Poi è arrivato mio marito dolcissimo protettivoma anche lui mi è stato strappato poco tempo fà lasciando tre figli che lo cercano tutt'ora. Ho imparato a credere che non finisce qui sulla terra la vita,ma continua con loro vicini, impara anche tu ad entrare a contatto con te stessa avendo momenti tuoi di meditazione vedrai che entrerai in contatto con tuo padre e sentirai che sarà la tua guida e che non ti abbandona mai. Ti mancherà fisicamente nei momenti più significativi della vita ma dentro di te avrai la forza per superare tutto perchè è lui che te la dà, lasciati andare alla vita leggi l'inno alla vita di madre teresa di calcutta e fai caso ai segnali che ti arrivano lasciati andare come una barca in mezzo al mare trasportata dalle correnti della vita e coraggio ce la faremo!! se vuoi scrivimi pattocchia@libero.it
  13. Turista Anonimo
    , 13/11/2003 00:00
    Le parole, i gesti, gli affetti, le sensazioni, possono essere cancellate dal tempo, ma non dal cuore e dalla mente.
  14. Daniela B 1
    , 8/11/2003 00:00
    mio padre e' mancato 20 anni fa, io avevo 24 anni e lui solo 55. e' uscito di casa per una commissione ed e' stato colto fuori da un infarto fulminante.
    il vuoto rimane, anche dopo 20 anni ti sembra ieri, ma non serve a nulla rimpiangere, rinchiudersi. Bisogna trasformare il dolore in energia positiva.Dare amore a chi non ce l'ha in nome di chi e' mancato riempie il vuoto.
    un abbraccio
    daniela
  15. Turista Anonimo
    , 30/10/2003 00:00
    Angela,
    è la secondo mattina che , leggendo i tuoi messaggi, mi trovo a dover reprimere le lacrime.
    Sappi che il tuo coraggio è ammirevole. Intendo il coraggio di condividere le tue emozioni.
    Per me sei un esempio di forza e sensibilità.
    Spero tanto che arrivi presto per te il momento in cui il ricordo sarà un pò meno doloroso.
    Auguri di cuore per tutto
    A.
  16. Turista Anonimo
    , 30/10/2003 00:00
    Di nulla Angela.
    Ti scrivo solo per dirti che non sei "sola".
    Siamo in tanti, purtroppo, a condividere e a convivere con questi dolori.
    Ma questa è la vita...

    Un abbraccio bella e se ti va puoi scrivermi.
    Ti lascio qui la mia mail ok?
    annarita_m@hotmail.com