1. Terra contro acqua

    di , il 26/5/2002 00:00

    Questo sito deve i suoi natali alla "coppia dei girovaghi" che da Turisti sono nell'ultimo anno stati promossi marinai. Ma al vecchio popolo dei Turisti piacciono le cazzate....... E le lascate di Adriatica? Commenti sull'evoluzione del format......

  2. Patrizio Roversi 1
    , 28/6/2002 00:00
    Carissimi,
    Vi scrivo direttamente perché, mentre sono in partenza per tornare a fare il velistapercaso su Adriatica (la barca che sta facendo il giro del mondo) ho bisogno di ritrovare la mia identità di turista.
    Inutile tornare sulla diversa natura dei due progetti e dei due siti (turisti e velisti): due luoghi virtuali ma concreti in cui sviluppare due iniziative specifiche. La prima, turistipercaso, che rappresenta la nostra natura e il nucleo della nostra curiosità. Si potrebbe dire che turisti è il format del nostro lavoro, rappresenta le caratteristiche del nostro atteggiamento di base. La seconda iniziativa (velisti) ha viceversa delle specificità legate al mare e alla navigazione. Su questo tema è inutile tornarci sopra più di tanto perché lo ha già fatto Martino che in questi mesi, più che mai, ha rappresentato il filo conduttore del senso che insieme (lui, Syusy ed io) abbiamo cercato di dare alle pagine di questo sito.
    Ma alla fine – bisogna ammettere – il senso glielo avete dato soprattutto voi, con i vostri itinerari. Quando Martino, per primo, ha cominciato ad accorgersi dell’importanza e del valore del fenomeno e me lo ha segnalato, ho cominciato a sperarci. E adesso ne siamo sicuri: grazie a voi siamo riusciti a centrare un obiettivo che sembrava difficile. Anzi, due obiettivi. Il primo era una vecchia bandiera del giornalismo “democratico” degli anni ’70: realizzare la comunicazione orizzontale. Cioè non uno che parla (alla TV, su un giornale) e molti che ascoltano, vedono o leggono. Ma tutti che parlano e si confrontano con tutti. Il secondo obiettivo era più attuale: dare finalmente ad internet dei contenuti. Non mi vergogno a scriverlo su un sito: io non sono un appassionato di internet a priori. Cioè non navigo tanto per navigare. Mi piace farlo quando trovo qualche contenuto interessante. E i vostri itinerari, i consigli e i pareri che vi scambiate sui forum di turistipercaso, sono interessanti. Hanno un senso. Complimenti.
    Tra l’altro, stiamo cercando seriamente (Martino, Syusy, Gabriele, Roberto ed io) di realizzare l’idea di un libro, per portare anche in libreria, accanto alle Guide classiche e ai libri dei Viaggiatori con la V maiuscola, gli itinerari dei turistipercaso.
    Comunque parto, torno in barca a fare il velista (sia pure sempre per caso). Affronto l’Oceano Pacifico, dalle Galapagos alle Marchesi. 3000 e rotte miglia, quasi 6000 chilometri.
    Chi me lo fa fare? Le mie contraddizioni interne, tipiche del turistapercaso: sono tanto disperato di partire che son contento, sono tanto pigro che son curioso, sento dentro di me dei limiti insuperabili, e non posso non superarli. E dopo la navigazione (se tutto va bene 20 giorni) dovrei arrivare appunto alle Marchesi: Nuku Hiva, Hiva Hoa. Le Isole di Gauguin, di Melville e di Breil. C’ero già stato, da turista, in aereo. Arrivarci in barca dovrebbe farmi vedere le cose in un’altra ottica, che poi è sempre quella: a cavallo tra stupore e stupidità. Lo stato tipico di chi si sente “percaso”. Essere in un posto per caso implica leggerezza, scarsa responsabilità e assenza di pregiudizi che solo chi rinuncia a priori ad un ruolo può avere. Mi spiego: se uno va come giornalista avrà degli obiettivi precisi e delle cose specifiche da dimostrare. Se uno va come documentarista ha un copione e dei contenuti da divulgare. Se uno ci va come commerciante o imprenditore ha delle strategie in testa. Se uno va come esploratore o come agronomo o – addirittura – come militare conquistatore, avrà sempre un interesse, un pregiudizio e uno scopo. Se uno viagga come turista-sessuale ha un’idea fissa in testa (oltre che una bella faccia tosta). Persino uno che va in un posto da turista-e-basta, ha delle aspettative precise: per esempio divertirsi a tutti costi, o visitare delle cose che già conosce per averle viste almeno in cartolina.
    Solo il turista per caso è totalmente disarmato e disarmante. In questo senso, lo ammetto, la turistapercaso per antonomasia è Syusy.
    Comunque, riguardo alle Marchesi, vi saprò dire. Con Martino (e quindi con voi) ci sentiamo tutti i giorni.
    Patrizio
  3. Monica Verde
    , 5/6/2002 00:00
    ADORO TE, SYUSY, ZOE E TUTTA LA COMBRICCOLA. E ADORO L'ACQUA. IL MARE E' IN NOI, E' LA FORZA DELLA NATURA, E' L'ORIGINE DELLA VITA. MI PIACEREBBE PARTECIPARE ANCHE AI FORUM DI VPC MA TROVO DIFFICOLTA' A COLLEGARMI. VA BE', MI SEMBRA DIFFICILE, MI INTENDO POCO DI QUESTE COSE. TANTI BACI E VORREI DIRVI ANCHE CHE SONO PAZZA PURE DI MARIO TOZZI CHE HO VISTO CON PIACERE IN TRASMISSIONE DA VOI. SIETE GRANDI.
  4. Claudio Chignoli
    , 1/6/2002 00:00
    Fantastico!Ecco come potrei definire questa nuova iniziativa di vpc.Da quando ti ho visto con tutta la tua ciurma solcare il Grande Atlantico(a proposito:complimenti!),mi sono innamorato della vela,e al contrario di quel che si possa pensare non è neanke poi così dispendioso(!),basta trovare le soluzioni giuste.è vero però che i vecchi piaceri rimangono nel cuore, e non vedo l'ora che riprendano le avventure alla tpc!Buona continuazione. Pat e Siusy sarete sempre i migliori!
  5. Patrizia Bongiorno
    , 1/6/2002 00:00
    vpc e' carino e non ne ho persa una puntata... ma avvolte ho provato noia.... come dire .. insomma dipende da chi c'e' in barca! Fantastici Cino Ricci e Giobbe, ma gli altri! Con tpc invece era sempre una avventura e piu' di una volta mi e' sembrato di essere li con voi, tornate presto a terra! Ciao Pat e buon viaggio
  6. Claudio oscar Moschini
    , 1/6/2002 00:00
    (PAtrizio, mi spieghi come caz.. hai fatto a scriverci dal futuro giugno???)
    Sincerissimanente, per me rimane cult il tpc da Putaparti, quello con Sai Baba, poi sono arrivati quelli superorganizzati targati Rai che comunque andavano bene anche se mi sembravano un po (tanto) finti. Con vpc sono comminciati i dubbi, sarà che io non sono un velista anche se amerei esserlo, ma molte volte mi sono proprio annoiato. Confesso che ho cambiato canale. Anche su Marcopolo le cose non sono al meglio, c'è quello che presenta il programma, belloccio anche con il suo diffetto di pronuncia, ma che noia, non ha ancora capito che ha un pubblico superspecializzato? Comunque vi voglio bene. Un bacino sul naso a Zoe.
  7. Stefano Merialdi 1
    , 31/5/2002 00:00
    Personalmente,non so una briscola,di vele,o barche e nantanti;
    certo l'iniziativa dei velisti per caso,m'ha stupito e incuriosito;non ho ancora avuto tempo di visitare il sito,causa le bollette teelefoniche salate;intimamente,comunque,mi sento più turista per caso,e non certo navigatore velista,visto ,che manco so nuotare;in quanto,mi piace visitare un posto,muovendomi con un mezzo di trasporto terrestre,e poi usando le mie gambe,per scoprire,posti,senzazioni ed emozioni.Il mondo velico ,non lo conosco proprio,quindi non posso dire niente.Però,a occhio e croce,mi pare più esclusivo e snob.DI certo non posso permettermi un imbarcazione di lusso.Quindi si tratta,per me ,già d'un mondo strano e out.Devo dire,però che il mare,desta in me fascino e attenzione magnetica;quindi non posso che conpiacermi,per queste avventure di Adriatica.Buona traversata Pat.
  8. Andrea C. 1
    , 29/5/2002 00:00
    Mi sembra di capire dalla disattenzione suscitata che o Pat è in grado di far tacere ogni discussione o i figli di Gea hanno poco interesse per le emozioni marine. Io di vela capisco poco ma sono rimasto sorpreso dalla saggezza di Cino Ricci che vinta l'apparenza burbera e un po' ritrosa si è rivelato un ottimo "maestro di cime". Che sia possibile che si conceda ad una elogio delle acque per convincere e conquistare i resistenti TPC?
  9. Andrea C. 1
    , 28/5/2002 00:00
    Beh l'idea di daniela si sta già realizzando e le puntate di vpc sono così da parecchio; sarà l'idrofobia di Syusy. La cosa che ho trovato interessante e che confermo è l'idea di un viaggio che ha la finalità di relazionarsi con un mondo nuovo, che è quello della vela, realizzato da uno che del mal di mare ne ha fatto una patologia cronica. L'impresa è impresa perchè è una sfida lanciata alle proprie debolezze, una sorta di cammino evolutivo. Questo elemento narrativamente e cerebralmente interessante però continuo a pensare che si scontra con i tempi del mezzo televisivo che non lasciano spazio ad un impresa che sa più di saga narrativa. La RAI poi non aiuta di certo concedendo tempi da spot ad un viaggio che deve avere nel racconto il tramite principale.
    La Syusy poi non mi sembra vivere la passione del sempre mobile (la barca) nell'immobile (o quasi: il mare) e si rifugia nei più sicuri vecchi reportage... ma il nuovo va sfidato anche nella monotonia per scoprire forse che monotonia non è....
    gradita l'improvvisata di Pat che se fosse più frequente......
  10. Daniela A
    , 28/5/2002 00:00
    Eh, noooooo...per me viaggiare è ancora come ai "vecchi tempi" con gli zaini in spalla e la cartina in mano, girare l'angolo e non sapere che cosa ci sarà, sentire profumi nuovi nell'aria e musiche sconosciute che ci intrigano, è sudare sette camicie per trovare quella stradina che ci hanno segnalato, è tornare a casa con i biglietti di un bus a due ruote scritti a malapena....io sono ancora "vecchio stampo".... e voi ??
  11. Costanzo
    , 28/5/2002 00:00
    Buon viaggio Patrizio.
    Ciao ciao!!!!
  12. Daniela P.
    , 28/5/2002 00:00
    Non lo fanno già?
  13. Pepa G
    , 28/5/2002 00:00
    ciao Patrizio, buon viaggio!
    Spero che finita l'avventura di Adriatica tornerai a viaggiare "come ai vecchi tempi"....

    Un bacio
    Pepa
  14. Lorenzo Molinari
    , 28/5/2002 00:00
    ciao pat... come va?????
    è bello riaverti fra noi....
    mi piace l'idea di daniela!!!!
  15. Elisa V.
    , 28/5/2002 00:00
    ciao pat!!
    che bello sentirti di nuovo tra noi!!!
    eli
  16. Daniela A
    , 28/5/2002 00:00
    Bentornato Pat tra noi (anche se pare per poco...sig sig)!! Lancio una proposta per accontentare tutti i tpc: raccontare il viaggio da due angolazioni diverse, susy da terra e tu dal mare per poi ritrovarvi insieme agli ormeggi, che ne pensate ??