1. GUERRA......................

    di , il 20/3/2003 00:00

    I fatti hanno tolto le parole, aqualcuno è rimasta la voglia di digitare???

  2. Turista Anonimo
    , 28/4/2003 00:00
    ma il motivo vero per cui è stata fatta la guerra, cioè svuotare gli arsenali iracheni dalle micidiali armi chimiche e batteriologiche.....
    qualcuno mi sa dire quante, quali e dove sono state trovate queste armi?
  3. Turista Anonimo
    , 21/4/2003 00:00
    Ciao, non Carlos Woitila ma Karol Wojtyla, giusto per dovere di cronaca e non altro. In ogni caso la risposta è per me esatta, sono le ore 0,05, quindi hai vinto un fantastico..."Buona Pasquettaaaaaaaaaaa"
    Giò
  4. Turista Anonimo
    , 20/4/2003 00:00
    direi che si tratta di un giovane Carlos Woitila (è scritto bene??? boh!). bellissime parole, ma non certo giustificative. che si vinceva? :-)
  5. Turista Anonimo
    , 19/4/2003 00:00
    Quello che ho scritto fa riflettere, vero?
    Ho omesso.....volutamente......di dire chi è l'autore di questa bellissima poesia, per darvi la possibilità di apprezzarla senza filtri o preconcetti. Intendiamoci, non voglio assolutamente dire che avete i "paraocchi", non mi sognerei mai di affermare questo. Allora chi è? propongo un indovinello.....quando l'ha scritta era un giovane prete operaio.
    Ciao, mi fa tanto piacere rileggervi.
    Giò
  6. Turista Anonimo
    , 19/4/2003 00:00
    Non influisco sul destino del globo
    Non sono io che incomincio le guerre

    Sono con te o contro di te - non so.
    Non pecco.
    E proprio questo mi tormenta:
    che non influisco, non pecco.
    Tornisco minuscole viti
    e preparo frammenti di devastazione
    E non abbraccio l'insieme.
    .......il mondo che io creo non è buono
    eppure non sono io che lo rendo malvagio!
    Ma questo basta?

    Operaio di una fabbrica d'armi
  7. Turista Anonimo
    , 17/4/2003 00:00
    Ho recuperato una selezione delle lettere dal fronte raccolte da “La storia siamo noi” per Raieducational a cui avevo fatto cenno in un vecchio messaggio e per quanti fossero interessati ne pubblico alcune. Un significativo, interessante quanto vario ritratto…

    Cari mamma e papà,
    oggi è deceduto un mio amico. E’ già duro perdere un uomo della tua squadra ma perdere un amico è peggio. Ce la sto mettendo tutta, mi piacciono tutti e con alcuni ho anche un rapporto più stretto, vengono da me e mi dicono “Ehi, vuoi vedere una foto di mia moglie o di mia figlia?”. Come ti dicevo più cerchi di restare solo e più ti senti solo. Forse un giorno troverò le parole per dirti quanta paura ho in questo momento. Non c’è niente che io possa fare se non aspettare che un altro giorno inizi e finisca.
    Con tutto il mio amore di sempre
    Dean

    20 Gennaio 1952
    Buon pomeriggio.
    E’ un bellissimo giorno freddo qui in Iowa. Come stai oggi amore? Jane sta facendo il suo pisolino pomeridiano e Jay gioca ai cowboy tutti i giorni, lui ormai non dorme più il pomeriggio. Penso che sia giunto il momento che tu torni a casa perché Jane sta cominciando a chiamare papà ogni figura d’uomo che vede sulle riviste. Sarebbe bellissimo poterti avere a casa di nuovo, potresti arrivare a casa la sera e sederti su una calda poltrona accogliente e Jay ti porterebbe le pantofole e la pipa e io ti porterei qualcosa di fresco nei nostri nuovi bicchieri alti. Le ombre si stanno facendo lunghe sul prato di casa, sono le 16:00 passate ed è di nuovo buio mentre da te sta quasi facendo giorno.
    Abbi cura di te
    Con tutto il nostro amore di sempre
    Jane

    19 Gennaio 1945
    Cara,
    da qualche parte nelle Filippine, di nuovo in pieno combattimento. Un sacco da dire ma…
    A molto stanco
    B molto molto sporco
    C molto molto preso
    Siamo continuamente in movimento. Scusa la brevità
    Ti amo
    Il pensiero di te rende la mia buca calda e morbida
    Tuo Sid

    Corea collina 10 6 2
    Mio caro amore,
    la tua lettera è arrivata con la posta di stamattina, l’ho tenuta in mano per un po’ con una vocina dentro di me che diceva “questa è sua!”.
    Hai cercato di mollarmi con dolcezza! Non ho mai detto di essere il migliore sulla faccia della Terra, eri tu a dirlo.
    Comunque lui è là e io sono qua.
    Sii prudente, mi dici, abbi cura di te…. Mi è quasi venuto da ridere. Non volevi ferirmi eh?!
    Non c’è ragione di preoccuparti per me, ce la farò!
    Posso provare a dirti qualcosa di brillante del tipo Ti auguro di non avere mai problemi oppure che ne diresti di un se mai avrai bisogno di un amico…ma questo presuppone un futuro. Vedi, sono in 500000 fra Nordcoreani e cinesi dall’altro lato della collina determinati a non farmi avere un futuro. Quaggiù dove il passato è il respiro che hai appena fatto e il presente è questo stesso respiro ed il futuro è il prossimo respiro non si fanno promesse di questo genere e allora cosa mi resta?!
    Addio
    Leon

    14 Dicembre
    La gente che vive a casa nel lusso e nelle comodità, una serena casa di proprietà dove può godere in pace dei piaceri e della famiglia non ha idea della continua ansia che pervade chi vive in un campo militare. Quali dolci comodità ho lasciato a casa: una moglie affascinante, bambini deliziosi, comodi letti, ottimo cibo, dolci fatti in casa, tutto piacevole, tutto armonioso.
    Qui solo confusione, fame, freddo e sporcizia.
    Una ciliegina sulla torta della mia sfortuna
    Alben James Waldo
    Primo reggimento di fanteria del Connecticut

    3 Febbraio
    Sorella cara,
    il proiettile è arrivato obliquo da sinistra e si è fermato alcuni metri da me, mi è sembrato di poterne sentire il fischio non appena è partito dal fucile dl ribelle, improvvisamente l’ho sentito fare crash e dal suono ho capito che aveva sfondato un cranio umano. Poi ho visto il sergente Jouncy Glodsmith crollare con un gemito e morire. Non abbiamo potuto evitare di fissare attoniti quell’uomo che giaceva lì tremante col sangue che gli sgorgava dalle narici. Durante un’azione di guerra scene del genere sono abbastanza comuni ma in un momento come questo è stato veramente terribile.
    Sono arrivato alla conclusione che il destino è un Dio che protegge o che permette che si possa morire a suo piacimento.
    Tuo fratello
    Henry

    6 Febbraio 1945
    Carissimi John, Ann e tutti i piccoli
    Il tempo quaggiù è davvero molto rigido, con molta neve, neve e ancora neve. Mentre vedo i bambini giocare con lo slittino e tirarsi le palle di neve mi ritornano in mente i ricordi dei bei tempi quando ero bambino. Tutti noi ragazzini tiravamo fuori i nostri slittini e ci buttavamo giù dalla collina a pancia sotto, costruivamo pupazzi di neve e, pigiandola bene, ne facevamo palle enormi che tiravamo in testa agli altri ragazzini e poi la neve ci colava giù per il collo.
    Quando i nostri piedi si gelavano per noi era una festa. Quando eravamo piccoli la neve era un gran divertimento. In questo periodo sul fronte occidentale c’è molta neve, il paesaggio rassomiglia ad una cartolina di Natale… è bellissimo!
    Ma gli slittini sono diventati carri armati e le palle di neve delle bombe. La roba bagnata che ti scivola giù per il collo molto spesso è il tuo sangue e quando sei istupidito dal freddo non hai un luogo in cui rifugiarti, niente di piacevole che ti aspetta, solo neve… fredda, bagnata, bellissima neve.
    Con l’augurio che questa lettera vi trovi tutti in buona salute
    Con affetto
    Franck

    Aprile 1944
    Gentile rivista Jenken,
    io e altri otto neri siamo qui al campo Cleybourne in Louisiana e diretti verso forte Wachoucka in Arizona.
    Abbiamo dovuto passare un giorno e una notte in attesa del nostro treno. Non abbiamo potuto comprarci una tazza di caffè in nessuna delle mense qui nei pressi, l’unico posto dove poteva esserci servito era alla stazione ma siamo dovuti andare nelle cucine, come ben sapete, qui è in vigore la segregazione razziale. Ma non è finita, alle 11:30 sono arrivate in stazione due dozzine di prigionieri tedeschi con due guardie americane.
    Si sono seduti ai tavoli della mensa e gli sono stati serviti pasti caldi mentre parlavano e fumavano. In effetti sembrava che fossero a loro agio. Sono rimasto in piedi a guardarli da fuori e non o potuto fare a meno di farmi qualche domanda. Non siamo anche noi soldati americani che hanno giurato di difendere la propria patria a rischio di morire per esse, se necessario? E allora perché trattano quei prigionieri meglio di noi? Perché il Governo permette che succedano certe cose? Alcuni miei colleghi sostengono che voi non pubblicherete mai questa lettera, io dico di sì.
    Caporale Rupert Trimingham

    9 Agosto 1968
    Cari mamma e papà,
    ieri notte è morto un altro marine, nessuno saprà della sua morte tranne noi ed i suoi genitori, nessuna patria porterà il lutto per lui né ci sarà alcuna bandiera a mezz’asta. Eppure questo marine ha fatto molto di più per il suo paese di quanto ogni presidente o senatore abbia mai fatto.
    Si chiamava Caporale Lee Clark, era un bravo marine e una persona anche migliore.
    Non meritava di morire in un dannato paese in cui non vale la pena combattere. Invece è morto e quelli a casa la cui libertà lui stava difendendo non sapranno mai neanche il suo nome ma quelli che lo conoscevano e che hanno combattuto con lui non lo dimenticheranno mai. Mancavano 38 giorni alla fine della sua esperienza nei marines e in Vietnam. 38 giorni prima di cominciare a vivere di nuovo, prima di rivedere il mondo e casa. Solo 38 giorni e invece è morto.
    Ti viene da chiederti perché….

    2 Maggio 1945
    Carissimi mamma e Lou,
    un anno fa, proprio in questa data, stavo buttando sangue nella spiaggia di Anzio. Oggi invece sono seduto nel lussuoso appartamento di Hitler a Monaco da dove vi scrivo queste righe. Che contrasto! Un contrasto ancora maggiore è fra questo suo alloggio e quell’inferno in terra che era il campo di concentramento di Dachau, ad appena 15 Km da qui. Ho avuto la disgrazia di vedere il campo ieri ed ancora trovo difficile credere a quello che i miei occhi hanno visto. In due anni di guerra potrete immaginare quante morti i miei occhi hanno visto, per lo più morti violente, ma niente mi ha colpito di più di Dachau.
    Non riesco a cancellare il sentimento di odio profondo che ora provo per questa gente. Ho ucciso dei tedeschi ma finora solo perché era una questione di vita o di morte. Adesso lo farei senza esitare. Come può un essere umano fare una cosa così orribile? Non avrei mai pensato fosse possibile prima d’ora!
    Vostro figlio
    Horace

    Carissima mamma,
    Non dimenticherò mai questo 11 Novembre 1918. Ci siamo spostati alle 4:00 del mattino in una fitta nebbia ed abbiamo marciato per circa 4 Km. Alle 9:30 c’è stato un terribile blocco tedesco, ero sicuro che fosse arrivata la fine. Alle 10:45 è arrivato l’ordine del cessate il fuoco. Sono cominciate a girare voci che tutto fosse finito e sono sicuro di non essere stato l’unico a pregare che fosse vero. Poi alle 11:00 un silenzio di tomba. Quello è stato in assoluto il momento più felice della mia vita. Per il resto della giornata sorridenti soldati tedeschi a piccoli gruppi sono venuti sulla linea del fronte con tabacco e vino. Al tramonto tutt’intorno a vista d’occhio sembrava la festa del 4 luglio, anche lungo le prime linee c’erano fuochi da campo, una cosa che non si vedeva da anni, è stato bellissimo e mi sono persino appisolato intorno ad un fuoco scoppiettante. Mamma cara, un giorno di questi tornerò a casa marciando e saremo tutti insieme felici di nuovo, vero?
    Loyd

    Arabia Saudita 8 Marzo 1991
    Non è mai sembrata una guerra. Sembrava più un problema di campo. Anche quando tutt’intorno bruciava ed il fuoco delle mitragliatrici risuonava da tutti i lati, era molto reale, ma una curiosità più che altro.
    Mentre stavamo per penetrare nella principale linea di difesa irakena un idiota è schizzato fuori da una trincea e ha cominciato a sparare. Il mio carro armato è stato il primo a rispondere al fuoco. Non pensi mai che lì ci possa essere qualcuno a spararti, è solo un target, come in un un videogame. Sulla strada costiera abbiamo superato Kuwait city, non posso descrivere la scena sull’autostrada, quello che vedevamo mentre passavamo davanti a quella carneficina ormai immobile ci faceva continuamente ripetere “Mio Dio! Mio Dio!”.
    In una macchina c’era un irakeno morto, gli occhi spalancati, congelato in un urlo muto. Ripenso ancora all’uomo al quale ho sparato… e se non l’avessi fatto? Ora sarebbe in un campo di prigionieri di guerra, aspettando di tornare a casa come me.
    Tutto questo è durato solo 4 giorni, non è durato abbastanza per sembrare una guerra…
    Con amore
    Dan

    Egregio signore,
    Per 22 anni ho portato la sua fotografia nel mio portafoglio. Avevo solo 18 anni quel giorno che ci incrociammo in un sentiero in Vietnam. Perchè non prese la mia vita non lo saprò mai. Mi fissò armato col suo AK47 eppure non sparò.
    Mi perdoni per aver preso la sua vita, la mia fu solo una reazione che mi era stata insegnata, quella di uccidere i VietCong, i musi gialli.
    All’epoca non vi consideravamo neppure degli esseri umani. Negli anni ho continuato a guardare la sua foto che la ritrae con una bambina, sua figlia suppongo, il mio cuore mi bruciava per il dolore ed il senso di colpa. Anche io ho 2 figli. Oggi sono in visita al monumento ai caduti del Vietnam a Washington. Erano molti anni che volevo venirci per portare un saluto a molti dei miei compagni caduti. Molti di loro li porto ancora nel cuore come sono certo sarebbe stato anche per lei. Oggi non siamo più nemici. Per me siete dei bravi soldati che difendevano la loro patria. Nel lasciare questo luogo lascio qui la sua foto e questa lettera. Mi perdoni signore, cercherò di vivere la mia vita al meglio, un’opportunità che a lei e a molti altri è stata negata.
    Fino a che non ci venga data l’occasione di incontrarci in un altro tempo e in un altro luogo. Riposi in pace.
    Con profondo rispetto
    Richard Lutwer
    101esima Divisione Harbour
  8. Turista Anonimo
    , 14/4/2003 00:00
    Bush: ''Riteniamo che vi siano armi chimiche in Siria''


    "....Avanti il prossimo, povero diavolo, che pena mi fa......"
    (R. Cocciante)
  9. Turista Anonimo
    , 9/4/2003 00:00
    Sono pienamente d'accordo Marco, è il modo più auspicabile per un confronto di idee.
    Riguardo alla situzione IRAQ credo che il futuro sia abbastanza prevedibile, finora grandi bluff mediatici e storie strappalacrime per creare un filo comune nelle opinioni sull'accaduto, con il bene che ha trionfato sul male.
    Credo comunque che ci sia un progetto molto più ampio che scavalca il desiderio di liberare l'Iraq da Saddam (che rimane un terribile dittatore e un assassino del suo popolo).
    Ritengo che tuttora stiamo pagando il crollo del muro di Berlino e la fine della guerra fredda che si basava sul principio dell'equilibrio tra le superpotenze. L'obiettivo dell'occidente (e non solo dell'America!) è quello di destabilizzare tutti quei governi che vennero creati nelle zone cuscinetto tra le due superpotenze e che adesso risultano pericolosi per il prossimo passo: l'apertuna dei mercati globali e il raggiungimento di un livello standard tra tutti i paesi economicamente medio sviluppati con disponibilità di risorse primarie (l'Europa dell'est e l'Asia).
    Infatti in Africa ancora s'ammazzano col macete, ma a nessuno gliene può fregar.... (a loro penseremmo forse nel 2040 o giù di li)
    Altro grande problema per l'apertura dei mercati è l'islamismo, che crea uno sbarramento impossibile per la cultura umanista del mondo occidentale, e quindi è in opera di realizzazione l'ammorbidimento delle principali forme di garanzia della cultura ilsamista: i governi locali adottano le leggi coraniche in modo rigido.
    Non dimentichiamo inoltre poi che zone come Afghanistan e Iraq sono dei terreni di prova economico-militari in cui USA e RUSSIA-CINA continuano a fronteggiarsi in modo "trasversale".
    Ovviamente sono convinto che nei prossimi decenni ci saranno tante altre micro guerre fino a raggiungere un nuovo equilibrio mondiale: quello del più forte.
    Riguardo alla mia visione degli USA, io non gli condanno per tutto quello che fanno, ritengo che la loro società uguale alla nostra, solo 20 anni più avanti, insomma sono quello che saremmo.
    A modo loro il popolo americano opera nel bene, anche se pure loro hanno un tiranno non meno criminale di Saddam (le lobbies della famiglia Bush e friends).
    Esiste una via d'uscita? non credo.
    Stefano
  10. Turista Anonimo
    , 6/4/2003 00:00
    Andrea non ho detto in assoluto che non compro prodotti americani. Era riferito alle Nike ed alla Coca Cola. Le prime perchè sono troppo costose e secondo me non vale la pena spendere tanti soldini per un paio di scarpe. La Coca cola semplicemente non mi piace. Per la musica americana o inglese che sia, altrettanto: preferisco la musica italiana, ed anche in quegli 8 e passa anni di lavoro nel campo dello spettacolo, ho sempre seguito la musica italiana. Però non mi mancano dischi dei Queen e degli Emerson Lake & Palmer
    Quando faccio la spesa non faccio certo differenza che il prodotto sia americano, inglese, francese, tedesco ecc.ecc.
    Se mi piace ed il prezzo è equo al prodotto in oggetto lo compro.
    Vorrei vederli quelli che parlano del boicottaggio commerciale americano se davvero sono coerenti al 100%.
    Il mio antiamericanismo è diverso: è legato alla loro filosofia di strapotere, questo loro voler comandare in ogni parte dell'universo e voler far credere unilateralmente di essere i più bravi. Ma questo non mi vieta di avere amici statunitensi, con i quali si parla anche di questo o di organizzare viaggi verso la terra americana.
  11. Turista Anonimo
    , 4/4/2003 00:00
    Marco, siamo sicuri che non compri neanche un prodotto americano? In fondo ci sono ben 15 paesi omertosi che appoggiano l'intervento con la mascherina sul volto. Anche la birra che ci offri potrebbe incastrarti....
  12. Turista Anonimo
    , 4/4/2003 00:00
    Ciao Davide, Stefano ed Andrea, come diceva quella canzone: quattro amici al bar.

    Vedi Stefano, opinioni e pensieri vanno di pari passo. Purtroppo si leggono gli interventi come degli affronti, ma se fossimo davvero seduti ad un tavolino con una bella birra fresca da sorseggiare, ecco che queste parole scritte, diventerebbero normali parole di confronto tra amici, senza urli o scazzottature o schiaffi.

    Davide il problema dell'Iraq non è quello di eliminare Saddam. Morto un papa se ne fa un altro. Il problema è quello dell'integralismo islamico, ideologia a cui si rifanno i popoli arabi. Finchè la legge coranica è legge di Stato ed applicata alla lettera, ci saranno sempre dei problemi. In Afganistan stanno forse meglio oggi rispetto a ieri? Non mi sembra che la loro condizione sia cambiata molto solo perchè adesso funziona la radio e la televisione.

    Purtroppo queste popolazioni vedono gli americani come degli invasori e non come dei benefattori. Questo è il problema di fondo.
    E sentirsi "aiutati" a suon di bombe e missili credo non faccia piacere a nessuno.

    Io ho amici che sono favorevoli a questo intervento americano, ma non per questo ci prendiamo a botte, ne parliamo tranquillamente, rimanendo sulle proprie idee in merito all'intervento voluto da giorgetto, ma con la stessa idea comune finale: e dopo?

    Cosa accadrà terminata l'operazione bellica?
    Che governo ci sarà?
    Che "democrazia" avrà il popolo iracheno?

    Questo è iul vero problema da affrontare adesso, ideologie a parte che alla fin fine dicono proprio poco.

    Su questo argomento mi pacerebbe sentire le vostre opinioni, perchè il peggio, purtroppo, deve ancora avvenire.
  13. Turista Anonimo
    , 3/4/2003 00:00
    Davide, Marco... i vostri interventi mi hanno fatto capire quanto sia facile e sciocca una guerra! Parlate per difendere le vostre opinioni e non per estrnare il vostro pensiero, aggredite chi non manifesta accordo o vi irrigidite laddove le vostre opinioni siano fragili. Descrivete presunte idee o abitudini per affievolire con anticipo quella che sarà una risposta.
    ... e tutto questo in un forum dove la posta in gioco e minima o nulla, infatti qui non ci sono grandi capitali e grandi opere o risorse primarie da avere o cedere, non ci sono industrie o masse umane da dirigere.
    Eppure anche una chiaccherata riscia di estremizzarsi e portare alla patetica "presa a schiaffi" (non è certo il vostro caso che ripiegate su una fresca birra).
    Adesso immagino quanto sia forte una chiaccherata, quando in gioco ci sono potere e richezza.
    Ne sono più sicuro di prima: le guerre nascono per motivi facili e sciocchi, e sono stupide quanto chi no riesce più a fermare le "proprie mani".
    Stefano
  14. Turista Anonimo
    , 3/4/2003 00:00
    In molti, spesso appartenenti a più generazioni, hanno sfilato e manifestato per la pace, chi nel rispetto della legalità convinto del diritto di esprimere il proprio punto di vista chi magari, pensando di essere nel giusto, sfidando le forze dell’ordine o associando il concetto di pace ad elementi di politica interna o di ideologia politica in genere che non entrano nel caso specifico. Molti dei giornali americani hanno recentemente espresso perplessità sulle motivazioni e sulle modalità del presente conflitto, giornalisti di prestigio (a volte con colpi di testa sensazionalistici additabili almeno per tempi e modi se non colpevoli come nel caso della rivelazione di segreti logistici delle truppe angloamericane) si sono espressi spesso contro l’intervento, il presidente dell’Unione Europea ha rilasciato dichiarazioni forti di condanna e di esempi come questo ce ne sono moltissimi. Tant’è che ogni volta che qualche privato esprime la sua opinione finisce per essere additato come antiamericano o addirittura un integralista della politica, un nostalgico del Che. Si fa richiamo alla liberazione come se fosse motivo di riconoscenza indefinita e supina, si citano gli esempi di prodotti americani che, rendendoci schiavi, ci obbligano all’assenso che della schiavitù è elemento imprescindibile. Eppure motivi di perplessità se non di condanna sono sotto gli occhi di tutti: un conflitto ricercato senza il rispetto degli organismi di tutela del diritto internazionale come se il consenso fosse un ostacolo più che una tutela, una guerra preventiva portata avanti sulla base di illazioni a proposito di relazioni fra il regime irakeno e il gruppo di Al qaeda o sul sospetto mai accertato della presenza di armi di distruzione di massa mai trovate neanche ora che il conflitto è iniziato e le armi si dimostrano indispensabili. Il rischio ideologico derivante dall’imposizione di un regime democratico ad un paese culturalmente impreparato se non ostile ad un sistema politico che non solo non gli appartiene ma che viene imposto con l’utilizzo della forza. L’evidente presenza di interessi economici che non possono che macchiare e segnare un conflitto. Il pericolo enorme derivante dall’intervento in un area geografica che rischia di diventare una polveriera pronta ad esplodere in faccia all’Occidente tutto (Siria , Iran, Giordania e buona parte degli stati dell’area contano nuovi adepti al regime irakeno e le manifestazioni antiamericane, quelle sì, sono all’ordine del giorno). L’impreparazione degli strateghi della guerra che si ritrovano invischiati in un conflitto che rischia di diventare una nuova palestina, costretti a scontri di quartiere dove le armi “chirurgiche” hanno poca possibilità di utilizzo per non dire dell’imprecisione delle stesse (il termine chirurgico è un triste parallelismo). L’uso poi di armi illegali (da poco si parla, con implicita ammissione, dell’utilizzo di bombe a grappolo) da parte degli stessi americani (loro che ricercavano prima le armi illegali nell’Iraq e poi richiamavano al rispetto della convenzione di Ginevra) e che sono la causa di orrende mutilazioni di civili senza che nessuno se ne scandalizzi.
    Ricordo poi come il peggiore degli attentati degli ultimi anni, quello dell’11 settembre, sia stato realizzato con l’utilizzo di quattro temperini…
    questo particolare avrebbe dovuto far riflettere, avrebbe dovuto far pensare ad una nuova era in cui l’utilizzo della forza diventa uno strumento inutile, un’opera di imposizione con il rischio di doversi difendere da migliaia di nuovi martiri pronti a farsi esplodere per un’ideologia e così forse sarà con l’America nella parte di un Israele armato e paradossalmente indifeso.
    Tutto avrebbe dovuto far pensare ad una nuova fase in cui la politica ed il potere di persuasione della ragione avrebbero dovuto contare più della balistica e della strategia militare. Ed invece così non è, l’abbattimento del feroce regime irakeno sembra diventata l’ossessione di un Bush francamente poco lucido, incapace di aspettare i tempi necessari ad una definizione delle ragioni del conflitto, all’avallo dell’ONU, alla definizione delle alleanze e persino alla organizzazione strategica. Molti dei militari si dimostrano impreparati ed impauriti: è di pochi giorni fa lo sterminio di una famiglia che in macchina si dirigeva verso uno dei posti di blocco, vittima di un militare che solerte quanto terrorizzato ha aperto il fuoco pensando a dei kamikaze. Ma la colpa non è loro di certo, non di giovani inesperti che pagano il prezzo di un conflitto che non hanno voluto e che a questo punto non so chi possa volere e ritenere giustificabile ma io, sono antiamericano…..
  15. Davide 1
    , 3/4/2003 00:00
    Ciao,
    per prima cosa voglio dirti che ti basterebbe rileggere il tuo messaggio scritto in risposta al mio punto di vista che avevo provato ad esporre con calma nel mio primo intervento, preannunciando tra l'altro che probabilmente nonn sarei risultato simpatico a molti, per capire che sei stato tu a volerla mettere su questo piano. Con frasi del tipo "Sono antiamericano, qualcosa che non va?" che sanno più di rissa in discoteca che di altro. Poi tu accusi me di avercela con chi non la pensa come me... Io ho solo provato a dire come la penso e mi sono trovato di fronte le tue provocazioni. Dato che tu ti ritieni così democratico, spiegami per quale motivo definisci deliranti le affermazioni di chi non la pensa come te?
    Per il resto non sai cosa ti perdi a non bere coca cola, quanto siano comode le Nike o quanto piacevole un bel pezzo di Bob Dylan. Sono contento per te se hai scelto di non "far uso" di tutto questo perchè secondo te è una giusta causa. Probabilmente sei uno dei pochi coerenti, dato che tutte le persone che conosco che la pensano così sono le prime ad andare da Footlocker a comprarsi le Air Max Silver da 199 euro, in vacanza vanno a mangiare da Mc Donald per risparmiare e ascoltano solo canzoni in lingua inglese. Io non pretendo di essere la bocca della verità, io ho solo esposto il mio punto di vista che si basa su quello che quotidianamente vedo succedere intorno a me. Prova ad andare ad una manifestazione pacifista, oppure ad una di studenti in sciopero, e prova a chiedere a 10 ragazzi con la bandiera del Che se ne sanno qualcosa. 9 volte su 10 non sanno nemmeno quale era il suo nome. Dato che sembra che qui quello che detiene il dono della verità sei tu, spiegami meglio la tua teoria della democrazia del più forte. Oppure provami a spiegare quali erano le vie alternative. Il dialogo che in 25 anni di dittatura di Saddam non c'è mai stato? O magari dovevamo stare ad aspettare che invece di gasare i Curdi scegliesse un altro obiettivo? Magari la mia città, o la tua... Tu non invidi niente di quello che hanno fatto gli Americani, ma ricordati che se un giorno il nostro bel "culone" grasso sarà a rischio forse dovrai cambiare idea, perchè vedremo chi interverrà a difenderci.
    Davide
  16. Turista Anonimo
    , 3/4/2003 00:00
    fate l'ammore non fate la guera