1. LA TRAPPOLA DEGLI STEREOTIPI E LUOGHI COMUNI

    di , il 16/5/2002 00:00

    "Bella, bionda e oca. Italiani pizza e mandolino. Milanesi freddi e atteggiati. Romani burini. Quelli si vestono benee alla moda quindi se la tirano e sono superficiali. Questi si vestono male e trasandati quindi sono degli alternativi-atteggiati del cavolo. I marocchini? Meglio starci alla larga, sempre. Moglie e buoi dei paesi tuoi". Quanto siamo vittime degli stereotipi e dei luoghi comuni?

    Pepa

  2. Cirillo @
    , 24/5/2002 00:00
    Questa girava soprattutto nei primi anni '80 : "i cinesi, nei loro ristoranti, fanno da mangiare insetti e topi"...appena vent'anni dopo ogni sperduto paesino della penisola ha un ristorante cinese sempre colmo di gente!...magari la stessa gente che parlava così...
  3. Paolo Motta 2
    , 23/5/2002 00:00
    aggiungo:
    gli olandesi vanno tutti in bici, i belgi, vanno tutti in bici e succhiano le ruote agli olandesi.
    oppure sono pedofili.
    ciao paolo-milano
  4. Cirillo @ 45
    , 23/5/2002 00:00
    Aggiornamento giornaliero : i neri non sanno nuotare, hanno la musica nel sangue e ce l'hanno lun......bhè...avete capito...gli arabi sono tutti dei mercanti, gli ebrei hanno tutti il senso degli affari, le donne dall'est sono attratte dai maschioni italiani!!!Questa è la più bella e forse più radicata tra i nostri connazionali!
    Continuo: gli spagnoli sono calienti, gli olandesi sono tutti ciclisti, gli svedesi sono tutti alti biondi con gli occhi azzurri e le mamme del sud sono coraggiose.
    Per oggi basta, a domani per un'altra sfilza di stereotipi!
    P.S. per Pepa, quella dei cubani l'ho sentita spesso in TV e tra la gente; pensa che proprio ieri ho sentito ripetere la frase proprio da un cubano (che però non stava fumando il sigaro...:))))
  5. Pepa G
    , 22/5/2002 00:00
    Beh, "tutti i cubani ballano" di Cirillo è stupenda.Non l'avevo mai sentita. Grande.

    Pepa
  6. Annie
    , 22/5/2002 00:00
    e cosa c'è che non risponde al vero??!!!!!!! scherzo!!!! ann
  7. Cirillo @
    , 22/5/2002 00:00
    Ne ho delle altre : gli italiani vestono bene; gli scozzesi sono tirchi; i giapponesi sono tutti inquadrati; i francesi si sentono superiori agli altri; i tedeschi sono freddi e ubriaconi; i napoletani sono furbi; tutti i cubani ballano, ecc.ecc.
  8. Costanzo
    , 22/5/2002 00:00
    Posso?
    Io non credo che gli taliani abbiano come sport quello di criticare come si fa la pizza o il caffè all'estero, né credo che ci sia chi ha ragione e chi no in questi argomenti.
    Io quando vado all'estero, mi porto il caffè solubile da aggiungere alle sbobbe che fanno fuori, perché non sopporto il caffè lungo, mi disgusta. Mi piace che sia corposo, ma non giudico male i Popoli che lo bevono così, sono solo gusti diversi. La pizza all'estero non la mangio perché mi repelle solo la vista. A Colonia ho visto esposte in ristoranti sedicenti italiani delle "pizze" alte 10 cm. condite con cose assurde per noi, ma che incontrano il gusto dei Tedeschi. Poi credo che sia cosa buona e giusta che non si vada all'estero a mangiare le tagliatelle, lo vedo un po' ridicolo. Cercare la pasta all'estero è folle, intanto perché la fanno diversa da noi, col gusto che piace a loro, ma poi, perché è giusto mangiare cibo locale: sarà sicuramente più buono delle pseudopizze o pseudopaste "all'italiana".
    E a proposito di stereotipi, quello dell'Italiano che va cercando la pasta all'estero e che esce dal ristorante puntualmente disgustato è un bel luogo comune, ma è verissimo!
  9. Cirillo @
    , 22/5/2002 00:00
    Aggiungo solo che negli ultimi anni anche gli italiani hanno cominciato a condire in miliardi di modi la pizza, questo dopo aver preso per il c..o per decenni gli inglesi!
    Inoltre secondo il 90% degli italiani l'unico vero caffè è l'espresso, mentre il resto della popolazione mondiale beve quello lungo...chi ha ragione quindi? Forse solo coloro che non giudicano un popolo da come beve un caffè o condisce una pizza (e questo è lo sport nazionale di milioni di italiani che vanno all'estero...abbastanza triste, non credete?)
  10. Paolo Motta 2
    , 21/5/2002 00:00
    da un sito americano:

    LUOGHI COMUNI SUGLI ITALIANI

    1- gli italiani cantano

    L'Italia è famosa in campo internazionale per la sua musica e per il bel canto: canzoni come "'O sole mio" e arie tratte dai melodrammi romantici e veristi sono tra le melodie più famose del mondo. Questo non significa, però, che tutti gli italiani cantino. Anzi. L'immagine degli italiani come allegri sfaccendati, sempre pronti ad improvvisare una canzone, è solo uno stereotipo e la realtà è molto diversa.

    Il cliché, nato da una conoscenza superficiale della vita e della cultura popolare del meridione d'Italia, ha messo radici così profonde nell'immaginazione degli stranieri che ha creato nelle città turistiche delle situazioni irreali ed assurde, al limite del grottesco. A Venezia, che vive di turismo di massa, ad esempio, vengono offerte agli stranieri (e solo agli stranieri) delle gite in gondola con accompagnamento musicale e la musica è composta esclusivamente da canzoni popolari napoletane, che con Venezia non hanno niente a che fare!

    2- gli italiani mangiano pasta

    La pasta è un'autentica tradizione italiana, lo era ieri come lo è oggi. In particolare gli spaghetti, conditi con moltissimi sughi diversi, sono una specialità che è difficile trovare ben cucinata all'estero. Luogo comune, che ha un fondo di verità, è, infatti, che solo in Italia si sappia cuocere la pasta alla perfezione. La pasta deve essere scolata al dente: non deve, cioè, essere troppo cotta. Per gli spaghetti, ad esempio, otto minuti di cottura bastano: un minuto in più li rovina e li rende immangiabili per un italiano.

    3- gli italiani vivono di arte

    Se è vero che gli italiani sono orgogliosi della loro storia, in particolare dei capolavori artistici che l'Antichità romana, il Medioevo ed il Rinascimento hanno lasciato in ogni angolo d'Italia, non è vero, tuttavia, che l'Italia sia esclusivamente una terra di artisti. L'arte non è certo l'unica risorsa su cui possa contare l'economia italiana. Il turismo d'arte è un'importante fonte di lavoro in Italia, ma sono altrettanto importanti l'industria, i servizi e l'agricoltura. L'Italia è un paese occidentale industrializzato, non una Disneyland sospesa tra folklore e turismo d'arte. Sotto molti aspetti, economici e culturali, l'Italia non è diversa dall'America, della quale negli ultimi 50 anni ha seguito le orme.

    4- gli italiani sono cattolici

    La stragrande maggioranza degli italiani è cattolica. Professarsi cattolico, tuttavia, è spesso per molti italiani più un'abitudine ed una tradizione familiare che una scelta coerente di vita. Il Battesimo, la Comunione, la Cresima ed il Matrimonio religioso sono tappe della vita di moltissimi italiani.

    Come sede del Papato l'Italia ha sviluppato un rapporto particolare con la Chiesa, vivendo la religione più come un fatto pubblico, sociale e politico che come una realtà spirituale. Fino a trent'anni fa, per la vita politica e le scelte quotidiane degli italiani era importante l'indirizzo dato dalla religione e dell'autorità del Papa e dei vescovi. Il cattolicesimo in Italia si è poi progressivamente ridotto alla sfera privata degli individui e la Chiesa ha perso il suo ruolo di punto di riferimento politico e non solo spirituale.

    5- gli italiani devono fare i conti con mafia e terrorismo

    La mafia è il problema più antico ed insieme più grave dell'Italia, nel passato come oggi. Nata nel meridione, ma estesa a tutta la penisola e quindi esportata anche all'estero, la delinquenza di mafia è un fenomeno che accenna appena negli ultimi anni ad indebolirsi, ma che continua a fare le sue vittime sia tra giudici e forze dell'ordine sia tra semplici cittadini. La lotta dello Stato contro Cosa Nostra si è intensificata negli ultimi dieci anni, accompagnata da un primo ricambio della classe politica italiana, che con la mafia aveva più o meno pacificamente convissuto fin dalla nascita della Repubblica.

    Per quanto riguarda il terrorismo, tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anno '90, l'Italia è stata teatro di una vera e propria guerra tra lo Stato e gruppi armati di estrema destra e di estrema sinistra. Il terrorismo si manifestava con rapimenti ed omicidi di personaggi politici, giornalisti e uomini delle forze dell'ordine (l'apice fu raggiunto con il rapimento e l'uccisione del presidente del Consiglio Aldo Moro) e con l'esplosione di bombe in luoghi pubblici che causavano decine di morti (piazza Fontana a Milano, il treno Italicus, la stazione di Bologna, la galleria di Vernio tra Firenze e Bologna).

    6- gli italiani sono appassionati di calcio

    E' uno stereotipo ancora profondamente vero. Il calcio è lo sport nazionale d'Italia. E lo è non solo perché è lo sport più diffuso o il gioco preferito degli italiani, ma anche perché del calcio si parla di continuo in Italia. Il discorso sul calcio è onnipresente: è in televisione, alla radio e sui giornali, ma anche al bar, sotto l'ombrellone d'estate e d'inverno a scuola. Per questo si dovrebbe dire che il "calcio parlato", più che il "calcio giocato", è lo sport nazionale d'Italia.

    Uno degli appuntamenti fissi degli appassionati di calcio è la Domenica Sportiva, una trasmissione televisiva di servizi ed interviste sullo sport che contiene uno spazio riservato a rivedere al rallentatore (alla moviola) le immagini degli episodi più dubbi e discutibili (in particolare i rigori) delle partite di calcio giocate durante la giornata. E' della Domenica Sportiva, dei dubbi e delle discussioni che nascono dalla moviola, che si alimentano le eterne discussioni sul calcio di tutta la settimana. Una vera e propria febbre da calcio prende però gli italiani una volta ogni quattro anni, quando si giocano i Campionati Mondiali di Calcio. Nell'anno dei Mondiali la Nazionale diviene il centro dell'attenzione di tutti gli appassionati di calcio, che seguono le partite, si commuovono cantando l'Inno di Mameli all'inizio di ogni incontro, riscoprono, insomma, un sentimento di orgoglio nazionale che li porta anche a tirar fuori le bandiere tricolori e a prepararsi a festeggiare nelle strade ogni vittoria degli Azzurri.

    6- gli italiani bevono il caffé

    E' uno stereotipo verissimo. Il caffé, in particolare l'espresso, ed il cappuccino sono parte della vita quotidiana degli italiani. Il caffé si beve sempre: a colazione, dopo pranzo, dopo cena, durante le brevi pause di lavoro, a casa o al bar.La particolarità del caffé italiano è che deve essere "ristretto", fatto, cioè, con pochissima acqua. Solo recentemente è stato introdotto anche il caffé "lungo", all'americana, ma non ha avuto molto successo.

    6- gli italiani sono poveri

    Questo è uno stereotipo vero e proprio. Non si possono generalizzare dei dati economici per caratterizzare tutto un paese. Tanto più che l'Italia ha grandi diseguaglianze tra il Sud (relativamente più agricolo ed arretrato) ed il Nord (agganciato allo sviluppo industriale europeo). Se è vero che esistono condizioni sociali di povertà ed emarginazione ed è vero che esiste uno strato sociale che non può permettersi acquisti di generi non di prima necessità, è anche vero che la media degli italiani vive in pieno consumismo, ben al di sopra della soglia di povertà. Basti pensare al numero delle famiglie italiane che d'estate vanno in vacanza e che possiedono più di una macchina.

    aggiungo:
    il 60% degli statunitensi è convinto che la pizza sia stata inventata negli u.s.a.
    per loro la pizza è una cosa più o meno rotonda, ma può avere anche la forma di paperino o di lupo ezechiele, ripiena di orrendo formaggio appiccicoso, da 2 chili di peperoni, da ketchup al posto di pomodoro e da una ottantina di olive nere.

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    http://www.kyuzz.org/luoghicomuni/

    ciao paolo-milano
  11. Cirillo @
    , 21/5/2002 00:00
    Gli italiani sono dei grandi amatori...
    Le donne italiane sono le più belle del mondo...
    I napoletani sono passionali...
    ecc.ecc.....
  12. Manu .
    , 21/5/2002 00:00
    Gli stereotipi e i luoghi comuni nascono perché il nostro cervello è un grande classificatore per sua natura. Anche io, che sono una persona abbastanza aperta di mente, ho ad essere onesto i miei bei preconcetti su un sacco di cose. Ad esempio quando vedo una ragazza vestita molto sexy ed elegante penso subito che sia un'arrivista vanesia e me ne tengo alla larga, mentre una in jeans e maglietta mi sembra più "affidabile". Ciò non toglie che nei fatti questa classificazione sia fallace, perchè lo dice anche il detto che "l'abito non fa il monaco". La cosa difficile è non farsi condizionare troppo dai luoghi comuni e dalle credenze personali. Di primo acchitto possiamo pigliare delle cantonate pazzesche. Magari la persona che ci sembrava antipatica diventa magicamente il nostro o la nostra amica del cuore, mentre quella o quello che era tanto carino e simpatico dopo un po' si rivela un grande menefreghista.

    Un altro esempio: mi hanno sempre parlato benissimo dei tedeschi, poi quando sono andato in Germania per tre giorni, in tre ristoranti diversi mi hanno portato il conto sbagliato per cifre ragguardevoli. Sembrava di stare a Napoli, mi sono detto. E poi ecco che qualche tempo dopo sono andato a Napoli e nessuno mi ha fregato sul conto. Fortuna? Sfortuna? Luoghi non comuni?

    Insomma, non sono contro i luoghi comuni; mi spiace solo vedere quanti siano incapaci di superarli e li usino invece per fomentare la violenza e il razzismo.

    Manu
  13. Paolo Motta 2
    , 21/5/2002 00:00
    no, no...ogn'uno è ovviamente libero di fare ciò che vuole...non ho semplicemente capito il tuo messagio.
    ciao paolo-milano

    *detesto severgni*
  14. Daniela P.
    , 21/5/2002 00:00
    Paolo: ho sbagliato risposta? (o forum?)


    Avete visto la trasmissione di Severgnini su RaiTre sui luoghi comuni?
  15. Paolo Motta 2
    , 21/5/2002 00:00
    ?
  16. Daniela P.
    , 21/5/2002 00:00
    Pensierino personale e triste:

    non avessi in mente l'idea che la coppia perfetta ha dei bambini dopo 2 anni di matrimonio, forse mi passerebbe un po' di nervoso e riuscirei ad averne...