1. Schiavi delle multinazionali

    di , il 1/7/2002 00:00

    C'è una sorta di accecante abulia su ciò che è il nostro destino e quello dei nostri figli, siamo ingabbiati nel consumismo più sfrenato, nel materialismo, crediamo di essere liberi della nostra vita, ma forse ancora non tutti sanno che chi regola i nostri bisogni, chi decide il nostro cammino è questo SISTEMA liberista,sono queste multinazionali che ci manovrano come dei burattini, e finchè rimarremo tali non potremo lottare . Uniamoci,informiamoci,indignamoci,affinchè un mondo migliore non rappresenti un utopia ma una bellissima realtà.

  2. Turista Anonimo
    , 23/8/2002 00:00
    concordo con te. non so se mi sono spiegata. quella che non sopporto è l'ipocrisia. una mia amica ad esempio ha un negozio di abbigliamento, e veste sempre benissimo.il suo guardaroba è molto vario e fatto di cosette costose, per me. cosa a cui non saprebbe rinunciare mai. compra di tutto, ma per carità no la cioccolata della talmarca perchè bisogna boicottare la multinazionale. ma soltanto secondo me c'è così poca coerenza in questo modo di agire?non vi sembra solo un sistemarsi la coscienza?
    oppure un'altra ragazza, si fa tutte le manifestazioni no-global d'italia, è super attivissima, però a lavorare non ci viene mai, fa quel cvaolo che gli pare, e soprtauutto si spara sempre quelle belle ferie (io 10 giorni, lei è da + di un emse che non si vede), compresi viaggi in europa ecc ecc....ma dico...non c'è disaccordo?
    boh...sarà che io sono troppo idealista e mi smebra che parecchi vogliono solo zittire un po' la coscienza o farsi fighi......
    certo juan anche io concordo che è meglio imparare a piantare il grano che mandare al terzo mondo un po' di pane ogni tanto. questo non lo nego, sono la prima ad affermarlo.
    ma ribadisco, l'ipocrisia, non la sopporto.
  3. Turista Anonimo
    , 23/8/2002 00:00
    Mi pare che tra quello che asserisci tu e quello che asserisce colui o colei che ha scritto il trattato sotto il mio intervento precedente, ci passi un mare di differenza...Oltretutto, nulla mi vieta di avere il cellulare, di cazzeggiare su internet, di avere tutta una serie di beni "di lusso" (che poi i beni "di lusso" oggi come oggi sono diventati altri) e nonostante tutto di cercare di impegnarmi per cambiare le cose, dove possibile dare una mano nel modo giusto (la classica storiella de: Invece di dargli una pagnotta al giorno insegnagli a piantare il grano). Ma mi rifiuto di pensare che anche un solo uomo possa vedere morire di fame suo figlio senza far niente, solo perchè non ha voglia di lavorare.Il modus vivendi tipo ognun per se e dio per tutti è un pensiero ottuso che svela una visione della vita incanalata, squallida e schifosamente arrivista.
  4. Turista Anonimo
    , 23/8/2002 00:00
    odi gli estremismi, odio le esagerazioni, da qualsiasi lato.
    vorrei solo far riflettere che alla fin dei conti viviamo in un paese ricco E CI VA A TUTTI BENE COSI', USUFRUIAMO DI TUTTE LE AGEVOLAZIONI, PRENDIAMO TUTTO CIO' CHE C'E' DI BUONO, FINGIAMO DI NON VEDRE CIO' CHE NON VA. con questo cosa intendo, che è importante rendersi conto delle cose che non vanno e importante nel nostro piccolo far qualcosa perchè si possa cambiare un domani lo stato delle cose. ma per favore, lasciamo d aparte le ipocrisie, i girotondi e le manifestazioni a favore dei poveri, perchè giriamo tutti i giorni vetsiti in modo decente, col cellulare,il portafoglio col necessrio e magrai il superfluo e , a vedere, usiamo internet per lavorare ma anche per il cazzeggio....per favore, almeno lasciamo d aparte l'ipocrisia. come dice l'assessore palmiro cangini di roncofritto (giuardavate zelig??)...."fatti...non pugnette"
  5. Turista Anonimo
    , 23/8/2002 00:00
    Come hai ragione...ci vorrebbe l'olio di ricino, il manganello...un po' d'ordine insomma!!!!Si stava meglio quando c'era LUI...eh si!!!Ma non ti preoccupare il grande statista che abbiamo a capo del governo adesso (e che potrbbe essere il tuo migliore amico - tipo gatto e la volpe) risolverà i problemi di tutti per un mondo migliore e tutti staremo meglio correremo felici nei prati in mezzo a farfalline dai colori delicati e piccoli cespugli perfettamente curati...il tutto, ovviamente, con la stessa semplicità con la quale tu risolvi a parole i problemi del terzo mondo...ma lavori alla FAO?
  6. Fottiti Troia
    , 2/8/2002 00:00
    Io vorrei sapere una cosa. Tutti questi poveretti, nauseati dalla nostra società consumista e capitalista, disgustati dal Dio Denaro (o magari dal fatto che per guadagnarlo bisogna LAVORARE), violentati quotidianamente dalle multinazionali che li ingozzano di cioccolata globalizzata e le deflorano con assorbenti interni in puro cotone transgenico, perchè diavolo non se ne vanno a vivere (e morire) in Burundi o in un altro di quei paesi schifosi che stanno loro tanto a cuore e che noi dovremmo mantenere nel nome di chissà quale utopia? Perchè diavolo non se ne vanno in una foresta a vivere di bacche, a lavarsi nei torrenti gelidi e a vivere come quelle bestie che in realtà sono?? In poche parole perchè diavolo continuano a rompere le scatole standosene al caldo grazie alle caldaie alimentate dal gas o dal metano rubati dalle multinazionali, girando in auto fabbricate dalle multinazionali, alimentate da benzina proveniente dalle multinazionali, usando i PC costruiti dalle multinazionali e che funzionano grazie ai programmi prodotti dalle multinazionali?
    I paesi che piaciono tanto a questi tizi, a coglioni radical chic come jovanotti (che però vive in Svizzera, mica in Uganda, chissà come mai) hanno le materie prime per essere al top dei top, ma cazzo per usarle ci vuole fatica.... allora aspettiamo che arrivi qualche buana a farci la pappa pronta!
  7. Mariagrazia Simmini
    , 18/7/2002 00:00
    Ciò che "io" scrivo è documentato, tutto sta all'interpretazione sia mia quanto tua???Anch'io ho visto quella trasmissione e, guarda caso ,la mia lettura è stata completamente differente dalla tua.Ma va bene così,il mondo è bello perchè vario!!!!!
  8. Turista Anonimo
    , 18/7/2002 00:00
    ieri sera su rai3, alla trasmissione di storia di paolo mieli, è stata raccontata spelndidamente la vita di re Faisal di Arabia.
    larga parte dedicata alla SUA INIZIATIVA DI PORRE L'EMBARGO PETROLIFERO CONTRO GLI STATI UNITI NEL 73/74.
    mossa poi seguita dagli altri paesi arabi dell'opec.
    l'esatto contrario di quello che affermvi in un tuo precedente messagio.

    ciao paolo
  9. Turista Anonimo
    , 16/7/2002 00:00
    la diga delle tre gole è finanziata e costruita TOTALMENTE dal governo comunista cinese.
    nessuna impresa straniera partecipa all'opera.
    così come lo stesso governo comunista cinese negli anni 50 e 60, senza l'appoggio di alcuna multinazionale straniera, occupò il tibet massacrandone la popolazione.
    occupazione che perdura e peggiora tutt'ora.
    e la cina all'epoca era un paese del 3° mondo.

    proprio ieri sera mi stavo leggendo la storia dei paesi dell'africa occidentale.
    ghana, costa d'avorio, togo, benin, nigeria.
    tutti questi paesi, alcuni ricchissimi come la nigeria, ottenuta l'indipendenza negli anni 50 hanno chiuso le loro frontiere alle multinazionali straniere.
    si sono chiusi a riccio.
    alcuni paesi come il ghana avevano in "cassa" mezzo miliardo di dollari lasciati dagli inglesi, avevano il miglior sistema scolastico dell'africa intera, ottime strade e ferrovie.
    in 15 anni di chiusura agli stranieri e sotto classiche dittature militari il ghana ha bruciato in toto il suo capitale, contraendo debiti per 2 miliardi di dollari.
    la nigeria, uno dei paesi con più petrolio al mondo, ha bruciato i suoi averi in dittature, scontri etnici....ben prima dell'arrivo delle multinazionali.
    la costa d'avorio paese considerato la svizzera dell'africa, aveva un tenore di vita elevatissimo.
    una serie di dittature militari ha portato alla crisi totale degli anni 70/80.
    il ghana negli anni 80 entrò in una crisi economica pazzesca con una inflazione a 4 cifre!
    il dittatore "illuminato" jerry rawlings, prese il potere e seguendo i dettami della banca mondiale e del fondo monetario internazionale, ribaltò l'economia e il tenore di vita ghanese.
    il dittatore precedente aveva fatto costruire una enorme diga che formò il lago volta, il più grande lago artificiale del mondo (ancora per poco, causa diga cinese).
    ritrattò i parametri economici con i gestori stranieri della diga, ottenendo aumenti di entrate dalla vendita dell'energia elettrica del 200%.
    il sistema scolastico ritornò a livelli ottimi.
    l'agricoltura rifiorì, tanto che oggi il ghana è uno dei maggiori produttori mondiali di cacao, cotone e vende grano a mezza africa.
    le aperture chieste dalla banca mondiale e dal f.m.i. hanno permesso l'arrivo di multinazionali che hano abbassato incredibilmente il tasso di disoccupazione.
    la costante guerra alla corruzione del dittatore rawlings ha trasformato il ghana nel paese meno corrotto dell'africa. con una classe buriocratica più civile ed onest di quella italiana.
    il ghana grazie a tutto ciò è oggi l'unico paese dell'africa occidentale a non avere problemi di carestie, fame, povertà, indigenza e disoccupazione.
    il p.i.l cresce ininterrottamente di almeno il 5% ogni anno da 15 anni.
    con punte del 10% annuo.
    l'industrializzazione e la ripresa dell'agricoltura hanno portato il ghana a saldare i debiti esteri, facendone un paese economicamente saldo e sano.
    paesi confinanti come la costa d'avorio hanno fatto l'esatto contrario. sono stati licenziati ed espulsi 18.000 francesi che lavoravano da deceni nelle imprese e nel sistema scolastico ivoriano. la qualità manageriali è scesa incredibilmente.
    la disoccupazione è salita tremendamente.
    c'è stata una ondata di nazionalizzazione con conseguente fuga delle multinazionali.
    la disoccupazione è enorme e la Parigi dell'africa, Abidjian è diventata oggi la citta più pericolosa dell'africa, superando addirittura Lagos in nigeria.

    ....tutto ciò per cercare di farti capire quello che penso.
    SE per prima cosa non si elimina la corruzione, la dittatura, l'ignoranza e il dispostismo che permea totalmente la società del 99% dei paesi africani, quasi tutti dittatoriali e perennemente alle prese con guerre civili o tribali, la popolazione di quei paesi soffrirà enormemente.
    i bambini moriranno di fame e le carestie colpiranno annualmente.
    senza che le multinazionali c'entrino nulla.
    nella maggior parte dell'africa le multinazionali...non ci sono nemmeno!
    molti dei paesi africani hanno ancora regimi pseudo marxisti, che non seguono assolutamente i dettami della banca mondiale e del f.m.i......e le loro popolazioni crepano di fame e inedia.

    il comunismo come tu hai detto...è una utopia.
    un sogno, che come tutti i sogni quando diventa realtà o si dimostra falso o si dimostra un incubo.
    il comunismo, ovunque applicato ha portato morte, e miseria. ha fallito.
    il capitalismo, com mille difetti, con mille lati negativi, con mille problemi, con mille miglirie da fare....è quello che è rimasto.
    da 300 anni il capitalismo è la forma di governo/economia che porta il benessere maggiore in ogni paese in cui viene applicato.
    ma deve esservi una concomitanza di DEMOCRAZIA, CIVILTA', e CAPITALISMO.
    l'italia è un paese dove il benessere è enormemente diffuso...pur non avendo praticamente materie prime.
    il giappone è lo stesso.
    i paesi africani hanno materie prime infinite.
    ma i loro dittatori non le hanno sapute gestire.
    o le hanno nazionalizzate o le hanno svendute a multinazionali occidentali o orientali.
    ma le hanno svendute LORO!
    ciao paolo
  10. Mariagrazia Simmini
    , 16/7/2002 00:00
    Cara Anna, conosci Alex Zanotelli?
    E' un missionario che ha dedicato tutta la sua vita all'Africa ,e negli ultimi 12 anni ha vissuto a korogocho in kenia,cercando di capire di leggere di studiare le cause di questo mancato sviluppo nel sud del mondo e di questo progressivo impoverimento .Allora la causa principale è chiaro è rappresentata dai grossi capitali che possono tutto, chiedono tutto, prendono tutto, cercano di dare qualcosa ogni tanto ma poi in compenso rivogliono indietro quello e il resto che avanza....allora Zanotelli cosa ha fatto , dopo una vita spesa per l'Africa, dove ha vissuto insieme ai baraccati, dove veniva divorato dalla sua gente, ha scelto di tornare in Italia e incontrare gente capace di indignarsi e ritrovarsi a vivere di "operoso pentimento",lui parla di volti ,in ogni suo incontro vuole conoscere uno ad uno quei volti,io ti auguro tanto di conoscerlo...veramente tanto...cosa fare? Ah se lo sapessi, mi muovo così oggi,controinformando, sperando che domani mio figlio raccolga i frutti di questa semina.JAMBO!
  11. Mariagrazia Simmini
    , 16/7/2002 00:00
    Vorrei cercare di spiegare a Paolo, che io non sono per gli E S T R E M I S M I , di qualsiaisi colore essi siano, a qualsiasi bandiera appartengano, allora tu hai fatto presente questa mega diga, chi l'ha finanziata, da chi è stata sostenuta???
    Ma non voglio arrivare ad intrecciare concetti che possono essere uguali ma a volte hanno prerogative e presupposti differenti...ripeto, io non sono per gli estremismi,non sono un estremista e non comprendo questa gente.
    Il comunismo in linea generale è fondato su un principio basato su un'economia d'uguaglianza,utopistico, irrealizzabile, forse insostenibile per certi aspetti ma il capitalismo ti chiedo su cosa si fonda???
  12. Turista Anonimo
    , 15/7/2002 00:00
    cara mariagrazia, questo è un forum a senso unico perchè tanto non c'è nulla da discutere: tu continui a riportare casi infiniti di ingiustizie, dettagliati ecc ecc, cosa c'è da discutere? riportando tutte queste cronache di tangenti ingiustizie e che altro....pensi di riuscire a stimolare la coscienza della gente? e come? cosa pensi che sia possibile fare? lo si capisce che sono tutti d'accordo, no? cavolo, la giustizia non esiste nemmeno nel nostro piccolo, cosa possiamo fare noi sfigati contro un mondo intero che sta dietro al denaro e col quale compera tutto compresa la complicità dei governanti dei paesi poveri? cosa? dimmelo, cosa possiamo fare praticamente invece di stare a discuterne e scriverne fiumi di forum? quando mi hai chiesto se sarebbe cambiato qualcosa nel mio modo di affrontare il tema se avessi saputo che eri una missionaria in un paese povero: SI sarebbe cambiato, molto. di missionari ne ho coosciuti alcuni, parlano della msieria, del dolore, e della speranza, ma lo raccontano perchè lo vivono e fanno molto di più, a mio parere loro coi fatti che tante organizzazioni che badano soltanto a parlare.
    ma questo è ciò che penso io. anna
  13. Turista Anonimo
    , 15/7/2002 00:00
    che cattivi!
    tutti questi capitalisti occidentali che sfruttano le dighe nel 3° mondo per fare soldi!
    ....e della diga delle 3 gole in cina...sulla yang tze....?
    nulla...niente?
    te lo dico io allora:
    il glorioso paese comunista di mao tse tung sta costruendo la più grande diga della storia umana.
    si crerà il più grosso bacino artificiale del mondo, lungo centinaia di km e largo decine.
    seppellirà sotto centinaia d imetri d'acqua circa 60 città e migliaia di paesi.
    divrsi milioni di ciniesi stanno perdendo tutto.
    oltre a ciò, si perderà per sempre la zona delle 3 gole.
    protetta dall'unesco come sito ambientale patrimonio dell'umanità!!!!
    i cinesi che hanno perso la casa verrano deportati in città costruite più in alto sui monti. peccato che ospiteranno la metà della popolazione originaria.
    l'altra metà andra in......TIBET!
    certo! così il grande regime comunista potrà continuare l'opera di cinesizzazione del tibet.
    ...ma come mai anche del Tibet non sento mai parlare....
    ....ahhhhhhhh.....il tibet fa parte del glorioso paese comunista!
    di lui non si parla!
    per i condannati a morte cinesi...non si fanno fiaccolate!
    per tien anmen non si fanno sit-in.
    per l'ecologia totalmente distrutta della cina non si fano scioperi della fame!

    via mao!
  14. Mariagrazia Simmini
    , 13/7/2002 00:00
    Mi rendo conto, e lo avevo già messo in conto, che questo forum è a senso unico, d'altronde basta vedere ciò che scorre negli altri forum, dove il problema principale o, il bisogno principale di alcuni , è quello di chiedere quale viaggio stampare per le vacanze, o se "bla bla si o bla bla no" ,è diventato un problema di stato, o altri ancora che preferisco ignorare,forse la gente si collega aquesti siti per disintossicarsi,me lo voglio augurare, dalle lotte continue giornaliere che è costretto ad affrontare...ammesso che sia così....io continuo nella sola speranza che qualcuno legga e un pò rifletta.
    Si chiama "Kaligandaki" il megaprogetto idroelettrico avviato nel 1997 da Impregilo in consorzio con un’impresa austriaca e una svizzera, nella regione orientale del Nepal. Una infrastruttura di cui, sin dalla progettazione, le organizzazioni sindacali e sociali del paese hanno denunciano i “devastanti effetti ambientali” e soprattutto le “irregolarità del progetto”, accusando alcuni ufficiali statali di gravi atti di corruzione che hanno consentito il loro rapido arricchimento . All’Impregilo, nello specifico, le organizzazioni sindacali imputano oltre che la responsabilità nell’adozione di insufficienti misure di sicurezza nel cantiere, il non riconoscimento dei minimi salariali a favore della manodopera impiegata. Scioperi e manifestazioni di protesta sono state organizzate per denunciare le violazioni delle normative contrattuali e di sicurezza.

    “Intanto sette persone sono morte negli ultimi tre anni durante i lavori di costruzione della diga”, ha denunciato Narayan Gurung, leader del sindacato nazionale.

    Lesotho

    Se le gravi denunce delle organizzazioni sociali nepalesi non sono ancora approdate in sede processuale, nello stato africano del Lesotho, a partire dal novembre 1999, è stata già avviata un’inchiesta contro otto società internazionali, tra cui l’Impregilo, per presunte tangenti versate a favore di politici e amministratori locali. Si tratterebbe di 1,8 milioni di dollari versati per ottenere i lavori di costruzione di due dighe a Masupha Sole nell’ambito del megaprogetto "Lesotho Highland Water", finalizzato a convogliare le acque del Lesotho in cinque dighe e a dirottarle alla regione del Guatang, in Sudafrica, dove sono presenti importanti centri industriali e di agricoltura intensiva, con ingenti danni socioambientali. Gli esperti calcolano che oltre il 70% delle acque del fiume Orange saranno deviate; per realizzare la prima delle due dighe oltre 24.000 persone, in buona parte pastori nomadi, sono stati costretti ad abbandonare le valli più fertili della regione e ad urbanizzarsi in quartieri con baracche dai tetti di lamiera. Le società internazionali hanno inoltre preferito reclutare in Sudafrica il personale specializzato mentre la manodopera locale è stata impiegata per i lavori di fatica con salari inferiori ai minimi di legge.

    Nel 1996, le proteste sindacali sono state represse dalla polizia nel sangue causando cinque morti.

    Dal Brasile all'Argentina

    Nell'ambito dell'inchiesta aperta in Lesotho, l'Impregilo è sospettata del versamento illecito di circa 250.000 dollari nei conti di funzionari africani aperti in alcune banche svizzere e francesi. L’indagine ha preso avvio dopo la scoperta di un giro di mazzette che sarebbero state versate dalle imprese costruttrici per la realizzazione di importanti dighe finanziate dalla Banca mondiale in alcuni paesi in via di sviluppo e di cui lo stesso organismo finanziario internazionale ha dovuto ammettere gli illeciti e gli sprechi finanziari. Nella lista, oltre alle dighe di Masupha Sole, le centrali idroelettriche di Chixoy in Guatemala, di Tucurui in Brasile, di Itaipu al confine tra Brasile e Paraguay e di Yacyretá tra Argentina e Paraguay .

    Le imprese coinvolte sono quasi sempre le stesse. Nel consorzio per le dighe nel Lesoto compaiono infatti l’Impregilo e la tedesca Lahmeyer Consulting Engineers, socie nell'attuazione della centrale di Chixoy, più la francese Dumez. E queste tre sono socie nel consorzio che ha realizzato la diga di Yacyretà, su cui pure è stato aperto un procedimento per illecito. I magistrati argentini vogliono scoprire come i costi, inizialmente previsti nei limiti di 2,7 miliardi di dollari, siano potuti lievitare fino agli 11,5 miliardi di dollari del costo finale .
  15. Mariagrazia Simmini
    , 13/7/2002 00:00
    Soweto è ormai diventata simbolo di resistenza per i baraccati di Nairobi, la capitale del Kenya, che sono circa due milioni su una popolazione di tre milioni. Soweto (South-West Township) è il nome della più famosa delle periferie di Johannesburg (Sudafrica): cuore della resistenza nera contro il regime dell'apartheid. Ben cinque baraccopoli (nate negli anni ' 70) hanno preso questo nome. Una di queste è assurta recentemente agli onori della cronaca. Si tratta di una piccola baraccopoli (2-3 mila abitanti) situata a nord-ovest di Nairobi, incuneata in una delle zone residenziali più eleganti della Regina degli altopiani. Un boccone troppo ghiotto per l'insaziabile avidità degli straricchi di Nairobi.

    Il calvario di Soweto iniziò con un incendio che lasciò centinaia di persone sul lastrico. Si pensava fosse un incidente.Poco dopo scoppiò un secondo incendio, che divorò buona parte delle baracche. Doloso. Perfino il governo si "commosse" e promise una "sistemazione" per i baraccati. Il giorno dopo arrivarono i camion dell'esercito che trasportarono gli abitanti di Soweto verso un'altra zona, che risultò essere una vera e propria fogna.

    L'indomani, visita di cortesia del sindaco di Nairobi e del commissario provinciale, i quali annunciarono che i baraccati non potevano rimanere perché quel terreno era di un privato! Costernati, parecchi ritornarono a Soweto per ricostruire con i pochi rimasti le loro baracche. Ma ormai questi dovevano fare i conti con il proprietario che si era finalmente tolto la maschera e si scoprì essere nientemeno che il miliardario Stanley Mugo Gidhunguri, padrone del famoso Hotel Lilian Towers.

    Con lui non si scherza. Infatti la notte del 10 dicembre i baraccati scoprirono e arrestarono una squadra di sedici suoi prezzolati, inviati per distruggere quello che gli abitanti avevano ricostruito. La polizia, pagata dal famoso faccendiere, li rilasciò subito. Dieci giorni dopo inviò un altro squadrone della morte che penetrò a Soweto nel cuore della notte e distrusse una chiesetta, unico rifugio sicuro per i baraccati. Fu l'inizio di uno scontro violento fra i due gruppi, uno degli assalitori fu preso e bruciato vivo dai baraccati. Soweto divenne un caso nazionale. Ma nulla impedì a Gidhunguri di spazzare via l'ultima resistenza.

    9 gennaio: questa volta la polizia si toglie la maschera, demolisce le ultime tre chiesette e arresta sei persone con l'accusa di omicidio e sovversione. Due sono mamme con bambini: devono anche loro subire la prigione.

    Sull'onda di questi eventi si creò lentamente una ragnatela di solidarietà attorno alla martoriata gente di Soweto, che portò ad una giornata di solidarietà e di preghiera ecumenica. Il governo dichiarò tale incontro illegale e ordinò alla polizia di disperderlo. Chi vi partecipò dovette subire tutta la rabbia delle forze dell'ordine al soldo del Grande Capitale che governa Nairobi.... e non solo SOWETO!!!
  16. Mariagrazia Simmini
    , 12/7/2002 00:00
    Nigeria, ottobre 1998: una violenta inondazione distrugge 15 villaggi. La popolazione è duramente colpita: le abitazioni, i campi, le povere infrastrutture che ne assicurano il sostentamento vengono spazzate dalle acque dopo il crollo parziale della diga di Kainji, una delle maggiori infrastrutture costruite in Nigeria per lo sfruttamento dell’energia idroelettrica.

    Perché la diga ha ceduto

    Costruita a 800 km a nord di Lagos e alta 85 metri, la diga ha modificato le acque del Niger, generando un lago artificiale di 136 km di lunghezza e 24 di larghezza. I lavori furono realizzati tra il 1964 e il 1968, in piena guerra per la secessione del Biafra, da un consorzio di tre imprese italiane, Impresit, Girola e Lodigiani, poi fusesi nell’Impregilo. A finanziarla furono il governo nigeriano, la Banca mondiale, l’Olanda e l'Usaid (Agenzia aiuti allo sviluppo degli Usa). Il cedimento della diga è stato imputato all’assenza di manutenzione dell’infrastruttura da parte dei tecnici nigeriani che ne curano la gestione. Secondo le prime indagini l’impianto, in oltre 30 anni, non aveva mai ricevuto alcun lavoro di miglioramento poiché gli altissimi costi finanziari dell’opera avrebbero lasciato a secco le casse della società elettrica nigeriana, impedendo l’acquisizione di attrezzature, il mantenimento e l'adeguamento degli standard di sicurezza.

    Il dramma della popolazione

    La popolazione, oggi vittima dell’inondazione, aveva già dovuto subire una prima riubicazione forzata in occasione dell’inizio dei lavori. Le imprese italiane realizzarono ad hoc un villaggio, New Bussa, dove furono deportati circa 20.000 abitanti che vivevano nelle terre espropriate senza indennizzo. Il comportamento delle imprese italiane si modellò su quello delle conquiste coloniali: saccheggio delle risorse, deportazioni, apartheid, sfruttamento intensivo della manodopera. Ingegneri, tecnici e lavoratori specializzati furono fatti venire dall’Italia. Per ospitare il personale espatriato e i numerosi familiari (quasi un migliaio di persone) fu realizzata una cittadella con oltre 400 abitazioni, uffici, un ospedale, una chiesa, una scuola, una piscina e alcuni campi da tennis. Un accampamento con servizi minimi, un postribolo istituzionalizzato e dormitori per la mandopera "nera" fu installato a debita distanza dalla cittadella "italiana". Il cantiere fu investito dal conflitto scoppiato in Nigeria in occasione della secessione del Biafra. Una notte, nel luglio 1966, l’etnia Houssa massacrò i lavoratori Ibo residenti nell’accampamento Impresit. Ignoto il numero dei morti, ma le imprese italiane furono costrette a utilizzare i bulldozer per scavare le fosse comuni ove seppellire “centinaia” di vittime. Numerosi cadaveri furono rinvenuti nei giorni seguenti sulle sponde del Niger. I lavoratori italiani e i familiari furono risparmiati dalla furia omicida e pochi chiesero di essere rimpatriati, mentre gli operai Ibo massacrati vennero presto rimpiazzati da personale dell’etnia Houssa responsabile della strage.Chi è capace di indignarsi di fronte a tutto questo?!?

    E questo è solo uno dei tanti drammatici inserimenti di multinazionali senza scrupoli...