1. Gemelle siamesi

    di , il 16/7/2003 00:00

    E' stato giusto , secondo voi , mettere in gioco la propria vita per un intervento chirurgico che presentava già dei rischi di fallimento in partenza ?Quanto ha giocato l'ambizione di "sperimentare" qualcosa di mai fatto su soggetti adulti ?

  2. Turista Anonimo
    , 22/7/2003 00:00
    sembra che con le gemelline sud coreane ce l'abbiano fatta invece... speriamo!
  3. Turista Anonimo
    , 18/7/2003 00:00
    E' facile e scontato, in questi casi esprimere giudizi, hanno fatto bene...hanno fatto male, di certo si sa che il rischio di morte connesso con questo lunghissimo intervento era molto elevato e sicuramente le due gemelle lo hanno messo in conto. Sicuramente in tutti questi anni avranno sofferto...ma avranno anche gioito, avranno avuto il piacere di gustare la bellezza di un tramonto, si saranno inebriate nel veder sorgere il sole, hanno assaporato i piccoli e grandi piaceri della vita, ridere piangere scherzare, forse anche amare...chissà...valeva la pena mettere in gioco tutto ciò, sapendo che la percentuale di successo era bassissima? posso comprendere le due gemelle e la loro scelta disperata, non comprendo e giustifico i medici che hanno accettato di eseguire questo iimpossibile ntervento, quando decine di loro colleghi si erano rifiutati di eseguirlo.
  4. Simona T.
    , 16/7/2003 00:00
    Esatto Karin, non è vita.
    Voglio pensare che dopo 30 anni trascorsi in quella condizione almeno per una volta, prima di chiudere gli occhi per sempre, si sono prese per mano per farsi coraggio con la grande speranza e forse in cuor loro con la certezza di risvegliarsi per iniziare una nuova vita ... normale.
    Forse è stato il loro sogno di sempre, forse hanno atteso per anni prima di poterlo concretizzare.
    Almeno qualcuno ha provato a realizzare il più grande desiderio di due giovani donne molto coraggiose.
    E non lo biasimo per questo.
  5. Turista Anonimo
    , 16/7/2003 00:00
    Concordo con Simona....
    e non penso che i medici abbiano usato queste due ragazze per farsi pubblicità... io penso che davvero pensavano di farcela.... la medicina fa progressi incredibili... magari fra qualche anno sarà una cosa normalissima..... purtroppo, nel frattempo, ci saranno operazioni che non andranno a buon fine....
    comunque devono aver vissuto 30 anni allucinanti.... poverine.... se si pensa a tutti i gesti della vita quotidiana, pensare di farli sempre in due, attaccati alla testa, è pazzesco....
    c'è comunque chi dirà che potevano pure continuare a vivere così, visto che per 30 anni l'avevano fatto..... ma che vita è?....
  6. Simona T.
    , 16/7/2003 00:00
    Al di là della sperimentazione medico/scientifica sul corpo umano (vogliamo ricordare quanti malati terminali di cancro accettano di sottoporsi, dopo inutili e devastanti cicli di chemio, a terapie facoltative in fase di sperimentazione che il più delle volte non sortiscono esiti positivi?), più che altro in questo caso si è trattato di rispettare pienamente il volere di due persone adulte che hanno scelto di "rischiare" pur di porre fine a quella che immagino deve essere stata una vita d'inferno. Ho visto poche immagini delle due sfortunate sorelle, perchè la loro condizione era a dir poco straziante. Era un loro sacrosanto diritto decidere e scegliere cosa fare delle proprie vite. Non mi sento di colpevolizzare una equipe medica che ha tentato il tutto per tutto per separarle, prima, e per salvarle, poi.
    Anche l'eutanasia dovrebbe, forse, diventare un diritto di colui che, malato terminale, sceglie deliberatamente di porre fine alle sue pene.
  7. Turista Anonimo
    , 16/7/2003 00:00
    Forse da parte dei medici c'è stato un po' di protagonismo e di voglia di farsi pubblicità e , probabilmente, questo è stato utile alle due ragazze, o meglio, lo sarebbe stato se tutto fosse andato bene. Forse senza la brama di notorità dei medici di Singapore le due poverette nemmeno avrebbero avuto la possibilità di provarci.
    Sì loro due erano consapevoli dei rischi, ma hanno scelto di provare. Io al loro posto credo che avrei fatto lo stesso. L'alternativa sarebbe stata di rimanere attaccato a mia sorella vivendo una vita difficilissima. Non so come sarei stato io a trent'anni attaccato per la testa a mio fratello per tutta la vita. Probabilmente l'ipotesi di morire se le cose non fossero andate per il meglio sarebbe stata per me migliore piuttosto che restare attaccato tutta la vita ad un'altra persona che non potrò mai vedere in faccia.
  8. Turista Anonimo
    , 16/7/2003 00:00
    concordo con lorecoll..... mi è spiaciuto moltissimo per la fine tragica che hanno fatto.. ma credo che in fondo preferivano correre il rischio piuttosto che continuare a vivere così....
  9. Turista Anonimo
    , 16/7/2003 00:00
    Senza esperimenti il genere umano non puo' progredire, anche quando sono particolarmente azzardati o spettacolari. Le due gemelle siamesi tragicamente scomparse durante il tentativo di separazione erano ben conscie dei rischi che correvano e purtroppo non sono state fortunate. Chissa' che il loro sacrificio e le conoscenza acquisite tramite la loro operazione non servano, comunque, a rendere migliore la vita di altri sfortunati...
  10. Barbara La mantia 2
    , 16/7/2003 00:00
    E' stato giusto , secondo voi , mettere in gioco la propria vita per un intervento chirurgico che presentava già dei rischi di fallimento in partenza ?Quanto ha giocato l'ambizione di "sperimentare" qualcosa di mai fatto su soggetti adulti ?