1. Traversata, ne vale la pena?

    di , il 4/3/2002 00:00

    Seguivo in televisione il viaggio di Patrizio Roversi che dall'Italia ha navigato insieme a Cino Ricci e altri membri dell'equipaggio per arrivare ai Caraibi. Ora: ha ragione Patrizio quando dice che viaggiare in barca e tutta un'altra cosa, rispetto all'aereo. In barca puoi notare gli scenari che cambiano, i colori stupendi dei tramonti, del cielo e del mare. Ma la mia riflessione è un'altra. D'accordo con la vacanza in barca, ma per quanti giorni bisogna navigare. Mi spiego meglio. Non so cosa possa aver provato Roversi nella sua traversata, ma francamente troppi giorni di viaggio, mi metterebbero una malinconia incredibile. Mi piace stare a contatto con la gente e passare quindici giorni in barca con davanti soltanto un mare infinito, mi metterebbe un pò di tristezza. E voi cosa ne pensate? Fare una traversata è così emozionante, ne vale la pena? Io, per esempio, preferirei fare un viaggetto dall'Italia a Gibilterra al massimo. Qualcuno mi suggerirebbe qualche altra meta alternativa?

  2. Franco Franco
    , 10/3/2002 00:00
    una INVIDIA INCREDIBILEEEE!!!!!
    ma anche una buona idea per le prossime vacanze
    ciao
    Franco
  3. De Giò
    , 10/3/2002 00:00
    Ho letto l'ultimo reportage di Patrizio sui problemi con le vele e l'ho trovato avvincente come un film d'azione. Spero che Patrizio decida di scrivere un libro su questa fantastica avventura, anche perchè sarà un utile manuale di vela, per tanti "velistipercaso". Eventualmente io sarò uno dei primi a correre in libreria per prenotarne una copia.
    Giò
  4. Sem D.
    , 6/3/2002 00:00
    C'E CHI PUO' DIRE "SONO PAZZI", MA PER QUALCUN'ALTRO ESSERE PAZZI E' PRENDERE L'AEREO O FARE UN VIAGGIO IN ISRAELE O COLOMBIA (DOVE SPESSO I TURISTI NON FANNO UNA BELLA FINE), MA NON CREDO CHE BISOGNEREBBE DARE UN GIUDIZIO SE PRIMA NON LA SI PROVA UN ESPERIENZA. CAPITASSE A ME LA COGLIEREI AL VOLO, DOPO AVERLA FATTA POTREI DIVI SE LA RIFAREI.

    SEM
  5. Matteo Azzani
    , 5/3/2002 00:00
    Approfitto del forum sui velisti per chiedere se qualcuno sa quando attraccheranno al porto di Papeete, visto che fra 3 settimane partirò per trascorrere un mese nella Polinesia Francese. Mi piacerebbe poterli incontrare per salutarli, ma sul sito di velisti per caso non si parla delle tappe future. Grazie e scusate per la digressione.
  6. PepaC.
    , 5/3/2002 00:00
    Mah,
    io credo di si, credo che ne valga la pena, eccome.
    Poi, non essendo io una velista, credo che per me il problema sarebbe soprattutto uno: il mal di mare.

    O forse dopo un po' ci si fa l'abitudine?
    Ce lo dirà Patrizio, che mi pare di aver capito che sia afflitto da questo problema.....
    ciaociao

    Pepa
  7. Vanina De vecchis
    , 5/3/2002 00:00
    La solitudine e il non poter incontrare altro che pesci e paesaggi (tra l'altro immagino che alcuni siano di una bellezza struggente!) non mi spaventa per niente.

    Ma andare in barca a vela, soprattutto per chi non ha esperienza, è dura anche per altri motivi.

    Serve molta forza, sia fisica che d'animo, e non sempre si può di averla. Allora ti rendi conto dei tuoi limiti e magari ti abbatti, ma in navigazione non c'è mai tempo: c'è sempre qualcosa da fare e, se ti capita un momento no, devi fartelo passare perchè in barca c'è sempre del lavoro fare.

    Poi magari capita che invece riesci a fare qualcosa che non ti aspettavi di saper fare, che pensavi fosse oltre le tue capacità e allora ti senti fiero di te!

    Inoltre c'è la difficoltà nel dividere lo spazio vitale, i pochi metri quadri che si ha a disposizione. E' difficile anche con la persona che ami, che a volte ti viene un nervoso che non si fa altro che litigare per le cose più inutili...

    Ultimo, ma non meno importante, è il mal di mare. Io anche ne soffro e la nausea che hai in continuazione ti fiacca e ti rincoglionisce: avresti voglia solo di stenderti e dormire, ma in barca si ha bisogno di essere ben svegli e attenti a tutto!

    In definitiva è una sfida continua con te stesso, e sembra che Patrizio sia riuscito a farcela (ma ancora è lunga! In gamba Pat!).

    P.S. Comunque dopo il mare c'è sempre un porto che ci aspetta!!
  8. Megane P. 1
    , 5/3/2002 00:00
    Sicuramente hanno un bel coraggio ad affrontare il tutto, confesso che non avrei mai fatto una traversata così lunga. Mi hanno colpito le parole di Paolino quando domenica scorsa ha detto che anche la vita per lui è una traversata di un giorno, complimenti, una frase molto profonda.
  9. Turista Anonimo
    , 4/3/2002 00:00
    Ringrazio Patrizio e compagni per avermi ridonato il piacere di sognare. Confesso che sono diventato un "velistipercaso" dipendente. La bellezza di quest'idea è che a bordo dell'Adriatica ci siamo tutti noi. Più che un viaggio virtuale, si tratta di una traversata per procura, perchè il nostro Patrizio è riuscito a renderci l'anima della vita di bordo, facendoci restare comodamente a casa nostra.
    La sua capacità narrativa è semplicemente eccezionale. In mezza pagina giornaliera, vero capolavoro di sintesi narrativa, è riuscito a tenerci attaccati alle drizze e alle scotte dell'adriatica, come se pure noi fossimo membri dell'equipaggio. Senza parlare del pianto liberatorio nel cesso, confessato da Patrizio come si fa di solito a dei vecchi e collaudati amici.
    Bravo Patrizio, Cino e tutti gli amici che lavorano in questa impresa. Siete partiti quasi per gioco, adesso avete realizzato qualcosa che nemmeno voi immaginavate. Avete con voi la più grande e attenta platea virtuale che mai abbia attraversato gli oceani, perchè a bordo dell'Adriatica ci siamo pure noi!
    Giò
  10. Fabio Lessi 1
    , 4/3/2002 00:00
    secondo me la vera tristezza è andare coi Lunapop a cuba!Io rifarei il viaggio di volata per tornare inditro piuttosto!
  11. Francesca Montanelli
    , 4/3/2002 00:00
    Sicuramente Patrizio e compagnia hanno avuto (e hanno) un bel coraggio.

    Anche io non riuscirei a stare 15 giorni lontano da tutto, almeno credo.
    Se dovessi fare un viaggio in barca mi piacerebbe costeggiare L'Italia, partire da Genova e fare tutta la costa, fino alla Sicilia.. e tornare su.. fino a Venezia.
    Sarebbe meraviglioso e poi potrei fermarmi e vedere un po' di vita in qualsiasi momento.. anche se sicuramente sarebbe meno emozionante e meno avventuriero del mitico viaggio di Adriatica!
    Un saluto a tutti
    Francesca
  12. Dario De santis
    , 4/3/2002 00:00
    Seguivo in televisione il viaggio di Patrizio Roversi che dall'Italia ha navigato insieme a Cino Ricci e altri membri dell'equipaggio per arrivare ai Caraibi. Ora: ha ragione Patrizio quando dice che viaggiare in barca e tutta un'altra cosa, rispetto all'aereo. In barca puoi notare gli scenari che cambiano, i colori stupendi dei tramonti, del cielo e del mare. Ma la mia riflessione è un'altra. D'accordo con la vacanza in barca, ma per quanti giorni bisogna navigare. Mi spiego meglio. Non so cosa possa aver provato Roversi nella sua traversata, ma francamente troppi giorni di viaggio, mi metterebbero una malinconia incredibile. Mi piace stare a contatto con la gente e passare quindici giorni in barca con davanti soltanto un mare infinito, mi metterebbe un pò di tristezza. E voi cosa ne pensate? Fare una traversata è così emozionante, ne vale la pena? Io, per esempio, preferirei fare un viaggetto dall'Italia a Gibilterra al massimo. Qualcuno mi suggerirebbe qualche altra meta alternativa?