1. Razzismo..il paese più razzista?

    di , il 9/10/2003 00:00

    In una puntata di iene ha fatto notare in Sud Africa secondo alcuni la nazione più razzista del mondo!consvariati esempi tra il cambio di denaro..una spinta all'automibile...la richissta di una sigaretta!questa differenza fra neri e bianchi!l'ha fatto notare in Italia ed è la medesima!Secondo voi qual'è il paese più razzista nel mondo?e proprio voi.... Senza offesa...quanto tollerate il razzismo?thanks a tutti

  2. Turista Anonimo
    , 11/10/2003 00:00
    be' simona direi che hai ragione, purtroppo lo stato di isdraele non ha imparato nulla dalla storia del secolo scorso...
  3. Turista Anonimo
    , 10/10/2003 00:00
    Scusami se non ho colto lo scherzo, ma su determinate cose permettimi di dirti che non é saggio scherzare e che forse proprio a causa di cose dette solo per dire nascono visioni errate della realtá.
    Hai ragione, sarebbe difficile affrontare la questione sudtirolo in breve soprattutto se si iniziano i discorsi con certi pregiudizi e senza cognizione di causa.
    Non capisco come tu abbia pensato dal mio messaggio che io non conosca le comunitá ladine. Io intendevo che era errato parlare di discriminazioni tra quella popolazione e quella di madrelingua tedesca perché sono molto vicine come cultura e tradizioni.
    Se hai vissuto e vieni in vacanza in Alto Adige, in TEORIA potresti conoscere un po' di più la nostra realtá, ma nonostante ciò, scusami, non é detto che ne conosca anche TUTTA la STORIA e i travagli vissuti DA ENTRAMBE LE PARTI. Guai infatti a pensare che ci siano le vittime solo da una parte.
    Proprio perché sei cresciuto qui mi stupisce poi che tu abbia confuso il Trentino con l'Alto Adige.
    Apprezzo moltissimo Marco, guida del Sudtirolo, che pur non essendo nè nato né cresciuto qui, ne ha una profonda conoscenza.
    Andrea conosci altri avvenimenti storici oltre agli atti di terrorismo degli anni di fuoco che sono stati duri per tutti? Sei andato OLTRE la superficialitá delle informazioni da bar? Il periodo fascista e il dopoguerra sono stati molto duri per entrambe le parti, credimi, ma sai una cosa? ORA siamo arrivati a una situazione davvero positiva, dove sempre piú ci si sta avvicinando e cercando di comprendere. Entrambe le parti hanno commesso errori, ma bisogna smettere di guardare il passato che non porta a nulla. Questo lo fanno coloro che per interesse (politico) vogliono far credere che qui si viva male, che ci si "scanni" che si sia "razzisti". La realtá invece é che stiamo bene senza per questo affermare che la situazione sia idilliaca. Ci si può e deve sempre migliorare. Se succedono fatti spiacevoli sono rari e dovuti al fatto che la madre degli stolti (per non dire peggio) é sempre incinta. E' solo che i mass media ne danno notizia come se fossero avvenimenti giornalieri e usuali. Per favore non facciamo di ogni erba un fascio.
    Parli della situazione degli insegnanti. Benissimo. Guarda caso io insegno da moltissimi anni nelle scuole di madrelingua tedesca. Conosco molto bene questa realtá e non escludo che ci possano essere stati episodi come hai elencato tu (come so di insegnanti meridionali trattati con diffidenza a Milano come a Venezia), ma io ne conosco tanti altri dove la gente del luogo si é data da fare in mille maniere per aiutare costoro. Certo é che se arrivano nella nostra regione persone che non hanno un minimo di conoscenza della situazione e non dimostrano la volontá di capire una realtá che é particolare, allora é quasi scontato che vangano a mancare le basi su cui costruire l'incontro.
    Andrea, scusa questi miei toni accesi, ma sono letteralmente stufa di sentire parlare della nostra "situazione" in maniera distorta. Sono stanca di sentire gente che parla a vanvera convinta di sapere la veritá.
    A maggior ragione mi fa piacere leggere che hai anche avuto esperienze positive.
    Io sudtirolese di madrelingua italiana amo questa terra che considero anche "mia" e vorrei che chi viene "dall'esterno" non costruisca una visione distorta, molto parziale e poco obiettiva della nostra realtá. Tutto qui.
  4. chloe
    , 10/10/2003 00:00
    Tra i tanti, scegliendone 2, il paese più razzista è, secondo me e secondo una risoluzione dell'ONU che ha dichiarato il "sionismo" razzismo, Israele, seguita ovviamente dagli Stati Uniti. Non sono razzista e penso che chi lo è sia un ignorante.
  5. Turista Anonimo
    , 10/10/2003 00:00
    i paesi più razzisti..... direi giappone al primo posto, secondo alcuni stati del sud degli U.S.A., terzo la cina. quanto tollero il razzismo???? dipende, intanto ho sposato un'extracomunitaria...
  6. Turista Anonimo
    , 10/10/2003 00:00
    io tenderei ad essere d'accordo con Fabio G.Se per razzismo si intende la convinzione che una razza sia superiore ad un'altra e perciò si evitino commistioni di tutti i generi faccio fatica a dare il "premio" a qualche nazione in particolare;credo proprio sia diffuso a macchia d'olio evidenziato dall'ignoranza e malcelato dall'ipocrisia.
  7. Turista Anonimo
    , 10/10/2003 00:00
    Quanto alla questione sudtirolo, sarebbe difficile affrontarla in breve ma mi stupisce uno che tu non conosca le comunità ladine e tedescofone della tua zona e che secondo ti sia dimenticata il periodo degli attentati terroristici del '53 da parte del movimento nazionalista e separatista altoatesino, che non ricordi i periodi più scuri della Sudtiroler volkspartei, quando i pochi italiani che venivano da turisti la pagavano a spese di gomme tagliate e altro, quando essere serviti nei supermercati come nei rifugi parlando in italiano era un'utopia (ancora talvolta lo è, altro che sentito dire). Anche a me fa male constatarlo, sono cresciuto in quelle zone da quando avevo 5 anni, ma è impossibile non leggerne le contraddizioni, non vedere accanto a persone di grande cuore (e ne ho conosciute tante) anche chi non ha mai voluto gli italiani abitando in Italia e ricevendo finanziamenti come regione autonoma. Lì ho visto crescere scuole che hanno dell'avvenieristico, con tanto di piste da sci con impianto di risalita e piscina coperta, hanno case popolari (di fronte casa mia) più simili ad una villa eppure conosco persone di lingua italiana salite per fare le insegnanti e isolate nella più relegata diffidenza, ho visto cimiteri in cui era impedita la sepoltura ai forestieri (che saremmo noi italiani) e altre te ne racconterei magari ben condite da episodi positivi, da esperienze di comunicazione interessante...
  8. Turista Anonimo
    , 10/10/2003 00:00
    Perdonami Luciana, ma mi pare tu non abbia colto lo scherzo, non sarà una risposta esagerata la tua? Spero non vorranno rispondermi anche cinesi, australiani, islandesi...
    Quanto alla precisione geografica, hai ragione, sono stato impreciso. Mi riferivo alla provincia di Bolzano dove ho casa da 20 anni...
  9. Turista Anonimo
    , 10/10/2003 00:00
    x simone
    io non sono responsabile di nulla.
    parla per te, please.
  10. Turista Anonimo
    , 10/10/2003 00:00
    I responsabili del razzismo moderno siamo noi bianchi occidentali che abbiamo conquistato il mondo uccidendo oppure rendendo schiave le popolazioni locali.
  11. Turista Anonimo
    , 10/10/2003 00:00
    Perdonami ma mi sono dimenticata di aggiungere che io invece ti potrei raccontare centinaia di episodi che ho vissuto in prima persona dove prevale la volontá di incontrarsi, di capirsi, di conoscerci, dove sono stata rispettata, apprezzata per la persona che sono e la mia appartenenza linguistica non mi ha discriminato. Ti potrei raccontare qualcosa di vero, di vissuto e non solo di sentito raccontare o letto.
  12. Turista Anonimo
    , 10/10/2003 00:00
    Personami Andrea C. ma il tuo intervento sul Trentino sa di scarsa e inesatta informazione ed é un peccato. Prima di tutto distingui tra Trentino e Alto Adige. Sono due cose diverse soprattutto dal punto di vista culturale. Ho notato che la maggior parte della gente di fuori provincia parla di Trentino anche quando si riferisce all'Alto Adige.
    Sono di madrelingua italiana, sono nata in provincia di Bolzano e mi dispiace e fa anche male sentir parlare di razzismo o cose simili nella nostra PROVINCIA. Io vivo in una zona monolingue, conosco la mia realtá da quando ero piccola e non solo attraverso la stampa poco obiettiva che molte volte purtroppo non aspetta alto che l'occasione per alimentare pregiudizi nei confronti della nostra realtá. Smettiamola di vedere gli "italiani" contro i tedeschi o di voler attribuire a razzismo episodi che succedono dappertutto. Tu parli a questo proposito di tedeschi e ladini.Ti sarai confuso. Non ne ho mai sentito parlare e io qui ci vivo.
  13. Turista Anonimo
    , 10/10/2003 00:00
    Fabio,
    il campanilismo è, a mio avviso, una delle forme più mentecatte di razzismo che possa esistere.
    Sul Sudafrica concordo con Ma*.
    Anche io ho visitato il SA e il problema è davvero complesso. Sono portata a dire che trattasi di uno dei paesi attualmente meno razzisti al mondo, proprio per quel complesso da post-apartheid che tiene i gruppi di bianci sotto l'osservazione attenta della comunità internazionale.
    Le distanze culturali e di costume tra bianchi ed etnie locali sono immense, e mi chiedo in che modo e a che prezzo verranno colmate.
    Quello che mi chiedo è che nesso ci sia, se ancora c'è, tra quello che leggo sui romanzi della Gordimer, che di razzismo e apartheid ha parlato parecchio, e tra la situazione apparentemente normale che mi è parso di vedere viaggiando.
  14. Turista Anonimo
    , 10/10/2003 00:00
    Ogni paese è razzista, ogni popolo è razzista, c'è razzismo tra bianchi e neri, tra neri e gialli, tra gente di destra e di sinistra, tra polentoni e meridionali, tra triestini e udinesi, tra quelli del Quartoggiaro e quelli di Piazza Duomo......
  15. Turista Anonimo
    , 10/10/2003 00:00
    Visto che il discorso si fa serio...
    Il problema Africano credo abbia dimensioni differenti. La problematica nuova, che si affaccia agli occhi di chi sceglie di recarsi in Africa anche per questioni umanitarie, è quella del razzismo inverso, cioè della popolazione nera verso quella bianca (non che l'apartheid sia alle spalle , certo). Leggevo la lettera che la "missionaria" Annalena Tonelli, uccisa in somalia recentemente, aveva scritto in occasione di un convegno in Vaticano nel 2001. La sua esperienza, simile a molti di quelli che conosco che hanno fatto scelte analoghe, racconta di una diffidenza iniziale ma anche di una serie di discriminazioni subite in quanto bianca, donna e nubile. Racconta anche di successi, di integrazione ma sempre con l'impressione di rimanere estranea, talvolta malvista. Che a questo atteggiamento di diffidenza ci siano ragioni più che valide o spiegabili è inutile sottolinearlo ma c'è senz'altro di più. Si parla, fra le righe, di cultura tribale, di settarietà religiosa, problemi che se si vuole analizzare il "razzismo" nei suoi aspetti più vari non si possono tralasciare. Lo scontro fra civiltà diventa un urgenza sempre più evidente...
  16. Turista Anonimo
    , 10/10/2003 00:00
    In sud africa ci sono stato per circa un mese, sul lavoro collaboro con una ditta di Joburg e debbo dire che non ho trovato particolari fenomeni di razzismo. Che le condizioni di vita dei negri siano difficili è vero, ma questo dovuto a tanti anni di esclusione dalla vita sociale e se vivono ancora nelle baracche di soweto e di altre città, purtroppo è dovuto al fatto che ancora non hanno i soldi per comprarsi una casa. Forse in sudafrica c'è meno razzismo di quello che si pensi.
    Più che razzismo parlerei di volontà di integrazione di una persona nelle abitudini di un popolo. Portarsi dietro usi e costumi e volerli imporre nel nuovo luogo in cui si va è razzismo e da qui è facile che scatti, giustamente, l'intolleranza verso l'intruso.
    Evitare quindi episodi di razzismo è facile, basta che l'individuo che va in un altro posto si adegui agli usi, costumi e leggi di quel posto in cui ha deciso, volontariamente, di andare.