1. Il mondo delle favole

    di , il 19/6/2002 00:00

    In seguito alla nascita del mio nipotino mi sono riavvicinato al variopinto mondo delle favole per bambini. Ne ho riscoperto l’intatta freschezza, la pulizia del racconto, la profondità dei contenuti e la incredibile varietà regionale. Ho ripreso in mano un vecchio libro che mi ha accompagnato nell’infanzia e l’incanto è stato immediato. Le conclusioni che ne ho tratto è che il mondo delle favole è un incredibile percorso di crescita spesso più utile agli adulti che ai bambini che conservano l’innocente fantasia quale attitudine mentale, altrettanto non si può dire degli adulti. Vi invito così a raccontarci le nostre favole, quelle che ci hanno fatto crescere e cambiare stando a bocca aperta….

  2. Miriam De bortoli
    , 4/7/2002 00:00
    Grazie Andrea delle bellissime parole!!!! Pensandoci bene sono stata proprio fortunata ad avere una famiglia come la mia, dove non c'era niente, ma c'era amore e favole. Purtroppo ci sono giorni in cui il dolore e l'amarezza (hai ragione Pepa!!) prevalgono sui sentimenti e si diventa egoisti, si pensa solo al dolore delle persone e dei momenti che non ci sono più anzichè pensare a tutto quell'amore ricevuto. Ed io ne ho davvero ricevuto tanto. Da mio papà che per fortuna ho ancora vicino, dai miei fratelloni che per circostanze ben diverse, ho perso. Ma sopra ogni cosa da una MAMMA grande grande fino alla fine perchè lei stessa mi ha aiutato a lasciarla andare via. E se mi paragono a queste mamme, io....sono solo una mammina. A mia figlia ho raccontato qualche favola, anche inventata, e forse è il momento di chiederle se sono riuscita a creare almeno un pizzico di magia, con la speranza che lei un giorno possa farlo con i suoi (futuri) piccoli. Sarebbe davvero una bella cosa.Nuovamente grazie Miriam
  3. Andrea C. 1
    , 2/7/2002 00:00
    Davvero Miriam credi che certe cose si concludano, che certi distacchi siano per sempre, che le persone come le stagioni cambino, diventino più miti ma ineluttabilmente insapore? Certo si cresce e la fantasia e lo stupore dei bambini si trasformano spesso nella disillusione degli adulti ma non credo che tutto venga perso. Il ricordo lo hai ancora estremamente vivo e basterebbe mantenere la tradizione; avere qualcuno a cui raccontare quelle storie, quel mondo fatto del pungente freddo della montagna e di animali quasi mitologici per far sì che rinasca il "circo fantastico" per qualcun altro. Spesso, come credo sia successo a te, si passano dei momenti in cui si vorrebbe poter fermare il tempo, in cui la nostalgia trasfigura le emozioni e nessun sentimento presente diventa paragonabile per intensità a ciò che è stato; un attimo speso fra le avvolgenti storie che hanno la voce di tuo padre mentre si stringono le mani dei propri fratelli ed è la famiglia che ora non è più; il ricordo poi diventa ancora più bruciante per gli affetti persi e quel momento diventa irrecuperabile perché trasformato dai sentimenti dell’oggi e segnato dall’inconsapevolezza di allora. Vorremmo fare in modo che certe cose rimanessero immobili eppure così è senza che ce ne possiamo rendere nemmeno conto; tu sei quelle favole e quelle storie, sei quella famiglia perchè da questa esperienza vieni, della fantasia estemporanea di tuo padre hai conservato ricordo e forse simile attitudine e di tuo fratello conservi il sapore di una infanzia spesa insieme. Pensi che molti possano vantare tanto privilegio? Molte famiglie non hanno mai vissuto il momento del “focolare domestico”, delle favole raccontate con piacere paziente e non hanno forse la famiglia neanche nel più lontano ricordo. Inutile e riprovevole gioire per ciò che gli altri non hanno ma la coscienza della ricchezza delle proprie radici andrebbe rivalutata più spesso per scoprire quanto siamo stati fortunati. Spesso infatti si tende a ricordare ciò che non abbiamo avuto, i no che ci sono stati detti, le esperienze che ci sono state negate, e le distanze e i vuoti che si sono costruiti con il tempo; poi fra la polvere si tira fuori un vecchio libro di favole e leggende o si ricorda la fantasia di un racconto e improvvisamente si scopre la completezza di un infanzia in cui un racconto, frutto di una ricerca, svela l’attenzione di un genitore lontano dall’attrattiva di un facile giocattolo e pronto a spendere parole di suggestione e si impara così a notare gli strani ghirigori che il ghiaccio disegna sulle finestre e l’enorme suggestione del tempo e delle parole senza le quali tu non saresti ciò che ora sei, forse questa è una magra consolazione? Non lo credo.
  4. Pepa C
    , 30/6/2002 00:00
    MIriam, quanta amarezza e quanta poesia nelle tue parole!
  5. Miriam De bortoli
    , 28/6/2002 00:00
    Che bello il mondo delle favole!!! Alla domenica, durante il periodo invernale, mio papà ci faceva entrare nel lettone noi tre fratelli e ci raccontava una favola....a puntate. L'inverno nelle nostre montagne era "inferno" con neve, ghiaccio, freddo e sempre vento e lui, per stare in tema, raccontava la favola di un lupo e un bambino che vagavano nelle montagne. Poi si inserivano tutti gli animali delle montagne e ogni volta era diversa. Una cosa fantastica, noi stavamo al calduccio sotto alle coperte (stufe, termosifoni ecc. erano un sogno!!!) e restavamo a bocca aperta ad ascoltare la puntata. Alla fine ci faceva osservare i vetri della finestra che erano tutti "ricamati" dal ghiaccio e ci raccontava che erano i disegni che i nostri angeli custodi facevano per noi durante la notte. Da notare che mio papà era un uomo grande in tutti i sensi, biondo, con gli occhi azzurri, burbero, un montanaro vero, di poche parole, quindi quelle brevi "puntate" erano davvero una cosa speciale. Ora ha 80 anni ed è ancora una persona stupenda: un grande vecchio. Un fratello purtroppo è dovuto andare con il suo angelo custode 15 anni fa, e senza retorica sono sempre i migliori che se ne vanno. L'altro non è più quel fratello che sognava con me ed io...io vorrei tanto che tornasse, almeno una sola volta, un inverno di quei tempi là. Io che ero la più piccola vorrei avere la mia mano in quella dei miei fratelloni e infilarmi sotto alle coperte....Ma nemmeno l'inverno è più come a quei tempi. E le favole, come i sogni, muoiono all'alba. Miriam
  6. Barbara La mantia 1
    , 27/6/2002 00:00
    hahahahahahahahahah!!!!!!
  7. De Giò
    , 24/6/2002 00:00
    Bellissima la semiologia dei nani, simpatico il nano calzolaio, ossia ZOCCOLO, ma a questo punto mi sorge un dubbio, e la nana calzolaia come si chiamerà????

    Giò
  8. Turista Anonimo
    , 24/6/2002 00:00
    Biancaneve ed i 100 nani


    I nani canonici:

    Il nano dolce Mammolo
    Il nano raffreddato Eolo
    Il nano felice Gongolo
    Il nano studioso Dotto
    Il nano dormiglione Pisolo
    Il nano mascotte Cucciolo
    Il nano arrabbiato Brontolo
    ..........ed i nani meno noti:

    Il nano geometrico Angolo
    Il nano religioso Apostolo
    Il nano che risolve i problemi Bandolo
    Il nano che conserva tutto Barattolo
    Il nano buono di cuore Benevolo
    Il nano picchiato Bernoccolo
    Il nano guardone Binocolo
    Il nano anziano Bisavolo
    Il nano der 'Monnezza' Bombolo
    Il nano armato Bossolo
    Il nano da seta Bozzolo
    Il nano al buio Brancolo
    Il nano panettiere Briciolo
    Il nano impedito Broccolo
    Il nano adolescente Brufolo
    Il nano che dà nell’occhio Bruscolo
    Il nano che vive in un monolocale Bugigattolo
    Il nano matematico. Calcolo
    Il nano sotterraneo Cavernicolo
    Il nano agricoltore Cavolo
    Il nano con l’artrosi Cigolo
    Il nano carrista Cingolo
    Il nano gioielliere Ciondolo
    Il nano di strada Ciottolo
    Il nano domatore Circolo
    Il nano affettuoso Coccolo
    Il nano brasiliano Creolo
    Il nano in declino Crepuscolo
    Il nano che sta sempre al sole Crogiolo
    Il nano disordinato Cumulo
    Il nano minatore Cunicolo
    Il nano mafioso Cutolo
    Il nano che fa le pentole ma non i coperchi Diavolo
    Il nano atleta Discobolo
    Il nano briccone Discolo
    Il nano ritardatario Eccolo
    Il nano infartuato Embolo
    Il nano carcerato Ergastolo
    Il nano tipografo Fascicolo
    Il nano de "I sepolcri" Foscolo
    Il nano svagato Frivolo
    Il nano vanitoso Fronzolo
    Il nano con la mucca che piace ai bambini Fruttolo
    Il nano che piace ai bambini Giocattolo
    Il nano anemico Globulo
    Il nano che piace ai gatti Gomitolo
    Il nano fotografo Grandangolo
    Il nano dell’uva Grappolo
    Il nano carismatico Idolo
    Il nano goloso Intingolo
    Il nano ubriacone Luppolo
    Il nano militare Manipolo
    Il nano cuoco Mestolo
    Il nano piccolo piccolo Mignolo
    Il nano dello scoglio Mitilo
    Il nano senza kleenex Mocciolo
    Il nano che impreca Moccolo
    Il nano dawn Mongolo
    Il nano culturista Muscolo
    Il nano agricoltore Nespolo
    Il nano soprammobile Ninnolo
    Il nano linfatico Nodulo
    Il nano che affitta Nolo
    Il nano con famiglia numerosa Nugolo
    Il nano che rovina i campeggi Nuvolo
    Il nano caritatevole Obolo
    Il nano della stampa. Opuscolo
    Il nano che fa le previsioni del tempo Oracolo
    Il nano ginecologo Ovulo
    Il nano bambino Pargolo
    Il nano nel braccio della morte Patibolo
    Il nano che segna l’ora Pendolo
    Il nano porta sfiga Pericolo
    Il nano rocciatore Perpendicolo
    Il nano piccolo Piccolo
    Il nano con la vocina Pigolo
    Il nano proletario Popolo
    Il nano presentatore Preambolo
    Il nano che è dappertutto Prezzemolo
    Il nano sarcastico Pungolo
    Il nano moribondo Rantolo
    Il nano ingegnere Regolo
    Il nano capellone Ricciolo
    Il nano incontinente Rigagnolo
    Il nano che fondò l’Urbe Romolo
    Il nano con la dissenteria Rotolo
    Il nano ciabattino Sandalo
    Il nano single Scapolo
    Il nano che non sta in piedi Scivolo
    Il nano rumoroso Scricchiolo
    Il nano che si fa problemi Scrupolo
    Il nano più vecchio Secolo
    Il nano carismatico Simbolo
    Il nano carismatico Simbolo
    Il nano paracadutista Spappolo
    Il nano violento Strangolo
    Il nano ancora più violento Stritolo
    Il nano infido Subdolo
    Il nano sfuggente Svicolo
    Il nano religioso Tabernacolo
    Il nano arredatore Tavolo
    Il nano che vuole sempre parlare lui per primo Titolo
    Il nano più alto Trampolo
    Il nano sfascia matrimoni Triangolo
    Il papà del nano anziano Trisavolo
    Il nano falegname Truciolo
    Il nano porcello Truogolo
    Il nano che tappa le bottiglie Turacciolo
    Il nano vandalo Vandalo (appunto...)
    Il nano che ti fa spogliare Vestibolo
    Il nano stretto o corto, vicino a Parco della Vittoria Vicolo
    Il nano assicuratore Vincolo
    Il nano ubriaco Vinicolo
    Il nano calzolaio Zoccolo
    Il nano fischiatore Zufolo
  9. Rambutan N
    , 24/6/2002 00:00
    Ah ! Ah ! Bellissima la barzelletta di Monica su cappuccetto rosso !!!
  10. Monica Verde
    , 24/6/2002 00:00
    "Ma nonna, che occhi grandi che hai!"
    "E' per vederti meglio, Cappuccetto Rosso!"
    "Ma nonna, che orecchie grandi che hai!"
    "E' per ascoltarti meglio, Cappuccetto Rosso!"
    "Ma nonna, che mani grandi che hai!"
    "E' per accarezzarti meglio, Cappuccetto Rosso!"
    "Ma nonna, che bocca grande che hai!"
    "A Cappuccetto Rosso, e mo basta, che sei venuta qua pe' critica'??!!"
  11. Arianna Alessi
    , 21/6/2002 00:00
    ADATTA AL GRANDE CALDO:
    "ma nonna che occhi grandi
    che hai..."
    "è per vederci meglio, tesoro mio"
    "ma nonna che orecchie grandi che hai..."
    "è per sentirci meglio tesoro mio"
    "ma nonna che bocca grande che
    hai..."
    "per forza so' el lupo!!!"
    HAMM!
  12. Monica Verde
    , 21/6/2002 00:00
    Ehi, Rambutan, ma perchè, forse non siamo LO STESSO così? Scherzoooooo. Io comunque il mondo come una favola lo vorrei veramente. Ci sono troppe cose che non vanno. Smack
  13. Rambutan N
    , 21/6/2002 00:00
    Per Monica.
    Eh ... eh ... infatti le favole fanno credere che tutti siano belli e buono e il mondo a rosa e fiori perchè sono scritte per i bambini, che alla loro età non possono venire turbati dalle tematiche esistenziali e dai drammi di vario genere del mondo reale ! Ci pensi se avessimo passato l'infanzia a leggere "A clockwork orange" o "Il lupo della steppa" ?
    A quest'ora saremmo una massa di esseri misantropici oppure facendo un processo inverso, passeremmo le nostre giornate ad andare a cercare gnomi nei boschi invece che a lavorare !
  14. Monica Verde
    , 21/6/2002 00:00
    Si dice che nelle fiabe ci sia comunque sempre una morale. Che bello. Il loro fascino per fortuna è un altro, è nella grande fantasia che stimolano nei bambini e che hanno stimolato in tutti noi, a suo tempo. Paesaggi e personaggi fantastici, mondi colorati che ci avvolgevano seppure per i pochi minuti del racconto, il distacco momentaneo da una realtà che a volte per qualcuno non è così rosea... Ci piacevano e ci piacciono ancora. Ma ho anche una critica da rivolgere alle favore: ti fanno credere che tutte le persone brave, buone e belle prima o poi abbiano un premio dalla vita. Nella realtà sappiamo tutti che non è così, anzi, spesso è il contrario. E, crescendo, ho fatto un po' di fatica ad accettare tutto questo e a rassegnarmi....Beato mondo dell'infanzia pieno di favole!!!!
  15. Turista Anonimo
    , 21/6/2002 00:00
    Hansel e Gretel... favola che mi spaventava!... ma mia piaceva molto anche... + tutte quelle favole scandinave con i troll... misteriose....
  16. Turista Anonimo
    , 21/6/2002 00:00
    fino a 12 anni non leggvo che favole e solo favole.
    divoravo raccolte su raccolte da tutto il mondo.
    le adoravo.
    ho ancora tutti i libri da mia madre, un giorno spero passarli ai miei figli (?)... se verranno.
    e se no, le leggerò alla mia figlioccia, che è carinissima.