1. Vivere ai caraibi

    di , il 10/3/2002 00:00

    Ciao a tutti!!

    Ho un consiglio da chiedervi e spero potrete aiutarmi.

    Mi piacerebbe trasferirmi in un paese caraibico a tempo indeterminato, sono proprio stufa dei ritmi a cui siamo sottoposti qui in italia!

    Il problema è:

    Quale paese è il + adatto?

    Di cosa vivere una volta lì, avendo un budget moooolto limitato??

  2. Megane P. 1
    , 20/3/2002 00:00
    Ciao, giorni fa ho beccato questo sito, visitalo sembra proprio faccia il caso tuo. Spero riesca a realizzare il tuo sogno, io non avrei il tuo coraggio.....ti ammiro..Buona Fortuna

    www.geocities.com/southbeach/palms/7577/indexita.html
  3. Moonpixx Terra
    , 19/3/2002 00:00
    ...grazie a tutti per l'incoraggiamento che mi state dando di giorno in giorno!!
    roberto riguardo a MSF è un'idea che ho già considerato in passato...essendo psicologa penso che forse potrei essere d'aiuto in progetti del genere, quindi la valuterò e mi informerò sulle possibilità concrete.
    milli...hai letto sul forum di pasqua parlano della polinesia...pare sia mooooolto cara, sono rimasta scioccata!! non me lo aspettavo...beh se vuoi cambiare meta fammelo sapere che andiamo via insieme ;-))
    un saluto a tutti e in bocca al lupo a roberto!!!metticela tutta!!
  4. Milli Benedetti 1
    , 19/3/2002 00:00
    grazie del messaggio!!!
    (forum Polinesia: e se ci volessi vivere)
    anch'io sono assolutamente d'accordo con te!
    la vita è un percorso a ostacoli, faticoso, pieno di pericoli, etc. e la tranquillità, l'equilibrio, etc. li trovi solo dentro di te con un lungo lavoro....... possibilmente senza fine, solo i cretini pensano di aver raggiunto il meglio di se stessi!
    perchè non farlo in un bel posto al caldo?
    quanto alla vigliaccheria, se vuoi un consiglio: conservala.
    il mito dell'eroe coraggioso è solo un'idiozia maschilista (quanto l'idea che una donna corra rischi più di un uomo all'estero........ come se qui fossimo al sicuro......)
    tanti auguri e se mi arriva qualche buona dritta te la giro......
    mi
  5. Roberto De la tour
    , 18/3/2002 00:00
    Cara Eintantoio,

    Quello che sto per dirti non risponderà forse alla domanda iniziale del forum, ma si riferisce ai tuoi due messaggi del 16/3. Anch'io sono insoddisfatto qui a Torino, così come lo sono stato a Milano, Ginevra e Boston. Varie volte sono partito, e adesso che mi ero installato, ecco che alla prima proposta allettante parto: mollo tutto per un anno (minimo) in Malawi. Sarò volontario con Medici Senza Frontiere (MSF), così come lo sono già statoi in Armenia, georgia, Uganda e Sudan. Inoltre sono stato brevemente in Uganda per l'Istituto Superiore di Sanità, e due anni in Senegal per l'OMS.

    Quello che voglio dirti è la cosa seguente: ci sono parecchie organizzazioni, non solo MSF, che mandano volontari in giro per il mondo. Dico "volontari", ma sei spesata e percepisci pure un piccolo stipendio. per non parlare del fatto che poi fai un lavoro utile, e conosci il posto "dal di dentro" in un modo che mai potresti come turista. E attenzione! Mica è necessario essere medico (io sono biologo), agronomo o ingegnere minerario. Lo sai che MSF manda gente con formazione abbastanza generica con ruolo di amministratore o di logista?Certo, il sole e il mare non sono garantiti (immagina l'Armenia d'inverno...), ma quasi sempre ti mandano in paesi tropicali, dove il sole c'è comunque, e il mare se ti va bene (in senegal eravamo tutte le domeniche in spiaggia), magari c'è un surrogato: in Malai c'è il lago Malawi, ancora meglio del mare!
  6. Moonpixx Terra
    , 18/3/2002 00:00
    ciao Nani, scusami non avevo capito che fossi una donna!! questo mi fa ancora più piacere, il racconto della tua esperienza adesso mi da ancora più carica!!
    non ho nessuna intenzione di viaggiare da frikkettona, anche io tengo molto alle comodità (che non vuol dire lusso...), alla pulizia degli ambienti in cui mi trovo e alla sicurezza personale.
    per quanto riguarda l'insoddisfazione so che dipende anche dal mio ambiente, altrimenti non starei organizzando la "fuga". è proprio per questo che voglio andarmene!!
    adesso che ho ben chiare le mie motivazioni e le aspettative, il senso che do alla mia vita e ciò che cerco, e visto che l'entusiasmo non mi manca...devo solo decidere quando, con chi e dove andare!!
    di londra non se ne parla neanche...fredda, grigia, caotica e cara: l'esatto contrario di ciò che cerco. requisiti fondamentali della mia meta: il mare e il caldo!!
  7. Nani Beraldi 1
    , 17/3/2002 00:00
    ... non per cercare di convincerti ma... sono una donna anche io, fifona anch'io, ora ho 35 anni e lo sono un pò meno.
    Viaggiare e vivere in posti diversi non vuol dire essere per forza freakettoni! vestirsi d'argenti e di stracci indiani con canna in mano e vantarsi di viaggiare solo con due magliette e una mutanda è roba d'altri tempi!
    Io sono assolutamente razionale ed amo le comodità oltre che a vestiti, abitazione puliti e un posto sicuro per la mia bimba.
    Il fatto è che... se qui stai male e sei insoddisfatta... perchè continui a rimanerci? non troverai mai equilibrio e serenità in un luogo che non senti tuo. Credi veramente che l'ambiente circostante e le persone che frequenti ogni giorno non condizionano totalmente ciò che tu chiami te stessa?

    Sei sicura di essere tu insoddisfatta?
    non è forse il tuo paese, la tua via, la tua casa e magari i tuoi cari a renderti tale?
    Forse è ora di smettere di credere nella fantomatica ricerca interiore, indipendente da luogo e spazio.
    Gli intellettuali del secolo scorso ci hanno dato cattivi consigli, vediamo di "svoltare" una volta per tutte.
    Segui le orme del tizio che ha fatto i soldini a Londra e poi è partito ma attenta Londra è una città veramente difficile da tutti i punti di vista! Li è a rischio la tua psiche.
    Nani
  8. Alessandra Martina
    , 16/3/2002 00:00
    Ciao!
    Io conosco un ragazzo molto giovane che prima è andato a fare il croupier a Londra per 2 anni e, poi, si è trasferito a San Marteen e ora vive lì (coi soldi del lavoro londinese)da 2 anni e sta da dio.Se hai spirito d'iniziativa e ami le sfide ce la puoi fare!Il viaggio è una sfida in cui le nostre risorse più nascoste vengono a galla!
    In boka al lupo.
    Ale.
  9. Moonpixx Terra
    , 16/3/2002 00:00
    Nani hai esattamente centrato la questione!! Non è tanto da cosa fuggo o cosa cerco ad essere importante adesso ma è cosa mi aspetto dalla vita, il significato stesso che do alla parola “vita”!!certo, questi sono dubbi che vorrei chiarire prima o poi, in primo luogo per me stessa e per la mia crescita personale, in secondo luogo per le persone che mi stanno accanto, che mi vedono sempre insoddisfatta e insofferente, ma ne avrò tutto il tempo. Il pensiero che mi “perseguita” da moltissimo tempo (anche se sono giovane, ho solo 25 anni…) è che non posso neanche immaginare di continuare a stare qui, a fare il mio percorso di vita tranquillo e lineare, quello che tutti si aspettano da me, mentre invece fuori c’è tutto il mondo a disposizione…perché stare confinata qui quando potrei poggiare i piedi su terre diverse, perché dovermi limitare a guardare sempre soltanto fuori dalla stessa finestra quando i miei occhi potrebbero avere davanti a loro un miliardo di paesaggi nuovi e diversi?? Io proprio non ci riesco a vivere così, non è quello che desidero e non mi sentirei mai realizzata in una vita così. Io ho sete, ho sete di vita, sete di esperienze, sete di conoscenza…so benissimo che la vera serenità la possiamo trovare solo in noi stessi e non sarà certo il posto in cui viviamo che può trasmettercela…ma so anche che fare nuove esperienze, muoversi e viaggiare da' quel pizzico di “saggezza” in più, pizzico che per me adesso sarebbe un grandissimo primo passo in avanti verso la mia autorealizzazione. Io amo vivere, amo i colori, amo le persone e in loro io vedo riflessa me stessa, attraverso tutto questo io so che mi scoprirò ogni giorno di più, come ogni volta che torno da un viaggio porto a casa un nuovo pezzetto di me. Io non ho intenzione di fermarmi qui, non voglio accontentarmi della vita che faccio qui (che sarebbe una bella vita agli occhi degli altri) semplicemente perché so quello che POSSO avere. Se non fossi una ragazza, o se fossi una ragazza un po’ meno fifona, vivrei sicuramente come te Nani, un giorno di qua, uno di là, ma credo sia azzardato. È per questo che voglio organizzarmi il più possibile per la partenza, che spero sia vicina, molto vicina…e intanto la mia mente non smette un attimo di sognare…
  10. Nani Beraldi
    , 16/3/2002 00:00
    consiglio da chi vive nel mondo: parti senza troppi problemi per un posto qualunque, solo sul luogo potrai annusare l'ambiente migliore per te e la tua famiglia, il quadrato dove mettere il tuo letto e poter... lavorare.

    Evita magari i luoghi da sconvoltoni o figli di papà italiani .

    Appena ti stufi te ne puoi andare e cercare un posto nuovo; viaggiare fa crescere, fa diventare persone migliori, altro che starsene rinchiusi nel vecchio tranquillo borghetto tanto bellino toscano!

    Siamo esseri sociali, curiosi, assetati di conoscenza, non troverai mai tranquillità grazie ad un campo di grano e a qualche gallina.
    Il tuo spirito ha invece bisogno di essere alimentato istante per istante.

    Ho vissuto per periodi superiori ad un anno in 6 stati diversi (tre continenti).

    Non servono tanti soldi. come europei facciamo parte di una minoranza privilegiata, non occorre essere ricchi, ci prendono a lavorare praticamente ovunque!
  11. Andrea C. 1
    , 16/3/2002 00:00
    Cara einantonio,
    la cosa mi sembra più chiara ora e la tua risposta mi sembra sufficiente. Per quanto riguarda propositi e progetti io non mi riferivo ad una meticolosa organizzazione ma alle motivazioni che spingono all'allontanamento ed alla conoscenza, seppur non completa e compiuta, di cosa si sta cercando e da quanto hai scritto mi pare che questi elementi (seppur non ti conosca a sufficienza) ci siano. Io non sono in grado di dare consigli od opinioni così precise come quelle da te richieste visto che ai Caraibi non ci sono mai stato ma posso dirti invece che credo che molti, moltissimi si sentano come te. Insoddisfatti dei luoghi ma soprattutto dei ritmi con i quali viviamo. Certo altro è fuggirne perchè il percorso ritengo sia più lungo; non è solo necessario sapere da cosa si fugge ma anche cosa si cerca e se il sentimento di insoddisfazione non sia esacerbato e non determinato dal luogo in cui si vive. Io non amo la caotica vita che conduco a Roma, i pochi spazi che ho per me stesso ma posso essere sicuro che questo disagio che provo è determinato dalla mia bellissima città? non è che lontano da questo smog e questa immensa bellezza archtettonica finirei per soffocare per il troppo ossigeno o impazzire a causa dei tempi prolungati fino all'autoanalisi? O forse non finirei per trasferire la mia frenesia anche in un luogo pacifico come i Caraibi nell'insulso tentativo di far rendere al massimo una eventuale attività commercciale? La fuga è spesso fonte di scoperte sconcertanti ma cocciutamente vorrei scoprire certe cose di me prima di partire
  12. Moonpixx Terra
    , 16/3/2002 00:00
    ciao a tutti intanto e grazie per le risposte al mio post.
    effettivamentela mia domanda non era proprio così chiara quindi capisco il vostro scetticismo.
    quello che desidero è prima di tutto evadere, allontanarmi da dove vivo (tra l'altro un paesino della toscana da voi tanto consigliato!!).
    ho viaggiato parecchio e per questo sento di poter dire che il posto dove "emigrerei" con più tranquillità (mentale), nel senso che saprei cosa mi aspetta, sono i paesi caraibici. anche qui chiaramente c'è da fare molta distinzione, io personalmente peferisco quelli di cultura spagnola piuttosto alle ex colonie freancesi, olandesi e inglesi...ma non avendoli visitati proprio tutti chiedevo a voi un consiglio a riguardo.
    il fatto che non ho ben chiari i miei progetti in realtà non importa molto, anzi...è secondario! sono sola, sono disposta a darmi da fare in ogni modo e mi adatto molto facilemente. so bene quello che non voglio invece:non voglio vivere più in questa società, non voglio neanche più trovarmi costretta ad evitare di farne parte, appartandomi in borghi desolati e cucuzzoli di montagna, o semplicemente nel mio appartamento. voglio fare un'esperienza diversa, che mi arricchisca, voglio essere felice per lo spettacolo che mi si presenta ogni mattina fuori dalla finestra e crescere ogni giorno di più senza considerarmi "diversa" e insoddisfatta da tutto quello che mi si presenta davanti agli occhi qui...
    so che le mie affermazioni sono molto estremiste, ma mi rendo conto di essere arrivata al famoso "punto di non ritorno" per cui se non scappo ora non mi riprendo più da questa depressione!!
    possibile che non ci sia nessuno che la pensi come me?
  13. PepaC.
    , 15/3/2002 00:00
    Cara "eintantoio",
    perchè i Caraibi?
    se cerchi solo un ritmo più lento, basta andare in qualche paesino della Toscana...dell'Umbria....della Campania......
    O cerchi anche altro, "eintantoio"?
    E intanto tu pensaci un po'.......
    ciaociao
    Pepa
  14. PepaC.
    , 15/3/2002 00:00
    Cara "eintantoio",
    perchè i Caraibi?
    se cerchi solo un ritmo più lento, basta andare in qualche paesino della Toscana...dell'Umbria....della Campania......
    O cerchi anche altro?
    E intanto tu pensaci un po'.......
    ciaociao
    Pepa
  15. Roberto De la tour
    , 12/3/2002 00:00
    Un mio carissimo amico aveva tentato di metter su un business di bungalows in una zona molto bella e poco turistica della Repubblica Domenicana. Aveva trovato degli investitori, ma aveva finito per rinunciare a causa di corruzione, malaburocrazia e intrallazzi che aveva trovato laggiù. Adessa lavora con carla del ponte all'Aia.
  16. De Giò
    , 12/3/2002 00:00
    Ma vuoi cambiare latitudine o ritmi di vita? Perchè per cambiare ritmi, non c'è bisogno di andare ai Caraibi, che peraltro sono spesso salati. Esistono nel vecchio stivale, o a due passi da noi, luoghi dove il tempo sembra che si sia fermato e dove il costo della vita è 1/2 di Milano o Bologna.
    Ciao
    Giò