1. Tunisia: morire per i diritti umani

    di , il 2/7/2003 00:00

    Ciao, sono Caterina, membro di Amnesty International e scrivo per ricordare a tutti i viaggiatori un caso molto

    Drammatico che riguarda l'autore di un sito internet in Tunisia

    Dedicato a scambi di opinioni politiche ed umorismo.

    Zouheir Yahiaoui da tempo e' rinchiuso in un carcere e da oltre

    40 giorni sta attuando uno sciopero della fame per denunciare

    Il trattamento disumano cui e' sottoposto.

    Il caso di Zouheir Yahiaoui e' piuttosto emblematico e riflette

    La pessima situazione della liberta' di informazione (espressa

    Anche tramite la satira) in Tunisia.

    Gia' lo scorso anno Amnesty International aveva denunciato la sua

    Ingiusta incarcerazione (presumibilmente dovuta alla sua parentela

    Con un giudice che si e' schierato contro la politica del governo

    (http://web.amnesty.org/library/index/ENGMDE300122002)

    Si veda anche il rapporto annuale 2003 sulla Tunisia

    Http://www.amnesty.it/pubblicazioni/rapporto2003/530.php3

    Ora la situazione si e' aggravata ed urge un

  2. Giorgia Satini
    , 22/5/2004 00:00
    Ciao Caterina, sono Giorgia, frequento l'ultimo anno di un ITT il mio percorso per il colloquio finale riguarderà anche la tunisia e mi piacerebbe trattare anche il tema dei diritti umani...ti sarei grata se mi aiutassi in qst magari dandomi dei link o fornendomi maggiori info...grazie
  3. Turista Anonimo
    , 17/7/2003 00:00
    Ricordo che, ai tempi della guerra civile in Algeria tra gli integralisti islamici e il governo, periodo in cui i fanatici andavano in giro sgozzando stranieri e algerini peccatori, una delle motivazioni per cui gli integralisti uccidevano gli stranieri era per far calare il turismo e chiudere in se stessa l'Algeria. In questo modo, senza più la presenza di infedeli che portavano idee diverse, sarebbe stato più facile applicare la sharia e creare una società realmente musulmana. Da questo credo che non sempre sia il caso di boicottare i Paesi in cui i diritti umani sono violati. Si lascerebbero i popoli in balìa dei loro aguzzini senza far sapere ciò che accade, all'esterno.
    E allora, forse, è meglio finanziare col turismo un governo iniquo piuttosto che lasciarlo fare indisturbato senza neanche parlarne perché non si è potuto vedere ciò che accade.
  4. stramarta
    , 15/7/2003 00:00
    Ciao a tutti.
    Personalmente credo che il boicottaggio del turismo sia una delle peggiori soluzioni possibili.
    Sono agente di viaggi e lavoro con persone, nostri corrispondenti, in paesi del Medioriente e dell'Africa Mediterranea, che dopo gli avvenimenti di questo inizio anno si trovano in ginocchio proprio a causa dell'arresto del turismo nei loro Paesi.
    E' sicuramente vero che il flusso di denaro che genera il turismo rimane in gran parte nelle tasche di pochi e che al popolo arrivano solo le briciole, ma anche in Italia la distribuzione del denaro e' del tutto discutibile, ma cio' non mi fa sperare che il flusso di denaro si arresti.
    Abbiamo visto in diverse occasioni che il blocco del turismo puo' mettere in ginocchio una nazione, ma non per questo il governo adotta soluzioni risolutive. Inoltre boicottare il turismo in Tunisia significherebbe isolare ancora di piu' la loro situazione e farla finire ancora prima nel dimenticatoio.
    Dentro alle masse che noi operatori turistici ogni anno spostiamo ci sono persone che entrano a contatto con i popoli che visitano, e quando tornano raccontano quello che hanno visto, quello che ha raccontato loro la cameriera che puliva la camera, il comportamento dell'autista del bus ecc.....
    i rapporti tra le persone possono molto, in negativo ma anche, non dimentichiamo, in positivo.
  5. Turista Anonimo
    , 14/7/2003 00:00
    La Tunisia non mi ha fatto un'impressione molto positiva. Al di la' delle notevoli bellezze naturali, architettoniche e storiche ci si sente sempre spiati: vuoi dai numerosi e soffocanti "succhiaturisti" locali, vuoi dalla polizia piu' o meno in borghese abbondantemente sparsa in giro a presidiare spiagge, strade, alberghi. No, non penso ci sia effttivamente molta liberta', soprattutto per la gente del posto, donne in particolare. Non so se boicottarne il turismo risolverebbe qualcosa, certo che la tentazione di invitare la gente a non andarvi e' tanta. Anche perche', come in tanti altri casi, ai locali toccano le briciole...
  6. Patrizia Sacco
    , 9/7/2003 00:00
    Vorrei dire a Beatrice che se non ci si limita alla pena di morte ma si guarda a tutti i tipi di violazione dei diritti umani nessun paese è esente, stando al rapporto che ogni anno Amnesty International compila, Italia compresa. Questo, a mio parere, non significa che , almeno in alcuni casi di violazioni particolarmente macroscopiche da parte di regimi durissimi un boicottaggio turistico non sia auspicabile. Aung San Su Kij (e spero che non ci sia bisogno di ricordare di chi si tratta) ha sempre detto che alla popolazione del Myanmar non arriva praticamente alcun vantaggio economico dal turismo, dato che tutte le strutture sono nelle mani di un governo corrotto e violento e dei suoi accoliti. In ogni caso è importante informarsi perchè spesso quello che le guide turistiche raccontano sono belle e dorate favolette...
    Pat
  7. Turista Anonimo
    , 9/7/2003 00:00
    è che manca anche l'ultima parte del messaggio del forum....
  8. BEATRICE1973
    , 9/7/2003 00:00
    Questo è un argomento difficile da proporre in un sito "leggero" come questo in cui ci divertiamo a scrivere.
    Vale comunque la pena di affrontarlo e di chiederci cosa possiamo fare, tutti noi, per porre fine a questi orrori.
    Siamo abituati a vivere in modo spensierato il mestiere da turista, e spesso è il desiderio di vedere luoghi bellissimi a farci trascurare che a volte, in quei luoghi, si compiono quotidiane violazioni dei diritti umani.
    Io dalla Tunisia sono appena tornata e ho sentito parlare molto bene del loro presidente Ben Alì.
    Di questa storia non sapevo molto, so solo che Ben Alì quasi sempre concede la clemenza ai condannati a morte. L'ultima esecuzione risale al 1991; l'ultima condanna a morte è stata inflitta nel 1996.
    Il boicottaggio non mi sembra la strada giusta: a rimetterci sono in primo luogo le persone che sotto quei regimi vivono...
    Il sito di nessuno tocchi caino fornisce l'elenco dei paesi in cui la condanna a morte viene eseguita:
    Afghanistan, Arabia Saudita, Autorità Palestinese*, Bahamas, Bahrein, Bangladesh, Bielorussia, Botswana, Burundi, Camerun, Ciad, Cina, Comoros, Cuba, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Eritrea, Etiopia, Giappone, Giordania, Guinea, Guinea Equatoriale, Guyana, India, Indonesia, Iran, Iraq, Kazakistan, Kuwait, Laos, Lesotho, Liberia, Libia, Malawi, Malesia, Mauritania, Mongolia, Myanmar, Nigeria, Oman, Pakistan, Qatar, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Democratica di Corea, Repubblica di Corea, Ruanda, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadines, Santa Lucia, Sierra Leone, Singapore, Siria, Somalia, Stati Uniti d´America, Sudan, Tagikistan, Tailandia, Taiwan*, Tanzania, Trinidad e Tobago, Uganda, Uzbekistan, Vietnam, Yemen, Zambia, Zimbabwe.
    Noterete che ci sono paesi anche molto turistici!
    sono perplessa...che si potrebbe fare?
  9. liciajacek
    , 8/7/2003 00:00
    Concordo.
    Io personalmente, ho preso l'abitudine, prima di partire per un paese in viaggio di dare una lettura al sito di Amnesty.

    Per quanto riguarda le reazioni, è vero è desolante, sembra che le uniche preoccupazioni attinenti i diritti umani scattino quando viene colpito il ns. orgoglio nazionale ( vd. su questo punto il forum sul Boicottaggio a Cuba). Cosa consigliate?
    Licia
  10. Patrizia Sacco
    , 6/7/2003 00:00
    Ciao, sono Patrizia, guida per caso del Messico e in Amnesty da almeno un decennio. Ho aspettato un pochino per scriverti perchè volevo vedere le reazioni degli altri al tema che hai proposto. Demoralizzante vero? Mi aspettavo più attenzione per i diritti umani in un sito come questo, ma non poi molto, dato che già una volta un mio intervento sul forum del Myanmar in cui suggerivo che chi voleva andare là si informasse sulla situazione politica del paese era stato cassato dal titolare...
    Scrivimi al mio indirizzo personale, mi piacerebbe fare due chiacchiere con te.
  11. Caterina Di noto
    , 2/7/2003 00:00
    Ciao, sono Caterina, membro di Amnesty International e scrivo per ricordare a tutti i viaggiatori un caso molto
    drammatico che riguarda l'autore di un sito internet in Tunisia
    dedicato a scambi di opinioni politiche ed umorismo.
    Zouheir Yahiaoui da tempo e' rinchiuso in un carcere e da oltre
    40 giorni sta attuando uno sciopero della fame per denunciare
    il trattamento disumano cui e' sottoposto.
    Il caso di Zouheir Yahiaoui e' piuttosto emblematico e riflette
    la pessima situazione della liberta' di informazione (espressa
    anche tramite la satira) in Tunisia.
    Gia' lo scorso anno Amnesty International aveva denunciato la sua
    ingiusta incarcerazione (presumibilmente dovuta alla sua parentela
    con un giudice che si e' schierato contro la politica del governo
    (http://web.amnesty.org/library/index/ENGMDE300122002)
    Si veda anche il rapporto annuale 2003 sulla Tunisia
    http://www.amnesty.it/pubblicazioni/rapporto2003/530.php3
    Ora la situazione si e' aggravata ed urge un