1. Cultura in luoghi insoliti

    di , il 22/9/2003 00:00

    Da anni semino libri in luoghi insoliti (carcere, case di riposo, taverne,satbilimenti balneari, saloni parrucchieri, bar, ipermercato, mercato coperto, battello...

    Con molte critiche perché i libriabbandonati sonotutti donati e non tutticlassici.

    Così ho rifornito biblioteche in carcere e in altri luoghi insoliti.

    Che nepensate? E' cultura anche quella che si fa inluoghi non "istituzionali"?

    Grazie

    Una bibliotecaria "Fuori di Sé"

  2. Turista Anonimo
    , 1/10/2003 00:00
    Mi piace quello che fai. Anche se io non abbandonerei un mio libro nemmeno a pagamento perche' quando una lettura mi paice divento gelosa di quel libro quasi fosse un diamante e voglio conservarlo fino alla notte dei tempi. E poi sono così distratta di mio che le cose le lascio in giro senza nessuno sforzo, con enorme naturalezza.
    Ma detto questo, l'idea è grandiosa, conosco il "movimento" che promuove questa iniziativa, la trovo stimolante e divertente: certo, si suppone che poi uno i libri che trova li legga, giusto? Bello pero', brava.
  3. Serand
    , 29/9/2003 00:00
    Preciso...una biblioteca non fara' cultura, ma senza quella non ci si prova nenanche. Come stimolare le persone a leggere di piu' se davanti non gli mettiamo dei libri? Il livello di istruzione ( una volta ) in Europa e' aumentato con la nascita delle biblioteche pubbliche o quelle itineranti. Le persone hanno iniziato ad avere in mano dei libri....e a leggere!E' gia' un passo avanti.
  4. Serand
    , 29/9/2003 00:00
    Credo sia giustissimo quello che fai e sono anche certa che persino in carcere sia perfetta la presenza di libri. Delle volte e' proprio la mancanza di cultura che fa cadere in certe situazioni, e purtroppo oggi vediamo genitori che ogni mese ricaricano il cellulare dei figli con fogli da 50 euro e poi si lamentano perche' devono comprare i libri ai figli.... che costano troppo....se ci fossero piu' persone come te, sarebbe gia' un gran passo avanti !!!!! Leggere apre la mente e rende piu' capaci ad accettare le diversita' del mondo e di ognuno di noi. La cultura da piu' forza e penso sia un diritto per tutti, anche per chi e' chiuso in un carcere....chi e' in una casa di riposo e non si puo' permettere di scegliere, in una libreria, un volume...per chi l' eta' ha tolto la forza di essere indipendente....per coloro che hanno voglia di conoscere sempre qualcosa di nuovo e non ne hanno le possibilita' economiche.
    Serena
  5. Fabio Chiarini
    , 29/9/2003 00:00
    penso che sia una buona iniziativa fatta eccezione di una cosa....in tutti i luoghi sono d'accordo...ma non pensi che in carcere stai un pò esagerando! a poco a poco i carcerati che hanno commesso i più orribili reati vengono trattati meglio di noi, gente onesta!
    cmq a parte questa questa iniziativa è molto istruttiva e spero che si espanga!!complimenti!
  6. Turista Anonimo
    , 26/9/2003 00:00
    La mia prima conquista è stata leggere un intero libro, avevo cinque anni ed è stato meraviglioso. Adesso sono decisamente più grandicello ma amo sempre leggere e regalare libri. Leggere uno scritto degli altri mi consente di entrare nella loro testa, vedere con i loro occhi, sentire profumi e inondarmi di luce, pur stando in una tenda al lume di candela. Specialmente nei luoghi di sofferenza, come nosocomi e case di detenzione, la lettura è importantissima...è una magnifica possibilità di "evadere" dal carcere, continuando a scontare il poprio debito con la società e migliorando se stessi.
  7. anna_mrcs
    , 26/9/2003 00:00
    Acuta osservazione!!!
    Non basta una biblioteca per fare cultura, se la gente non entra e non li legge!!
  8. Turista Anonimo
    , 26/9/2003 00:00
    Per fare cultura non basta un libro, ma a parte questo è comunque un ottimo intento. Convincili anche a leggerli però!
  9. Turista Anonimo
    , 24/9/2003 00:00
    Se c'è una cosa di cui vado gelosa sono i libri. Non riuscirei mai ad abbandonarne uno! nemmeno se trovato in giro...
    L'iniziativa è carina, ma non fa per me.
    Per il resto credo non ci siano luoghi istituzionali per la cultura: carcere, scuola...tutto va bene, purchè si riesca a leggere un po' di più!
  10. Turista Anonimo
    , 24/9/2003 00:00
    Secondo è cultura in qualunque luogo si legga o vengono scambiati i libri. E' una bella iniziativa, io ne avevo sentito parlare. L'aveva anche adottato Trenitalia per un po' di tempo (avevo sentito in Tv). Io non ho mai trovato nulla in giro, peccato mi sarebbe piaciuto leggere il libro abbandonato e abbandonarlo a mia volta
  11. Turista Anonimo
    , 24/9/2003 00:00
    Aiutatemi a capire la domanda: se io leggo, che so, Gabriel Garcia Marquez o Shakespeare mentre sono comodamente seduta al cesso, e' cultura o no? Io penso che la cultura nulla abbia a che vedere col posto in cui la si pratica!
  12. anna_mrcs
    , 23/9/2003 00:00
    Trovo la tua idea molto bella e altruista... invece di spostare i libri in cantina o buttarli li metti a disposizione del prossimo.
    Dimmi come fai? Vai li e li lasci o la cosa è un pò più complicata.
    Tempo fa, avevo letto, di un iniziativa, di cui ora non ricordo il nome, partita nella provincia in cui vivo. La cosa prevedeva di 'abbandonare' un libro da qualche parte dove qualcuno lo potesse trovare, leggere e poi di nuovo mettere in circolazione. Su questo sito si potevano leggere i commenti delel persone che avevano rilasciato i libri, trovato, etc... Mi era sembrata un'idea bizzarra!
  13. Turista Anonimo
    , 23/9/2003 00:00
    Ma cosa vuol dire la domanda "E' cultura anche quella che si fa in luoghi non istituzionali" ?!?!?!?!?
    Per me è una questione davvero incomprensibile ...
  14. Angela Barlotti
    , 22/9/2003 00:00
    Da anni semino libri in luoghi insoliti (carcere, case di riposo, taverne,satbilimenti balneari, saloni parrucchieri, bar, ipermercato, mercato coperto, battello...
    con molte critiche perché i libriabbandonati sonotutti donati e non tutticlassici.
    Così ho rifornito biblioteche in carcere e in altri luoghi insoliti.
    Che nepensate? E' cultura anche quella che si fa inluoghi non "istituzionali"?
    grazie
    una bibliotecaria "Fuori di Sé"