1. La finestra di fronte

    di , il 12/3/2003 00:00

    Prendendo spunto dal titolo del film, vi chiedo:

    Come sono i vostri vicini di casa?

    Qualche storia da raccontare?

    Qualcuno di voi ha come vicino un sosia di Raul Bova/Giovanna Mezzogiorno? o soltanto un vicino insopportabile?

  2. Antonella 2
    , 27/4/2003 00:00
    Allora...questa poteva capitare solo a me..!!! Due mesi fa circa faccio finalmente il grande passo e vai..!! VADO A VIVERE DA SOLA!!..mica la prima volta...solo che per la prima volta non lo faccio per esigenze di lavoro ma peruna gloriosa scelta d'indipendenza. Come sede della mia nuova vita un bel paesino di 3.000 anime dove peraltro lavoro già da un anno...qualcuno si conosce..qualcuno no..la classica vita di paese per una che viene dal centro città con tutte le comodità sotto casa!! Per farla breve, nell'andirivieni del trasloco mi trovo faccia a faccia proprio con una bella faccia che mi sorride e mi chiede - ciao, sei la nuova inquilina?!!- - ehm..si!- con tanto di sorriso ebete gli porgo la mano con slancio sicuro - piacere, piacere-...come fulminata riprendo il mio lavoro mentre comincio già a fantasticare sul nuovo vicino... che bello, penso un ragazzo giovane in questo reparto di geriatria!
    Passano i giorni e il caso vuole che mi si riproponga...e io con la faccia tosta che mi contraddistingue esordisco con - potresti venire a bere un caffè, un giorno..!- e lui rimane piacevolmente sorpreso e acconsente diendo un bel - volentieri -..il resto della giornata prosegue mesto, lavoro e solita solfa...senonchè avviene il fatto... il mio vicino mi viene a trovare insieme ad una favolosa ragazza e ridendo mi dice - allora, quando POSSIAMO venire a prendere il caffè??!!!- Immaginate la mia faccia... - ma quando VOLETE! - e così il simpaticone si è goduto la mia faccia rossa e imbarazzata per l'infelice figura...TI ODIO!!! PROMETTO CHE TI FARO' MORIRE LE PIANTE NEI VASI E TI RUBERO' I PANNI CHE STENDERAI!!!
    Che qualcuno mi consoli (o mi compatisca!!)
    Ciao, Anto
  3. Frasole82
    , 21/4/2003 00:00
    Ma ho dimenticato il meglio:l' ENERGUMENO!!!
    Uomo sulla cinquantina,possente direi,"sfegatato ammiratore"di Bossi nonchè guardia padana sposato con la strega più strega che io abbia mai immaginato da bimba.Sapete quelle donne di cui non riesci a dire l'età,con il viso che sarebbe più consono chiamar muso da topo...
    Bè, energumeno e consorte insieme al meraviglioso figlio clonato dalla madra(essendo uomo però non è così mostruoso)odiano la nostra cagna.Ogni abbaio in più è un ruggito da "Vaffa...,te lo ammazzo...,porca...!!!"
    Peccato che loro abbian ben tre cani lupo che pero',a quanto pare,cantan la lirica...
    Il marito della vicina civetta poi,da buon rapace notturno...
    Estate 1997,giorno prima della nostra partenza per il mare(mio padre mette la sveglia alle 4.02...),ore24.00cca.
    Uno sparo nella nottePum.Altri quattro spari,pumpumpumpum.
    Il vicino,disturbato dal suo cane pastore che abbaiava alla luna ha pensato bene di...farlo fuori.
    Dopo averlo ammazzato,accortosi che i latrati eran contro un<<branco di topi>>nel pollaio,spara anche sui roditori.ù
    Risultato:strage di topi e ...di galline!!
    Partenza ritardata di un giorno e infarto sfiorato!
    ah,i bei rapporti di vicinato in campagna!!
  4. Frasole82
    , 21/4/2003 00:00
    Vicini...bellloooooooooo!!!!
    Dunque,partiam dalla origini.Nel temino di quinta elementare scrivevo che la mia vicina assomigliava ad una civetta:si vedevan sempre due occhi spuntar da dietro le sue tende che spiavan qualsiasi cosa facessimo in famiglia.Ora son cresciuta:mi scusi la civettina,animale davvero simpatico.
    Un po' di tempo fa camminavo mano nella mano col mio ragazzo,passiam davanti al giardino di uno dei miei vicini,il suo pechinese è li che ci osserva,il mio lui esclama:<<Che carino questo cagnetto!>>.La mia risposta tutta miele<<Ha una gran faccia da culo,proprio come la sua padrona!!!>>Mi sento stritolare la mano.Alzo gli occhi.Dietro al cuccioletto c'era la padrona.DRUM! Incenerita!!!Ma non me n'ero proprio accorta!!
    Ah, i bei rapporti di buon vicinato!
  5. Turista Anonimo
    , 24/3/2003 00:00
    20/03/03 di (Annie )
    siamo tutti invitati, pep?
    ciao!

    Annie l'ho visto solo ora! Cerrrrrrrrrrto.
    Comunque non l'h mica fatta sai? Ero messa maluccio e tutt'ora non sono mica in gran forma.
    Gli è andata bene all'amico di sotto va là...
  6. Turista Anonimo
    , 23/3/2003 00:00
    accidenti... i vicini!!!!
    sotto di me abitano dei tedeschi che vengono qui solo in villeggiatura. una mattina ho messo le scarpe prima di fare colazione. avrò fatto si e no 10 passi ed il giorno stesso ho ricevuto l'imbarazzata telefonata della segretaria dell'amministrazione (che conosco bene) ... "quei noiosi dicono che la mattina all'alba cammini per ore coi tacchi..."
    la mia reazione? beh non metto più le scarpe se non 5 secondi prima di uscire di casa, ma la settimana dopo ho organizzato una mega festa a cui hanno preso parte due brasiliane forsennate che hanno ballato tutta la notte come matte saltando e correndo per tutto il salone... e coi tacchi!!!!!
    evvvvaaaaaaiiii!!!!

    ma l'unico vicino che io abbia mai invidiato a qualcuno era il vicino di chiara. una mia amica dei tempi dell'università: la sua finestra di fronte dava su un appartamento abitato da un bel pezzo di figliolo che aveva la deliziosa abitudine di girare nudo per casa. essendo i loro appartamenti nella zona medioevale della città di losanna... beh, la finestra di lui era a 5 metri da quella del salotto di lei...

    mentre da noi c'era solo ogni tanto qualcuno che si sbagliava di porta e invece di rivolgersi alle donnine del piano di sotto si presentava munito di mazzi di rose rosse alla nostra porta.... imbarazzante davvero.
    poi le donnine si sono spostate e sono arrivati in branco gli africani dai mille colori che a me piacevano un sacco. ma non a veronica, che odiava il puzzo di cipolle fritte che sempre ci riempiva la casa. le passava il malumore quando li incrociavamo per le scale. colorati e felici.
    anche gli indiani erano carini. mentre imbarazzante era la coppia di slavi che si picchiavano... la donna veniva a piangere regolarmente da noi. una volta abbiamo dovuto chiamare la polizia. che brutto personaggio. chissà perchè la picchiava così?
    quando me ne sono andata da quel palazzo ancora lei non era riuscita a divorziare.
    dove vivo adesso è tutto tranquillo... quasi troppo.

    a sydney invece ho vissuto con una ragazza coreana. la vicina a lato era una zitellona con una mamma mezza paralitica che puzzava tantissimo. invece al piano di sopra c'era benjamin, un ballerino. quando ho traslocato ho bussato per caso alla sua porta per chiedere in prestito un'aspirapolvere... mi ha aperto un adone in mutande. benjamin. mi è cascata la mascella.
    purtroppo mi ci son voluti due secondi soltanto per capire che le sue preferenze erano ben altre. sigh. il suo ragazzo era molto carino pure lui. accidenti! mi ha insegnato un sacco di cose sulle maschere facciali a base di cocomero, che ho subito dimenticato visto che non sono avvezza a questo genere di cose. però i pomeriggi con lui e sarah a bere the ridendo dell'opossum che dormiva tutto il giorno sull'eucalypto di fronte al nostro salotto.. beh, non li dimenticherò tanto presto.
  7. Turista Anonimo
    , 23/3/2003 00:00
    I miei vicini si dedicano ogni sera alla pallacanestro (in casa!), alla corsa ad ostacoli (li sento piombare sul pavimento-alias il mio soffitto-con grande impeto atletico) alla musica (karaoke fino alle 23-24 dipende...il sabato fino alle 24 passate)..........
    stoicamente resisto perchè ho saputo che hanno litigato con il padrone di casa e stanno per andare via....
  8. Turista Anonimo
    , 20/3/2003 00:00
    siamo tutti invitati, pep?
    ciao!
  9. Turista Anonimo
    , 18/3/2003 00:00
    A proposito della finestra di fronte: ieri sera avevo gente a cena, fino a mezzanotte e mezza circa.
    Poi è partita la festa. Non a casa mia, al piano di sotto: musica a palla, gente che chiacchierava sul balcone e, per non so quale misterioso effetto acustico, le voci della stanza sotto alla mia camera da letto arrivavano su amplificate, come se provenissero dal mio bagno.
    Naturalmente era una serata allegra perchè ridevano tutti come forsennati.
    Ma non ho detto niente al vicino del piano di sotto. Anche perchè domenica sera sarà il mio turno...
  10. Turista Anonimo
    , 16/3/2003 00:00
    I miei vicini attuali sono le anatre ed i cigni, devo dire che no mi posso lamentare, quando hanno fame gli do' un po' di pane secco e loro sono felici e contente, ogni tanto mi portano a far vedere i loro piccoli anatroccoli, é commovente!!!
    Pero' ho avuto un'esperiena alluccinante quando vivevo a Bologna per l'università, ho abitato in un palazzo adiacente ad un'altro (i due palazzi avevano un muro in comune), io ero al 4° piano, ma al 3° piano c'era un vecchio rinc...(scusate l'espressione, io rispetto le persone anziane, ma quello proprio no), che si svegliava tutte le notti alle 3 e dava colpi di martello contro il muro, e questo fino alle 5/6 di mattina, era convinto che al piano di sopra ci fosse una casa di tolleranza, invece abitavano delle povere studentesse terrificate che per non fare rumore camminavano senza scarpe in casa!!!
    Non mi ricordo di aver dormito una notte tranquilla, per fortuna l'incubo é finito.
  11. Turista Anonimo
    , 16/3/2003 00:00
    Il mio rapporto con i vicini di ...case è veramente speciale, ormai è decisamente familiare, nel senso che si è creato un clima d'affetto straordinario. La vicina della casa di mare ha l'abitudine di cucinare il brodo di manzo ogni sabato, siccome sa che a me piace, ma che i miei orari non coincidono con i loro, ebbene ogni sabato a mezzogiorno mi porta una doppia razione di brodo con un bel pezzo di manzo lesso + secondo e contorno....è un atto di affetto delicato, una manifestazione di sincera amicizia, che io apprezzo e ricambio di cuore appena posso.
    I vicini della casa di città sono invece dei ragazzi sposati da poco, io e mia moglie li abbiamo praticamente adottati, è un'esperienza interessante perchè, in questi casi l'amicizia assume anche un valore propedeutico(per noi vista la differenza generazionale) e didattico per loro, a causa della loro inesperienza...specialmente la giovane sposina alle prese con i fornelli!!!
    Insomma siamo stati fortunati....ma è veramente una questione di fortuna?????

    P.s.
    X Gaglioffo delle spelonche....cara amica vedi che a volte la vita è veramente così....bella e mielosa, senza che ci si aggiuga altro zucchero superfluo...
    bacino sulla punta del tuo bel nasino.
  12. Turista Anonimo
    , 14/3/2003 00:00
    ...cosi teneri e carini...
    ...i nonnini...

    Io anche se non e' il forum giusto voglio levare un'ode ai miei ex vicini di casa. Ho abitato in un palazzo (vedi qualche mex indietro) abbastanza affollato, dove tutti sapevano tutto di tutto.
    Dove quando scaricavo la spesa l asignora la pian terreno mi sapeva dire
    a) quanto avevo speso
    b) se ero stata fregata negli acquisti
    c) cosa si mangiava la sera

    cmq grazie a loro ho scoperto il senso del buonvicinato e quanto sia indispensabile a volte

    1995 io mai madre e mio fratello andiamo un giorno in montagna, cosa che facevamo spesso, mio padre deve lavorare. Ore 10.00 i Carabinieri cercano la mia famiglia dove abitiamo perche' papa' e' stato investito e versa in condizioni gravissime.
    Scatta l'operazione vicini di casa in aiuto controllano le imposte"Se sono chiuse cosi non tornano prima di sera"
    Dal pianterreno "Io so che una sorella lavora in un negozio di pelletteria famoso"
    Dal 3 piano "Suo Fratello fa il ferroviere andiamo in ferrovia"

    Dopo un'ora eravamo stati rintracciati, eravamo in macchina (scossi...)dopo 2 ore eravamo al Pronto Soccorso dove nessuno ci calcolava e non sapevamo niente di mio padre...
    Da una porta esce il Sig. Tonino con un camice..."Mi hanno detto tutto gli ho detto che ero il cugino ed ero medico".
    Da li' ci hanno seguito in tutti i mesi successivi, la sera nel reparto di rianimazione erano cosi tanti che per i parenti veri non c'era posto.
    Che dire GRAZIE a tutto il cortile siete stati dei veri familiari!
  13. Turista Anonimo
    , 14/3/2003 00:00
    lacrimuccia commossa
    (fagli da cupido, fagli mangiare polenta!)
  14. Turista Anonimo
    , 14/3/2003 00:00
    A chi non è mai successo di spiare involontariamente dalla finestra, buttare l’occhio dentro l’appartamento di fronte e scoprire che esiste una forma tutta particolare di teatro che è la vita degli altri. Se ci si mette un po’ in disparte e si osserva con gusto critico sembra un assurdo che fra le stanze che formano piccoli labirinti concatenati si svolgano spesso storie così intricate, cariche di complicate relazioni.
    Abito in un palazzo quadrigemellare 12 appartamenti per scala per un totale di 96 nidi familiari. 8 chiostrine interne che si alzano da terra come enormi megafoni che risuonano spesso di voci mischiate, impossibile distrarsi dal brusio che le riempie come un rione napoletano. Spesso le storie familiari sono esposte come lenzuola ad asciugare all’aria ed ascoltare piccole tessere di una conversazione banale o sorprendentemente rivelatrice è all’ordine del giorno. Come in un gigantesco alveare si sviluppano ruoli e funzioni: l’ottantenne del secondo piano fa da decano, la casalinga del terzo tiene il polso delle famiglie più sfilacciate facendo da collante mentre si occupa della loro spesa o fa da bambinaia, al terzo un tuttofare che è responsabile della manutenzione ordinaria del palazzo, un professore che si occupa di fare presenti le esigenze della scala alle riunioni assembleari al quinto, lo spione al piano terra (noi lo chiamiamo il “pettacocche”). E quando qualcuno sta male, queste relazioni si scoprono interamente nella loro intensità, si rende evidente la trama che lega silenziosa tutti quelli che vivono a stretto contatto di gomito.
    Poco tempo fa il decano ottantenne di scala ha avuto un malessere non da poco, ha mancato così di rispondere alla telefonata che sempre si scambia alle sette di mattina con una delle mie due vicine di piano, una ultrasettantenne un po’ sorda che riempie di rumori televisivi o di nenie di radiomaria le mie serate in stanza; il muro troppo sottile mi costringe a vivere da vicino i suoi passatempi.
    Alle sette e mezza suona il campanello di casa e la signora in questione, ancora in vestaglia, si presenta agitata alla ricerca di conforto. Io e mio padre scendiamo allora al secondo piano ed in effetti il vecchietto risponde in maniera confusa, non apre la porta e d’un tratto smette di parlare. Scendo al piano terra e suono alla portiera per recuperare il doppione delle chiavi ma nessuno risponde e così decido di affacciarmi alla chiostrina per stabilire la distanza che mi separa dalla finestra dell’appartamento. Ben presto svegliati dalla concitazione si affacciano, come tante formiche, tutti gli inquilini del palazzo ed è tutto un vociare. I dirimpettai del vecchietto provano a bussare sulla parete interposta fra il loro appartamento e quello dell’anziano (“toc toc” fa la signora sul muro e “toc toc” fa eco dal muro, e lei “Ha risposto!”…. ma il marito appoggiato sul fondo della stessa parete “No, maria, sono io che ho bussato di nuovo!”), chi chiama i pompieri, chi scende per prendere visione sul campo di quanto stia succedendo. Alla fine riusciamo ad entrare nell’appartamento e quando la folla dei presenti accompagna il vecchietto fino a vederlo scomparire ingoiato dall’ambulanza scopriamo fuori la presenza della polizia, dei pompieri e dei carabinieri; neanche un attentato avrebbe potuto tanto. Allontanandomi dalla strada ascolto gli scambi di informazioni che avvengono nel palazzo, la storia del malessere del vecchietto nelle bocche dei coinquilini assume connotati nuovi, c’è di che sorridere.
    Risolta l’emergenza decido di salire dalla vicina che colta dall’ansia, un po’ viziata dall’impressione che deriva dalla vicinanza di età (ciò che accade ad un coetaneo presto potrebbe riguardarci da vicino o almeno così si pensa a quell’età), è risalita a casa per stendersi. Mi apre subito la porta e si sincera sullo stato di salute dell’amico, dice di essere dovuta scappare perché sentiva “il cuore uscire fuori dal petto” e dopo essersi rincuorata, indifesa com’è in quel momento si lascia andare, davanti ad una tazza di caffè che mi costringe a bere, ad un po’ di confidenze.
    Mi racconta di avere un affetto particolare per il vecchietto in questione, sente con lui la confidenza e serenità che mai ha provato con altri, mi descrive un amore senile. Mi racconta che quando era giovane avrebbe dovuto prendere i voti (per i tempi il sacerdozio ed il monacato erano una certezza economica) ma una delle suore con cui aveva un legame più stretto le fece capire come si trattasse di una strada non adatta a lei. Non sapendo come ricostruire una vita ormai segnata da una lontananza dal mondo reale accettò ben presto di sposarsi con un uomo la cui foto le fu mostrata dalla stessa suora, decantato dalla monaca come una brava persona. Il matrimonio combinato durò fino a cinque anni fa, quando lui è morto di infarto, ma sempre, nonostante i tre figli, quel rapporto ha conservato la freddezza di quella foto e mai la vecchietta dice di aver conosciuto il vero amore se non ora, a 78 anni. Mi racconta come senta di poter dire tutto al vecchietto del secondo piano, differentemente dal marito a cui, dopo cinquant’anni di matrimonio, dava ancora del lei; una mano sulla spalla ha rotto in lei la diffidenza, sente una comunione nuova. Seguono altri lunghi racconti e ci lasciamo con un “vedrà che fra pochi giorni sarà a casa di nuovo, da lei!”. Quanto ce ne passa fra guardare e vedere...
  15. Turista Anonimo
    , 13/3/2003 00:00
    beh, sa come occupare i tempi morti!.....
  16. Turista Anonimo
    , 13/3/2003 00:00
    il mio vicino di ufficio.
    a fianco ci sono un paio di appartamenti.
    un giornalista di Roma che scrive per un giornale di Milano affitta tale appartamento 1 anno fa circa.
    pian piano a forza di incontrarci al bar o davanti la porta si scopre che è sposato ed ha una gran bella figlia di 20 anni.
    dopo qualche mese la figlia si trasferisce a Milano a fare la Bocconi, e vive con il padre per un pò. poi si trasferisce a vivere da sola.
    il padre vive a Milano 3 o 4 giorni la settimana.
    la moglie si vede molto raramente, 1 o 2 giorni al mese.
    da novenbre con cadenza bisettimanale circa, verso metà pomeriggio si sente attraverso i sottilissimi muri lui che rientra in casa e parla con una donna.
    dopo qualche minuto:
    AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHH
    SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
    OOOOOOOOOOOOOHHHHHHHHHHHH
    AHHHHHHHHHHHHHHHH AAAAAA...DIOOOOOOOOOOOOOO SIIIIIIIIIIIIIIIIIIII DAIAIIII DAIIIIIIIIIIIIIIII....
    per quasi 3 minuti.

    gli volevamo consigliare una visita da un Urologo.