1. FIGURE DI M....: CASUALITÀ O COSTANTE DI VITA?

    di , il 28/5/2002 00:00

    Mi è venuta una curiosità: voi, nella vita di tutti i giorni, fate molte gaffe?

    Siete di quelli che appena si distraggono accumulano una figuraccia dietro l'altra o risultate sempre impeccabili?

    Dite, dite e, già che ci siete...raccontate le vostre gaffe più eclatanti!!!

    Henry

  2. Miriam De bortoli
    , 12/6/2002 00:00
    Ah Ah, io ho iniziato fin da piccola e quella più bella ve la racconto. Non so se qualcuno di voi si ricorda che un tempo si salutavano i preti e le suore con un "sia lodato Gesu' CRisto???" Forse era un saluto che usavamo solo noi di montagna, non so...Ebbene, a quei tempi avevamo in paese un medico condotto proveniente dalla ex jugoslavia, ex medico militare che aveva mantenuto tutto quello che di militare esisteva. Una persona speciale che vive ancora oggi e che tanti ricordano con affetto e una strana simpatia.. Era terribile o comunque gli piaceva far credere questo. Io, bambina, ero terrorizzata da questo uomo alto e magro, elegantissimo e con un paio di baffi severi che...noi bambini non stavamo mai male. Ebbene, un giorno questo medico è arrivato a visitare mio papà ammalato. o fatto di tutto per evitarlo, ma come vuole il diavolo ho aperto proprio io la porta, e povera creatura timida e paurosa, davanti a quel viso severo, non ho trovato di meglio che salutarlo con un bel "SIA LODATO GESU' CRISTO"!!!!!!!!! Lui non era proprio un uomo di chiesa, anzi, e mi ha sparato un paio di fanali in faccia da fare paura. Approffittando della sorpresa sono scappata di corsa e per tanto tempo l'ho evitato. Caso volle che lo incontrassi per fortuito caso lungo la strada. Lui ferma la sua spider, mi guarda ed io........."SIA LODATO GESU' CRISTO" ancora una volta. E' sceso dalla macchina come un fulmine, mi ha dato un calcione nel sedere e poi mi ha abbracciata stretta. Ho pianto fino allo sfinimento mentre lui rideva come un matto. Da allora calcioni nel sedere ne ho presi tanti e non solo da lui ma è nato un amore per quella persona stupenda che ricordo con tenerezza e affetto. Ho aperto le porte alle gaffes che faccio spesso e volentieri......Ma quella è stata la prima grande gaffe e non me la dimentico proprio....Miriam
  3. Cirillo @ 31
    , 7/6/2002 00:00
    Ve ne racconto una a cui ho assistito molti anni fa.
    Era verso giugno e come molti in quel periodo dell'anno ho marinato la scuola con un mio carissimo amico (avevamo 16-17 anni); dovete sapere che questo mio amico aveva (e ha tuttora!) un fratello gemello identico a lui in tutto per tutto.
    Verso mezzogiorno e mezza ci stavamo avviando alla stazione degli autobus, (visto che gli orari delle lezioni erano finite, e quindi potevamo tornarcene a casa tranquilli) quando una signora di mezza età (piuttosto bruttona...) su una Fiat Panda si accosta al marciapiede chiedendoci sorridente se volevamo salire con lei! Ovviamente noi, nel pieno della giovinezza e quindi sfrontati come non mai abbiamo cominciato a riderle in faccia coprendola di insulti e volgarità! La signora, visibilmente "contrariata" e piuttosto sconvolta alza il finestrino e se ne va in gran fretta.
    Fin qui tutto O.K.
    Il problema sorse quando quella simpatica signora telefonò alla madre del mio amico chiedendo spiegazioni riguardo il comportamento del suo ALLIEVO Mattia!!!(Ovviamente il fratello gemello del mio amico!!!!)
    Ebbene sì, era la sua professoressa di italiano e oltre alla figuraccia ( e le conseguenti scuse personali) fummo beccati clamorosamente dai nostri genitori per aver marinato la scuola (noi studiavamo nella scuola di un altro paese rispetto a quello della stazione!).
    Oltre alla figura di m....anche la beffa...
  4. Steve
    , 7/6/2002 00:00
    Orpo Marco, hai ragione.....chi comincia????
    E dire che nel frattempo me ne sono venute in mente almeno altre due di figure di m...campali della mia vita....!!!
    Ci toccherà ritornare presto su sto forum!!!!!
  5. Turista Anonimo
    , 6/6/2002 00:00
    Steve scusa, ma chi la racconta quella di Rema e Romola?????
    comincio io?
    o vuoi partire dall'antefatto?
    La possiamo anche scrivere in coppia, forse meglio in tre...che ne dici Paolo?
  6. Daniela A
    , 30/5/2002 00:00
    Pausa pranzo, tutti naturalmente a mangiare, io ritardo perchè devo finire un lavoro urgente, vado nell'ufficio protocollo, apro la porta socchiusa e...ci sono due sul tavolo che fanno...bè avrete capito!!..ci siamo guardati in faccia tutti e tre senza parole, io ho richiuso la porta.. giuro che da allora non entro più senza bussare !!!!!!! (PS: non sono più riuscita a guardare i due negli occhi senza diventare violetta!!)
  7. un aiutino
    , 29/5/2002 00:00
    Protagonisti: mia zia e il mio cuginetto che all'epoca aveva c.ca 3 anni.
    Ambientazione: autobus superaffollatooo delle 7.40 del mattino.

    Zia e cuginetto dall'aria paciosa salgono sull'autobus e la tenera espressione del pupo fa presto breccia nel cuore di un passeggero che cede il posto d'onore a sedere, circa dietro l'autista. Mia zia rimane in piedi accanto all'esserino che intanto inizia a giocare con un robottino. ...Ad un certo punto un peto assordante!!! Tutti gli occhi puntati sulla zona zia-cugino, da dove proveniva il "rombo"..... E lo stronzetto in erba con tono scandalizzato: "...mah!!! mammaaa cosa fai??!!!".
    Figurona coi fiocchi e esercizio di self-control per aver resistito ad eliminare il figlio-petomane!
  8. Elisa V.
    , 29/5/2002 00:00
    questa l'ho fatta un annetto fa...
    appuntamento con amica per andare in un locale..
    "eli ti vengo a prendere con la fiesta rossa alle 20 sotto da te"
    bene perfetto, ho il tempo di andare in palestra.
    vado e torno...ovviamente in ritardo.
    doccia veloce...vestiti..trucco ...dai eli sbrigati che è tardi!!
    mi affaccio e vedo la fiesta rossa e già mi immagino la mia amica incazzata nera che mi farà uno dei suoi pipponi bestiali.....
    scendo come un fulmine.....
    scatto verso la fiesta...
    apro lo sportello ...
    mi siedo con la delicatezza di un bisonte.....
    mi giro e urlo "CIAO!!!"
    ............................
    ora immaginate la mia faccia quando non vedo Daniela ma un tipo che mi fissa stralunato e mi fa "ciao!!".........e io "e tu chi sei??" e lui " bè questo dovrei dirlo io, visto che ti sei lanciata nella mia macchina!!"...................

    insomma mi ero catapultata nella macchina di uno mentre la mia amica che nel frattempo era arrivata si era gustata sbellicandosi la mia bella figura!!!
  9. Andrea C. 1
    , 29/5/2002 00:00
    cicoria!
  10. Pepa G
    , 29/5/2002 00:00
    mea culpa, scusate giuro che starò più attenta:
    faccio una prova:
    p f f f

    Pep
  11. Paolo Motta 2
    , 29/5/2002 00:00
    pepa con un
    PFFFF
  12. Marco Barbieri
    , 29/5/2002 00:00
    Ma che figure fate che qui si allarga tutto lo schermo!!!!
    Chi è stato sto giro a combinare stò casino?
  13. Paolo Motta 2
    , 29/5/2002 00:00
    un mio amico.
    eravamo ad antibes, andiamo ad una festa in un villone vicino a st.maxime, lui conosce una ragazza francese, si parlano, si appartano, vanno in macchina di lei.
    lei lo guarda, lo bacia e gli chiede:
    "cosa posso fare per te????"
    lui, guardandosi in giro:
    "non vedo macchine del caffè"
    ***
    quando l'ha raccontata siamo stati male dal ridere per mezz'ora.
    ciao paolo-milano
  14. Pepa G
    , 29/5/2002 00:00
    Figure, figure...
    direi diverse ma al momento ho il vuoto pneumatico, probabilmente una forma di vergogna istintiva e nascosta.
    Ne affiora una alla mia mente, eccola qui:

    Dodici anni, vado in cartoleria a comprare un quaderno. E' carnevale. Ragazzetti idioti si aggirano per le strade con sgradevoli bombolette spray di schiuma da barba.
    Io cerco di evitarli accuratamente saltabeccando da un marciapiede all'altro.
    Stavo finendo il quarto balzo dell'antilope dal marciapiede destro a sinistro quand'ecco che dietro di me sento un rumore inconfondibile:Pff e poi uno scalpiccio inconsulto.

    Mi giro. vedo due poppanti coetanei che corrono via poco più in là. Metto una mano tra i capelli. Una schiuma unica. Un unica montagna di neve. Mi innervosisco: i miei capelli, accidenti a voi, li ho appena lavati. Il mio cervello pensa ma le mie gambe vanno più veloci. Corro verso di loro, gli faccio toc toc sulla spalla. Uno dei due si gira:
    -Si?- mi fa
    ed io, brillante: - ehi carino, rifallo un po' un'altra volta se hai coraggio.
    -PFFT!
    ha avuto il coraggio. Eccome. E mi ha spiazzato. Sono rimasta lì , come un'ebete e più volte mi sono chiesta: ma perchè sono tornata indietro? Forse troppi cartoni animati giapponesi? Troppi goldrake? troppi mazinga due la vendetta?

    ALTRA FIGURA CoLOSSALE CON MIA MADRE, DA SOTTERRARSI:

    Mio compleanno, ventidue anni. Io e alcuni amici andiamo a festeggiarlo in montagna da me. Tra questi c'era uno col quale stava nascendo una storia ma nessuno lo sapeva a parte io, lui e un amica che non era lì.
    Così il giorno dopo la festa tutti tornano a casa a Milano mentre io e lui ci dirigiamo verso la sua cascina in campagna per trascorrere due giorni da soli in santa pace. Alla mamma avevo detto una palla: per lei andavo da una amica al lago, quell'unica amica che sapeva di noi due e che avrebbe retto il gioco.
    In realtà non so perchè ho detto quella palla: anche perchè avrei potuto dirlo o organizzarla meglio, mettere al corrente qualcuno e....ma ormai era fatta.
    Arriviamo in cascina da lui. Da Marco non c'era il telefono così scendiamo in piazza e io chiamo casa.
    Mia madre mi risponde serafica.
    -ciao come va?
    - bene mamma e tu?
    - bene cara. Senti ha chiamato la mamma di Marco.

    Panico. La mamma di Marco non aveva mai chiamato a casa mia in vita sua. Marco per mia madre era un compagno del corso di inglese, venuto ripetute volte a cena da noi in compagnia di altri amici.
    Fingo indifferenza:

    - come ha chiamato la mamma di Marco? e cosa voleva?
    - voleva sapere se eravate arrivati bene, se c'era nebbia..ma tu, scusa, non sei al lago dall'Antonella?
    -si certo mamma
    -ah bene. Passamela.

    Io mi giro allucinata: sul mio volto il terrore più puro.
    "Passamela". Quella parola rimbomba nelle mie orecchie come un insulto alla mia intelligenza (e un elogio alla sua). Cerco di improvvisare:

    - ma mamma l'Antonella non è qui con me. E' su in casa, sono dovuta scendere perchè lei non ha il telefono.
    -aaah, capisco. Bene, richiamami quando c'è anche lei, che la voglio salutare. Ciao.

    Pietrificata. Ero pitrificata. La mia situazione peggiorava di secondo in secondo di parola in parola. la figura di emme stava prendendo lentamente forma ed era colossale.
    Mi consulto con Marco il quale non si capacita che sua madre abbia chiamato casa mia. Così le telefona e le chiede spiegazioni (eravamo due pazzi)e le dice che mia madre non sapeva nulla del nostro weekend e che quindi lei, sua madre, aveva proprio combinato un bel casino chiamando casa mia.
    Io mi sento in colpa tremenda. La mamma di Marco è costernata. Io mi sento in colpa due volte: per mia madre e per la sua.
    Così prendo il telefono e confesso tutto a mia madre. Sapendo che il rientro a casa il giorno seguente sarebbe stato durissimo e che le settimane a venire non sarebbero state da meno.
    Meglio dormirci su, ci siamo detti con Marco. E siamo tornati in cascina.


    Quella stessa sera, qualche secondo dopo la mamma di Marco, che non sapeva nulla della mia confessione, mossa a rimorso, ricompone il numero telefonico di casa mia e cerca di rimediare alla ben'e meglio parlando ancora con mia madre:

    -buonasera signora, volevo dirle che la nebbia si è diradata e Marco è tornato a casa or ora, lo vedo proprio adesso dalla finestra, sta parcheggiando qui sotto.

    Il giorno dopo al mio rientro in famiglia avrei voluto poter disporre, nell'ordine:
    - di una pala enorme per scavarmi una buca e sotterrarmi almeno a 150 metri di profondità
    - di un paio di occhiali catarifrangenti per contrastare l'effetto "sguardo infuocato" emanato dagli occhi di mia madre
    - di un registratore portatile + cassetta per immortalare le risate di mio fratello e mio padre che hanno preso per il culo per i sei mesi sucessivi me, Marco e la sua povera mamma, complice involontaria di questa pagliacciata.


    pepa
  15. Daniela P.
    , 29/5/2002 00:00
    Esame del sangue prescittomi dal medico perchè avevo sempre mal di testa.
    Vado a fare il prelievo in ospedale e un po' nervosa per quello che avevo letto sulla ricetta chiedo all'infermiere: "Scusi, dove devo andare dopo per fare l'esame del cervello?"
    Mi guarda allibito: "Perchè vorrebbe fare l'esame del cervello?"
    "Me lo ha prescritto il medico, sa ho sempre mal di testa..."
    Lui va a farsi dare l'impegnativa e legge: "Ma qui c'è scritto solo emocromo....per CONTROLLO!".

    Sono diventata piccola, piccola, piccola.....
  16. fe.de
    , 29/5/2002 00:00
    questa invece è capitata ad una mia amica. per rispettare la sua privacy la chiameremo con un nome di fantasia: francesca. lui lo chiameremo mario (altro nome di fantasia).
    ebbene francesca e mario hanno una storia. è iniziata per gioco, ma lei alla fine si è innamorata. lui manco per niente. scena: sono in macchina sotto casa di lei . lei soffre e decide di parlare chiaro. gli confessa di essersi innamorata, lui invece tace. a questo punto lei dice che non se la sente di continuare la storia. lui continua a tacere. in certi casi i silenzi dicono più di 1000 parole. le gli dice addio e scende dalla macchina dirigendosi verso il portone di casa sua. a questo punto finalmente mario riacquista la parola e la chiama....
    le non si gira neanche. l'uscita di scena almeno la vuole fare in maniera dignitosa....
    lui continua : "francesca"...
    "francesca aspetta...."
    francesca : " no mario ... non dire niente"
    lui continua a chiamarla...
    scende dalla macchina....
    sta per raggiungerla....
    lei che aveva già la chiave nel portone si stà facendo un film....
    lui la raggiunge....
    "francesca.... tieni hai dimenticato l'ombrello".
    Mario è passato nel dimenticatoio ma la mia amica ed io quando ripensiamo alla scena ancora ridiamo.