1. Amici ...per sempre...per caso..

    di , il 1/2/2003 00:00

    Quante volte, durante un viaggio abbiamo conosciuto delle persone con cultura, lingua e tradizioni diverse dalla nostra, ma con le quali abbiamo comunque stretto amicizie profonde che a distanza di tempo continuano a durare?

  2. Cesare Chet
    , 9/3/2003 00:00
    Sono italiano ma residente in Guatemala.
    Per ogni vostra esigenza turistica (archeologica etnica balneare) potete contattarmi via mail.
    Ciao
    Robinson
  3. Turista Anonimo
    , 11/2/2003 00:00
    Dai, torniamo al tema dell'amicizia internazionale.
    Io debbo molto ad un paio di colleghi stranieri incontrati in giro per i mondo, due "amicizie per caso" che hanno cambiato la mia vita: Alexandra, greca conosciuta in Finlandia, e Zoltan, ungherese incontrato a Praga. E' stato proprio grazie al loro incoraggiamento ed esempio che ora vivo all'estero e lavoro - con grande soddisfazione - in un bell'ambiente internazionale. Forse un giorno ci perderemo di vista, ma per adesso entrambi hanno un posto speciale nel mio cuore e meritano tutta la mia gratitudine.
  4. Turista Anonimo
    , 6/2/2003 00:00
    già!......
    mi fa venire in mente che ho sentito qualche tempo fa (alla radio forse) un'affermazione del genere: "Se tutti i Cinesi usassero la carta igienica, non ci sarebbero più alberi sul pianeta!....."
    E mi sa che ci sia un fondo di verità.....
    Fa riflettere........... no?
  5. Turista Anonimo
    , 6/2/2003 00:00
    Si, è così anche in Tailandia: ma lì nella turca ci gettano dell'acqua ogni tanto, mentre nel cesso del mio cordialissimo anfitrione l'acqua (?) sembrava stagnare dall'epoca del diluvio universale... su, non facciamo troppo le difficili, apprezziamo il gesto gentile e cerchiamo di dimenticare il resto, va!
  6. Turista Anonimo
    , 6/2/2003 00:00
    Lorecoll, ti capisco!..... nel bagno di casa di questi amici marocchini (bagno 'alla turca') non c'era la carta, ma un rubinetto con un secchio.........
    è così anche in Malesia.....
  7. Turista Anonimo
    , 6/2/2003 00:00
    Nella medina di Hammamet, mentre contrattavamo l'acquisto di non so quali carabattole, mia figlia Altea mi chiese di andare in bagno. Data ... l'urgenza della situazione mi rivolsi al venditore, che con gentilezza squisita e senza pari ci spedì subito nel bagno di casa sua, al piano di sopra. Bene, il gesto è stato veramente utile ed apprezzato (io due estranee sole in casa mia non ce le manderei mai): peccato solo che il bagno in questione fosse uno dei piú luridi, puzzolenti ed incasinati cessi mai visti nella mia vita... beh, pazienza
  8. Turista Anonimo
    , 5/2/2003 00:00
    ...non vi dico cosa ho pensato io quando siamo rimasti a ballare tutta la notte nel salone di casa di questi amici marocchini mentre nella stanza accanto si consumava la notte di nozze (!) e che dopo, siamo dovuti uscire tutti quanti, madre in testa con i pantaloni bianchi maculati (prova della verginità della sposa) sventolati in alto, a cantare in mezzo al villaggio!.... Non mi sentivo proprio a mio agio in quel momento!.... ma fa parte delle loro tradizioni e quindi mi sono adeguata.......
    e poi la domenica, per concludere il matrimonio, ci hanno portato all'Hammam, mio padre e mio fratello con gli uomini, io e mia madre con tutte le donne della famiglia, in mutande soltanto, noi eravamo le uniche bianche dell'hammam e quindi molto osservate, stavamo sedute per terra in un angolino mentre le nostre amiche ci pulivano con uno speciale sapone nero per togliere la pelle morta e ci portavano delle secchiate d'acqua per risciacquarci!!!.... anche questo era una prova di grande amicizia.....
    waooo! che ricordi!....
  9. Turista Anonimo
    , 5/2/2003 00:00
    Andrea, chissà io non avrei avuto il coraggio di salirci e mi sarei persa un'occasione stupenda!
  10. frenci
    , 5/2/2003 00:00
    Beh...questo invito è decisamente inimitabile, che bella avventura! Ma dovevano fare numero?
    Chissà quanto vi siete divertiti....queste sì che sono cose da raccontare!!!!!
  11. Turista Anonimo
    , 4/2/2003 00:00
    sai però Frenci come sono stato invitato io? io con la morosa gironzolavamao in un paesini turco, ci accosta un'auto nera con interni bianchi pelosi che in luglio...e il losco figuro ci dice " da dove venite? Italia? forza che andiamo.. siamo in ritardo... e parte con noi a bordo. la morosa mi dice tu sei pazzo chissà dove ci porta! Viaggia un pò per la campagna e ci scarica al matrimonio..quindi noi eravamo veramente dei perfetti sconosciuti e oltre a tutto non era neppure lo sposo!!!!
  12. frenci
    , 4/2/2003 00:00
    Bello davvero, ma del resto erano riusciti a scovare Città di Castello (PG) e anche la chiesa....il minimo che potessi fare era di festeggiare anche con loro, Natalia aveva anche un regalino, un simpatico porta foto. Però non credo di essere stata un'eccezione, magari capita di meno da noi poichè in queste ricorrenze siamo troppo rigidi ai programmi stabiliti, gli elenchi, le bomboniere e così via...si perde la spontaneità.
  13. Turista Anonimo
    , 4/2/2003 00:00
    bello. sei l'eccezione.....
  14. frenci
    , 4/2/2003 00:00
    Andrea...io ho invitato 3 sconosciuti al mio matrimonio. E' stato bellissimo, un'amica polacca, conosciuta a Dublino l'estate precedente, ha saputo la nostra data di matrimonio e ci siamo poi scritte mails, mi ha fatto una meravigliosa sorpresa quel giorno presentandosi a sorpresa..."do you remember me?" era con 3 amici e ovviamente li ho costretti ad unirsi al gruppo: oltre a italiani"misti" c'erano varie rappresentanze: Mosca, Madrid, Boston, Biskarat (Algeria, varie parti della Francia, Birmingham, e chi altri? Peccato che Asa non sia riuscito a venire dal Giappone....bello eh?
  15. Turista Anonimo
    , 4/2/2003 00:00
    hai ragione!..... :)
    e poi non siamo abituati a tanta gentilezza "gratuita"... pensiamo sempre che ci sia qualche fregatura nascosta!... ma a volte non è così, è proprio genuino e sincero... ed è bello che esista ancora!....
  16. Turista Anonimo
    , 4/2/2003 00:00
    chiaramente finchè non trovo quello che mi lascia in mutande....e senza passaporto. No scherzo, ma l'attenzione (non diffidenza) non cala mai.