1. Finchè c’è “movida” c’è speranza

    di , il 2/7/2003 00:00

    Viaggi a Lourdes alla ricerca della sanità perduta, villaggi costruiti nel rispetto di specifici bisogni ma che rischiano di somigliare a piccole riserve indiane, case di vacanza per il nucleo familiare che non rompono l’esperienza del quotidiano. E’ solo questo il viaggio concesso ai DiverSamente ABILI ?

  2. Turista Anonimo
    , 9/7/2003 00:00
    ancora troppo poco? ricambio il bacione!!
  3. Turista Anonimo
    , 9/7/2003 00:00
    aria non è vero che senti poco la voce del cuore! smack annie
  4. Turista Anonimo
    , 9/7/2003 00:00
    stavo pensado alle abilità del sordo/cieco e mi sono immaginata che lui vede con l'occhio della mente e sente con il cuore....
    invece io sono cieca nella mente (le informazioni mi arrivano attraverso altri canali) e sento poco la voce del cuore.
    con questo non nego la fortuna di essere fisicamente sani però...
  5. Turista Anonimo
    , 9/7/2003 00:00
    Ho trovato questa news che mi pareva un'iniziativa carina:
    La curiosità: sdraie galleggianti per il bagno dei disabili
    http://www.unn.it/news-news/notizia.php?id=2745&url=viterbonews.com&categoria=cronaca

    Ha preso il via il servizio a favore dei disabili che da adesso possono anche fare il bagno in acqua grazie ad apposite sdraie galleggianti. A mettere in funzione il servizio è stato il comune di Montalto che con questo da la possibilità ai portatori di handicap di poter tranquillamente entrare in acqua. Le sdraio sono state acquistate dall’amministrazione comunale e saranno messe a disposizione per i disabili che vorranno fare il bagno nel mare di Montalto, queste hanno ai lati delle ruote galleggianti che permettono all’accompagnatore, che potrebbe essere anche il bagnino della protezione civile che vigila sulla spiaggia libera, di portare la persona fin dentro l’acqua. Per arrivare fino al mare invece sono state montate delle passerelle di scorrimento: “Quello che stiamo dando- dicono in coro il sindaco Salvatore Carai e l’assessore al demanio Gianni Petronio- è un servizio che va verso il completo abbattimento delle barriere architettoniche avviato già da tempo da questa amministrazione, i disabili in vacanza hanno gli stessi diritti degli altri, sono 5 le sdraie che abbiamo acquistato con relative passerelle fino al mare, con questa iniziativa abbiamo accolto le esigenze dei turisti del territorio e di coloro che vengono anche da lontano”.
  6. Turista Anonimo
    , 8/7/2003 00:00
    ok ricevuto!
  7. Turista Anonimo
    , 8/7/2003 00:00
    Li ho semplicemente contattati dopo aver letto un loro messaggio in un forum di disabili.com. Avrei potuto contattare associazioni con cui collaboro per lavoro ma non sarebbe stato molto professionale nè sostenibile l'idea di un'intervista...
    Aria ti ringraziavo solo per il modo con cui sei intervenuta...
  8. Turista Anonimo
    , 8/7/2003 00:00
    scusa Andrea non ho davvero capito cosa ho fatto x essere ringraziata ?! puoi spiegarmi? (tono neutro e senza riserve)
    forse non ho centrato il punto? aiutami a capire le tue ultime frasi, please!
  9. Turista Anonimo
    , 8/7/2003 00:00
    vado in Costarica...in effetti pensavo che tu fossi un socio praticante sei un sostenitore invece...aiuto mi sa che non ho capito, vabbè fa lo stesso..ciao
  10. Turista Anonimo
    , 8/7/2003 00:00
    Andrea, a sentire te, pare che tu creda che io faccia parte dell'associazione in questione e così non è (del resto loro sono di Milano ed io di Roma, difficile conciliare). La stima però c'è, certo è poco... Buon viaggio andrea ma dove te ne vai?
    grazie Aria della fiducia con cui ti sei gettata nel forum, anche questo un bel segno di assenza di pregiudizi.
    Un uso del forum per messaggi privati..
  11. Turista Anonimo
    , 7/7/2003 00:00
    evviva Riccardo e tutti quelli come lui!, un pò di rischio un pò di movimento...è il sale della vita, ed è forse proprio quello che gli
    è stato fino ad adesso (in generale) negato a queste persone
    diversamente abili, ecco il termine mi mette un pò in imbarazzo
    per il fatto che, in coscienza, e a maggior ragione dopo aver letto l'intervista, siamo tutti diversamente abili! lo dico sempre
    a mia figlia, lui è piu' bravo a fare una cosa e tu' un altra.
    Sicchè sulla questione di definizione come al solito non sò che posizione prendere, d'altronde sono una curiosa e se mi presentano qualcuno che visibilmente ha dei problemi, mi piace sapere (con, e, a discrezione) da cosa è causato e che difficoltà e/o impegni comporta.Così poi definisco la malattia
    e non la persona.
    la pienezza di "quel silenzio" è stata così sentita e così ben descritta che è arrivata fino a mè.
    bravi!!!
    finchè c'è movida c'è speranza!!!!
  12. Turista Anonimo
    , 7/7/2003 00:00
    Ciao Andrea, volevo salutarti, dopodomani parto ( a proposito di viaggi e vacanze) e starò via un mesetto. Ci sentiamo al mio ritorno spero che per la tua iniziativa ci saranno allora buoni sviluppi. A parte le "ciacole" sui termini da usare, sappi che ammiro te e tutte le persone che fanno questo lavoro. So quanto da e quanto costa in fatica e impegno mentale perchè (l'avrai capito) la mia compagna è dei vostri. Se posso dire della volgare pecunia, è una vergogna che un ruolo sociale così importante sia retribuito così poco, senza parlare della scarsità di fondi e mezzi atti al funzionamento delle comunità. Complimenti ancora. Di tu ai tpc che sono "arrabbiato" con loro che trascurano questo forum per darsi i voti....
  13. Turista Anonimo
    , 5/7/2003 00:00
    Pepa,
    la cosa che hai detto è tristemente bellissima: è vero, il fatto di non essere pscologicamente in grado di affrontare questo tipo di problematiche in modo concreto e di suporto, ci rende, a suo modo , vittime di un handicap. E' verissimo.
  14. Turista Anonimo
    , 4/7/2003 00:00
    Il punto di partenza dell’intervista è stato la constatazione e la sorpresa di scoprire che, molti di coloro che dovrebbero trarne vantaggio, non hanno informazioni sufficienti a proposito di associazioni che si occupano di rendere l’esperienza del viaggio una percorso possibile anche per i DiverSamente ABILI.
    Ho letto qui su Turisti numerosi interventi in proposito così come ho letto interventi in cui si puntava il dito sul fatto che viaggiare è un’esperienza indispensabile: chi dice che senza viaggiare si diventa tristi, chi pur di conoscere il mondo accetta alloggi e viaggi non proprio all’insegna del comfort purchè si vada e questo sito è pieno di indicazioni ed itinerari.
    Se però viaggiare è già difficile ad un “bipede in forze” (i costi talvolta proibitivi, i problemi organizzativi, la differenza di aspettative rispetto ai compagni di viaggio), il tutto, se la salute non è proprio dalla nostra, si complica. Spesso poi il viaggio per i DiverSamente ABILI, un po’ per le strutture, un po’ anche per i gusti dell’accompagnatore, diventa qualcosa di differente rispetto alle esigenze del disabile; è più facile ottenere di poter affrontare un viaggio a Lourdes che una vacanza con tutti i crismi all’insegna del divertimento giovane.
    Se in tema di disabilità ci si occupa, giustamente, del sostegno sanitario così come della fisioterapia o del costo di carrozzine e deambulatori, spesso passa in secondo piano quello che è normale nella vita di tutti: il divertimento. Non si tratta di buttare i problemi alle spalle (anche quello magari) né di voler negare le limitazioni che sono evidenti ma di ricominciare semplicemente a vivere, a scoprire. In questo senso mi sento in sintonia col primo intervento di Andrea S. Parlando fuori dai mi viene in mente una cosa in particolare: non avrei voluto aggiungere una home al tema dei disabili, spesso queste operazione hanno un che di pietistico che è fuori dalle mie corde di cinico, ma l’idea l’ho cambiato quando ho casualmente letto un intervento di Riccardo su un forum di disabili.com in cui raccontava dei viaggi estivi in programma per quest’anno. Il lungo messaggio raccontava non dell’offerta di un viaggio qualsiasi, quattro carrozzelle che in fila fanno spiaggia-casa casa-spiaggia ma una specie di avventura anche un po’ esagerata, uno “svacco a due ruote”. Ed è stato questo il grilletto dell’intervista. Io, a Riccardo, non affiderei mio figlio neanche se fosse sano per paura delle conseguenze: ed è questa la ricchezza dell’associazione che è riuscito a tirare su dal nulla. Ha cioè quell’entusiasmo travolgente che rende un viaggio un’esperienza unica. Troppo spesso, come raccontava Andrea, quando ci si avvicina alle persone disabili si tenta di aiutarle trasferendo su di loro le nostre paure e con esse anche la nostra volontà. Più adatto un concorso di oggettistica con opere fatte a mano senza alcun rischio e con il plauso del pubblico che applaudirebbe anche uno sgorbio informe in terracotta. Anche il viaggio deve essere sicuro, confortevole ed anche un po’ monotono così l’accompagnatore fatica il meno possibile e meno si preoccupa. Riccardo invece mi terrorizza a volte, pensa e progetta viaggi che sanno troppo di divertimento e che prevedono “pericoli” ed esagerazioni come è per tutti noi. Penso per esempio alla sua esperienza in Liguria con un sordo-cieco e mi impaurisce quel silenzio che lui ha trovato così pieno. Io probabilmente avrei tentato la fuga alla prima occasione buona eppure lui ha perseverato, trovando nel contatto ricchezze nuove e soprattutto adattando i suoi tempi alle esigenze della persona con cui si confrontava, e sapere che c’è chi sa fare quello che io non sarei mai capace mi conforta. Mi conforta sapere che quello che vince non è la volontà dell’accompagnatore ma quella dell’accompagnato che, magari per la prima volta, scopre di poter fare anche ciò che vuole nonostante la preoccupazione dei genitori a casa.
  15. Turista Anonimo
    , 4/7/2003 00:00
    in effetti sono abbastanza d'accordo con Costanzo. Diversamente abili, mi pare un eufemismo , un po' forzato però.
    L'intervista invece l'ho trovata interessante. Ammiro sempre chi riesce a lavorare e rendersi utile con i "diversamente abili". Soprattutto perchè so che io probabilmente non riuscirei. E anche questa mia incapacità, in un certo senso, è un handicap.
  16. Turista Anonimo
    , 4/7/2003 00:00
    credo che "DIverSamente ABILI" sia scritto così perchè con le sole maiuscole crea la parola DISABILI, si vede che non si usa più. ma non ho ancora letto l'intervista quindi non mi sbilancio su questa cosa.