1. Un libro su Cuba

    di , il 6/9/2003 00:00

    Ciao a tutti!

    Ho letto su uno dei racconti di viaggio pubblicati il nome di un libro (autore italiano) che descriveva l'esperienza di un viaggio a cuba..ma mi sono dimenticata il nome e non lo trovo più....

    Potreste aiutarmi??

    PS Sono appena tornata da cuba a non vedo l'ora di tornarci...

    Grazie

  2. Luca Tognaccini 1
    , 23/4/2013 22:12
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  3. tognak
    , 1/3/2013 19:01
    Ti consiglio di leggere anche il mio racconto di viaggio su Cuba intitolato "Lezioni cubane". Sul mio profilo trovi tutti i dati. Ti posto l'intervista che mi hanno fatto;


    Il romanziere emergente Luca Tognaccini dà alle stampe “Lezioni cubane”


    Firenze, Cuba, viaggio, amore, sesso, cultura, divertimento, felicità nel romanzo “Lezioni cubane”, edito dalla Remo Sandron.








    SINOSSI: “Lezioni Cubane”, di che si tratta? E’ un romanzo di formazione, la storia di un giovane professore precario fiorentino frustrato e insoddisfatto che un giorno eredita un viaggio a Cuba. Incontra molti Italiani, anche famosi, ma soprattutto fa amicizia coi Cubani, che gli insegnano a vivere, cosa che a Firenze non ha imparato. Continuo il paragone fra l’isola e la città natale. Decide di rimanere a vivere e fare il professore li ma… è costretto dalla sorte a rientrare nei ranghi. Cerca allora Cuba a Firenze. Si sposa. Ma finisce per ritornarci in vacanza con moglie e figlia. Finale a sorpresa…





    INTERVISTA ALL’AUTORE di Paola Tosi: Tre domande all’autore, Luca Tognaccini, nato a Firenze, insegnante di Italiano in una difficile scuola di periferia, giornalista pubblicista per Toscanaoggi.


    Di cosa parla il suo ‘romanzino’, come lei lo definisce?


    Diamoci del tu. Noi scrittori siamo tutti amici. E’ una storia semplice, buona per un film di Pieraccioni, fra diario di viaggio, autobiografia, commedia. Ma anche un testo di geografia, una CARTOLINA DA CUBA: sigari, donne, ron, santeria, amicizia, cultura sono il contenuto di questo percorso iniziatico alla ricerca della gioventù perduta.


    E a livello personale cosa significa il tuo libro per te?





    E’ il racconto lungo di una personale, inaspettata, condizione di libertà da una patria asfissiante. E’ ancora la cronaca di una botta di vita straordinaria all’insegna del vecchio binomio “Rivoluzione e Liberazione”. E’ un apologo, una parabola sulle potenzialità inespresse nel quotidiano banale di ciascuno.





    Quanto tempo hai impiegato per scriverlo? Perché lo hai fatto?





    Ho impiegato circa un anno per scriverlo, nel lontano 1994, quando noi Italiani stavamo iniziando a diventare una colonia , mentre i Cubani difendevano strenuamente la loro identità. Nonostante il “bloqueo”. “Romanzino” giovanile chiuso per anni nel fatidico cassetto, “Lezioni Cubane” , che potrebbe intitolarsi anche “Italiani a Cuba”, oppure “Vacanze cubane”, scritto per quei “quattordici amici” che vi sono rappresentati, pur non avendo pretese letterarie alte, mi sento di dire che come testo letterario contiene qua e là figure retoriche non indegne di una qualche attenzione critica.





    Quanto c’è di vero nel tuo racconto?





    Tutto vero, anche se a tratti letterariamente reinterpretato. Comunque, se vuoi saperne di più, devi chiedere ad un lettore esterno cosa ne pensi. Io conservo come una reliquia la prima recensione, quella del mio editor, Silvio Ulivelli. Te la leggo: “Simile a uno dei tanti dannati tozziani o a una inquietante figurina di Cicognani, il protagonista di Lezioni cubane si aggira in una Firenze fredda e ostile, stritolato dalla nevrotica coscienza della propria inadeguatezza di fronte alla vita. Un viaggio a Cuba, capitato un po’ per caso, gli offre l’occasione di provare a uscire dal suo guscio di frustrazioni e paure per giocare una partita decisiva col destino; rifuggita la cerchia degli italiani del suo albergo, comincia a esplorare l’isola incoraggiato dall’atmosfera rilassata che vi si respira, approfittando delle occasioni offertegli da un colorito demi-monde di autisti, santeros e ragazze più che disponibili. Rinfrancato dal nuovo ambiente, il giovane fiorentino, che in Italia è insegnante precario, progetta di trovare un posto nell’ordinamento scolastico cubano, che ha anche modo di conoscere visitando una scuola elementare; il disegno si rivela più difficile del previsto, ma l’esperienza cubana lascia comunque il segno come una rivelazione.


    In parte romanzo di formazione, in parte autobiografico diario di viaggio, il libro di Tognaccini evoca una Cuba lontana da quella proposta da tante più o meno documentate ricognizioni socio-culturali. La sua esperienza dell’Isola, seppure assistita da una lucida e sagace osservazione, è fortemente interiorizzata: l’attenzione del narratore si concentra sulle insospettate opportunità offertegli da un mondo e da uno stile di vita radicalmente diversi dai nostri, e del risaputo mix di cultura caraibica e dirigismo statale risalta in queste pagine il senso di sollievo che ne può scaturire per chi si trova a disagio nella nostra società nevrotizzata e spietatamente competitiva. Fra le pagine più memorabili del romanzo si devono infatti citare quelle popolate da personaggi, giovani e no, che esprimono un ingenuo e contagioso entusiasmo per la vita; il narratore è a suo agio anche nella descrizione, amaramente ironica, dei tratti di involontaria comicità nei quali si manifesta il disadattamento sociale del suo protagonista”.





    In conclusione, a chi consigli di leggere il tuo libro?





    Agli amanti di Cuba, della libertà, della giovinezza, dei viaggi, agli antropologi, agli psicanalisti, agli innamorati ed ai.. Fiorentini. Sì perché è un paradossale atto di amore verso la città natale, che si vorrebbe più cubana cioè una città di amici. Questo è il senso della dedica a Matteo Renzi, anche se ne ho quasi buscate quando ho presentato il manoscritto originario all’associazione Italia-Cuba di Firenze e mi è toccato nascondere la dedicazione sotto un adesivo raffigurante me ed Hany, la ragazza cubana di cui mi sono follemente innamorato.
  4. tognak
    , 1/3/2013 19:01
    Ti consiglio di leggere anche il mio racconto di viaggio su Cuba intitolato "Lezioni cubane". Sul mio profilo trovi tutti i dati. Ti posto l'intervista che mi hanno fatto;


    Il romanziere emergente Luca Tognaccini dà alle stampe “Lezioni cubane”


    Firenze, Cuba, viaggio, amore, sesso, cultura, divertimento, felicità nel romanzo “Lezioni cubane”, edito dalla Remo Sandron.








    SINOSSI: “Lezioni Cubane”, di che si tratta? E’ un romanzo di formazione, la storia di un giovane professore precario fiorentino frustrato e insoddisfatto che un giorno eredita un viaggio a Cuba. Incontra molti Italiani, anche famosi, ma soprattutto fa amicizia coi Cubani, che gli insegnano a vivere, cosa che a Firenze non ha imparato. Continuo il paragone fra l’isola e la città natale. Decide di rimanere a vivere e fare il professore li ma… è costretto dalla sorte a rientrare nei ranghi. Cerca allora Cuba a Firenze. Si sposa. Ma finisce per ritornarci in vacanza con moglie e figlia. Finale a sorpresa…





    INTERVISTA ALL’AUTORE di Paola Tosi: Tre domande all’autore, Luca Tognaccini, nato a Firenze, insegnante di Italiano in una difficile scuola di periferia, giornalista pubblicista per Toscanaoggi.


    Di cosa parla il suo ‘romanzino’, come lei lo definisce?


    Diamoci del tu. Noi scrittori siamo tutti amici. E’ una storia semplice, buona per un film di Pieraccioni, fra diario di viaggio, autobiografia, commedia. Ma anche un testo di geografia, una CARTOLINA DA CUBA: sigari, donne, ron, santeria, amicizia, cultura sono il contenuto di questo percorso iniziatico alla ricerca della gioventù perduta.


    E a livello personale cosa significa il tuo libro per te?





    E’ il racconto lungo di una personale, inaspettata, condizione di libertà da una patria asfissiante. E’ ancora la cronaca di una botta di vita straordinaria all’insegna del vecchio binomio “Rivoluzione e Liberazione”. E’ un apologo, una parabola sulle potenzialità inespresse nel quotidiano banale di ciascuno.





    Quanto tempo hai impiegato per scriverlo? Perché lo hai fatto?





    Ho impiegato circa un anno per scriverlo, nel lontano 1994, quando noi Italiani stavamo iniziando a diventare una colonia , mentre i Cubani difendevano strenuamente la loro identità. Nonostante il “bloqueo”. “Romanzino” giovanile chiuso per anni nel fatidico cassetto, “Lezioni Cubane” , che potrebbe intitolarsi anche “Italiani a Cuba”, oppure “Vacanze cubane”, scritto per quei “quattordici amici” che vi sono rappresentati, pur non avendo pretese letterarie alte, mi sento di dire che come testo letterario contiene qua e là figure retoriche non indegne di una qualche attenzione critica.





    Quanto c’è di vero nel tuo racconto?





    Tutto vero, anche se a tratti letterariamente reinterpretato. Comunque, se vuoi saperne di più, devi chiedere ad un lettore esterno cosa ne pensi. Io conservo come una reliquia la prima recensione, quella del mio editor, Silvio Ulivelli. Te la leggo: “Simile a uno dei tanti dannati tozziani o a una inquietante figurina di Cicognani, il protagonista di Lezioni cubane si aggira in una Firenze fredda e ostile, stritolato dalla nevrotica coscienza della propria inadeguatezza di fronte alla vita. Un viaggio a Cuba, capitato un po’ per caso, gli offre l’occasione di provare a uscire dal suo guscio di frustrazioni e paure per giocare una partita decisiva col destino; rifuggita la cerchia degli italiani del suo albergo, comincia a esplorare l’isola incoraggiato dall’atmosfera rilassata che vi si respira, approfittando delle occasioni offertegli da un colorito demi-monde di autisti, santeros e ragazze più che disponibili. Rinfrancato dal nuovo ambiente, il giovane fiorentino, che in Italia è insegnante precario, progetta di trovare un posto nell’ordinamento scolastico cubano, che ha anche modo di conoscere visitando una scuola elementare; il disegno si rivela più difficile del previsto, ma l’esperienza cubana lascia comunque il segno come una rivelazione.


    In parte romanzo di formazione, in parte autobiografico diario di viaggio, il libro di Tognaccini evoca una Cuba lontana da quella proposta da tante più o meno documentate ricognizioni socio-culturali. La sua esperienza dell’Isola, seppure assistita da una lucida e sagace osservazione, è fortemente interiorizzata: l’attenzione del narratore si concentra sulle insospettate opportunità offertegli da un mondo e da uno stile di vita radicalmente diversi dai nostri, e del risaputo mix di cultura caraibica e dirigismo statale risalta in queste pagine il senso di sollievo che ne può scaturire per chi si trova a disagio nella nostra società nevrotizzata e spietatamente competitiva. Fra le pagine più memorabili del romanzo si devono infatti citare quelle popolate da personaggi, giovani e no, che esprimono un ingenuo e contagioso entusiasmo per la vita; il narratore è a suo agio anche nella descrizione, amaramente ironica, dei tratti di involontaria comicità nei quali si manifesta il disadattamento sociale del suo protagonista”.





    In conclusione, a chi consigli di leggere il tuo libro?





    Agli amanti di Cuba, della libertà, della giovinezza, dei viaggi, agli antropologi, agli psicanalisti, agli innamorati ed ai.. Fiorentini. Sì perché è un paradossale atto di amore verso la città natale, che si vorrebbe più cubana cioè una città di amici. Questo è il senso della dedica a Matteo Renzi, anche se ne ho quasi buscate quando ho presentato il manoscritto originario all’associazione Italia-Cuba di Firenze e mi è toccato nascondere la dedicazione sotto un adesivo raffigurante me ed Hany, la ragazza cubana di cui mi sono follemente innamorato.
  5. Andrea Flori
    , 16/9/2004 00:00
    volete la mia realta'?sono ancora ferito al ricordo dalla parola piu' utilizzata dai cubani:"necessita'".In nome di questa sono costretti a rinunciare alla propria dignita'.Si puo' non approfittarne!Saluti Andrea
  6. cubalowcost1
    , 29/8/2004 00:00
    Non ti perdere Boracoa.

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    ____________________________
  7. Beba Pozzi
    , 22/6/2004 00:00
    Ciao a tutti!
    URGENTE!!
    Sono quasi in partenza per la zona est di Cuba dove non sono mai stata. Chi mi sa dire dove vale la pena fare un "giro" a parte Santiago? Dovrei andare nella zona di Las Tuna /Holguin.
    Qualcuno c'è già stato?
  8. Turista Anonimo
    , 11/5/2004 00:00
    Ciao a tutti
    ho appena finito di leggere il bel libro "Ad est dell'Avana"di Goracci, qui consigliato.
    Nè sono rimasto affascinato per il personaggio e la simpatica prosa, ma anche colpito in negativo per la sostanza, riguardo a come è descritta Cuba ed i cubani. Ho viaggiato per tutta Cuba in 5 viaggi per totale 9 settimane e non sono più l'ingenuo che si entusiasmava all'inizio per ogni cosa, ma non mi piace diventare, dopo questo libro, diffidente, malizioso e privo di fiducia nei confronti dei cubani. Vorrei che qualcuno mi convincesse che Cuba non è come il libro fa credere. Che lo siano i burocrati e i dirigenti con i quali ha avuto a che fare il protagonista mi sorprende e interessa poco, ma che i cubani comuni siano tutti o disperati da suicidio o truffatori e imbroglioni e le donne tutte in vendita mi delude alquanto. Ditemi che non è vero!!
    Io ho avuto varie esperienze alcune molto negative e altre belle, possibile che siano state belle solo perchè non si sono concluse secondo i loro obiettivi?
  9. Christian Ceraldi
    , 29/2/2004 00:00
    ciao a tutti ho appena finito di leggere un giallo molto carino ambientato a cuba lo consiglio a tutti gli amanti dell'isola e' uno spaccato molto veritiero ed interessante sulla vita e la realta' cubana attuale inoltre scritto in maniera elettrizzante e travolgente da non poterlo abbandonare buona lettura.
    TITOLO:adios muchacos AUTORE:Daniel Echavarria
    CASA EDITRICE:Tropea
    Confermo la bellezza dell'ottimo libro di Roberto Goracci "a est dell'avana".
  10. Walter Pettoni
    , 21/9/2003 00:00
    Frequento Cuba da molto tempo. i Flims "Fresa y chocolate" "Lista de Espera" e Guantanamera danno una visione molto precisa della vita a Cuba, ma le verità più nascoste escono dai libri che spesso non vengono pubblicati a Cuba, per mancanza di carta da stampare e altro......

    Vi è il divertente, ma anche triste "Cuba la Puta" di Leali, è uno pseudonimo, visto che "Leali" è italiano ma residente a Cuba, con tanto di moglie Cubana e figli....
    E il più recente "Timba" tutto ciò che buena vista social club non Vi ha detto.

    Per ultimo, e per chi davvero conosce anche Hemingway, vi è "Addio Hemingway" l'ultimo di Leonardo padura Fuentes.
    Da pochi giorni vi è in libreria "Carne di Cane" di P.J. Gutierrez. Ne ho letto solo una parte e non posso dare giudizi.

    Saluti a tutti coloro che stanno partendo per Cuba (e spero siano in molti) raccomandando loro di essere più viaggiatori che turisti, raccogliendo non solo il messaggio superficiale che tutti sanno cogliere ma lo spirito più profondo della "Cubania".
    Quindi : Evitare di passare la vacanza nei "Villaggi turistici".
    Vivere al centro delle città (Cuba non è solo mare e palme, è tutt'altro), abitare in una Casa Particular (ve ne sono moltissime ed il loro costo è conveniente), frequentare i Paladar... in altre parole vivere l'Isla grande in forma più CUBANA.

    Walter
  11. Turista Anonimo
    , 11/9/2003 00:00
    Un romanzo carino è "Questa notte ho sognato in cubano", credo l'autrice si chiami Cristina Sanchez.
    Due film imperdibili, entrambi dello stesso regista di cui al momento non ricordo il nome, sono "Guantanamera" e "Lista d'attesa".
    Inoltre c'è il famosissimo "Fragola e cioccolato", oggi però ho proprio delle manesie con gli autori, ma questo è proprio famoso e ne esiste una versione cinematografica.
    Non ho letto "A Est dell!Avana" se non un racconto appartenente al libro, pubblicato su internet, che parlava della spiaggia di Guardalavaca (Playa Esmeralda", che in seguito ho visitato. Aver letto il racconto in precedenza ha reso ancora più bello il mio soggiorno a Guardalavaca.
  12. Massimo B. 1
    , 9/9/2003 00:00
    Ciao, ti vorrei consigliare due libri,
    "Rumba senza palme nè carezze" di Danilo Manera edito da Feltrinelli, e "Vedi Cuba e poi muori" sempre di Danilo Manera ed. Feltrinelli,
    vorrei consigliarti anche un grande film documentario,
    "Buena vista social club".
    Ciao
    Massimo
  13. Alessandro Quaglia
    , 9/9/2003 00:00
    ciao sono alessandro e anche io come te al ritorno dalla mia vacanza dall'isla grande ho sentito la necessità di continuare quell'esperienza incredibile attraverso tutto ciò che aveva un collegamento con Cuba,mi sono così imbattuto nel libro a cui credo tu ti riferissi: "a est dell'avana" di roberto goracci edito da tea,non facilissimo da trovare ma con un po' di impegno.....
    altro libro carinissimo che sto leggendo proprio ora e che si riferisce alla Cuba di oggi ,così come l'altro, è"viaggio a cuba"di Riondino e Cucchi Perelli edito da Zelig.
    Chiunque abbia da consigliarmi dell'altro sempre su cuba chiaramente......, anche film.
    ciao
  14. Marina Manni
    , 6/9/2003 00:00
    Ciao a tutti!
    Ho letto su uno dei racconti di viaggio pubblicati il nome di un libro (autore italiano) che descriveva l'esperienza di un viaggio a cuba..ma mi sono dimenticata il nome e non lo trovo più....
    potreste aiutarmi??
    PS Sono appena tornata da cuba a non vedo l'ora di tornarci...
    Grazie