1. Pakistan

    di , il 15/5/2009 00:00

    In questo forum parliamo di viaggi in Pakistan

    (Il forum è spostato tra i forum di viaggio dalla sezione Guide per Caso)

  2. Duccio
    , 23/1/2007 15:57
    Carissimi TpC,

    il provider cinese si e` finalmente deciso a (...dimenticato di non?) lasciarmi aprire questo sito, percio` colgo l'occasione al volo per dirvi che mi spiace aver lasciato senza risposta parecchi TpC, ma che partecipare assiduamente da qui la vedo parecchio dura...
    Forse dal prossimo paese in cui andro` a stare riusciro` ad essere presente come un tempo, ma fino ad allora mi limitero` a leggere gli interventi di tutti quando mi sara` permesso.
    Provate magari direttamente sul mio email, perche` ho visto che con hotmail qui lasciano piu` correre...

    Buon viaggio!!!
    Duccio
  3. Duccio
    , 22/8/2005 00:00
    Caro M.,

    il visto per il Pakistan l'ho fatto a Delhi (India), perche` come ricorderai ho fatto il tuo stesso tragitto ma in senso opposto. E comunque, farlo in Italia non ha molto senso.
    Visto che non impiegano troppo tempo a rilasciarlo, il mio consiglio e` di fartelo a Istanbul o a Teheran. Se lo fai a Teheran sei piu` sicuro di starci dentro coi tempi, ma in compenso ti tocca aspettare li` dove e` veramente brutto. Ad Istanbul devi fare un attimo di calcoli, ma in compenso stare qualche giorno la` e` tutt'altro che spiacevole.
    Visti al confine sono attualmente non disponibili, e ad ogni modo non ci farei affidamento perche` mentre dal confine con l'India a Delhi fare dietro-front non e` esagerato, dal confine con l'Iran a Teheran c'e` un bel pezzo, e dover tornare indietro apposta non sarebbe simpatico.

    A presto!
    Duccio
  4. Duccio
    , 12/6/2005 00:00
    Caro Giulio,

    Eccoti alcuni siti che trattano trek in Pakistan:

    http://www.karakurum.com.pk/
    http://www.jasminetours.com/
    http://www.nepalhiking.com/k2.html
    http://www.realadventures.com/listings/1023799.htm
    Foto: http://www.balti.jp/photo/


    Per il visto non ci sono problemi. A seconda dei periodi e` anche possibile ottenere all'arrivo quello turistico da 30gg, ma controlla presso le seguenti sedi; in caso negativo dovrai richiedergli il visto, che con circa 35Eu ti durera` appunto 30gg.

    Ambasciata del Pakistan e Sezione Consolare

    Via della Camilluccia, 682 - 00135 Roma
    Tel. (06) 3294836 / 3296660 / 36301775
    Fax (06) 36301936
    parepromec@linet.it

    Consolato Onorario Milano

    Viale Cassiodoro, 3 - 20145 Milano
    Tel. (02) 4819041 - Fax (02) 48008277
    CIRCOSCRIZIONE Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna
    milano@rubinosanmartano.it

    Consolato Onorario Napoli

    Via Cinthia, Parco S. Paolo, 21-23 - 80126 Napoli
    Tel. 0817676793 - Fax 0812412113
    CIRCOSCRIZIONE Campania, Puglia
    info@numar.it


    Le Lonely Planet "Trekking in the Karakorum and Hindukush" e` sicuramente una lettura molto completa per tutto cio` che riguarda le accortezze generali del caso. E se anche intendi unirti ad un trek organizzato sara` comunque una lettura interessante e piacevole.

    A presto!
    Duccio
  5. Fiorinda
    , 2/5/2005 00:00
    ...Grandissimo!!! Sei ancora vivo?

    Allora, da parte mia posso dirti che da Nuova Delhi ti conviene intanto fermarti ad Amritsar a fare un giro al Tempio d'Oro, magari dormendo a scrocco come pellegrino nella stanzetta per gli stranieri. Poi prosegui in treno fino alla stazione prima del confine (i sedili sono panchine di legno scomodissime, ma tanto il viaggio e` corto, e poi tu sei un uomo senza paura), e gli ultimi kilometri fino alla frontiera li puoi fare sulla bici/motoretta di qualcuno, ma anche a piedi.
    Goditi le guardie piu` alte e belle dei due eserciti, con quelle pakistane in nero, e poi dall'altra parte c'e` una tettoia di legno dove aspettare che passi il pullmino che ti portera` fino a Lahore.

    A presto!
    Duccio
  6. Gianluca Buc
    , 28/4/2005 00:00
    Salve a tutti, qulacuno sa darmi informazioni rigurdo allo stato attuale dei trasporti tra India e Pakistan? Esistono ancora i busa che collegano Nuova Deli con il Pakistan?
    Grazie della collaborazione
  7. Duccio
    , 3/8/2004 00:00
    Caro D.,

    a seguito dei recenti avvenimenti, siti come quello dell'ACI sconsigliano (naturalmente) di recarsi in Pakistan, e comunque di avvicinarsi alle aree confinanti con Afghanistan e Belucistan. A mio parere stiamo parlando di un Paese per cui quando si parla di avvenimenti "recenti" si deve andare a guardare MOLTO indietro; e mentre il ruolo delle fonti ufficiali e` di sconsigliarne la visita/permanenza, la situazione non sempre e` cosi` tragica come la si vede dipinta dai media (occidentali), e come puoi constatare da interventi recenti sui forum di tutto il mondo c'e` parecchia gente che il Pakistan lo sta girando e ne e` pure contenta.

    Io l'ho attraversato ad agosto/settembre, provenendo dall'India, e ti diro` che per strada (piu` precisamente a Gilgit e Hunza) ho incontrato non pochi motociclisti europei.
    Purtroppo non so dirti niente sulla tempistica dei visti in Italia: provenivo dalla Tailandia, e ho fatto li` quello per l'India, a Delhi quelli per Pakistan e Iran, e ho comperato alla frontiera il bollo per la Turchia.

    La strada dal confine iraniano a Quetta non e` piu` pericolosa delle altre. Quella da evitare se avete intenzione di deviare al nord e` dopo, da Quetta a Rawalpindi via Zhob, Bannu e Peshawar. In pratica e` sconsigliato avvicinarsi al confine con l'Afghanistan, e da Quetta dovreste procedere via Multan, che va anche bene se l'Himalaya non vi interessa e intendete proseguire dritti per Lahore. Ad ogni modo, nella stagione in cui arrivereste credo che la Karakorum Highway sia gia` chiusa per l'inverno.
    Il percorso in questione l'ho fatto in bus (e treno da Quetta a Rawalpindi), attraverso distributori di benzina e paesini piu` o meno piccoli. Il confine con l'Iran chiude pero` nel primo pomeriggio e talvolta anche prima (ed e` in mezzo al nulla piu` assoluto), percio`, per evitare rischi ho viaggiato col bus notturno da Quetta arrivando all'alba.
    La strada e` asfaltata spesso & volentieri (ad est hanno addirittura le autostrade...e senza le buche della nostra A1!), ma e` una sola. Al di fuori di cio` e` tutta una sterrata, polverosa ma compatta (http://users.belgacom.net/bsa/theo05.html).

    Il Pakistano e` fondamentalmente "mandolino" come noi Italiani (glielo si legge in faccia), percio` ci si puo` aspettare di tutto. Volendo a tutti i costi generalizzare con un esempio si potrebbe dire che gli uomini assomigliano caratterialmente ai personaggi che si vedono in film tipo "Il Padrino", percio` sapete gia` cosa fare/non fare. Di donne credo di averne viste si` e no 2 in tutto il Paese, ma comunque non aspettatevi un'atmosfera da estate a Rimini/Riccione.
    Come in un buon 90% delle localita` turistiche del mondo, casi di gente cordiale che ti invita a bere e poi ti risvegli drogato & derubato (e magari senza un rene, o peggio) non sono impossibili. Questo oltre ai classici furti & ladrate ti vario genere, di cui pero` noi Italiani siamo maestri e percio` anche (teoricamente) esperti.

    Per i rapimenti...A maggio e` stato rapito un prete a Quetta, ma altrimenti si tratta per lo piu` di Afghani/Iracheni che rapiscono Pakistani. Negli ostelli non e` raro trovare una bacheca con le foto dei turisti rapiti, solitamente giapponesi in giro da soli.
    Il mio consiglio se l'argomento vi preoccupa e` di allontanarvi al piu` presto...dall'Italia (!), visto che anche in Calabria/Sardegna c'e` finita non poca gente.
    Scherzo, ovviamente, ma questo per dire che Paesi come il Pakistan non sono cosi` "lontani" dal nostro mondo "perfetto" che l'Italia vorrebbe essere.
    Devo ammettere di non averne girate molte, ma finora, di ambasciate italiane efficienti non mi e` ancora capitato di incontrarne. Non vedo percio` quanto potrebbe essere utile segnalargli i propri spostamenti. Eventualmente tenente aggiornato qualcuno che sia un parente/amico, via e.mail/telefono, che nel caso puo` contattare ambasciata & C.
    Non so invece nulla riguardo alla scorta di polizia di cui mi chiedi... Chi la fornirebbe: l'ambasciata italiana o la polizia locale (cosi` a meta` la droga nel vino te la mettono loro!)?

    Piuttosto, visto che anche noialtri abbiamo in qualche modo dato manforte (anche) ai recenti bombardamenti in Afghanistan e Iraq, DECISAMENTE SCONSIGLIATO aggirarsi con indumenti militari addosso: e` vero che essendo in moto sara` difficile mimetizzarsi, ma optare per l'abbigliamento locale puo` in qualche modo servire.

    A presto!
    Duccio

    P.S.
    Ecco un link speciale sulla matematica pakistana, tanto per sdrammatizzare un po':
    http://www.gupistan.com/forums/showthread.php?s=3b9038f80b1b5dda0c3e0ddf4377bbb0&threadid=158136
  8. Duccio
    , 24/5/2004 00:00
    Caro Ale,

    io ho fatto il percorso nella direzione opposta, ma partendo dall'Italia il tragitto sarebbe:
    [GRECIA] Igoumenitsa - Ioannina - Kalampaka - Xanthi ->
    [TURCHIA] Istanbul - Goreme - Sivas - Trabzon - Erzurum - Dogubayazit ->
    [IRAN] Tabriz - Tehran - Esfahan - Shiraz - Kerman - Bam - Zahedan ->
    [PAKISTAN] Quetta - Rawalpindi - Gilgit - Karimabad - Rawalpindi - Lahore ->
    [INDIA] Amritsar - etc.

    Il tutto si fa prevalentemente in bus, tranne in Pakistan e India, dove il treno (esiste!) ed e` comodo. In Grecia i bus sono normali; in Turchia spaziali e lussuosamente comodi; in Iran spartani ma buoni; in Pakistan decisamente spartani ma agghindati a mo' di carretto siciliano, e con passeggeri appesi fuori, dietro, sopra e sotto. Ad ogni modo, da Quetta conviene riposarsi un po' prendendo il treno, mentre Rawalpindi/Islamabad-Lahore e` collegata con bus improvvisamente ottimi. In India i bus sono spartani senza essere pessimi, ma dove c'e` conviene decisamente il treno.
    Lungo questo tragitto principale le strade sono ottime un po' dappertutto, specialmente in Iran e in Turchia.

    A parte all'arrivo in Grecia (Igoumenitsa) e in Turchia (Ipsala), i passaggi dei confini tra gli altri Paesi sono in mezzo al nulla piu` desolato.
    Entrando in Iran da Gurbulak, all'Immigrazione si fa la coda con Kurdi e donnine infagottate di nero, e scendendo verso Tabriz di solito c'e` un'infinita coda di camion in attesa nella corsia opposta.
    Il confine col Pakistan a Mirjave e` il piu` sperduto di tutti, nel bel mezzo del deserto Kavir-e Loot. OKKIO perche` chiude nel primo pomeriggio e non c'e` alloggio disponibile (perlomeno ufficialmente). I Pakistani non si fanno molti problemi con chi entra/esce, ma provenendo in senso opposto e` facile invece che l'Immigrazione iraniana controlli TUTTO cio` che uno si porta dietro, in cerca di oppio & C da Afghanistan, Pakistan e India, e materiale vario da censurare.
    Per entrare in India invece non e` cosi` terribile, e l'ultimo paesino in Pakistan e` a pochi minuti di minibus dal confine, e al primo in India ci si arriva comodamente a piedi. Si tratta pero` di un confine "caldo" (controllare anzi che sia aperto, perche` negli ultimi anni e` stato chiuso piu` volte!), percio` manca dell'atmosfera svaccata di quelli fino all'Iran, e le guardie di entrambe i posti di blocco hanno sempre addosso le migliori uniformi tenute veramente a lustro.

    In generale bisogna ricordarsi che i confini sono aperti dal mattino presto fino al primo pomeriggio, ma se si segue la "mandria" non c'e` troppo da preoccuparsi di essere in tempo o meno.
    L'unico caso in cui potrebbe aver senso muoversi un po' tardi e` tra Iran e Pakistan, visto che dal confine a Quetta c'e` un bel pezzo di strada: l'ideale sarebbe riuscire a prendere l'ultimo bus dal confine, in modo da arrivare a Quetta all'alba del giorno successivo (invece che a notte fonda del giorno dell'attraversamento).

    Rimango in attesa con risposte piu` mirate.
    A presto!
    Duccio
  9. Duccio
    , 24/4/2004 00:00
    Cari TpC,

    grazie a Dio mi e` capitato solo poche volte di sentirmi in pericolo di morte. Una di queste e` stata proprio in Pakistan, a Karimabad.
    Mi avevano indicato il sentiero per raggiungere l'altopiano da cui osservare il ghiacciaio Ultar, ma oltrepassato il fortino che domina la Hunza Valley ho scoperto che la salita in fondo alla gola era franata la sera prima. Un gentile passante mi ha indicato una via alternativa, che su per un sentiero di sabbia grigia si inerpicava direttamente da dove mi trovavo.
    Tra l'altro, siccome quel giorno non prevedevo di fare il Messner della situazione me ne ero uscito vestito da Pakistano, cioe` con ai piedi delle semplici ciabatte.
    Arrivato in cima alla breve salita mi sono trovato in mezzo al verde: un boschetto di albicocchi, di cui i locali stavano raccogliendo e seccando i frutti su coperte stese per terra.
    Grazie al mio "perfetto" (!?) Urdu gli albicoccari mi indirizzano verso il ghiacciaio, ma fatti pochi metri la strada si interrompe sullo strapiombo della gola. Arrivo sul ciglio per godermi almeno la vista, e mi appare davanti un sentiero largo a malapena per una persona stretta, fatto di pietre piantate nella roccia verticale...a 100-150m di altezza a picco sul vuoto.
    Il tracciato si estendeva per parecchie centinaia di metri, fino al punto dove incontra quello che da valle porta su all'altopiano, e dato che l'albicoccaro dietro di me insisteva mi sono incamminato.
    Non sono andato avanti molto, perche` ho cominciato a sentire la voce della Morte che diceva <Bravo, coglione, vieni avanti cosi`, si`...>; e cosi` sono tornato sui miei passi, e la mattinata si e` conclusa a pane e albicocche offerte dai Pakistani incontrati poco prima.

    Tra parentesi, erano gia` alcune settimane che viaggiavo con un caghetto fenomenale, che e` poi degenerato durando mesi con conseguenze di anni che hanno lasciato un segno indelebile (non sulle mutande!!!). Me lo sono preso in un malnato ashram in India, indicatomi da una comunita` in cui sono incappato per caso sulle colline di Livorno. Questa pero` e` un'altra storia, che potete trovare sul mio Forum "India del Nord" nel sito Tpc, piu` o meno attorno alla data di questo stesso intervento.
    In Pakistan, le vittime della mia indisposizione fisica sono state parecchie. A Karimabad stavo all'Haider Inn, dove questo delizioso vecchietto preparava da mangiare per tutti gli ospiti, che a sera si riunivano attorno ad una tavolona a chiacchierare riparandosi dal freddo della notte.
    Era un parecchio che non mi concedevo un "banchetto", e nonostante il mal di pancia e tutto mi sono abbuffato veramente di gusto. Verso meta` pasto ho pero` cominciato ad accusare la bravata, ed improvvisamente... Con un singolo movimento mi sono alzato dal tavolo tappandomi la bocca mentre gia` cercavo di scusarmi, ma non sono riuscito a raggiungere la porta che dava sull'esterno, e tutto quanto avevo ingurgitato e` letteralmente esploso sul pavimento della sala da pranzo...
    Mi sono sentito una vera cacca, perche` sembrava che fosse stata colpa del cibo di Mr.Haider (peraltro molto gustoso), e spiegare il tutto dopo l'avvenimento e` servito solo a peggiorare la situazione. Povero Mr.Haider...!

    Altri sfortunati sono stati quelli appesi dietro ai bus che ho preso da Quetta verso l'Iran, sul paraurti e sulla scaletta posteriore.
    Quando l'attacco fulminante ti coglie su un bus pieno di Pakistani, su un tragitto di ore ed ore attraverso il deserto, chiedere di fermare l'inerzia del moto e` inutile, e comunque non ci sarebbe un posto dove nascondersi nel raggio di km. Scatta percio` la "tecnica finestrino", che consiste nell'appropriarsi con prepotenza di uno degli ultimi finestrini in coda, esporre il sedere piu` fuori che si puo` (ancorandosi bene!!! Venire sballottati giu` da un bus in corsa e` infatti parecchio spiacevole...specie se si rischia di atterrare sulla propria merda!!!) e contemporaneamente indicare a gesti ai passeggeri appesi fuori di mettersi al riparo come possono. E poi la pressione interna fa da sola, il mondo esplode, e "chi e` fuori e` fuori, e chi e` sotto e` sotto"!!!

    A presto!
    Duccio
  10. Riccardo Riva 1
    , 6/4/2004 00:00
    Consiglio un libro dove il percorso per il CB del K2 è descritto nei minimi particolari : Trekking in Himalaya di Stefano Ardito edizioni White Star.
    Ho trovato anche un paio di siti di gente che c'è stata ai quali è possibile chiedere informazioni. Se ti servono ti mando i link... ?
    Ciao.
  11. Duccio
    , 22/3/2004 00:00
    Caro Riccardo,

    grazie per il prezioso intervento. Sono sicuro che Anna ha apprezzato.

    Duccio
  12. Riccardo Riva
    , 21/3/2004 00:00
    Ciao Anna
    da quel che ho letto (anch'io ci sto facendo un pensierino...) la risalita del Baltoro sino al campo base del K2 non presenta difficoltà tecniche ed è sufficiente (?) una buona esperienza nell'escursionismo alpino.
    La difficoltà maggiore sarebbe il superamento del Passo Gondokoro, ma è un percorso facoltativo il cui scopo è quello di evitare di tornare per la stessa via della salita quindi tranquillamente evitabile.
    Ciao.
  13. Duccio
    , 17/3/2004 00:00
    Cara Anna,

    purtroppo non mi intendo di alpinismo... Forse c'è qualche lettore esperto sulla questione?

    Ciao,
    Duccio
  14. Turista Anonimo
    , 8/3/2004 00:00
    Ciao,
    per caso conosci i trekking che portano al campo base del k2? Sono impegnativi? Richiedono particolari abilità alpinistiche con passaggi difficili o ghiacciai?
    Grazie
    Anna
  15. Duccio
    , 18/1/2004 00:00
    Cara Stefania,

    anch'io e il mio inseparabile compagno di viaggio Daniele avevamo inizialmente cercato di muoverci in auto, dall'Italia all'Australia. Pensa che all'epoca la Smart era appena uscita, e provando a chiedere ci avevamo immediatamente detto che ci avrebbero fornito un'auto gratis a patto che la tenessimo sempre super-pulita e che la facessimo vedere in giro almeno tot ore al giorno.
    Tutto e` andato benissimo finche` non hanno scoperto che volevamo allontanarci dalla CEE: pare che allora la Smart non fosse omologata per i Paesi Extra-CEE... Sigh!
    Ci siamo informati per andarci con un'auto che avevamo, ma non ci siamo riusciti perche` (non sto qui a spiegarti i particolari) in pratica puoi andare dove vuoi a patto che riporti indietro l'auto, e l'idea di spararci tutta quella strada 2 volte...
    E` finita che siamo partiti dall'Australia, e a meta` strada ci siamo pure separati: il mio compare si e` fermato alle Filippine ed io ho continuato per conto mio.

    Ad ogni modo, venendo alle tue richieste, il mio tragitto e` stato India-Italia, via Pakistan, Iran, Turchia, Grecia. Sono partito da Calcutta, e a Nuova Deli mi sono procurato i visti per Paksitan e Iran: ci hanno messo 1 settimana per darmi un visto da 1 mese per il Pakistan e uno da 7 giorni per l'Iran. Non ho avuto problemi particolari, ma pare che i cittadini americo-inglesi impiegassero invece mesi per sentirsi poi dire che non gli avrebbero concesso nulla..

    Sono entrato a Lahore da Amritsar. C'era un treno (IIclasse @ 20rs) che da Amritsar ti portava a Atari, e da li` si prosegue in rickshaw fino al confine. Una volta attraversato ci sono dei minivan che ti portano fino a Lahore (28km @ 9rsPak).
    Tra parentesi, Amritsar e` una delle tante citta` che in India mi ha veramente colpito. E` la "capitale" dei Sikh (quelli col turbante tipo Sandokan, per intenderci), e l'atmosfera della gente che frequenta il Tempio d'Oro e` da sperimentare. Il Tempio offre vitto e alloggio gratuito ai "pellegrini" (com'ero io a quel tempo...!), ma gli stranieri vengono comunque alloggiati separatamente dai locali.
    Entrato in Pakistan l'atmosfera e` completamente cambiata. A Lahore dormivo al YWCA (furto: 125rsP per una branda in dormitorio!) perche` il YMCA era chiuso e la zona piena di ladri & farabutti, e dopo qualche giorno sono ripartito in bus per Rawalpindi (bus A/C @ 150rsP) - Gilgit, sull'Himalaya verso il confine con la Cina.
    Per chi si ferma piu` di un mese e` richiesta la registrazione (gratuita) presso il Foreigners' Registration Office. Serve solo il passaporto, ma per chi si dirige verso l'India e` meglio farsi trascrivere la registrazione anche su di un foglio d'uscita dal Paese.
    Traparentesi, le rupie pakistane erano appena piu` economiche di quelle indiane.

    Rawalpindi e` una citta` tipo Lahore, anche se si respira un'aria molto piu` pulita. Le strade pakistane sono ottime, anche se il paesaggio, sia in pianura che in montagna e` molto disarmante: viene veramente da chiedersi come facciano i Pakistani ad aver sopravvissuto fino ai giorni nostri, e ti fa capire di che razza di tempra sia questo popolo.
    Avendo in mente di ripassare per Rawalpindi ho fatto una breve visita durante il giorno e ho proseguito poi direttamente per Gilgit (bus "deluxe" @ 160rsP) partendo col bus notturno.

    Gilgit offre una bella vista sui monti desertici, anche se il paesaggio e` sempre molto marziano. Da li` sono arrivato a Karimabad (wagon @ 60rsP), che e` invece uno dei mille deliziosi villaggetti in mezzo ai monti dell'Himalaya. Dalla vallata si gode di una vista spettacolare sui monti circostanti, e c'e` addirittura un po' di verde (!) in basso qua e la`.
    Io stavo dal Sig. Heider, che oltre a fornire camere semplici ma pulite cucina tutte le sere ottimi piatti locali.

    Da Karimabad ho cominciato l'Odissea verso l'Iran, attraverso Gilgit-Rawalpindi (bus "deluxe" @ 310rsP: all'andata mi avevano fatto 50% di sconto con la tessera studenti del CTS...falsa), Quetta (treno IIcl @ 680rsP) via Multan, e Kuh-i-Taftan (bus @ 250rsP), dove ho attraversato entrando a Mirjava.

    Un consiglio generale: cercate di tenere un ritmo non troppo rilassato all'inizio, perche` dato che pian piano che passa il tempo si tende ad accellerare il passo, se partite lenti finisce che all'altezza dell'Iran siete gia` stanchi, e cominciando a tirare dritto per "fare prima" potreste non gustarvi i posti migliori.

    Spero di esserti stato utile. Se mi fai poi domande specifiche posso cercare di aiutarti coi particolari.

    Buona avventura!
    Duccio
  16. Duccio
    , 15/5/2009 00:00
    In questo forum parliamo di viaggi in Pakistan
    (Il forum è spostato tra i forum di viaggio dalla sezione Guide per Caso)