1. La nuova Italia multietnica

    di , il 27/3/2002 00:00

    Vorrei sapere cosa ne pensano gli altri del fenomeno immigrazione. Se davvero pensano che non è il caso di accogliere questo enorme flusso di stranieri o se credono che in fondo ci sia posto per tutti in un nuovo mondo più eterogeneo e colorato.

  2. Luigi Sciascia
    , 8/4/2002 00:00
    COMPLIMENTI!!!!!!!!!
    Avete proprio centrato il punto! ma dico io, come si fa a litigare in maniera tanto stupida e inutile quando di fronte avete un tema tanto importante e complesso? Se volte disquisire sulla schizofrenia fatelo su un forum di qualche sito medico, che risposte avete dato finora sulla societa` miltietnica? Quale contributo chiarificatore avete dato sui problemi e sui dubbi di una societa` multirazziale?
    Non mi sembra il caso di litigare o lanciarsi offese gratuite.
  3. De Giò
    , 7/4/2002 00:00
    Andrea
    sai che c'è di nuovo?
    Ma va a fan...
    Come vedi includo volontariamente anche un altro aspetto della schizofrenia, quello degli attacchi collerici, così la tua diagnosi da "strizzacervelli del cavolo" sarà più credibile!
    Giò
  4. Andrea C. 1
    , 7/4/2002 00:00
    Certo gio sei veramente cocciuto ..... su sto schizofrenico stai costruendo un panegirico..... che poi non è neanche un'offesa; come ti ho detto viene utilizzato, come l'ho fatto io, solo per definire una persona che dice una cosa ed il suo esatto contrario.... comunque fra i disturbi psicotici della fase attiva della schizofrenia c'è l'incoerenza o un marcato allentamento dei nessi associativi; la cosa ti potrebbe in effetti riguardare. Te lo dico non perchè lo pensi sul serio ma così se ti arrabbierai per il fatto che ti ho dato dello schizofrenico stavolta almeno hai ragione!
    Andrea C.
  5. De Giò
    , 7/4/2002 00:00
    Continuo a non ricordare a quale messaggio ti riferisci, anche perchè il mio "pensiero" penso che sia ormai chiaro a tutti. Più volte ho espresso chiaramente il mio giudizio sulla multietnicità, senza discostarmi troppo da una linea comportamentale ben chiara e precisa. Se ho sollevato qualche perplessità è stato per alcune etnie distanti anni luce dal nostro sistema occidentale e preoccupato più dei loro problemi che dei nostri.
    Ho scomodato il mio dizionario per farti comprendere che è sbagliato enfatizzare le nostre tesi con aggettivi esagerati e tendenziosi, specialmente se riferiti ad un interlocutore, ma forse per te è normale dare dello schizofrenico alla gente, o ai suoi ragionamenti, per me certamente non lo è, ma io sono Nabucodonosor...
    Ciao Andrea
    Giò
  6. Andrea C. 1
    , 7/4/2002 00:00
    P.S. La schizofrenia non è una demenza! Meglio precisarlo!
    Andrea
  7. Andrea C. 1
    , 7/4/2002 00:00
    mamma mia gio! non volevo eliminare così tanto i "convenevoli"! Comunque, fai una lunga disquisizione sulla schizofrenia (forse meglio lasciarla agli esperti) per scoprire che intendevo la dualità dei tuoi interventi (non c'era bisogno di andare a tirare giù il tuo dizionario visto che questo è il senso con cui viene utilizzata comunemente in questi casi) nè il mio intento era offensivo (avrei utilizzato ben altri parallelismi). Per non dire poi che vista la tua elucubrazione sull'utilizzo del termine di schizofrenia e la vicinanza ad estremismi comunisti e fascisti la diagnosi non è poi così scorretta; sembra uno dei sintomi della fase attiva! (che sia chiaro nuovamente: scherzo e non ho intenzione di offenderti; già avevamo raggiunto l'accordo di "belligeranza benevola" mi sembrava!). Quanto al fatto che tu non sia razzista questo risultava chiaramente anche dal mio intervento; quello che intendevo era che all'inizio di questo forum ho espresso delle posizioni simili a quelle tue attuali ma sono stato, proprio da te, "criticato". Per questo avevo dedotto delle resistenze da parte tua in merito all'apertura verso gli "stranieri" e l'arricchinmento derivante dal confronto-scontro con culture differenti. Ora ti ritrovo ad esprimere gli stessi concetti...potrò chiederti perchè no? Anche perchè basta dire: le tue deduzioni erano scorrette! no?
    P.S.: la prox ti scrivo alla tua e-mail perchè mi sa che delle nostre schermaglie non gliene frega niente a nessuno!
    Andrea
  8. De Giò
    , 6/4/2002 00:00
    X Andrea
    Visto che abbiamo eliminato i convenevoli, come dici tu, il tuo intervento merita di essere un tantino analizzato.
    Iniziamo dal termine che hai usato per definire il mio pensiero:
    Schizofrenia = “forma di psicosi, particolarmente grave di cui non è ben nota, né la causa, né l’esatta delimitazione nosologica rispetto ad altre malattie mentali”, in parole povere significa che può presentarsi in diversi aspetti.
    Quindi per darmi dell’incostante hai preso a prestito dalla medicina la peggiore demenza che esita al mondo, ossia la schizofrenia!!!
    L’uso sproporzionato di aggettivi inopportuni e impropri è proprio classico degli intolleranti, ossia di coloro che credono ciecamente nella giustezza delle loro tesi, e negano qualsiasi altro ragionamento o pensiero, ad esempio è classico dei comunisti o dei fascisti.
    Se tu avessi letto tutti i miei interventi avresti compreso che io non sono un razzista, che sono favorevole ad una integrazione etnica controllata, e che considero questo processo irreversibile e salutare per la nostra nazione, altrimenti avviata ad essere una patria di vecchi artrosici, visto che i giovani italiani, cresciuti a nutella e patatine, non vogliono più fare figli perché non hanno più le palle!
    Giò
  9. Giovanni Cima
    , 6/4/2002 00:00
    Sono convinto che senza guidare il processo di integrazione-che è un problema serio-si creeranno delle tensioni sociali non indifferenti.
    Si dovrebbe agire con un disegno di base e non lasciare al caso la venuta nel nostro paese di gente che già era disorientata.
    Non bisogna far crescere un senso di irresponsabilità nei nuovi concittadini che trae origine anche dall'anarchismo dei benpensanti!
  10. Stefania Guastella 1
    , 6/4/2002 00:00
    Sto con un ragazzo albanese ormai da quasi 4 anni, sono innamorata e felice. Forse esistono tra di noi delle differenze che in certi momenti ci impediscono di capirci, ma non credo affatto che siano maggiori di quelle che potrei riscontrare con un mio connazionale. Le uniche difficoltà vere le ho riscontrate all'inizio perchè capivo che la gente, anche se faceva finta di niente, non mi capiva o non approvava. Gli unici problemi che ho avuto nel mio rapporto (neanche tanti in realtà) li ho avuti, dunque, fino ad ora a causa degli italiani!
  11. Andrea C. 1
    , 6/4/2002 00:00
    Quanto al tema del forum ho già detto la mia! Ma aggiungo: discussioni su differenze e distanze culturali specifiche, incapacità di "capirsi".....forse gli esempi precisi (albanesi, islamici etc. etc.) hanno valore pratico quotidiano ma credo che l'elemento fondamentale ed indispensabile sia quello della volontà di accettazione ed integrazione. Distanze immense, spesso incolmabili; alcune volte rimangono tali altre volte un passo di questa distanza viene percorso. Ciò che conta è evitare di richiudersi in sè stessi, utilizzare e considerare il proprio l'unico metro di valutazione, l'unica misura. Discorso apparentemente facile se non ovvio quando si è fuori, in vacanza o simile, quando il confronto è novità, scoperta ma quando si rientra a casa spesso la coscienza di questi elementi viene persa. Si ricercano le "certezze" culturali che aiutano a definire i nostri confini spesso non rispetto ma contro gli altri. E così l'"extracomunitario" (parola arzigogolata e brutta quantomeno per quell'extra) che cerca di sopravvivere e facendolo sporca rovina il nostro "salotto"....certo alcuni partecipano allo sviluppo della criminalità....ma ce n'è anche una nostrana di criminalità eppure sembra meno visibile meno identificabile....la sporcizia di casa nostra ha una "puzza" più conosciuta e quindi meno nauseabonda. Ma da che mondo è mondo la convivenza è fatta di tinte forti ma soprattutto ormai dell'immigrazione non possiamo fare a meno....come ho già fatto notare siamo, noi paesi occidentali, un giardino circondato dalla miseria più assoluta; cosa vogliamo fare scrivere "non calpestare le aiuole"?
    Andrea
  12. Andrea C. 1
    , 6/4/2002 00:00
    Caro Gio,
    ormai non mi faccio più problemi ad essere "brutale" nei tuoi confronti...i convenevoli li abbiamo superati: la schizofrenia dei tuoi interventi è sconvolgente. Non hai mai chiaramente detto (questo lo dico per rispetto e correttezza) di essere contrario al processo di integrazione, indispensabile presupposto alla mutietnicità, ma all'inizio di questo stesso forum quando sono intervenuto sull'inevitabilità ma anche arricchimento derivante dalla volontà di confronto non mi è sembrato concordassi in toto. Ora invece ti trovo paladino esplicito dell'integrazione. Non comprendo se sono stati i miei toni a sollecitare la tua disapprovazione oppure l'evoluzione è un processo continuo e quanto mai rapido! Lo sai che non è una critica ma certe volte mi sembri più "straniero" di uno "straniero"!
    Andrea
  13. De Giò
    , 5/4/2002 00:00
    Credo che gli italiani che si comportano da stron. razzisti a Malindi, lo facciano anche in Italia, magari con noi meridionali. Trattasi di gentaglia arricchita, magari sfruttando i lavoratori, quindi non c'è da aspettarsi un minimo di rispetto verso niente e nessuno.
    Sono d'accordo con Pepa che ormai il processo di integrazione e fusione dei popoli e irreversibile. Avremo una società multietnica, con grande vantaggio per la specie umana che ne uscirà, più bella e rafforzata geneticamente. Così almeno si realizzerà il teorema di Confucio, che affermava che le razze umane non esistono. Per quanto riguarda gli albanesi voglio dire una cosa: nel 1950 centinaia di migliaia di albanesi, con le loro famiglie, si trasferirono in Italia per sfuggire alla tirrannide comunista. Erano delle bravissime persone, rispettose delle leggi italiane e molto laboriose. I loro figli sono degli ottimi italiani, inseriti molto bene nella società che li ha accolti. Gli albanesi di adesso sono gli stessi di allora, hanno la sola disgrazia di aver vissuto sotto il peggior regime comunista che la storia umana abbia mai visto, quello di quel sanguinario di Hender Oxa.
    Giò
  14. Marco Benfe
    , 5/4/2002 00:00
    voglio semplicemente ricordare a lucy e rambutan che glia arabi (o mussulmani)non sono gli unici immigrati in italia, mentre a lorenzo volevo rammentare che la guerra in yugoslavia è finita da tempo.
  15. Rambutan N
    , 5/4/2002 00:00
    Ciao, Lucy !
    Come che c'entra il resto che ho scritto ?!
    Ci scandalizziamo per una donna ignorante che fa lingue per esprimere la sua gioia per gli attentati dell'11 settimbre e restiamo indifferenti per i comportamenti biforcuti e falsi di un colto presidente americano, comportamenti che in questi giorni stanno provocando tantissime vittime ???
    Io ci vedo solo una differenza di stile: la donna con la linguaccia mostrava apertamente il proprio godimento, la leadership americana (e buona parte della popolazione di quel paese, immagino) in questo momento gongola e gode dei continui bombardamenti israeliani, atti a sgominare i terroristi islamici, che poi in realtà colpiscono l'intera popolazione. Però non lo dà a vedere, non fà le linguacce o lancia mortaretti per festeggiare ...
    Pensa, che dovrebbe dire un bimbo palestinese se sapesse che mentre lui cerca di sfuggire ai bombardamenti tra le macerie della sua ex-casa, contemporameamente un bimbo americano o europeo se ne sta nella sua linda casetta a giocare tutto il giorno alla playstation, mangiando cioccolainti Lindt, circondato da babocci, stelle e stelline di ogni tipo ? Che dici, sarebbe indignato quanto noi a vedere la donna araba che fa le linguacce ?
    Questo discorso è retorico ? E' vero, ma è la realtà.
    Ciao !
  16. Lucy ***
    , 5/4/2002 00:00
    X Rambutan.

    Alt! sulla prima parte del tuo testo non posso che concordare, anzi, se rileggi il mio primo msg era proprio quello il senso.
    Il mio discorso era molto preciso, non facevo riferimento neppure ai problemi di occupazione e all'opportunità di avere più o meno disponibili dei posti di lavoro per queste persone.
    Mi chiedevo soltanto come sarà giusto rispondere dal nostro punto di vista, alla diversità sociale, culturale e legale ad una massa di persone così differenti da noi.
    Ma tutto il resto, scusami, che c'entra?


    P.S. La donna che esultava e a cui facevo riferimento, era stata ripresa il giorno successivo all'attentato in una strada di non so quale paese arabo (l'abbigliamento non concedeva dubbi), ed esprimeva la sua gioia facendo quello strano verso con la lingua, tipico delle donne arabe (l'ho visto fare anche in Egitto, durante un matrimonio). Lo hanno visto tutti, e tutti hanno avuto la stessa reazione di raccapriccio.