1. EUTANASIA

    di , il 3/4/2002 00:00

    I Paesi Bassi sono l'unico Stato al mondo ad aver pienamente legalizzato la "dolce morte". La normativa, approvata lo scorso anno dal Senato, ma entrata in vigore solo oggi, riconosce ai malati il diritto di farsi uccidere fin dall'età di 12 anni. In altri paesi come Belgio e Francia, l'opinione pubblica è da tempo divisa sull'eventuale riconoscimento dell'eutanasia. In Australia c'è addirittura chi ha reso pubblica sul Web la propria agonia per promuovere il diritto alla morte assistita.

    E l'Italia? Entreremo anche noi in quest'ottica?

  2. Miriam De bortoli
    , 29/4/2002 00:00
    Ciao,
    sono rientrata nel forum solo oggi e volevo fare un saluto particolare a Megane e Michela per avere capito il mio dolore.
    Ad Annie vorrei dire che le sue parole sono molto belle, purtroppo certe cose bisogna viverle sulla propria pelle, vedere e sentire il dolore delle persone care, per comprendere che anche ildesiderare per loro il sonno eterno è una rande forma di AMORE allo stato puro. Una cosa che vorrei con tutto il cuore che nessuno dovesse mai provare nella vita. MAI.
    Con affetto Miriam
  3. Annie
    , 22/4/2002 00:00
    e infatti è il mio punto di vista. non è una legge generale.ma siccome è una cosain cui credo se avessi potere mi batterei per far sì che anche gli altri possano sentirla così, e godere di questa speranza. se una cosa ti rende felice, vorresti che rendesse felice anche gli altri? ragioniamo su frequenze diverse, partendo da presupposti diversi, non è nemmeno detto che dobbiamo per forza metterci d'accordo io e te. ma è cmq bello lo scambio di idee.ciao
  4. Anna Pascali
    , 22/4/2002 00:00
    Ricorda Annie: ci sono SEMPRE ALTRI punti di vista, validi quanto i tuoi.... tutto sta nel non pretendere di misurare le vite degli altri con il nostro personale metro...
    La speranza è una bellissima cosa: se non avessimo almeno quella non saremmo in grado di vivere. Ma c'è anche chi quella speranza non ce l'ha più, l'ha persa per strada, e pur mettendoci tutto l'impegno possibile non vede nessun barlume.

    Morgana
  5. Annie
    , 22/4/2002 00:00
    per me non è così, anche se uno pensa che la sua vita non sia degna (sempre ammesso che uno possa dirlo, della sua vita), per me la speranza esiste sempre.
  6. Anna Pascali
    , 19/4/2002 00:00
    La mancanza di dignità, Annie, non la decido io, non la decidi tu, e non la decidono nè medici, nè preti nè nessun'altro.
    Solo chi chiede l'eutanasia sente la sua vita, o quel poco che gli rimane di essa, come non degna di vivere. Non ho mai pensato che un malato terminale o meno viva una vita indegna, ma se queste persone non vogliono più vivere a causa del dolore, o per la vergogna di dover essere accuditi in ogni piccolo gesto della loro esistenza o per qualsiasi altro motivo, perchè infierire?
    Penso solo che impedire ad una persona di poter porre fine alle sue sofferenze in un modo che lui stesso ritiene dignitoso ed umano sia una crudeltà gratuita.
    Ci sono persone che riescono a convivere con il dolore, che lo accettano e magari lo sublimano. Ci sono persone che accettano di essere accudite in tutto e per tutto. E ci sono persone che sono l'esatto opposto, e che pensano che la "dolce morte" sia la LORO UNICA VIA D'USCITA.
    Chi sono io, o chi siete voi, per negare loro questa soluzione?
    Penso semplicemente che una persona nel pieno delle sue facoltà ha il diritto di poter decidere della sua morte come della sua vita.

    Morgana
  7. Megane P. 1
    , 15/4/2002 00:00
    Per Andrea, non credo che quel film abbia a che vedere con l'eutanasia, l'ho solo citato su questo forum perchè mi sembra l'unico film che gira in questo periodo un pò più in tema degli altri, se così non fosse illuminami.
    Ciao Andrea
    Meg
  8. Annie
    , 15/4/2002 00:00
    per morgana: quando dici obbligare a vivere qualcuno nel dolore e nella mancanza di dignità. beh, il dolore mi sembra assodato, ma è la mancanza di dignità che non capisco...chi lo dice? chi stabilisce il limite della dignità? ciao ann
  9. Andrea C. 1
    , 15/4/2002 00:00
    Quell' "opera d'arte" di habla con eya l'ho visto ma ,tanto per intendersi, secondo te Megane ha qualcosa a che fare con l'eutanasia?
    A Morgana dovrei ribattere moltissime cose ma ora che leggo credo di averle già dette tutte nel precedente intervento....
  10. Megane P. 1
    , 15/4/2002 00:00
    Avete visto il film di Pedro Almodovar "Parla con lei"?
  11. Anna Pascali
    , 13/4/2002 00:00
    Trovo che obbligare a vivere nel dolore e nella totale mancanza di dignità una persona che chiede di porre fine alla sua sofferenza sia quanto di più crudele si possa infliggere a chi già sa che è solo questione di tempo. L'eutanasia non è e non sarà mai il supermercato della morte a comando. Nessuno vuole "eliminare" i malati terminali per liberare posti letto o perchè poveretti non ce la fanno più. L'eutanasia è l'ultima possibilità di scegliere degnamente. Non si chiede che tutti condividano questa scelta, ma che la comprendano e la rispettino. Nessuno vuole imporre una scelta così drastica. Si chiede soltanto che chi desidera porre fine alle proprie sofferenze in maniera umana e dignitosa lo possa fare, e non trovi ostacoli insormontabili a questo suo ultimo desiderio. Non sta a me nè a nessun altro decidere quando una persona ha sofferto abbastanza. E' questa persona che decide quando è giunto il momento di "andare", senza forzature e senza ostacoli.
    Nelle tribù degli Inuit gli anziani ed i malati che sentono vicina la proprio fine abbandonano il villaggio e la famiglia e prendono la via del pack. Per morire degnamente.
    Penso semplicemente che l'eutanasia rappresenti un'estremo rispetto per la vita e per la dignità di chi la sceglie e di chi ne ha bisogno.

    Morgana
  12. Andrea C. 1
    , 9/4/2002 00:00
    A Torino il ministro della Sanità Sirchia si è espresso a proposito dell'eutanasia identificando in questa non una soluzione contro il dolore bensì una "scorciatoia" dicendo "Io ho visto tanta gente morire e tanta gente soffrire: in condizioni simili una persona firmerebbe qualsiasi cosa" ed in risposta ella "dolce morte" ha rilanciato le cure contro il dolore
    LEGGO 9 Aprile

    Vi cito quanto sopra in quanto molto vicino alle mie posizioni. Di gente sofferente ne ho vista tanta e spesso, per sollevarmi da questo peso, ho pensato all'eutanasia come soluzione accettabile perchè la sofferenza molto spesso non lo è non solo per chi la prova in prima persona ma anche per chi è costretto ad assistere. Poi però subentra la razionalità che deve guidare certe scelte. Molto si deve fare ancora in campo medico e spesso guarigioni improvvise non hanno nulla di miracolistico bensì sono addebitabili a meccanismi cellulari conosciuti sì ma non fino in fondo. La speranza diventa così non solo sostegno psicologico ma a volte anche evento reale spesso imponderabile e non preventivabile. Chi allora è in grado di definire con certezza assoluta il decorso e la prognosi di un malato? In momenti di sofferenza estrema poi la scelta della "scorciatoia" è soluzione che credo tutti vorremmo ma come stabilire se realmente cosciente e voluta? Molte persone dicono di voler essere accompagnati alla morte ma quando l'ipotesi si fa reale la rifuggono e vogliono tornare indietro. Per non parlare poi dei problemi etici a questa connessi nonchè delle ricadute psicologiche sulla classe medica (l'obiezione personale del medico come valutarla?) e persino legali (ci sarebbe la problematica di definire quando l'eutanasia è reato altrimenti prolifererebbero strutture a questa dedicate che opererebbero immagino come). Altro è invece combattere sul campo della terapia del dolore ancora fortemente frenata e regolamentata che è in grado tecnicamente di assicurare la vera eutanasia perchè opera sul campo della qualità. Lo stesso Sirchia dice : "Oggi il dolore è alleviabile in modo totale: Intorno alla prescrizione degli oppiacei c'è ancora troppa burocrazia inutile". A questo aggiungo che la speranza deve essere concessa a tutti e la possibilità di rimorso dei parenti eliminata...
    Andrea
  13. Michela Cucchi
    , 9/4/2002 00:00
    Sembra che l'eutanasia significhi dare ad altri ogni potere sulla nostra vita, ma non è così! E' la persona malata e sofferente che chiede di non essere più curata, di smetterla con l'accanimento terapeutico.
    Non è che con l'eutanasia legalizzata (che brutta espressione, scusate!), ogni persona gravemente malata viene privata di cure ed uccisa: parlo di una scelta consapevole di lasciare che la natura faccia il suo corso. Non sto parlando di bambini che nascono con una malformazione, o di persone che vivono della più assoluta indigenza e sofferenza...se una persona, per quanto malata e sofferente, non vuole morire, le cure andranno avanti fino alla fine.
    Michela
  14. Annie
    , 8/4/2002 00:00
    io non sono d'accordo con l'eutanasia, anke se ci sono diverse situazioni, diversi casi particolari che mi fanno riflettere a fondo, entrare in crisi. io da parte mia ritengo di non avere diritto di poetr decidere di morire quando voglio io, la vita è un dono e va vissuto fino in fondo finkè non sarà il nostro momento. ci sono sofferenze atroci, lo so, la voglia di abbandonare tutto e addormentarsi perchè si sa che la vita magari non potrà essere + felice. ma come posso io dire ad un medico di farmi morire, come posso renderlo colpevole di quello che altro non è che omicidio?( e anke qui si aprono sottodiscussioni, su interrompere le cure...ecce cc che meriterebbero ognuno un discorso a sè). io non me la sentirei mai. come si può dire che ad un certo punto la vita è solo umiliazione, indegna d essere vissuta? quanta gente nel mondo ogni giorno mentre noi stiamo che non c'è male va incontro a sofferenze atroci giorno dopo giorno, senza cibo o devastati da malattie terribili, senza casa ecc ecc? la loro vita non è degna di essere vissuta? cosa facciamo...? chi stabilisce cosa è degno, cosa meno? mah. io non me la sentirei. penso che pregherei parecchio, chi è al di sopra di tutti, per prendermi con lui. ma mai chiederei a qualcuno di uccidermi. con affetto ann
  15. Megane P. 1
    , 8/4/2002 00:00
    Abbraccio affettuosamente Miriam, sono con te e la tua opinione.
  16. Michela Cucchi
    , 8/4/2002 00:00
    x Gio:
    "come si fa a stabilire con degli articoli di legge, quando è legale "uccidere" per eutanasia, e quando invece non lo è!" Beh, è legale quando è il malato stesso che lo chiede, tutto qui!
    Tu racconti storie di vita, che, per quanto possano essere terribili e piene di sofferenza, hanno avuto anche momenti di vera felicità, e la voglia di vivere fino all'ultimo giorno...
    Ma a queste ti viene risposto con storie completamente diverse, di persone adulte, o comunque in grado di decidere per la propria vita, e quindi anche per la propria morte, e che, malgrado tutto, sceglie (o avrebbe voluto scegliere) la morte.
    Non credo che queste persone non avessero più voglia di vivere perché avevano da sempre avuto una vita infelice, o nessun amico o parente vicino ad assisterli...credo invece che fossero ben consci che la vita che avevano avuto prima della malattia non sarebbe più tornata, e quindi era inutile continuare a soffrire…
    Perché siamo così legati alla vita? Perché ci spaventa tanto l’aldilà? Perché in fondo, fra alti e bassi, ci piace la vita che facciamo, o almeno abbiamo qualche speranza di migliorarla… ma quando questa speranza non c’è più, quando la nostra esistenza (perché non è più di vita che si tratta, ma di mera esistenza) dipende da una macchina, o da medicine, da un accanimento terapeutico che arriva veramente al limite della tortura, allora è umano decidere di lasciarsi andare, di risposarsi per sempre da tutte le sofferenza, di accettare che per noi è arrivato il momento, ed è questo il momento, perché lo abbiamo scelto noi.
    La morte è una cosa naturale, inevitabile, prima o poi suoneranno anche per noi le campane…ma perché non poter scegliere di farle suonare noi stessi, quando capiamo che è il momento?
    Michela