1. L'ORO LIQUIDO: L'ACQUA!

    di , il 5/5/2002 00:00

    Pochi giorni fa ho letto sul Televideo una notizia riguardante la realizzazione di un progetto della Regione Sicilia e che sinceramente mi ha fatto pensare molto. Vicino a Enna vogliono creare il Parco Divertimenti più grande d'Europa seguendo il modello di Gardaland. Io penso che un Parco Divertimenti (e chi è stato a Gardaland come me più volte ha potuto vedere) si basa molto sull'uso sfrenato dell'acqua sia per le attrazioni sia per altri scopi (fontane ecc...) Ma io mi domando: la Sicilia non si lamenta da molto tempo di carenza d'acqua e soprattutto ultimamente non ha chiesto lo stato di emergenza?!?! E come pensano di risolverlo questo problema? Costruendo un mega Parco? Mi piacerebbe sapere dove troveranno l'acqua!

  2. Lucy ***
    , 24/5/2002 00:00
    Solo per dire che che, in Sardegna, non vediamo una goccia d'acqua da mesi e mesi. L'ultima volta che ha piovuto (6-8 mesi fa?) era solo un pretesto per sporcare le auto di fango. Abbiamo l'acqua razionata da anni, per sole 4 ore al giorno, le colture sono andate a ramengo, i bacini sono vuoti e non abbiamo speranze di vedere la pioggia fino al prossimo autunno, quando, forse, potrebbe anche non piovere.
    Tutti i TG parlano delle Sicilia, ma noi? anche noi siamo in Italia...
  3. Luigi S.
    , 11/5/2002 00:00
    Ciao a tutti... eccomi... il promotore di questo forum finalmente lascia un'altra delle sue!
    Volevo solo dire che è vero ciò che è stato detto riguardo a come viene usata l'acqua in questo momento in questa zona. Proprio in TV ho visto le immagini di due persone che ogni 2-3 giorni dividono letteralmente e soprattutto manualmente la città di Palermo: l'acqua in poche parole, con l'aiuto di un solo attrezzo, viene convogliata per qualche giorno in collina e per qualche giorno giù in città. Inoltre ho sentito la testimonianza di persone che sono costrette veramente a lavarsi ogni 3 giorni. Io non vivo in Sicilia ma attraverso quelle immagini ho capito che la situazione, insomma, potrà essere ancora più critica perchè si sa... la Tv.. per problemi di tempo può anche minimizzare!

    Spero che il Progetto non passerà mai e dia l'esempio per il futuro e per i giovani. Io ho 19 anni e sentire queste cose, insomma, non incoraggia e non fa sperare che i Grandi Capi aprino gli occhi.

    Comunque ringrazio tutti quelli che finora hanno parlato e che parleranno e che soprattutto, per un ragazzo come me, ha aiutato a capire di più.
    Grazie
    Luigi
  4. De Giò
    , 11/5/2002 00:00
    Leggendo l'intervento di Paolo c'è da chiedersi se non sarebbe il caso di far resuscitare il Prefetto Mori. Il super poliziotto che fece pisciare addosso migliaia di mafiosi, grandi e piccoli. E la mafia, grande e piccola, si fece giunco e si piegò alla piena, per poi spuntare altera e prepotente, non appena arrivò la cosidetta democrazia, quella della bonanima della DC, e degli altri cari estinti PSI, PSDI, PRI, PCI, e tutto l'arco costituzionale, (un tizio che conoscevo, militante dell'ex MSI, diceva Prostituzionale!).
    Adesso i poliziotti li mettono in galera come delinquenti; perchè hanno rubato? Noooooooo, perchè hanno servito lo stato e non si sono fatti massacrare di botte.
    Giò
  5. Paolo Motta 2
    , 10/5/2002 00:00
    LA REPUBBLICA 10/05/2002

    MISTERI DI AGRIGENTO

    AGOSTINO SPATARO

    Da tempo, ad Agrigento, il popolo borbotta che «con l'acqua non si beve, ma si mangia». Il senso è chiaro: l'acqua serve da nutrimento per il famelico sistema di potere dominante.

    La gravissima, esasperante crisi idrica di Agrigento (e di altre città e paesi della fascia meridionale della Sicilia) costituisce un dato emblematico di una più generale condizione di disservizi e d'illegalità sulla quale si è appuntata l'attenzione della magistratura e degli organi inquirenti che hanno svelato, con i recenti arresti, un inquietante spaccato d'intrighi e di complicità che certo non si ferma alla responsabilità degli arrestati.
    Ad Agrigento, infatti, l'acqua più che un problema è un mistero, un lucroso mistero che nessuno desidera risolvere, poiché dalla sua mancata o rinviata soluzione si alimentano le più sfrenate ambizioni politiche e le mire di profitto di uno stuolo di piccoli e piccolissimi operatori, di medi e medio grandi imprenditori che vivono o vivacchiano sulla crisi idrica.
    Un mistero che si forma e si cela nei meandri di un dominio politico praticamente ininterrotto e senza un reale controllo democratico, fra i corridoi di una burocrazia accomodante e stantia, nei mille rivoli di una rete colabrodo con un alto tasso di dispersione (circa il 40 per cento della quantità erogata) che vanno a perdersi nell'ingegnoso e intricato sistema d'ipogei costruito dagli antichi greci (fra il V e il IV secolo a.C.) per servire una popolazione stimata in circa 300 mila abitanti.
    Oggi, Agrigento di abitanti ne ha 56 mila (con una tendenza a scendere dovuta ai molti giovani che hanno ripreso a emigrare verso le città del Nord) la gran parte dei quali hanno lasciato il centro storico, abbandonato ai ratti e agli immigrati, per andare a vivere in palazzoni anonimi, dentro un aggregato informe e sproporzionato rispetto alla consistenza demografica.
    Certo, sono aumentate le esigenze di consumo idrico per usi domestici, mentre quelle per le attività economiche e produttive addirittura saranno diminuite visto che sono stati smantellati i piccoli stabilimenti industriali e che le poche aziende turistiche sono sottodimensionate rispetto ai flussi e soprattutto rispetto alle grandi potenzialità di cui Agrigento dispone.
    Nonostante il livello demografico stazionario, negli ultimi 1520 anni la dotazione idrica della città è quadruplicata, passando da circa 50 a oltre 200 litri al secondo. In questi giorni di più acuta crisi ne affluiscono circa 170. Le esigenze civili sono cresciute, tuttavia non in misura tale da assorbire - in tempi normali - una così notevole disponibilità d'acqua. Evidentemente c'è qualcosa di anomalo, di molto anomalo, che produce questa assurda situazione di crisi cronica, sviluppatasi secondo logiche inversamente proporzionali: la dotazione è quadruplicata e i turni di erogazione, invece che ridursi, si sono allungati, con punte che toccano anche i 15 o i 21 giorni. Eppure, gli agrigentini dovrebbero ricordare che ci fu un tempo, non tanto remoto, in cui, con una minore dotazione idrica, il commissario dottor Scialabba riuscì a fare un "miracolo", degno del tanto celebrato di San Calò, con tutto il rispetto e la simpatia per il Santo nero: quello della distribuzione a giorni alterni.
    Taluni spiriti candidi hanno gridato allo scandalo di fronte all'articolo dell'"Economist" che ha classificato la Sicilia come una realtà da terzo mondo. Forse, l'autore dell'articolo incriminato conosce poco la condizione drammatica di questa città, famosa più per gli scandali e per i disservizi che per i suoi templi immortali, altrimenti ci avrebbe ulteriormente abbassati di livello. Infatti, la situazione di Agrigento non è certo migliore di quella di talune realtà del terzo mondo. Anni addietro, passeggiando per le vie di Rabat in Marocco, rimanemmo perplessi di fronte al fatto che sui tetti non c'erano quegli orrendi serbatoi che oltraggiano i tetti delle nostre abitazioni e chiedemmo al nostro accompagnatore, ch'era un esponente del principale partito di opposizione, con quali mezzi gli abitanti provvedevano a crearsi le necessarie riserve d'acqua per gli usi domestici. Ci venne spiegato, con un sorriso che ci parve canzonatorio, che il problema semplicemente non si poneva, in quanto nelle abitazioni di Rabat, capitale di un Paese del terzo mondo, c'è l'acqua corrente, per cui non è necessaria la riserva. Se in una città del terzo mondo l'acqua scorre 24 ore su 24, una città come Agrigento, dove l'acqua arriva ogni 15 giorni e per poche ore, a quale mondo dovrebbe appartenere?
    Agostino Spataro
  6. Costanzo
    , 10/5/2002 00:00
    Io non ne capisco niente di Sicilia, non ci sono mai stato e credo che per parlarne bisognerebbe viverci, perché lo ritengo un posto totalmente a sé, con regole sue, con ritmi suoi, diversi dai miei standard. Però, da fuori, forse credo che l'idea non sia poi da buttare. Voglio idre: non credo che l'acqua per il parco la prendaderebbero dalle case dei paesi vicini, non foss'altro che non basterebbe, se già non basta a far bere la gente.
    Quindi credo che si penserebbe a ricavare l'acqua in qualche modo. Spesso si parla di desalinizzatori: forse si penserà a crearne uno prima di iniziare a costruire il parco. Le potenzialità di questo progetto mi sembrano moltissime, basti pensare alle occasioni di lavoro nelle infrastrutture, nei servizi, nella ricezione.
    Ripeto, da fuori sembra solo bello, se poi, da dentro, si conoscono serii intoppi a tutto ciò, questo non so dirlo. L'Acquafun, Gardaland Mirabilandia esistono e tutti 'sti problemi non li hanno creati, anzi, credo abbiano creto occupazione oltre che richiami per i turisti; se questo non dovesse succedere anche per il Miniworld di Agira, vuol dire che qualcosa non va.
  7. Megane P. 1
    , 9/5/2002 00:00
    Infatti, hai proprio ragione, la Sicilia ha proprio bisogno di altre cose che un parco acquatico!
    Purtroppo i Grandi Capi non la vedono così, mi chiedo dove arriveremo e se ci arriveremo.

    Ciao
  8. Paolo Motta 2
    , 9/5/2002 00:00
    secondo me la sicilia ha bisogno per il momento di atre cose rispetto ad un enorme parco divertmenti.
    la sicilia è forse la regione più bella d'italia, una dele più belle d'europa. turisticamente dovrebbe essere il magnete di tutto il mediterraneo...invece regioni che non hanno molto da offrire come lombardia, piemonte e friuli, riescono ad attirare 15/20 volte più turisti rispetto alla sicilia.
    per prima cosa mancano le infrastrutture, non i ponti sullo stretto, ma le infrastrutture minori. strade, autostrade, acquedotti....tutte cose che la regione sicilia con gli enormi poteri di autonmia e con la quantità illimitata di denaro che riceve ogni anno dovrebbe costruire immediatamente.
    2 o tre giorni fa è uscito sull'economist un articolo che paragona la sicilia al 3° mondo. per la carenza di infrastruttura, di acqua, per la disoccupazione, per la tolleranza verso la mafia e per lo scarso senso civico.
    ho letto in rete vari articoli di editorialisti siciliani. tutti inviperiti, tutti permalosissimi, tutti che giurano che non sia così.
    certo il paragone è forzato, la sicilia non è 3° mondo, assolutamente, ma al posto di attaccare l'ecnomist per lo sciagurato paragone, non è forse meglio domandarsi perchè uno dei più autorevoli quotidiani del mondo ha una visione così apocalittica e dannosissima della sicilia?
    ultima notizia di oggi dal corriere, articolo di g.a. stella:
    "la regione siclia ha chiuso!
    Il funzionario incaricato dalla Regione Sicilia di contare i vulcani isolani (un incarico massacrante: Etna, Stromboli, Strombolicchio...) è da martedì affiancato da altri lavoratori inchiodati all’ozio forzato: i deputati regionali. La mitica Ars ha infatti deciso di sospendere le sedute perché, varata due settimane fa una leggina per votare anche il lunedì e un’altra per rimuovere le ultime baracche del terremoto di Messina del 1908, non aveva più una sola legge in calendario (mai visto nella storia patria) da poter discutere in aula. Che senso c’era dunque ad andarci? Il presidente regionale Totò Cuffaro, che solo la settimana scorsa se l’era presa con l’ Economist accusandolo di essere «superficiale» per aver definito la Sicilia «il Terzo mondo dell’Europa», non ha potuto rimediare con qualche provvedimento istantaneo alla figuraccia: è infatti in Argentina, dove ha inaugurato in pompa magna una Casa dei Siciliani. Salvatore Cintola, capogruppo dell’Udc, lo stesso partito di Zu Totò, ha però ammesso in una lettera di denuncia a tutti i colleghi della maggioranza che, al termine del primo anno di legislatura, il bilancio è sconfortante: «E’ venuta meno una reale e fattiva azione legislativa».
    Colpa dell’opposizione? Tesi dura da smerciare: la Casa delle Libertà può infatti contare, nell’Assemblea regionale siciliana, su numeri paragonabili solo a quelle plumbee alleanze dei comunisti bulgari o slovacchi coi finti partiti dei contadini: 63 deputati contro 27. Il che non è bastato neppure a condurre in porto la legge di bilancio se non con la miseria di 41 voti e all’alba del 15 marzo (dopo due mesi e mezzo di esercizio provvisorio) e solo grazie al fatto che quelli della sinistra, stremati sui banchi e paghi di alcuni compromessi, non si erano accorti che uscendo loro dall’aula sarebbe mancato per l’ennesima volta il numero legale....."
    http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=PRIMA_PAGINA&doc=STELLA

    gradirei non essere frainteso dagli amici siciliani.
    ciao paolo-milano
  9. Megane P. 1
    , 9/5/2002 00:00
    Ho fatto delle ricerche in merito, ecco cosa ho trovato:

    La nuova realtà turistica della provincia di Enna: Miniworld

    La provincia di Enna può sussistere come area economica e svilupparsi solo strettamente avvinta al suo ambiente naturale. Certamente le crisi economiche e politiche hanno rallentato in passato il ritmo di sviluppo dell'economia locale, ma a lungo andare dovranno prevalere le tendenze di incremento e di espansione.
    La più piccola unità dell'organizzazione di interessi economici è l'impresa. Un impresa molto piccola non ha nessuna possibilità di influenzare il mercato; essa deve, quindi, subire passivamente le condizioni impostele e comportarsi conseguentemente. Questa è la situazione, ad esempio dei singoli agricoltori e artigiani. Per contro, una grossa azienda può esercitare un'influenza più o meno forte sui mercati. Quasi tutte le grosse imprese italiane e straniere si sono formate in seguito a fusioni o sono organizzate in consorzi. I sempre maggiori problemi che presenta il mercato del lavoro e il relativo aumento dei costi danneggiano essenzialmente le aziende piccole e non le grosse imprese.
    Il progetto "Miniworld", il Mondo in miniatura, è stato pensato e progettato affinchè possa essere una grossa impresa che si fa forte della propria posizione. Nel mondo esistono solo due parchi che rappresentano il mondo in miniatura: in USA ed in Austria. Miniworld di Agira, nel settore turistico, rappresenta il terzo progetto di questo tipo nel Mondo e, ovviamente, eserciterà una certa influenza sui mercati del settore turistico nazionale. Ciò comporterà un adeguamento su tutte quelle infrastrutture di cui l'ospite abbisogna quando si trova fuori casa, quindi vitto (ristoranti), pernottamenti (Industria alberghiera e strutture pseudo alberghiere), trasporti ( viabilità, aerei, treni, ecc.) nonchè programmi di viaggio (agenzie turistiche).
    Una caratteristica del turismo è la fluttuazione stagionale dell'occupazione nel settore. I nostri territori, rispetto ad altri hanno un clima equilibrato che beneficia di una maggiore capacità di recettività. Per esempio se Minitalia di Rimini riceve turisti per sei mesi l'anno, Miniworld potrà ospitare gli ospiti per almeno dieci mesi se non di più.
    Infine, il reddito lordo medio annuo di una persona occupata nel settore turistico è stimato, secondo studi statistici, intorno ai 20.000 Euro pro capite. Tali cifre corrispondono a quelle degli stipendi impiegatizi. Così il turismo non è in coda, ma si trova più o meno in mezzo della scala dei salari. Le entrate peraltro che si registrano nel settore turistico provocano guadagni in diversi altri rami dell'economia. Questo fenomeno è particolarmente accentuato nel turismo.


    Il Progetto Miniworld ad Agira

    E' da almeno dieci anni che Mario Fagone, autore e promotore dell'iniziativa, aveva nel cassetto il progetto "Miniworld" e sei anni fa l'idea è stata depositata presso un istituto che ne tutela i diritti.
    Progettista è l'ingegnere Gaetano Mineo, mentre per il Business Plan se ne sta occupando il dott. Giuseppe Giunta.
    I comuni di Agira, Gagliano, Regalbuto, la provincia e la regione sono interessati alla realizzazione di questo progetto che gravita attorno alla diga Pozzillo.
    Tutto il territorio della provincia di Enna, essendo relativamente distante dal mare, turisticamente è un paese "chiuso"; tuttavia, deve essere considerato quale "piattaforma girevole della Sicilia", poichè è da sempre, un vitale punto di transito della regione. La posizione centrale sulle vie di transito ebbe per Agira, nel passato, un peso decisivo nella storia dell'economia locale.
    La decadenza di questo grosso centro agricolo, che aveva uno dei mercati di bestiame più importante e conosciuto in tutta la Sicilia, iniziò quando il transito per Palermo si spostò dalla statale 121 all'attuale autostrada CT-PA. Ma l'economia di questo territorio, equilibrando gli svantaggi derivanti da questa posizione sfavorevole, ha evitato la produzione di inquinamenti di vario genere, provocati dalla mano dell'uomo e quindi mantenendo inalterata la vegetazione naturale ed il paesaggio.
    Ed è su questo ambiente che verrà realizzato il progetto Miniworld. Sorgerà infatti su una collina di circa 100 ettari, di proprietà privata, a ridosso del Cimitero dei Canadesi, posto ai piedi di Agira, su una altura che guarda la diga Pozzillo, dalla sponda opposta a quella di Regalbuto. E' bene ricordare che, turisticamente, questo luogo domina uno scenario incredibilmente surreale ed è impossibile non accorgersi della rara bellezza di natura incontaminata e con sullo sfondo l'Etna spesso innevata.
    Compito principale di questo progetto è quello di costituire un "Fondo a capitale garantito" e di recuperare i mezzi finanziari che verranno reperiti attraverso:
    - un azionorato di massa,
    - gruppi finanziari, italiani e stranieri,
    - enti pubblici
    - sponsors .
    Queste misure economiche daranno certamente dei risultati che non si possono ottenere se non con il consenso delle forze politiche e sociali.


    Fondo a capitale garantito

    Il fondo, a capitale garantito, ha come obiettivo la crescita del capitale mediante una corresponsione unica, a scadenza mensile o semestrale e verrà utilizzato come garanzia del progetto Miniworld. E' una soluzione che offre la sicurezza di un investimento finalizzato alla crescita del risparmio ed in relazione alla realizzazione di un progetto, che ha come caratteristica principale quella di assicurare la restituzione del capitale investito in caso che il progetto, per qualsiasi causa, non dovesse essere portato a termine. Infatti non verrà utilizzato se non previa deliberazione di una apposita assemblea degli azionisti e soci.


    Il progetto di espansione e ricostruzione del sistema Aeroportuale di Catania

    La vicinanza con l'aeroporto di Catania consente un facile collegamento con la struttura Miniworld. Infatti l'aeroporto di Catania, da Agira, si raggiunge comodamente in appena 40 minuti. I dati quantitativi riguardanti il traffico di aerei e passeggeri dell'Aeroporto di Fontanarossa, il primo aeroporto del Sud Italia, sono molto significativi. Recentemente un nuovo importante passo in avanti è stato compiuto: è stata aggiudicata la gara per i lavori di ampliamento e ristrutturazione ad un raggruppamento temporaneo di imprese e la consegna dell'opera è prevista per maggio 2003.


    I punti di forza

    Il progetto si propone di pianificare e sviluppare il turismo creando le migliori condizioni per le aziende private che volessero investire.
    I maggiori benefici derivanti dall'attività di Miniworld riguarderanno:
    - Promozione a livello nazionale ed internazionale
    - Assistenza tecnica al Governo Regionale per l'emanazione di una legge a favore dello sviluppo di Miniworld;
    - Assistenza e consulenza per l'accesso a incentivi per gli investimenti;
    - Coordinamento delle attività del settore pubblico e privato.
    Miniworld prevede la realizzazione di miniature, scala 1:25, che rappresentino alcuni importanti monumenti di molte capitali del Mondo. Attraversando sentieri e stradine i turisti potranno ammirare Il Mondo, visto in scala ridotta, ma in una ricostruzione quanto più fedele alla realtà. I percorsi rappresenteranno il Mondo, l'Europa, l'Italia, la Sicilia, il paese rurale siciliano. Vi sarà riprodotto, in modo più particolareggiato e più ricco, anche il Canadà in memoria dei soldati caduti durante la seconda guerra mondiale, nel territorio di Agira, e qui sepolti nel cimitero canadese.
    Prevede anche la costituzione di cooperative agrituristiche e artigianali che avranno il compito:
    - della ricezione alberghiera
    - di effettuare un censimento di alloggi privati disponibili alla ricezione turistica
    - di produzione dei prodotti tipici con marchio Miniworld
    - di produzione di prodotti artigianali artistici
    - della commercializzazione dei prodotti sul mercato nazionale ed internazionale
    La concretizzazione degli stessi permetterà la realizzazione di quelle sinergie necessarie per il decollo turistico della nostra provincia. Considerando i fattori critici di successo fondamentali inerenti il settore turistico, risulta evidente che quest'area geografica deve avviare un processo che permetterà di essere sempre più competitiva sul mercato nazionale ed internazionale. Miniworld potrebbe diventare trainante e promozionale per iniziative analoghe e si caratterizza per essere stato progettato secondo una logica di pianificazione di sistema. Mira, infatti, a generare dei meccanismi di sviluppo economico-turistico del nostro territorio che potrà diventare occasione turistica, possibilità di promozione, rilancio di attività esistenti e occasione di salvaguardia del territorio e soprattutto darà occupazione a migliaia di persone tra dipendenti e coloro che si occuperanno dei servizi indotti.


    Conclusione

    Il futuro non si costruisce affatto da sé. Da alcuni anni non è più sufficiente richiamarsi semplicemente al passato. Con esitazione e quasi a malincuore si assiste all'instaurarsi di un dibattito sull'avvenire della nostra provincia. Quanto più pungenti vengono i dubbi, tanto più lo sguardo si distoglie dal passato e si proietta nel futuro. E questo futuro appare, contrariamente alle aspettative, incerto e angosciante. A meno che non ci risvegliamo dal nostro isolamento mentale e tutti insieme incominciamo a ripetere ad alta voce: "Noi non vogliamo la nostra provincia come luogo di isolamento, come casa per persone anziane, come luogo idilliaco; ma vogliamo che il nostro paese, benché piccolo, sia un paese attivo che faccia parte del Mondo".


    P.S. Paolo, sono stata brava?

    Scusate, ma era giusto chiarire a tutti un pò le idee.
    Megane
  10. De Giò
    , 8/5/2002 00:00
    A proposito della Sicilia....
    Lo so che non c'entra con il problema dell'acqua, ma giusto per l'accostamento che si è fatto tra mafia e carenza d'acqua, sarebbe giusto dire alcune cosette. La mafia pascola e vegeta in regime di democrazia. Questa benedetta tutela dei diritti costituiti, non ci tutela un tubo dalla delinquenza organizzata. Io personalmente, preferirei rinunciare ad un pò della mia libertà individuale, pur di vedere i delinquenti presi e sbattuti definitivamente in galera. Dopo naturalmente un giusto e rapido processo e non una sceneggiata giudiziaria che spesso dura anni. Ritornando all'argomento del forum,
    nella mia regione l'acqua manca cronicamente, e la mafia non c'entra. Oggi, in ogni caso, stà piovendo a catinelle, e ogni millimetro di pioggia che viene giù è un regalo di nostro signore.
    Giò
  11. Luigi Sciascia
    , 8/5/2002 00:00
    Ho una precisazione da fare il Luigi S. Che ha proposto questo interessante Forum non sono io ma abbiamo lo stesso nome e iniziale di Cognome quindi da ora in poi mi firmero` Luigi-Milano.
    Detto questo, mio padre e` siciliano e mi ha sempre detto dai suoi ricordi e testimonianze che era ed e` tuttora la mafia che ha bloccato lo sviluppo degli acquedotti nella regione perche` loro passavano per i paesi con le autobotti e autocisterne a vendere l`acqua. E` nato nella provincia di Agrigento, che e` quella piu` martoriata di tutte, vi sembra possibile che nel 2002 in Italia le persone sono costrette a lavarsi e lavare i panni ogni 4/6 giorni??
    Per fortuna in questi giorni hanno mandato avvisi di garanzie a persone sospettate per abuso di potere e quant`altro. La Sicilia e` piena d`acqua ed e` una terra dalle enormi potenzialita`, duole il cuore vederla ridotta cosi`.
    Mi ricordo che anche in Sardegna al paese di mia madre c`era il problema dell`acqua soprattutto d`estate, perche` veniva convogliata negli alberghi sulla Costa Smeralda o nei Villaggi Turistici, poi per fortuna hanno fatto un altro acquedotto e ora di problemi non ce ne sono piu`.
    Un saluto Luigi-Milano
  12. Markus Vaja
    , 7/5/2002 00:00
    Visto i vostri interventi c'è poco da aggiungere. Io però insisto su una mia idea e cioè che la gente vuole (purtroppo) sempre di più. Quasi più nessuno è in grado di divertirsi con poco, ci vuole sempre la "figata". Naturalmente "qualcuno" sfrutta questa mentalità superficiale per guadagnare....è ovvio. Ma ho paura che questa continua crescita non sarà possibile fermarla. Sempre più divertimenti tecnici e individuali, sempre meno contatto umano e semplicità. È un vero peccato!
    Markus
  13. Paolo Motta 2
    , 7/5/2002 00:00
    settimana scorsa ero in sardegna, vicno a cagiari a villasimius.
    lungo la strada c'è un bello scempio paesaggistico: un enorme parco acquatico, con una decina di lunghi scivoli azzurri addossati alla montagna.
    non è quasi mai entrato in funzione!
    non c'è abbastanza acqua!
    ***
    sicilia.
    mi ricordo di aver letto diverse volte che la sicilia NON è una zona arida e senza acqua ai livelli pugiesi o sardi, ma è quella che più soffre.
    nel cetro della sicilia vi sono enormi bacini idrici, vi sono montagne con elevate precipitazioni, anche nevose, qualche piccolo fiume...ma l'acqua non arriva nelle città.
    ricordo di aver letto come la mafia si fosse lanciata da anni nel business dell'h2o.
    controllando i rivenditori di cisterne, autoclavi, acqua minerale....e con la connivenza, solita, dei poitici che non rinnovano gli impianti idrici che pare perdano lungo la strada la quasi totalità del'acqua trasportata!
    ciao paolo-milano
  14. De Giò
    , 6/5/2002 00:00
    La Regione Sicilia è una regione a statuto speciale, ossia una di quelle che introita dallo stato più di quello che versa. Perchè? perchè i padri della Costituzione, per paura che la Sicilia avviasse un movimento di secessione, decisero di assegnarle uno "statuto speciale", insieme al Friuli, alla Val D'Aosta, al Trentino A.A. e alla Sardegna.
    Il risultato è che la Regione Sicilia ha 20.000 dipendenti fissi e 120.000 dipendenti precari, ossia è uno stato nello stato, con tutte le conseguenze negative che possiamo immaginare. Ricordo una famosa scena di un famoso film, "Il giorno della Civetta", dove il capitano dei carabinieri nascondeva con la mano la sicilia, giusto per provare come appariva la carta geografica, privata della grande Trinacria.
    Naturalmente spero che la Sicilia continui a far parte della nostra repubblica, ma a mio avviso le cosidette regioni a statuto speciale dovrebbero essere abolite, perchè sono una palese ingiustizia, specialmente per le altre regioni del sud, che non godono di questi privilegi.
    Il problema sollevato dal promotore del forum è sacrosanto: quale incosciente progetta un parco giochi, con presumibile spreco di risorse idriche, quando in migliaia di comuni siciliani l'acqua viene razionata da decenni?
    Altro che ponte sullo stretto, che facciano un acquedotto ciclopico che convogli le acque dal nord al sud, e si risolverebbero tanti problemi.
    Giò
  15. Annie
    , 6/5/2002 00:00
    secondo me ha ragione marco!
  16. Megane P. 1
    , 6/5/2002 00:00
    Ciao Luigi, sono siciliana e non sapevo nulla di questa notizia....alla faccia!

    proprio questa mattina si diceva alla radio che si sta chiedendo addirittura lo stato di emergenza per mancanza di acqua. Mi duole molto dirlo, ma credo abbia ragione Marco.

    Ciao Megane