1. Articolo 18

    di , il 20/2/2002 00:00

    Pensate che l'abolizione dell'articolo 18 nella forma che propone il governo, non sia altro che consegnare nelle mani degli industriali una formidabile arma di ricatto per il controllo dei dei lavoratori, sia politicamente che economicamente e inoltre consenta loro di ridurre progressivamente il costo del salario di contratto in contratto, ovviamente individuale?

  2. Roberto G
    , 20/3/2002 00:00
    Ehi Cipputi, mi spieghi A CHE CAZZO SERVE FARE 2 ORE DI SCIOPERO CONTRO IL TERRORISMO????????????????
    Ma che bravi i tuoi Hermanos che lottano per i lavoratori...
  3. De Giò
    , 12/3/2002 00:00
    Cara Ba
    Sono un maschietto di "lungo corso", nel senso che ho avuto modo di collaudare ampiamente i miei attributi. Per dirla alla Pierino io sono il pupazzetto di cioccolata con "un pezzo" di cioccolata in più.
    Chiarito questo aspetto, vorrei ribadire che io non ho assolutamente generalizzato. Non sono contro il sindacato, quando questa istituzione rappresenta veramente gli interessi dei lavoratori. Sono contro un uso stumentale e politico del sindacato, che nulla ha a che fare con i lavoratori.
    A proposito, spero di non aver fatto una gaffe, tu sei una pupazzetta di cioccolata, con un pezzo di cioccolata in meno?
    Ciao
    Giò, come Giorgio, Giovanni,
    Giosuè, giòvattelapesca, ecc.
  4. Barbara La mantia
    , 12/3/2002 00:00
    Cara\o Giò (scusami non ho fatto caso se sei uomo o donna..perdonami)mi sembri molto amareggiata\o per le schifezze che vedi nel tuo ufficio..però fatti dire una cosa:io ho l'esperienza completamente opposta alla tua!Conosco alcuni dei migliori sindacalisti (sono pochi lo so)appartenenti a diverse "correnti di pensiero" ma comunque tutti molto in gamba.Spero che un giorno possa conoscerne qualcuno anche tu..
    baci Bà
  5. De Giò
    , 11/3/2002 00:00
    I peggiori scansafatiche del mio ufficio sono tutti rappresentanti sindacali. Stanno, dalla mattina alla sera, a non fare un tubo e a sparlare di chi lavora, con coscienza e impegno. Ad uno di questi signori ho regalato un tubetto di Colla Hattak, con il chiaro intento di saggiare le proprietà miracolistiche del noto collante. L'amico, si è preso il tubetto ed ha fatto buon viso a cattivo gioco!
    Spero solo che la mia esperienza negativa, sia un caso isolato e altrove i sindacalisti siano degli esempi da imitare e non da esecrare!
    Giò
  6. Roberto G
    , 11/3/2002 00:00
    Ho scoperto solo ieri che, già da diverso tempo, è stato siglato un accordo tra Governo (non quello attuale) e Sindacati perché questi ultimi non debbano applicare l'art.18 ai propri dipendenti... Ovvero se il dipendente di un sindacato si macchia di una gravissima colpa come presentarsi al lavoro con "Il Foglio" o "Il Giornale" sottobraccio, può essere cacciato cacciato e non c'è l'obbligo di riassunzione... Nuovo lampante esempio della falsità e della disonestà dei Sindacati... Che mi dici adesso, Cipputi?
    Roberto
  7. Turista Anonimo
    , 6/3/2002 00:00
    Manco a farla apposta, Maroni ha annunziato che l'art.18 può aspettare! Adesso sono curioso di vedere che art. si inventeranno gli amici del Triunvirato.
    Giò
  8. De Giò
    , 4/3/2002 00:00
    Se fossi nei panni di Berlusconi, smonterei il giocattolino delle sinistre, rinuziando a modificare l'Art.18 dello statuto dei lavoratori. Certamente si inventerebbero un altro "Rubicone", giusto per rendere la vita impossibile a questo governo eletto da noi poveri fessacchiotti sprovveduti, (così ci dipingono).
    Certo che hanno una bella faccia tosta, proprio loro che hanno scardinato le regole del lavoro, introducendo il grimaldello del "lavoro in affitto", vero monumento all'instabilità e alla furberia padronale. Questo sì che un'ignominia che ha creato una generazione di lavoratori-schiavi, in una nazione dove non si può affittare un cane o un gatto, ma un lavoratore si!

    Giò
  9. Roberto G
    , 4/3/2002 00:00
    Caro Fabio, il tuo intervento contiene tutti gli elementi tipici della manipolazione della realtà "made in sindacato" e del parlare tanto per non dire niente.
    Andiamo con ordine?
    Tu scrivi "certo uno o una diventano “pelandroni” nel momento che non accettano di fare flessibilità; facendosi che so…. Dai cento ai centocinquanta km o più al giorno; magari di notte; per un salario mensile di sette – ottocento euro; andando a svolgere un lavoro che magari gli fa schifo." Hai dimenticato di scrivere che il datore di lavoro disseminerà quei 100-150 km di mine anti uomo e di cecchini, che farà in modo che l'asfalto sia viscido e sdrucciolevole anche in agosto e che il timbra cartellino è posizionato al centro dell'acquario dei piranha... Quelli non sono certo i pelandroni che ne io ne marco abbiamo in mente... quelli che ho in mente io sono quelli che arrivano in orario al lavoro, timbrano, e poi si mettono a cazzeggiare e, come tu ben sai, non sono in alcun modo punibili!
    Non per fare l'Avvocato difensore di Marco, ma... quei lavoratori con i loro problemi, le loro vite da vivere, ecc... non avrebbero potuto ugualmente risolvere i loro problemi rivolgendosi alle ditte private che hanno vinto gli appalti di pulizia?
    Altra tua chicca: "A proposito; sapete quanti sono i casi di “lavoratori” licenziati con “giusta causa” in Italia: circa 250 (dimostrazione che si può anche licenziare)." Bravo!!! In Italia, su una forza lavoro di 25milioni di persone, in un anno BEN 250 sono stati licenziati con giusta causa... uno ogni centomila!!! Col cazzo che in Italia si può anche licenziare, solo nella mia ditta, se si potesse licenziare chi non guadagna lo stipendio, arriveremmo almeno a 6 o 7.. e io non ho più di 30 dipendenti... fa un po' le proporzioni...
    Per quanto riguarda la mia fabbrichetta solo disegnata, caro il mio cipputi, io non faccio altro che il mio dovere nel intraprendere iniziative imprenditoriali, e tu non fai altro che il tuo dovere a fare onestamente e coscienziosamente il tuo dovere. Cosa vuoi, un monumento??????
    Roberto.
  10. Barbara La mantia
    , 4/3/2002 00:00
    Lavoro in un call centre Alitalia appena nato e ho un contratto di formazione!Finalmente a quasi 30anni anch'io ho un lavoro "vero" nel quale non sono costretta a lavorare in nero x poter andare avanti!L'abolizione dell'art 18 è una cosa che temo molto.....
  11. Fabio Bergonzoni
    , 3/3/2002 00:00
    Salve a tutti ermanos…quanto fervore!
    Pare che siamo leggermente usciti dal tema, rivolgo a me stesso e a voi la preghiera di ricondurre la riflessione sull’argomento della modifica dell’articolo 18.
    Prima di tutto, chiedo scusa per essere stato un poco provocatore “sopra tutto a Roberto”.
    Certo…certo uno o una diventano “pelandroni” nel momento che non accettano di fare flessibilità; facendosi che so…. Dai cento ai centocinquanta km o più al giorno; magari di notte; per un salario mensile di sette – ottocento euro; andando a svolgere un lavoro che magari gli fa schifo.
    Amico Marco cerca di guardare oltre le braccia e le gambe (il cervello naturalmente è un opzione), li dietro c’è della gente: P-E-R-S-O-N-E, uomini e donne con tutti i loro problemi e vite da “vivere”.
    Forse riflettendo con un minimo di autocritica sulla tua offerta di lavoro e cercando di osservarla dall’esterno; capiresti che tanti potrebbero considerarla come ultima spiaggia, nella speranza di trovare un lavoro migliore.
    A proposito; sapete quanti sono i casi di “lavoratori” licenziati con “giusta causa” in Italia: circa 250 (dimostrazione che si può anche licenziare).
    Ebbene voi, pur considerando che i casi di “pelandronite” siano leggermente più numerosi, verreste veramente togliere un diritto sacro santo a tutti?
    Ultima riflessione:
    se venisse attuata la riforma in oggetto;
    pensate che un giovane o una giovane, assunti “ovviamente con contratto a tempo indeterminato”, che fino a quel momento avevano espresso le loro idee liberamente e democraticamente (magari di sinistra o di destra, di sopra e di sotto), avrebbero uguale serenità ad esprimerle ancora (magari entrando in azienda con Liberazione; L’unita o Libero sotto braccio)?
    Pensate che sarebbero veramente liberi di iscriversi al sindacato (magari Cgil bestia nera)?
    Pensate che potrebbero tranquillamente chiedere più sicurezza sul posto di lavoro “ovviamente non vi fosse”?
    Pensate che una volta dimostrate le proprie capacità, potrebbero ottenere giusta collocazione a una mansione consona e una giusta retribuzione in misura del loro reale valore (considerando che circa l’ottanta % dei giovani si presenta con la maturità o laurea)?
    Pensate che una giovane nel caso “non raro” di molestia sessuale fatta dal datore di lavoro, si sentirebbe veramente libera di denunciarlo?
    Pensate che i giovani (è provato che a loro piace usare il tempo per altre cose) si sentirebbero sereni e tranquilli, nel non accettare di fare straordinari?
    Considerando che sono molti di più di quelli elencati, i soprusi e le vessazioni a cui possono essere sottoposti i lavoratori nei posti di lavoro; veramente pensate che passati i fatidici quattro anni, la decisione di continuare o no il rapporto di lavoro; debba essere a totale discrezione del datore di lavoro?
    Poi….. certo uno potrebbe subire, nascondere le proprie opinioni, diventare servile, accettare condizioni di lavoro dure e poco sicure, poco retribuite, poi…… una volta garantito dal posto sicuro e tutelato, esplodere in tutte quelle richieste di tutele o aspirazioni che disturbano tanto gli imprenditori.
    Oppure potrebbe accontentarsi di percepire i ventiquattro mesi di salario (peraltro opzione già accantonata dal Vs. Presidente D’amato) sempre che riesca a dimostrare “a discrezione del giudice” che il licenziamento è avvenuto senza giusta causa.
    Il mondo non è mai stato un limbo di felicità, ma questo che razza di schifo è?!?!?!?!
    Il rapporto di lavoro deve essere tutelato da regole democratiche certe e condivise da tutti, non un regolamento dettato da una sola parte e imposto agli altri.
    Nel salutarvi, dico al caro Roberto, che lo stipendio “caldo caldo” io e molti come me lo percepiamo perché guadagnato duramente e onestamente e voglio dirti gentilmente, che senza il “popppolo” dal quale trarre la mano d’opera voi la Vs. fabbrichetta la vedreste solo disegnata (ovviamente senza togliervi tutto il merito che avete; nel creare opportunità di lavoro con la Vs. capacità di imprendere).
    Ciao a tutti Fabio
  12. Roberto G
    , 1/3/2002 00:00
    No, Marco... tu non trovi personale perché non offri le adeguate garanzie di rispettare le sacrosante rivendicazioni sindacali che, nell'ottica di una concertazione mirata a garantire pari doveri ai padroni e pari diritti ai lavoratori (questa è fine, voglio vedere chi la capisce) porteranno inequivocabilmente al riconoscimento di una condizione agevolmente distesa del rappresentante sindacale sul tavolo del comando pluto-nazional-fascisto-sionista-nazi-democratico al fine di poter meglio fottere fuori il lavoro da te impostato finora... Mentre i lavoratori delle FF.SS. sono semplicemente stati licenziati perchè sindacalmente attivi... Insomma, bisogna capirle 'ste cose, altrimenti Cofferati cosa campa a fare (e se lo chiedono anche in casa CGIL....)
    Roberto
  13. Marco Benfe
    , 1/3/2002 00:00
    il problema dell'italiano lavoratore medio purtroppo è il voler fare il meno possibile al maggio prezzo e purtroppo il sindacato qua ci va a nozze!
    il lavoratore medio non vuole nemmeno fare tanta strada o alzarsi presto la mattima per recarsi sul posto di lavoro.
    io in questi giorni sto cercando personale, offro una retribuzione maggiore dei miei concorrenti per fare le stesse cose con orari più flessibili. morale....
    quando di co va bene cominciamo lunedì nessuno si presenta.
    ??????????????????????????????
    seconda riflessione
    nei giorni scorsi c'è stato lo sciopero degli adetti alle pulizie delle ferrovie, tutti arabbiati per il rischio di venire licenziati.
    a)ma non si sono resi conto che i nuovi appaltatori forse avevano bisogno di personale??b)che in tutta italia c'è forte richiesta di addetti alle pulizie tanto che spessissimo vengono assunti extracomunitari!!!
    c)che con la liquidazione potevano iniziare un'attività imprenditoriale in autonomia.
    d) che ci sono altri lavori.
    oppure erano talmente abituati a fare poco (le stazioni sono sempre sporche)che non volevano perdere il privilegio di incassare senza fare poco o nulla???
  14. Roberto G
    , 1/3/2002 00:00
    Vedi caro il mio Cipputi, tu mi hai fatto una domanda premettendo che chiedevi di rispondere "onestamente" (e quindi sottintendendo che io, per partito preso, avrei dato una risposta disonesta). Se io ti avessi detto che ti avrei assunto sicuramente, tu mi avresti giustamente detto che era una palla e che davo una risposta di comodo... Ti ho detto perchè non ti assumerei dandoti delle argomentazioni a mio avviso più che valide... secondo me sei tu quello che non vuole o non riesce a capire... Cosa intendi dicendo che il tasto denaro è toccato alla grande? Certo che è toccato!!! Se io e quelli come me non stessimo più che attenti al tasto denaro, tu e quelli come te non vi trovereste lo stipendio bello caldo alla fine del mese, ti pare? Comunque sei liberissimo di continuare a considerarci una razza di sfruttatori sanguisughe e affamatori del popppolo con tre p... Altra cosa... Il fatto che tu non sia disoccupato è la prova lampante che gli imprenditori assumono la gente che ritengono valida per la mansione che devono ricoprire, punto e basta, indipendentemente dall'essere sindacalizzati o meno! Chissà come mai, ma il 99% della gente che conosco che è stata licenziata per "giusta causa" o perchè era un fancazzista continua a dire che in realtà c'era dietro un movente politico... E ripeto... non spreco un grammo di energia a serbare rancore ad un sindacalista...
    Roberto
  15. Lucy ***
    , 28/2/2002 00:00
    Così, giusto per una riflessione:
    pensate che un imprenditore sia talmente fesso da lasciarsi sfuggire un "bocconcino" prelibato come può essere un lavoratore onesto, volenteroso, serio, capace?
    Certo, non credo lo farebbe per altruismo, al contrario. Ma se la sua azienda fosse costituita prevalentemente da dipendenti capaci, non ne guadagnerebbe in salute l'azienda e di conseguenza i dipendenti stessi?
    Penso che lo scambio di "favori" debba essere reciproco: io investo i miei soldi ed i rischi, e tu lavori per me e per te stesso.
    O c'è qualcuno che sostiene che, al contrario, sia giusto riempirsi l'azienda di poltroni intoccabili solo perchè vincitori di concorso (posti pubblici) o perchè il sindacato di turno lo impedirebbe?
    Saluti a tutti.
  16. Fabio Bergonzoni
    , 28/2/2002 00:00
    Ermano... non fare finta di non capire..il tasto sensibile "danaro" è toccato alla grande!!!!
    Per tornare in tema, non volermene... ma credo che tu e altri imprenditori come te; non assumereste "mai" nemmeno un giovane, (solo per la metà) del mio stipendio, ma con le stesse caratteristiche socio politiche che ho elencato.
    senza rancore
    ciao Fabio