1. Il viaggio e la mente

    di , il 8/5/2002 00:00

    Questa mattina mi sono svegliato tardi. Nonostante avessi puntato la sveglia non sono riuscito a sentirla. Ho avuto una notte insonne. Mi rigiravo, pensavo e mi felicitavo delle mie pensate. Ieri sera sono andato all’Exploit, dove ho incontrato molta gente che già conoscevo. Milano è molto piccola !

    Non riesco più a conoscere persone nuove, ho paura. Paradossalmente ho più paura degli sconosciuti qui a casa mia che in giro per il mondo. Perche’ ?

    Mi manca la possibilita’ di camminare, osservare, conoscere, incontrare gente che ha qualcosa da raccontarmi e da insegnarmi. Mi manca molto.

    Parlando con Stefano e Dino mi sono reso conto di quanto siano milanesi e chiusi nel loro ghetto o guscio. Alcune loro domande mi lasciavano spiazzato. Mi prendevano alla sprovvista perche’ sono domande che non ho mai sentito prima d’ora,ad esempio: “Ma in Argentina non sono tutti fascisti ?”

  2. PepaC.
    , 16/5/2002 00:00
    giusto Paolo, giusto.


    Pepa
  3. Paolo Motta 2
    , 16/5/2002 00:00
    infatti è solo una generalizzazione.
    il trionfo dei luoghi comuni.
    una provocazione.
    ma...forse con un po' di verità!
    mica bisogna incazzarsi!
    oh no?
    ciao paolo-milano
  4. PepaC.
    , 16/5/2002 00:00
    Mio dio ma...........che dire?
    Non riesco a capire se la bibbietta di Paolo su milanesi, romani, napoletani e compagnia sia un estremizzazione voluta o sia scritta sul serio.
    Condivido il fatto che spesso (ahimè gli italiani all'estero si riconoscono e non perchè facciano discorsi particolarmente brillanti).
    Ma detto questo, da milanese qual sono, trovo assolutamente superficiale parlare di "aristofighe" (termine peraltro mai sentito prima)per definire le milanesi fighette che se la tirano: le definerei più semplicemente "scemette" o "stupidotte", a voi la scelta. il punto è che credo che questa categoria di personcine non appartenga alla sola cerchia milanese. Tutt'altro. Torno or ora da una vacanza e vi assicuro che le più atteggiate venivano da ben altre zone d'Italia.
    Ma non è questo il punto: il punto è che le generalizzazioni non mi piacciono. Mi pare un po'come quando andiamo al'estero e ci dicono "Italiani pizza, mandolino e mafia".E spesso mi è capitato che le mie prime, superficiali impressioni su una persona venissero ampiamente disattese. A voi no?

    ciao a tutti

    Pepa
  5. Nathalie Scopelliti
    , 16/5/2002 00:00
    Si forse è vero che qualcuno a Milano si comporta così...Ma non sono certo la maggioranza e poi vogliamo parlare dei milanesi maschietti ??? No perchè sulle donne che se la tirano abbiamo capito che siete molto esperti ma anche gli uomini a Milano non sono da meno: se la tirano,fra i giovani si vestono tutti uguali con i capelli rasati nei modi più strani e fra chi lavora vanno tutti in giro con la cartelletta e l'auricolare correndo chi sa dove...Generalizzare è facile ma per me che non sono ( e non mi atteggio ) una stra figa, non vado in centro a farmi vedere, non mi piacciono molto i locali super affollati ecc....Essere giudicata milanese dovrebbe proprio dispiacermi...Forse il mio spirito è più toscano...Una terra che adoro...Complimenti a Paolo M per la sua risposta davvero divertente, e lo ammetto, per certi aspetti molto reale...Anche se può sembrare una barzelletta. Un bacio, Naty
  6. Paolo Motta 2
    , 15/5/2002 00:00
    le milanesi (ovviamente generaizzando) non sono incazzate!
    sono semplicemente convinte di essere le più grandi fighe del mondo.
    se la tirano, e tanto.
    sguardo corrucciato, sorrisetti di compassione, poche parole, altezzose, abbronzatissime (sai vivendo 7 mesi all'anno in inverno...), palestratissme, aggiornatissme su ogni più folle nuova tipologia di esercizio ginnico.
    questo ovviamente generalizzando, riferendomi sopratutto ad una cerchia abbastanza ristretta, quelle che a milano sono dette le "aristofighe".
    la tristezza è che le suddette non sono tantissime, quelle vere, ma invacanza all'estero decuplicano, anche la simpatica ragazza della porta accanto, quando incontra altri italiani non di milano inizia a trasmutarsi in una aristofiga.
    comunque, tutto sommatoalmeno a milano è molto facle evitarli. si muovno in massa, sono a compartimenti stagni, frequentano gli stessi 15/20 bar, mangiano negli stessi ristoranti, vanno nelle stesse discoteche.
    il bello è che credono di essere originali. in realtà i propietari diquei 15/20 bar snoin realtà 3. che aprono nuovi locali in continuazione e pagano alcune ragazze di quel giro (non è una balla) per fare da p.r. segrete. spostano gente sempre neibar degli stessi 3 propietari!
    ovviamente con prezzi folli.
    contenti loro....cornuti e mazziati!
    ciao paol-milano
  7. Costanzo
    , 15/5/2002 00:00
    Allora non sembra solo a me che le Milanesi in vacanza sono incazzate! Ma perché? non si divertono?
    Io la scena del milanese in vacanza l'ho vista più come famigliola in cerca di arte; spessissimo sono: Figlia con Guida Touring di serie che legge puntigliosa le descrizioni delle facciate dei palazzi, madre lampadata con l'orecchino in tinta con la scarpa che ascolta compiaciuta, padre scazzato che si guarda attorno tranne che in direzione del palazzo descritto dalla figlia, figlio scazzatissimo che guarda in direzione dei posteriori delle tipe che gironzolano lì intorno.
    E a proposito di stereotipi, una volta a Vienna volevo morire. Cammino per i fatti miei, becco una doppia-coppia di napoletani che, di sabato sera si guardano intorno sconsolati per in negozi che sarebbero rimasti chiusi fino al lunedì. Al che uno dice "Ma scusa, la pasta la tieni?" e un'altra risponde "Sì", "E la pummarola la tieni?" "E quella risponde sì" e il tipo con un sorrisone rilassato "E allora a posto!!" Non ci potevo credere LA PUMMAROLA!!!! pareva la classica presa in giro contro i napoletani!
    Ma come si fa a dire che non siamo come "ci descrivono"?!
    A proposito di moka: me la porto anke io quando posso, sennò mi porto il nescafè. Sarò provinciale, ma il caffè deve essere corposo, per cui all'estero a colazione chiedo il latte e ci infilo 4 cucchiaini stracolmi di nescafè che dànno al "cappuccino" un sapore quasi umano rispetto ai brodini che si bevono fuori.
  8. Paolo Motta 2
    , 14/5/2002 00:00
    concordo con costanzo.
    quando sono all'estero e incontro degi italiani è sempre abbastanza facile (senza generalizzare) capire da dove vengono.
    premetto che è facile incontrare più spesso milanesi (siamo in gran numero e probabilmene quelli che viaggiano all'estero di più con veneti e romani).
    come li riconosco anche senza sentirli parlare? viva gli stereotipi!
    MILANESI:
    genere femminile, abbronzatissime, costumi all'ultima moda, occhiali da sole colorati, qualche gioiello, sguardo corrucciato ed incazzato, non rivolgono la parola a nessuno se non al marito/fidanzato. detta anche donnalucertola.
    genere maschile,
    palestrato, abbronzato, costumino mini per mettere in mostra il "pacco", tatuaggi tribali, guarda male tutti e non parla nemmeno con la sua donna. parla al massimo di soldi, lavoro, borsa e immersioni.
    gruppi di milanesi,
    chiusissimi, quasi impossible rivolgergi la parola. stanno per le loro, guardano con sufficienza il resto del mondo. se vanno a bangkok vedono solo il mercato di patpong per comprare polo false. sembra che si annoino tutto il giorno, non vedendo l'ora di tornare a milano.
    si portano dietro ogni ultimo ritrovato inutile della tecnologia. quasi tutti fanno immersioni.
    ROMANI.
    raramene in coppia, spesso in gruppi.
    si sente il casino a 500 metri.
    in spiagia si lanciano pietre, manciate di sabbia, palloni, racchetoni e palline.
    abbordano qualsiasi donna, si divertono tantissimo.
    parlano solo di 1 argomento: la maGGGica rrroma.
    qualsiasi tentativo di parlare d'altro è quasi impossible. se accolgono qualcuno con loro lo fanno solo per piglarlo meglio per il culo.
    parlano anche di vela e di luna rossa, sono tutti skipper provetti e lupi di mare. così dicono.
    sottogruppo romano,
    gli stirati, senza soldi, dormono in posti impossibili, mangiano in ristoranti dove nemmeno i locali vanno a mangiare, parlano pochissimo, cercano droghe leggere in continuazione, ricoperti di tatuaggi, spesso con i dreadlocks.
    NAPOLETANI,
    rari all'estero.
    quando li incontri te ne accorgi. vestono come nei film di vanzina, arrivano in spiaggia alle 16.00, riescono sempre a trovare una festa da qualche parte...o almassimo ne organizzano una.
    cercano un ristorante "bella napoli" o "mergellina" anche all'antartide.
    si ambientano immediatamente e insegnano in pochi gorni il napoletano ai camerieri degli alberghi.
    non parlano più di maradona e del napoli.
    si fa amicizia molto facilmente.
    un napoletano su 2 si porta la moka in vacanza.
    PIEMONTESI,
    se di torino sono praticamente impossibili da avvicinare.
    sospetosi, silenziosi, riservatissimi. rimpiangno la loro città ogni minuto. trovano orrendo quasi tutto.
    VENETI,
    si trasformano appena entrano in ferie: bandane, bracciali, collane, magliette improbabili, musica ska e reagge.
    contendono ai romani le droghe leggere, ma sono gli unici che si portano il vino anche in vietnam. molto smpatici, facili da conoscere.
    parlano di lavoro, lavoro, lavoro, vino, vino, vino.
    BOLOGNESI,
    girano generalmente a gruppi di coppie, fanno casino quasi come i romani, sono vestiti spesso come rambo e lara croft, fanno spesso gli sboroni, ma sono smpaticissimi. accolgono chiunque non dica cazzate con loro.
    l'unica cosa che rimpiangono e di cui parlano ogni 20 minuti sospirando, è il ragù della nonna gina.

    ....qualche altro stereotipo????
    ciao paolo-milano
  9. Costanzo
    , 14/5/2002 00:00
    Non sono daccordissimo. Io credo che un po' tutti, di riffa o di raffa, siamo influenzati dal posto in cui viviamo. Credo che il fatto di essere di Roma, per me abbia un grande valore, nel senso che influisce sul mio carattere e sulla mia personalità.
    Anche se gli stereotipi non sono sempre piacevoli o giusti, la mia esperiaenza m'ha portato a riscontrare che esistono, bene o male dei "tipi" di persona relativamente e dove vivono. Esiste il tipo Romano, il tipo Milanese, il tipo Napoletano: si riconoscono da lontano (almeno io li riconosco), esiste il tipo "paesano", che vive in un posto piccolo e la mentalità generalmente è quella di chi vive in un piccolo paese. Esiste il tipo del Nord e il tipo del Sud. Non c'è né bene né male in questo, solo che non credo sia indifferente da dove uno viene.

    Fare conoscenza, in una città come Roma, non è molto difficile, spesso quello che è più complicato è far sì che le conoscenze si trasformino in amicizie, soprattutto se si tratta di gruppi di amici. Quello che noto io è che se esiste un gruppo di amici bello e formato è difficile che accolga delle nuove entrate. Ma le amicizie "singole" qui si fanno facilmente.
  10. Nathalie Scopelliti
    , 14/5/2002 00:00
    Ciao a tutti. Io ho sempre odiato sentir parlare di nord e sud, di milanesi, palermitani o bolognesi e poi dare un giudizio del tipo " i milanesi sono così..." o " si perchè al sud sono così... ". Io credo che ognuno è quello che è indipendentemente dal posto in cui vive. Io sono di Milano ma non mi sognerei mai di chiedere ad un nuovo amico quanti fast food ci sono nella sua città !! Il fatto che quel ragazzo lo abbia fatto vuol dire semplicemente che è un po scemo !! E di scemi è piena Milano, Palermo, Bologna.....Capite ??
    E' vero che è più difficile conoscersi quando in una città ci sono così tante persone, ma ho conosciuto persone di un paesino in calabria che non sapevano stare con nessuno che non parlasse in dialetto, non andasse al mare anche d'inverno e che fosse parte di una metropoli incasinata e "fredda" ( termine che non vuol dire niente se non in termini metereologici !! )come ad esempio Milano...Io adoro la mia città con tutti i pregi e i difetti che ha, ma da vera tpc sto bene ovunque e apprezzo il bello di ogni luogo. Senza distinzioni. Troppo ottimista ??
    Naty.
  11. Licia Siciliano
    , 10/5/2002 00:00
    Guarda, io sono di Bologna e in vacanza ho conosciuto un milanese molto simpatico, ma con una pecca: un senso di superiorità FASTIDIOSO. Mi sommergeva di domande tipo "Quanti Mc Donald's ci sono a Bologna? Solo 3? A Milano ne abbiamo almeno 10"(non ricordo la cifra esatta perchè non è che mi abbia stravolto la notizia...)
    Penso che vivere a milano comporti la grossa responsabilità di esser cittadino di una città molto moderna e alla moda e la gente un po' superficiale probabilmente si sente "eletta"...ma comunque non generalizziamo! Sono sicura che come nel resto del mondo ci siano persone di vari tipi..buona ricerca! (comunque anch'io a Bologna non è che navighi nel brodo grasso)
  12. Rox Fox
    , 9/5/2002 00:00
    Ciao, faccio parte di quel milione e 400 mila abitanti di Milano...Da Milanese, mi sono sentita dire quasi di tutto da chi Milanese non è...penso che in parte abbiano ragione perchè in un certo senso alcuni Milanesi si sentono superiori rispetto ad un Romano o Napoletano per tutto ciò che c'è in città: moda, lavoro, divertimento ecc...però, devo dire, devo confessare che il modo di vivere e il modo in cui la gente affronta la vita, nel Sud, è nettamente migliore! Sono estroversi, simpatici e prendono la vita con filosofia..
    Io di vantarmi che a Milano si corre (come sento spesso dire dai Milanesi in trasferta) non ci penso minimamente perchè lo trovo di un'assurdità incredibile!
    Ma, cambiando locale qualcosa di nuovo troverai!
    Scappo
    Rox
  13. Marco Del bon
    , 9/5/2002 00:00
    Prdon, manca la seconda parte, non mi ero accorto che lo spazio a disposizione era terminato.
  14. Paolo Motta 2
    , 9/5/2002 00:00
    milano ha 1.400.000 abitanti dentro il comune, ed un area metropolitana di più di 5.000.000 di esseri umani.
    vi sono 220.000 studenti universitari.
    milano, sembra assurdo ma è così, accoglie il 35% di tutti i turisti che arrivano in italia, la grande maggioranza in viaggio di affari.
    è la città italiana con il maggior numero di teatri, cinema, locali notturni, ristoranti, pubs, centri sociali...
    ...
    forse, se conosci tutti e 5.000.000 di abitanti ti consiglio di andare a vivere a new york o a tokyo.
    là sono molti di più.
    oppure di non andare sempre all'ex-pois, o di non uscire sempre con dino e stefano.
    auguri
    ciao paolo-milano
  15. Marco Del bon
    , 8/5/2002 00:00
    Questa mattina mi sono svegliato tardi. Nonostante avessi puntato la sveglia non sono riuscito a sentirla. Ho avuto una notte insonne. Mi rigiravo, pensavo e mi felicitavo delle mie pensate. Ieri sera sono andato all’Exploit, dove ho incontrato molta gente che già conoscevo. Milano è molto piccola !
    Non riesco più a conoscere persone nuove, ho paura. Paradossalmente ho più paura degli sconosciuti qui a casa mia che in giro per il mondo. Perche’ ?
    Mi manca la possibilita’ di camminare, osservare, conoscere, incontrare gente che ha qualcosa da raccontarmi e da insegnarmi. Mi manca molto.
    Parlando con Stefano e Dino mi sono reso conto di quanto siano milanesi e chiusi nel loro ghetto o guscio. Alcune loro domande mi lasciavano spiazzato. Mi prendevano alla sprovvista perche’ sono domande che non ho mai sentito prima d’ora,ad esempio: “Ma in Argentina non sono tutti fascisti ?”