1. Si o no all'elemosina durante i nostri viaggi?

    di , il 17/1/2002 00:00

    Vorrei fare un appello e magari aprire un po’ il dibattito su una pratica purtroppo comune a molti turisti che si recano in paesi in via di sviluppo: l’elemosina.

    Comprendo che spesso la tentazione di dare una monetina, o una penna o una maglietta, ai bambini sia fortissima. Ma credetemi il danno che faremmo con quel gesto supererebbe di molto le nostre intenzioni altruistiche. Con i nostri pochi euro regalati non cambieremo di certo la qualità della vita di quei bambini e delle loro famiglie; resterà tale e quale. Ma in compenso avremo arrecato un grave danno a loro e allo loro comunità, introducendo oggetti di consumismo e peggio ancora trasformando i bambini in mendicanti.

    Con l’elemosina, in denaro od oggetti, instauriamo anche una sorta di dipendenza psicologica nella quale, ai loro occhi, il turista diventa il rappresentante di un mondo magico che elargisce doni a loro che in qualche modo non possono far altro che riceverli.

  2. Fra Rinaldi
    , 14/3/2002 00:00
    L'argomento mi sta particolarmente a cuore, soprattutto dopo il mio viaggio a Cuba! Ho letto volentieri i commenti delle persone che hanno scritto e forse sono riuscita a tranquillizzarmi un pò!
    Vorrei spiegarmi: fino ad ora ho sempre pensato che quegli italiani che ho incontrato per le strade di Cuba giocassero semplicemente a fare "gli americani"! Quando ho avuto occasione mi sono fermata a cercare di far capire a quella gente che in realtà li stavano prendendo in giro perchè quelle stesse persone che all'estero sono tanto prodighe, in Italia sbadigliano di fronte a persone che elemosinano del denaro. Ho cercato di far spiegare loro che molti di noi si fanno un "C...O quadro" per fare un viaggio, che per noi un dollaro ha un grande valore... Non ho regalato soldi ma medicine...
    Forse mi sbaglio ma temo che chi si sente appagato dal sorriso di un bimbo dopo avergli fatto un regalo in realtà riesca a pensare solo alla propria coscienza e non al prossimo, alle conseguenze del proprio gesto...

    Scusatemi, forse sono un pò violenta nell'esprimermi Vi prego però, riflettete! Anch'io continuerò a farlo
    Ciao
  3. Serena B
    , 7/2/2002 00:00
    Sono d'accordo solo in parte con te, non sono d'accordo sul fatto di dare dare soldi, ma porto spesso con me biro, quaderni, magliette, chiaramente non come "ricatto" per scattare una foto (non consideriamoci turisti se vogliamo comprare l'anima di una persona), ma semplicemente come gesto per far sorridere un bambino.
  4. Michela P. 1
    , 25/1/2002 00:00
    Devo dire che mi trovo molto in imbarazzo nel fare elemosina, ho portato spesso penne, quaderni e giocattolini per i bambini locali ma ho sempre mandato avanti qualcun' altro per consegnarli. Credo che Paolo M. abbia ragione nel consegnarli alle organizzazioni locali, loro sicuramente sanno meglio di noi come e a chi dare quel poco che possiamo offrirgli. Non è facile perchè è sicuramente più gratificante vedere il sorriso di un bambino mentri gli dai una penna che consegnarla nella scuola dove lui và. Bisognerebbe però sforzarsi, noi la buona azione l'avremo fatta ugualmente e non avremo rischiato di trasformare dei bambini poveri in mendicanti di professione.
    P.s. Volevo poi rispondere a chi ha scritto di non fidarsi delle associazioni di beneficienza. E' vero che in molti casi il denaro si perde per strada (uno dà 100 ma a destinzione arriva molto meno), posso però dire che esistono tante altre associazioni nelle quali questo non accade, dove tutto è trasparente e tutti possono controllare.
  5. Giulia Rossanigo
    , 24/1/2002 00:00
    beh, in genere anche per me e' difficile resistere dal dare qualche cosa, tanto piu' ceh penso sempre che quello che per me magari e' il valore di un paio di caffe', di un paio di calze piu' o meno di marca, per altri e' una gran somma (non dimentichero' mai la faccia stupita di un piccolo lustrascarpe di Chichicastenango, al quale abbiamo dato - per il suo lavoro - la bellezza delle 5.000 lire...ops, due euro e 50 circa, che ci aveva chiesto ridendo...come se qui uno ti sparasse 200.000 lire uffa, 100 Euro, per pulirti le scarpe...sai che faccia se gliele dai...)...solo che in Chapas ho visto una cosa che mi ha colpito e mi ha fatto male...molti indios ritengono che farsi fotografare significhi farsi portare via l'anima....quindi non vogliono...c'erano bambini molto piccoli e bellissimi, che avresti riempito di baci, regali e qulunaque altra cosa per quanto erano belli che ti dicevano che se davi loro qualche cosa li potevi fotografare...

    EH NO!!!!! non mi va che crescano pensando che la loro anima la puo' comprare qualunque persona abbia delle monetine da offrire....

    Io non sono ricca, ma grazie a Dio non muoio di fame...Grazie a Dio ho quel che mi serve e anche tante, tante cose in piu'...questo pero' non mi autorizza a comprare l'anima di nessuno. per quella nessuno ha abbastanza denaro...e corromperla per pochi spiccioli e' disgustoso...

    ho preferito comprare nei loro mercati, contrattando i prezzi gia' bassi, magari fermandomi ben prima del prezzo piu' basso che potevo ottenere...forse il risultato e' lo stesso, ma e' il principio che cambia...
  6. Paolo Motta 2
    , 21/1/2002 00:00
    io e mia moglie di solito facciamo elemosina non direttamente per la strada, ma alle organizzazioni o.n.g. che si trovano in quei paesi. oppure nei monasteri o nelle missioni.
    ogni anno parto con camice e magliette che nn uso più, e le regalo ai bambini durante gli ultimi giorni di viagio dopo aver fatto scorta di indumenti più o meno locali.
    comunque spesso non riusciamo a non dare qualcosa ai mendicanti.
    ciao paolo
  7. laulissima
    , 21/1/2002 00:00
    caro brut, sono stranamente d'accordo con te...ciriciao
  8. Brutfort .
    , 21/1/2002 00:00
    E' vero, fare l'elemosina non aiuta i paesi poveri a progredire, ma in quel preciso momento può aiutare una data persona.
    E' vero che Unicef ed i governi dei paesi poveri stessi invitano i turisti a non fare l'elemosina per non abituare le persone di quei paesi all'idea di poter vivere semplicemente di questo, però a me pare che tanto in realtà non viene mai fatto nulla di concreto per aiutare questa gente. Quindi, l'elemosina può anche essere la classica goccia nel deserto, però è anche uno dei pochi modi per dare un aiuto concreto e diretto. Personalmente raramente mi fido a dare soldi ai vari enti che dovrebbero aiutare lo sviluppo nei paesi del terzo mondo, perchè ho come l'impressione che questi soldi (se mai arrivano a destinazione) finiscano nelle mani di governi che sono più interessati ad aumentare il proprio potenziale bellico piuttosto che a creare un sistema economico e strutture sociali migliori.
    E allora, a questo punto che bisognerebbe fare ? Il fatto è che viaggiando ho visto persone ridotte così male che ho pensato: ma chi può mai aiutarli ? L'Unicef, gli Usa, l'Europa, l'Inps ? In quei paesi non ci sono strutture e servizi sociali come da noi ed una persona in difficolta è davvero abbandonata a sè stessa. E allora è inevitabile che si cerchi di aiutarli anche con l'elemosina, perchè tanto se non gli si dà l'elemosina non c'è in ogni caso nessuno che li aiuti, nè i loro governi e nè le varie organizzazioni internazionali.
    Certo, fare l'elemosina non risolve il problema, ma purtroppo temo che possa rivelarsi non meno efficiente di tutte le strutture organizzate a livello internazionale che si prefiggono di sconfiggere la povertà nel mondo.
    Tra l'altro non dimentichiamoci, che la gente più abbiente di quegli stessi paesi la pratica abitualmente.
    Almeno, questo è quello che ho notato io.
  9. laulissima
    , 21/1/2002 00:00
    caro gufo, probabilmente è vero quello che dici: usaranno i soldi per comparsi tutto fuorchè il cibo.
    però è anche vero che è impossibile nn allungare loro qualche monetina.
    io personalmente tendo a dare del cibo o abiti smessi.
    l'anno scorso sono stata in egitto e durante un'escursione ho regalato una banana ad una bambina. poco dopo mi ha seguito per regalarmi un braccialettino che aveva fatto lei.
    nn immagini la gioia!!!
    è sempre la solita storia gufo: bisognerebbe che chi ha il potere di agire lo facesse ma, nel frattempo non possiamo aspettare senza fare nulla e quindi nel nostro piccolo aiutiamo con i mezzi e le possibilità di cui disponiamo.

    X ORNELLA!! ANCHE A ME FAREBBE PIACERE SCRIVERE CON TE.SE TI VA SCRIVIMI SU maciaomaciao@lycos.it CIAO
  10. Megane P. 1
    , 21/1/2002 00:00
    Per Gufo

    Ciao, capisco ciò che vuoi dirmi, ma te lo assicuro che se avessi visto quei bimbi dormire per terra tra il sudicio di una grande metropoli come Bangkok, avresti fatto la stessa cosa. Comunque ho dato loro anche del cibo...e poi stanne certo, anch'io faccio delle donazioni per l'unicef ogni mese, purtroppo per le mie possibilità è il minimo che possa fare. Baci Megane
  11. Dante Grieco
    , 19/1/2002 00:00
    Rieccomi a voiiii.Avevo nostalgia del vostro sito...aspettare i lunedi per vedervi,non è un'impresa da poco!E' tremendo aspettare tanto per imparare divertendosi.Ho una proposta:perchè non venite a visitare casa mia?!Scherzavo,volevo chiedervi una cosa,soprattutto a syusy(visto che sei più spericolata):Tieni per caso in mente di visitare Tierra del fuego?Io non ci sono mai stato,nonostante sia nato non molto lontano da li e abbia avuto la possibilità di viaggiare.Mi piacerebbe che voi ci andaste,e che di passo saliste su in Argentina,la mia patria natale.Certo che andare ora,sarebbe veramente assurdo;ma non perdo la speranza in un futuro-prossimo-miglioramento della situazione...e che tale miglioramento vi permetta di visitarla e di scoprire le bellezze che la circondano oltre che alla calorosa ospitalità che gli argentini vi riserveranno!Probabilmente dovrei chiedervi scusa,in quanto,questo mio invito può rappresentare più che altro,uno sfogo.Uno sfogo a quella che è l'indifferenza quasi totale verso un paese amico,da parte dell'Italia e delle nazioni adiacenti oltre che dagli stupidi U.S.A.,verso la crisi,la povertà,che sempre maggiormente dilagacome la peste.Comunque sia,spero in bene, e spero anche,che la vostra trasmissione televisiva duri per sempre!Grazie tante,da parte mia e da tutti i TuristiXcasospettatori,di regalarci tanto divertimento.Spero tanto di poter fare un viaggio assieme a voi...mamma che sballo!Bè,penso di essere stato una gran rottura di scatole..non è vero?Ok,vi lascio.Continuate sempre così che siete fortiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!Sagittario'81.
  12. kenya5872
    , 18/1/2002 00:00
    non dico sia giusto dare dei soldi(ma lo faccio anch'io....)ma ti assicuro che non è nemmeno giusto dare del cibo!mi trovavo,3anni fa,vicino al monte sacro ai masai-il Longonot,in kenya-quand'ecco che,durante una sosta del mio tour,decido di mangiarmi la merendina non mangiata al buffet mattutino(la conservavo nello zaino);poi vedo una mamma con 1 bimbo,bellissimo,quanto affamato;mi avvicino e decido di donare a lui la merendina;la sua mamma mi ringrazia,ma,in un inglese stentato,afferma che:oggi,grazie a te il mio bimbo ha mangiato,ma domani?non so se incontrero'un'altra xsona generosa come te,xcio'in fondo non è il cibo che mi serve......molte altre cose dovrebbero cambiare....nel 1999(all'epoca)non dovrebbe + esistere la fame nel mondo....Inutile dire che me ne andai e mi si chiuse lo stomaco x tutto il resto della giornata.Da quel momento,ritorno in kenya ogni anno,scervellandomi nel cercare di capire come fare ad aiutare quella gente.forse i nostri gesti sono una goccia nel deserto,ma sono sempre meglio questi che quelli di chi prende mille cibi dal buffet e ne getta la metà,lamentandosi...
    nel mio ultimo viaggio(sono appena tornata)ho portato vestiti,che almeno sono utili,xchè durano,e possono esssere scambiati tra i vari bimbi o adulti.sarà poco,ma tanti pochi fanno assai,se lo si vuole veramente.
  13. Antonio Baccagli
    , 18/1/2002 00:00
    Cara Megan l'elemosina non la dovevi fare perchè quei bambini coi soldi non ci si comprano da mangiare, ma in genere ci comprano droghe (almeno so che è così in sud-america e africa).Quindi il tuo gesto peggiorerà ancora la loro situazione, ammesso che non vengano derubati dei soldi prima, inoltre la prossima volta preferiranno aspettare le elemosine piuttosto che cercare soluzioni più dignitose, quando non faranno più pena perchè non sono più bambini come faranno?Così c'è il richio di alimentare la creazione di una categoria di mendicanti.Sarebbe meglio se tu a quei bimbi dassi direttamente cibo e controllassi che lo mangiano e non che lo scambiano con droghe (eufemiso, spesso sniffano colla o benzina), sono sicuro che tu l'hai fatto in buona fede però credimi peggiori sensibilmente la situazione di quelle persone facendo l'elemosina, so che un sorriso fa tanto piacere, ma queste cose non le dico io le dicono anche quelli dell'unicef.
  14. Megane P. 1
    , 18/1/2002 00:00
    Io non capisco cosa tu voglia dire, a me comunque è capitato a Bangkok di dare 5 dollari o dei bath ad alcuni poveri bambini (età media 5 anni) che addirittura dormivano sui marciapiedi mentre le persone del posto li scansava come se fossero cani randagi, non credevano ai loro occhi......a me ha fatto tanto piacere vederli sorridere per così poco e penso anche a loro, quindi perchè nò fare l'elemosina?
    Ciao
  15. Bernardo Accordi
    , 17/1/2002 00:00
    Vorrei fare un appello e magari aprire un po’ il dibattito su una pratica purtroppo comune a molti turisti che si recano in paesi in via di sviluppo: l’elemosina.
    Comprendo che spesso la tentazione di dare una monetina, o una penna o una maglietta, ai bambini sia fortissima. Ma credetemi il danno che faremmo con quel gesto supererebbe di molto le nostre intenzioni altruistiche. Con i nostri pochi euro regalati non cambieremo di certo la qualità della vita di quei bambini e delle loro famiglie; resterà tale e quale. Ma in compenso avremo arrecato un grave danno a loro e allo loro comunità, introducendo oggetti di consumismo e peggio ancora trasformando i bambini in mendicanti.
    Con l’elemosina, in denaro od oggetti, instauriamo anche una sorta di dipendenza psicologica nella quale, ai loro occhi, il turista diventa il rappresentante di un mondo magico che elargisce doni a loro che in qualche modo non possono far altro che riceverli.