1. Le colline moreniche

    di , il 16/5/2016 12:54

    La guida per caso delle Colline Moreniche è Riccardo (AnniAffollati)

  2. Giovanna C.
    , 24/5/2016 16:08
    Ti ringrazio Riccardo ora vado a guardarmi tutti i posti che mi hai indicato! Ti farò sapere sicuramente la scelta e come ci siamo trovati, ma non dubito che staremo benissimo dalle vostre parti....
    Ciao
    Giovanna
  3. anniaffollati
    , 24/5/2016 14:27
    Bentrovati.

    Di ristoranti validi ce ne sono davvero tanti. Se sei in zona Castellaro, hai diverse opzioni secondo me molto valide.
    Per cenare, se sei in cerca di piatti tipici, ti indirizzo a Monzambano. In centro, "Al caminetto", punta tutto sui primi, non puoi sbagliare. A pranzo invece, potresti cambiare paese, sempre restando nelle vicinanze (ma in questo caso c'è da prenotare al max il giorno prima): a Ponti, in piazza, c'è una trattoria che amo particolarmente: "La torre". Cucina nostrana, prezzi modici. Trovi il numero su internet, chiama in caso. Quando uscite, per digerire, vicino al Bar Motta c'è "La Bottega del Gelato Naturale". Mentre vi gustate uno dei gelati più gustosi che io abbia mai assaggiato, potete salire fin sopra il castello, da lassù il panorama è davvero stupendo.
    Poi fammi sapere come vi siete trovati, a presto.
  4. Giovanna C.
    , 24/5/2016 13:10
    Ciao Riccardo! Approfitto subito delle tue conoscenze per farti una richiesta.
    Stiamo organizzando con un (folto) gruppo di amici un fine settimana dalle tue parti, abbiamo già trovato il posto per dormire (a Castellaro Lagusello) e ora stiamo cercando un posto nelle vicinanze dove potere mangiare al sabato sera. Niente di costoso, buona cucina, se possibile tradizionale. Hai qualche indicazione da darci? Osteria? Agriturismo? Ci va bene tutto.....
    Ti ringrazio fin da ora, ciao!
    Giovanna
  5. anniaffollati
    , 23/5/2016 16:38
    Ecco un interessante link di viaggio: due anni fa lungo la ciclabile dal Lago di Garda al fiume Po.
    http://turistipercaso.it/lombardia/66396/in-bici-lungo-il-mincio.html
  6. Turisti Per Caso.it
    , 23/5/2016 12:16
    Grazie Riccardo, benvenuto!
  7. anniaffollati
    , 16/5/2016 12:54
    Amate fare viaggi nella storia? Siete gastronauti sempre alla ricerca di sapori antichi e vini equilibrati? Vorreste fare jogging nei boschi al mattino, vogare sul fiume nel pomeriggio, cenare nei rifugi la sera, ma non trovate un territorio che soddisfi appieno le vostre necessità?
    Le colline moreniche sono il luogo giusto per immergersi nella natura, a due passi dal lago di Garda, a mezz'ora d'auto dalle Prealpi. Solo qui si può passare dai parchi di divertimento alle ultime radure boschive collinari prima della piatta sconfinata pianura padana; dai 2.000 metri del Monte Baldo al fiume Mincio che sbucando dal Benàco conduce al grande fiume Po. Alloggiando da queste parti, sono molti anche i percorsi che si possono intraprendere senza ricorrere ad inquinanti e costosi mezzi di locomozione. A cavallo tra due regioni e tre province – Verona, Mantova e Brescia – si possono ripercorrere le tappe dell'Unità d'Italia, utilizzando percorsi ciclo-pedonali sicuri e lontani dallo smog. Partendo da Lonato o San Martino della Battaglia, scendendo a Castiglione delle Stiviere, passando per Solferino, Cavriana, Volta Mantovana, Castellaro Lagusello, Monzambano, Ponti sul Mincio, senza dimenticare le vicine Borghetto e Valeggio. Se poi ancora non foste soddisfatti, potreste avventuravi sulle colline di Custoza, Sommacampagna, Sona e Pastrengo. Tra queste località, non vi è alcuna zona che sia rimasta indenne dai conflitti Austro-Franco-Sabaudi.
    Da dove partire per visitare al meglio questo florilegio di località senon dal cuore del parco del Mincio? Il nostro quartier generale si trova a Pille, borgo medievale un tempo chiamato “Pile” per via dell’abbondanza di fonti d’acqua a cui in passato si abbeverava il bestiame in transumanza. La frazione vanta uno dei punti più elevati della provincia: dal Monte della Croce è possibile nelle giornate limpide godere di un panorama mozzafiato che si estende dal Lago di Garda all’Appennino Tosco-Emiliano. Da qui partono diversi sentieri attraverso i quali è possibile raggiungere facilmente i piccoli borghi inseriti nella quiete delle dolci colline circostanti, così come le vicine città di Mantova – Capitale della cultura 2016 - e la romantica Verona; Proprio a Pille, qualche mese fa abbiamo deciso di ricavare con le nostre mani un piccolo B&B – Al 61p – che sarà presto a disposizione di chi volesse approfondire la conoscenza di questi incantevoli e rilassanti luoghi.

    Pille è una piccola e magica frazione sospesa nel tempo, ubicata nel comune di Monzambano. Percorrendo le strade del borgo, costituito da case sparse e poche piccole corti piuttosto isolate, ci si può perdere tra vigneti e boschi di querce e faggi, oppure salire sull’altura di monte delle croce, per ammirare dall’alto la sospesa atmosfera della vallata sottostante. Leggenda narra che il nome di questa frazione derivi dalla parola “polla” o “zampillo” e qui i pastori venivano a fare la transumanza col loro bestiame. Isolata dalle strade adiacenti dalla morfologia delle colline digradanti verso il fiume, i rumori del traffico sono sostituiti ben presto da quelli del canto degli uccelli e dai richiami delle volpi nelle notti d’estate. Ogni cascina ha un orto e un pollaio, qui l’autoproduzione non è una moda degli ultimi anni ma una tradizione instancabile che si tramanda di padre in figlio.
    Osservando dal basso lago le colline moreniche che spuntano a creare l’altro mantovano, sulla prima troviamo il castello di Ponti sul Mincio, sulla seconda quello di Monzambano. Entrambi scaligeri – il territorio è passato sotto l’amministrazione Lombarda solo alla fine del ‘700 – spiegano molto bene il carattere dei paesi che qui in zona sorgono sulle alture fortificate dei monti. All’inizio dei tempi, lo scioglimento di enormi ghiacciai che diede origine al Lago Benaco e odierno Garda, fece si che le morene (enormi massi erratici) rotolassero a valle dando appunto origine alla colline moreniche. Alcuni massi erratici sono ancora oggi visibili nelle immediate vicinanze di Castellaro Lagusello.

    La storia recente di Monzambano, è comunque antica e risale sin all’epoca romana. Diversi reperti archeologici, ora raccolti nel Museo archeologico dell’Alto Mantovano della limitrofa Cavriana sono la riprova di ciò. Già nel 1187 apparteneva al territorio di Verona, successivamente nel 1495 passò sotto il dominio della Serenissima, come testimonia il leone alato sulla torre del maniero. Alla fine del ‘700, con Napoleone, Monzambano passò sotto il controllo di Mantova e fu testimone di numerose battaglie durante il periodo delle guerre Risorgimentalali, trovandosi all’interno del Quadrilatero i cui vertici erano le fortezze di Peschiera del Garda, Mantova, Legnago e Verona. Una delle trattorie del centro, il “Caminetto”, ospitò Re Vittorio Emanuele II, che nel 1859 si incontrò da queste parti col Conte di Cavour, Camillo Benso. Durante la Terza Guerra d’Indipendenza, una decisiva battaglia contro gli austriaci vide come scenario proprio Monzambano. Anche il celebre laghetto a forma di cuore di Castellaro Lagusello, è nato in epoca post-glaciale. Il borgo fortificato che nasce sulle sue sponde, è un piccolo gioiello. Dalla torre del campanile, dal 2016 visitabile a cui sono legate diverse leggende, al camminamento di Villa Arrighi (http://www.villaarrighi.it/) da cui si può ammirare tutto lo splendore della zona circostante.

    Recentemente, per la sua importanza, l’archeologia monzambanese è stata proclamata dall’Unesco patrimonio dell’Umanità.
    Eventi: http://www.prolocomonzambano.it/festa-dell-uva.html
    Video: http://youtu.be/5aWvViWSado


    Ponti sul Mincio
    è territorio di confine di origini medievali. Ultimo baluardo delle Colline Moreniche, dalle sue alture infatti si scende direttamente alla piana che contiene le acque del Lago di Garda. Oltre ad esso solo l’anfiteatro delle Prealpi, che continua ininterrottamente per decine di chilometri, fino ad incontrare le alpi e il confine tra Italia ed Austria.

    Di notevole importanza dal punto di vista storiologico - l’area era frequentata già in età protostorica – Ponti divenne celebre alla fine della Seconda Guerra Mondiale per aver ospitato, su Monte Casale (Monte che divide Monzambano appunta da Ponti) l’ultima memorabile battaglia tra partigiani e tedeschi il 30 aprile 1945. Per questo motivo ogni anno 1 Maggio, in occasione della Festa dei Lavoratori, sul monte si celebra una messa solenne, in prossimità della casa in cui si combatté.

    Il borgo medievale, il cui nome deriva dell’antico abitato che un tempo era presente lungo il fiume, si contraddistingue oggi per i resti dell’antico Castello, che dall’alto domina il paese sottostante. Costruito dagli Scaligeri nel XII secolo, la torre principale e parte della cortina muraria con cinque torri angolari e merli guelfi. Aperture visite e costi http://www.prolocopontisulmincio.it/il-castello/orari-di-apertura-castello/
    A ridosso del castello, durante il ventennio fascista, fu fatta costruire da Giancarlo Maroni - lo stesso architetto che realizzò a Gardone Riviera (vicino a Salò) il Vittoriale degli Italiani, dimora di D'Annunzio – il Monumento ai caduti, in marmo rosso. Poco distante, uscendo da piazza Parolini mediante via Roma, si trovano le antiche vasche, sovrastate da cipressi secolari. Ancor oggi usate dagli abitanti per lavare i propri panni, nelle giornate di calura, si può approfittare delle loro gelide acque cristalline per rinfrescarsi un po’. Per un giro ideale a Ponti, rifarsi al file “A piedi nei dintorni”.

    Se vi viene fame, in caso si tratti di ora di pranzo, il consiglio spassionato è di recarvi alla centralissima trattoria La Torre, qualità e prezzi imbattibili per purissimi piatti tradizionali.

    Eventi: La sagra di San Gaetano (inizio Agosto). La Sagra di San Nicolò (6 dicembre) in prossimità della chiesetta del secondo santo protettore del paese.


    Solferino
    : Vi siete mai chiesti dove è nata la Croce Rossa, l’organizzazione che per due secoli ha portato soccorso ai malati e ai feriti in occasione di battaglie sanguinose? Proprio qui, a Solferino! Infatti, il 24 giugno del 1859, durante gli scontri della Seconda Guerra d’Indipendenza, l’Alto Mantovano fu teatro di scontri durissimi tra piemontesi e alleati francesi da una parte, e austriaci dall’altra. Questi ultimi risultarono sconfitti, ma la gravità della battaglia - oltre 30.000 uomini perirono – ispirò a Henry Dunant l’istituzione della Croce Rossa Internazionale, che poi nacque nel 1863.

    Come i paesi limitrofi, il centro fu abitato fin dall'età del bronzo. Numerosi reperti testimoniano ciò, dalla frazione di Barche all’incantevole contrada di Pozzo Catena. Quest’ultima è da visitare soprattutto la notte, in un’atmosfera magica e retrò, oppure durante le bancarelle di Natale, in cui le antiche case lungo la strada principale vengono aperte. La Rocca, più tardi chiamata “Spia d’Italia” per essere stata importante osservatorio verso la Pianura Padana, risale al medioevo. Dalla piazza del castello infatti, conservata magnificamente, anche oggi è possibile avere una preziosa visione della distesa che si apre oltre le colline moreniche. Durante il ‘500 e il ‘600, fece parte di un marchesato dei Gonzaga con Castel Goffredo e Castiglione delle Stiviere, successivamente fu annessa al Principato di Castiglione fino all’arrivo degli austriaci.
    L’itinerario consigliato per scoprire gli angoli nascosti del paese, è quello che si snoda lungo le vie del centro, con partenza da piazza Torelli, alla deliziosa pasticceria – sala da tè Arcobaleno. Percorrendo la centralissima via Garibaldi potrete ripassare le date salienti delle guerre d’Indipendenza italiane, grazie alle targhe applicate sulla strada, mentre sbirciate le antiche corti che si rincorrono. Salendo poi in via Ortensie, e continuando a salire, raggiungerete ben presto l’incredibile piazza Castello, alla cui fine, oltre la chiesa, si può accedere all’antica Torre, nascosta dal bosco sottostante. Scendendo poi, da via Ortensie e prendendo a sinistra, si arriva ben presto al sinistro Ossario, dove potrete concludere la vostra scampagnata tra cumuli di teschi e ossa umane.


    Eventi:
    Giugno: Rievocazione della Battaglia di Solferino e San Martino
    http://www.terrealtomantovano.it/cosa-fare/rievocazione-della-battaglia-di-solferino-e-san-martino/

    Cavriana

    Uno dei colli limitrofi a quello delle Pille – osservabile dal Monte della Croce – è quello di Cavriana. Borgo dalle origini preistoriche, i reperti archeologici rinvenuti in questa zona e visionabili all’interno del museo archeologico (http://www.turismo.mantova.it/index.php/risorse/scheda/id/892) risalgono al 5000 a.C., la frazione di Bande, conserva resti di palafitte. La zona conserva diversi reperti dell’epoca romana, esempi ne sono i pavimenti di numerosi edifici storici. Durante il Rinascimento, la famiglia nobiliare mantovana dei Gonzaga trascorreva qui il periodo estivo. Ad oggi, una delle meraviglie meglio conservate, è la magnifica Pieve romanica (XI secolo), eretta su una collina molto antica che domina la pianura. Nel tempo Cavriana, ha conservato la struttura a borgo fortificato, ma anche tracce più recenti si possono notare perdendosi a piedi per i suoi vicoli, come ad esempio quello di una vecchia fornace. Facendo il proprio ingresso dall’antica porta di piazza Castello, sulla destra, mediante una ripida salita, possiamo raggiungere l’antico castello (XI secolo anch’esso). Il maniero però, in gran parte fu distrutto dagli austriaci nel Settecento e oggi è possibile visitare solo la Torre Medievale e le mura che ne difendevano l’interno. Un altro piccolo gioiello di Cavriana, coinvolta direttamente nella battaglia per l’indipendenza nazionale dagli austriaci, è Villa Siliprandi, ove dapprima fu ospitato l’imperatore Francesco Giuseppe, e la notte successiva Napoleone III. Altra villa, visitabile durante le principali manifestazioni organizzate in paese, è la settecentesca Villa Mirra.
    Per chi è amante degli animali, si può vedere da fuori un piccolo zoo gratuito composto da camosci e daini. Invece che entrare dalla porta in piazza Castello, si gira a sinistra in via Monte Gallo che conduce ad un appezzamento in cui numerosi esemplari pascolano indisturbati.

    Eventi:
    San Biagio (che da il nome alla caratteristica torta): all’inizio di Febbraio
    http://www.prolococavriana.it/www.prolococavriana.it/HOME.html

    Palio della Capra d’oro: inizio Luglio
    http://www.prolococavriana.it/www.prolococavriana.it/HOME.html

    Video:
    http://youtu.be/K-eZEbsw-oQ


    Volta Mantovana

    Il primo paese che incontrate arrivando dalla piana mantovana, salendo verso le colline moreniche, è Volta Mantovana. Allo stesso modo, dalle colline del centro di Volta potrete osservare,nelle giornate limpide, la pianura padana che si apre dinnanzi a voi, scorgendo sul fondo persino l’Appennino Tosco-emiliano, a decine e decine di chilometri di distanza. Anche Volta Mantovana, come tutti gli altri paesi limitrofi, ha origine molto antica, probabilmente nella media età del bronzo. Proprio
    allora, numerose comunità si concentrarono sia sulle alture sia lungo le rive del fiume Mincio, a cui succedettero gli Etruschi e i Romani. Importanti reperti delle diverse epoche, si possono osservare presso il Museo Archeologico di Cavriana. Proprio per la sua posizione strategica, da cui si riesce a guardare fin verso la città,
    tra la fine del X e gli inizi dell’XI secolo, la famiglia Canossa scelse le sue alture per controllare le proprie terre che si estendevano dalla Toscana sino a qui. Ai tre secoli successivi possiamo far risalire la fortificazione del centro e le mura, prima per opera dei Bonacolsi e poi dei Gonzaga. Proprio per questi ultimi,
    a metà del XV secolo, Ludovico Gonzaga dà l’ordine di costruire Palazzo Gonzaga (oggi sede di numerose mostre) e i suoi splendidi giardini all’italiana. Del ‘600 è la nascita di due conventi, il Francescano e quello delle Orsoline, poi Domenicane, all’interno delle mura. Volta venne conquistata – come gli altri paesi limitrofi - dapprima da Napoleone, poi passò sotto l’impero Austroungarico. Qui, il 26 e 27 luglio 1848 si svolse una battaglia sanguinosa battaglia d’Indipendenza e allo stesso modo, qui, 11 anni più tardi, gli austriaci furono sconfitti. Protagonista anche della terza guerra d’Indipendenza, ospitò il comando di diverse armate italiane.

    Eventi:
    http://www.vinipassiti.com/
    http://www.voltamn.it/calendars/carnevale-del-capunsel/

    Video
    http://youtu.be/Bnk1wGmVJsA


    Riccardo, ha in vita sua cambiato 4 province e tre regioni. Nato in provincia di Lodi, ha vissuto a Piacenza, per poi spostarsi a Peschiera, in provincia di Verona, e successivamente a Ponti sul Mincio. Da 8 anni vive nella casa da lui sistemata insieme a Sonia. Sonia, nasce a Verona da genitori partenopei (Napoli). Nel 2010 si trasferisce a vivere in collina, a Pille, lasciandosi alle spalle il rumore della città.