1. VACANZE VISSUTE PERICOLOSAMENTE

    di , il 28/3/2002 00:00

    Che capacità avete di ficcarvi nei guai in vacanza?

    Esempi, storielle e amenità varie.....

    Pepa

  2. Roberto G
    , 24/4/2002 00:00
    Seefeld, Tirolo, estate 2000. Con un amico, di ritorno da una camminata, ci sediamo a bere una birra fuori da un bar del paese e guardiamo volteggiare due parapendio. Nostro commento: "Bisogna essere proprio svitati per fare una cosa simile..." Fa caldo, noi abbiamo sete e arriva la seconda birra, i parapendio continuano a volare e noi commentiamo: "però sembra che si divertano... dev'essere una bella emozione, anche se non hai sicuramente tutte le rotelle a posto se fai una cosa simile..." Mamma mia che caldo... ordiniamo la terza birra... guardiamo i parapendio... Totale, dopo un quarto d'ora c'erano due deficienti sospesi a 700 metri da terra legati con qualche spaghino a un pezzo di seta e in balìa dei venti!!! Sono passati subito i fumi dell'alcol e ho vissuto una delle emozioni più belle della mia vita...
  3. Lucy ***
    , 9/4/2002 00:00
    Egitto 2002, giro di shopping a Luxor.
    Cerco un presepe in coccio, souvenir per mia sorella Bibi, che ne fa collezione.
    Entro con mio marito nel negozio, dove mi viene presentato un (rarissimo) piccolo presepe, artigianato locale.
    Il negoziante, già meravigliato per quella richiesta, non mi molla un attimo e quando mio marito mi chiede "a chi lo devi regalare? io rispondo "...a Bibi!", a lui, l'egiziano, brillano gli occhi: si avvicina a mio marito e, con un colpetto d'intesa sul gomito, lo guarda malizioso.
    Habibi, in egiziano, significa Ti Amo!
    E' proprio vero, tutto il mondo è paese.
  4. Lucy ***
    , 9/4/2002 00:00
    Varadero, dicembre 1997.
    Io e mio marito lasciamo il gruppo e decidiamo di fare i turisti nella cittadina, poverissima, muniti di videocamera e macchina fotografica.
    Per il brutto vizio che abbiamo (io più di lui) di voler riprendere anche i più piccoli particolari, mi fisso, evidentemente con troppa insistenza, a riprendere le persone del luogo e, cosa gravissima, tento di sbirciare dentro ad un localino seminterrato (spaccio alimentare del governo) buio e sporco, dal quale vedevo uscire persone munite di bottiglie di latte, pane, qualche cavolo, un pezzo di sapone.
    Ci allontaniamo e poco dopo sentiamo dei passi che ci raggiungono di corsa. Un ragazzo, trafelato, ci urla in cubitaliano "siete italiani?" ed io "si, perchè?" e lui "si vede" ed io "da cosa?" e lui "da come guardate".
    Da come guardiamo???
    Si affianca a noi e comincia l'interrogatorio: in quale villaggio state? per quanti giorni? come siete venuti fin qui? come vi trovate a Cuba? vi piace El Che? cosa pensate di Fidel? da quale parte dell'Italia venite? posso darvi una lettera da consegnare ad una mia amica italiana? E sparisce.
    Abbiamo avuto il dubbio fosse precipitato in un tombino, perchè proprio non lo abbiamo visto nè camminare, nè volare. Letteralmente sparito.
    Conclusioni: mio marito ha minacciato di lasciarmi a Cuba, senza neppure portarmi le arance in carcere. E senza videocamera.
  5. lorecoll
    , 2/4/2002 00:00
    Più che pericolosa ricordo una villeggiatura in campeggio
    di quattro anni fa che si rivelò un misto monumentale di
    sfiga fantozziana, inaudita approssimazione & totale stupidità.
    Basti dire che partimmo in sette per Palinuro e ci ritrovammo
    alla fine lessi ed esausti a Vieste, sul Gargano, dove peraltro
    trovammo ... ma la storia è talmente lunga e folle che quasi quasi
    faccio prima a scrivere direttamente il resoconto ed a piazzrlo
    sul mappamondo ...Lorenza
  6. lapo
    , 30/3/2002 00:00
    Un paio di anni fa, mi trovavo a Kuala Lumpur, Malesia, con un amico e, per quella giornata avevamo deciso di dividerci: lui avrebbe visitato un luogo nei dintorni, mentre io avevo optato per un giro della città.

    Indossavo una bellissima t-shirt rossa, con la scritta U.S.A. a lettere cubitali blu. Tornavo dalle Torri Petronas e mi trovavo a bordo di un vagone della modernissima metropolitana. Di colpo ho notato due tipi, dall'aria non molto raccomandabile, che mi fissavano ...dagli sguardi passarono agli insulti in un inglese poco decifrabile. In ogni caso, capivo che stavano lanciando improperi contro l' America e l'allora Presidente Clinton. All'inizio facevo l'indifferente, poi trovandomeli davanti, ho iniziato a spiegare che non ero americano e nemmeno inglese...ma "solo" italiano.
    Fortuna volle che il metrò si fermo ad una fermata e io scappai a gambe levate cercando di confondermi tra la folla.( Ho poi approfondito la storia dei rapporti politicitra USA e sud-est asiatico capendo molte cose).

    ...per rilassarmi sono subito dopo andato in un mercato pieno di bancarelle che vendevano souvenir e pezzi di artigianato più o meno proponibili. Notai allora un giovane malese, molto elegante, che aveva iniziato a guardarmi e a seguirmi.

    Pensai: "la t-shirt ha colpito ancora!" Il tipo
    si vvicinò e con fare
    piuttosto imbarazzato mi
    chiese se mi andava di ....avere un rapporto sessuale con lui!!
    Io rifiutai deciso, ma il tipoi continuava a
    insistere...pagava pure bene...per fortuna alla fine si convinse che non ero disponibile. Mi hanno poi spiegato che nei paesi musulmani, dove l'omosessualità è duramente condannata, non è raro che giovani stranieri vengano abbordati da giovanotti locali in cerca di qualche momento di "svago" senza il rischio di complicazioni e soprattutto...di denunce!

    Luca
  7. Cristiano Trevisani 1
    , 30/3/2002 00:00
    Havana. 4 anni fa circa...
    Percorrendo la tetra calle L del quartiere Vedado di sera per andare a casa "inciampo" letteralmente in un MAIALE che era tranquillamente svaccato nel cortiletto della casa in cui ero ospitato.
    Morale copioso sangue dal naso e risate generali dei vicini (compreso il maiale).
    Se non e' sfiga questa...
  8. Paolo Motta 2
    , 29/3/2002 00:00
    qualche anedotto.
    ometto i nomi delle persone!
    francia 1988:
    piscina vicino a grenoble.
    ci cambiamo, andiamo verso la piscina, un mio "conoscente" corre, a 1 metro dal bordo vasca, stacca e fa un carpiato da apllausi.
    peccato che la piscina era a gradini.
    si è aperto il naso come un cocomero. ospedale.
    beffa finale: 2 mesi dopo arriva a milano il conto del comune che gli addebita lo svuotamento e il riempimento di una piscina mezza-olimpionica. era vietato fare tuffi.
    ****
    stesso soggetto, circa 4/5 anni prima, aveva una moto da cross in montagna e andava sempre in giro impennato.
    un giorno passa davanti al bar dove siamo seduti in circa 50/60 amici...passa...impenna nel piazzale...impenna...e la forcella con la ruota anteriore si sfila...lui resta impennato per 3/4 secondi, poi la moto cade sul manubrio. spezzati i 4 incisivi.
    qualcuno durante la notte gli aveva totalmente allentato i dadi che uniscono la ruota alla forcella.
    ****
    islanda 1989
    l'autobus che percorre la ring road islandese, si ferma nel nulla più totale per una sosta. c'è un drugstore con i bagni.
    scendiamo tutti e 5, bagno...uno di noi esce prima.
    contemporaneamente nell'altro senso di marcia si era fermato l'autobus che percorre la ring road nel senso opposto.
    il nostro amico, risale sull'autobus e si siede al suo posto, e si riaddormenta immediatamente.
    poco dopo noi usciamo, risaliamo sull'autobus...e lui non c'è.
    poco dopo l'autbus a fianco a noi riparte, in direzione opposta, vediamo il nostro amico che beatamente dorme.
    stavamo facendo il tragitto da hvammanstagji al lago myvatn, circa 7 ore. eravamo quasi arrivati.
    lui si è svegliato al punto di partenza! ci ha raggiunti il giorno successivo dopo aver dormito seduto in una cabina del telefono.
    ****
    malesia 1996
    conosciamo 2 ragazzi all'inizio della vacanza, giriamo con loro, alle isole perhentian ci fermiamo per 10/12 giorni, finiamo i soldi, non ci sono banche, ma il nostro nuovo amico deve andare sulla terraferma a ritirare i biglietti aerei. si offre di andare da solo a kota barhu, e tornare in giornata.
    all'epoca non c'erano traghetti, si usavano i pescherecci.
    ma era già settembre inoltrato e all'andata avevamo già rischiato di affondare, tutti gli dicono che deve prendere un peschereccio non più tardi delle 13.00.
    parte all'alba...al tramonto non c'è.
    arriva il mattino dopo alle 10.00, sanguinante, lacero e stremato.
    la sua ragazza ha pianto tutta notte.
    praticamente ha preso un peschereccio alle 16.00, al posto delle solite 2 ore sono arrivati dopo 4 ore di navigazione allucinante. il marinaio non riesce ad entrare nella baia della nostra guesthouse e lo scarica dalla parte opposta dell'isola.
    non ci sono strade, solo minuscoli sentieri nella giungla fittissima. l'isola è anche strapiena di serpenti velenosi. al posto di dormire in una guesthose lì vicino decide di attraversare l'isola al buio.
    dopo pochi km si è perso.
    decide di andare verso il mare e di costeggiare l'isola sino alla nostra baia.
    inizia un temporale tropicale. la costa non è sabbiosa, vi sono enormi massi levigati tipo le seychelles, non ce la fa più. si ferma. decide di infilarsi dentro un un buco tra due roccie, una specie di grotta.
    entra, scivola e finisce sul fondo a un paio di metri dalla superficie.
    dentro ci sono un centinaio di piccoli pipistrelli, che spaventati iniziano a volare ovunque, defecandogli in testa.
    resta fianlmente solo e all'asciutto...non proprio, perchè sale l'alta marea, il buco inizia a riempirsi d'acqua e lui non riesce ad uscire...per sua fortuna, riempendosi sempre più di acqua, anche lui galleggiando sale di quota, all'alba riesce ad uscire, non evitando però il rientro a casa dei pipistrelli che gli ridefecando in faccia.
    gli mancano ancora diversi km di giungla....il mare è calmo, esce il sole, escono i pescherecci; si butta a nuoto e si issa su uno, che lo porta alla nostra baia.
    soldi, passaporti e biglietti aerei sono rimasti stesi ad asciugare per un paio di giorni.
    ****
    nicaragua 1995
    siamo in 2 coppie, dobbiamo prendere un autobus da granada a leon, stazioncina, con mercato, casino e caldo folle.
    troviamo il nostro autobus, il solito bluebird colorato. l'autista ci dice di salire dal portellone posto sul posteriore del mezzo. andiamo, dietro all'autobus c'è un metro scarso e poi il muro di un edificio.
    ci sono anche 4 contadini nicaraguensi che urinano sul muro.
    con indifferenza gli passiamo dietro e iniziamo a caricare gli zaini.
    la mia ragazza aveva il classico abbigliamento che non da nell'occhio. pantaloncini gialli a pois neri, attillatissimi e lunghi esatamente 1 cm sotto l'inguine; sale per prima, però si ferma in posizione a 90° per spostare i 4 zaini.
    accade tutto molto rapidamente: i 4 contadini si girano e iniziano a guardare il posteriore della mia ragazza; girandosi si sono pisciati l'un l'altro sui pantaloni e sulle scarpe....si sono messi a saltellare, uralre, e infine a ridere con noi.
    la mia ragazza si è girata e ci guarda noi 7 con sguardo interrogatorio...
    ciao paolo-milano
  9. Megane P. 1
    , 29/3/2002 00:00
    Quando a Lampedusa mi hanno detto di fare il bagno in una splendida acqua azzurra...., tra me e il mare c'era uno strapiombo........stavo per volare come Kaory!
  10. Salvatore Sirico
    , 29/3/2002 00:00
    Cara Pepa avresti dovuto mettergli le corna con il barista,come minimo........

    P.S.
    Ne avrei di storie da raccontare,ma molte travalicano la legalità,e non vorrei leggere dei pistolotti moralistici....comunque ci penserò
    sceglierò
    spedirò.
    Buona Pasqua.
  11. PepaC.
    , 29/3/2002 00:00
    Ma come, tutti buoni e bravi?
    Nessuna storiella, nessuna avventura sfigata?
    Dai, non posso crederci.....

    Comincio io allora.

    Vacanze in Francia con fidanzato dell'epoca, sette anni fa circa. Vacanza "tutta natura" e sport , diceva lui, e quindi in bici .
    Un ciclista, vi chiederete: macchè; un appassionato di bici? Neanche per sogno; un raptus di lobotomia? Ecco, qualcosa di simile.
    E io?
    Io ero innamorata. Quindi parzialmente non in possesso delle mie facoltà. Punto.

    In Francia Basca dunque, con bici e zaini.
    Ora, come si coniugano le due cose? Mettendo sui lati di ciascuna bici due bei borsoni con dentro l'occorrente per le vacanze, no?.
    No.
    Per noi, allora, era cosa "troppo semplice".
    E per lui lo zaino era LO ZAINO, cioè quello che si mette sulle spalle, quello che pesa circa dieci chili minimo, completo di tenda canadese, materassini & compagnia cantante.

    Immaginatevi la scena: da Biarritz a Cap Breton, due biciclette con sopra due poveretti con sopra due zaini da dieci chili cad.
    Sopra il tutto, un sole a picco. Niente vento quel giorno.

    I ciclisti in vacanza che ci incontravano se la ridevano un mondo. Era un po' come vedere Stanlio e Ollio,Tom & Jerry, Yoghi e Bubu.
    Un cinema.

    Non era un "film" muto però. Io parlavo. Eccome. "Urlavo" .
    Ero piuttosto irritata dalla situazione paradossale.
    Come se non bastasse il mio prode pedalava ad andatura sostenuta.
    Allenato?
    Assolutamente no.
    Particolarmente robusto? Macchè.
    Dopato?
    Ecco, me lo sono chiesta più volte in quei momenti.

    Fatto sta che lui, Cipollini in erba, va in fuga.
    Io senza più fiato, voce, forza e quant'altro, perdo terreno. Ne perdo talmente tanto che a un certo punto non lo vedo più.
    Arrivo a un bivio. Di lui neanche l'ombra. Di indicazioni neanche mezza.
    Vada per la sinistra, mi dico, e continuo a pedalare con la rapidità di un bradipo in letargo.
    Passo davanti a un luogo terrificante , un ammasso industriale aggrovigliato pieno di ciminiere, filo spinato e lamiere. E lì mi viene lo scoramento.
    Mi fermo, respiro e mi vedo costretta a guardare in faccia la realtà: mi sono persa.
    Non solo: ho perso anche il fidanzato.
    La domanda "perche quell'idiota non si è mai girato per vedere se c'ero ancora" me la son fatta troppo tardi.

    Scendo dalla bici, sfinita. Vado ancora un po' avanti e vedo un bar sulla destra. Entro, chiedo dell'acqua.
    Pago.
    E lì vedo in faccia con orrore l'ultimo pezzo di dura verità: lo zaino non è il mio. E' quello del mio ragazzo. Ce lo eravamo scambiati perchè il mio era più pesante. Bontà sua.
    Quindi io ora sono lì, in questo bar insulso, in un paesino insulso con uno zaino non mio e documenti non miei.
    Panico.
    Poi mi viene da ridere.
    La situazione è talmente surreale che rido. Il barista mi squadra come si guarda una pazza. In effetti dovevo sembrarlo: accaldata, arruffata, stravolta dalla stanchezza, rossa per il sole, verde per la rabbia e colta da un attacco di ridarola nervosa, ero proprio un bello spettacolo.

    Mi riposo lì un paio d'ore. Racconto l'avventura al barista (che per fortuna capiva l'inglese). Lui si diverte come un matto.
    Poi esco sulla strada. Il barista mi accompagna fuori.

    D'un tratto lo vedo. In lontananza. E' lui. E' il mio Cipollini. Sta tornando indietro da me.

    Non so cosa ho fatto in quel momento. Mi ricordo di averlo guardato venire verso di me.
    Avete presente nei fumetti, nei cartoni animati giapponesi quando uno guarda male un altro personaggio? Si vedono le frecce uscire dagli occhi, le fiamme e i fulmini partire dall'iride diretti verso il malcapitato....Ecco, devo aver avuto uno sguardo più o meno così, tanto che il barista basco, lì al mio fianco si gira e mi dice indicando i miei occhi: " spegnili un po'".

    Io cerco di mantere la calma.
    Naturalmente non ci riesco, mi viene un groppo in gola, lui, probabilmente mosso a pietà, mi abbraccia e poi alla fine ripartiamo, con le nostre bici, i nostri zaini e il nostro andare per la Francia.

    Quella vacanza è stata un cinema dal primo giorno all'ultimo.


    Ciao a tutti.
    Pepa
  12. PepaC.
    , 28/3/2002 00:00
    Che capacità avete di ficcarvi nei guai in vacanza?
    Esempi, storielle e amenità varie.....
    Pepa