1. Aneddoti

    di , il 10/1/2002 00:00

    Sono troppo curiosa di sapere le cose più strane,curiose,buffe che vi sono capitate in viaggio e non!!!!!!!ciao Nady.

  2. Daniele Salvoldi
    , 2/3/2002 00:00
    Certe cose non succedono solo nei film. Mi capitò a Roma, lo scorso anno, di udire tale dialogo fra un centurione per
    turisti giapponesi e un poliziotto. Il centurione attacca: “Che ccai ‘a pistola?”, “Mbè?!”, “E io cco questa!”, disse agitando il gladio di plastica. “E che cce fai con questa?”, “Ao! C’ammazzi pure ‘a suocera!”.
  3. Barbara P.
    , 16/2/2002 00:00
    volo atene - salonicco circa 20 anni fa. prendo posto vicino al finestrino e subito dopo si siede accanto a me un mio coetaneo greco, in divisa da militare. mentre io mi allaccio la cintura lui tira fuori dallo zaino un giornaletto di fumetti erotici che comincia a leggere rapito. l'aereo comincia a rollare sulla pista, il militare mi prende la mano. gelo!!! senza voltarmi penso "guarda 'sto maniaco", ritiro la mano ripromettendomi un'azione piu' incisiva in seguito. l'aereo decolla e di nuovo mi sento stringere con forza la mano. mi volto pronta a inveire contro il mio vicino quando mi accorgo che questo giovanottone piangeva a calde lacrime, pallido come un morto. chiamo la hostess che, dopo aver soccorso "il maniaco" mi informa: "sai, ha paura di volare...".
  4. Marina Guerzetti
    , 25/1/2002 00:00
    il mio è un viaggio in ....tram.
    a milano, tanti tanti anni fa,
    sul 15, con diverse mie amiche.
    saliamo la mattina presto dopo aver fatto colazione al solito bar per andare al liceo.
    il tram è già pieno. troviamo un solo posto a sedere, si siede una delle nostre amiche.
    noi restiamo in piedi qualche metro indietro.
    ad un certo punto vediamo un po' di trabusto, gente che scappa, e un odore orrendo.
    in poche parole: sale il solito maniaco da mezzi pubblici.
    addocchia la nostra amica, molto carina; le si avvicina, inizia a strusciarsi con le sue parti intime contro la spalla di lei che è seduta, all'inizio non ci fa caso...poi se ne accorge...le viene un conato di vomito....e gli rovescia cappucino, briosche e spremuta di arancie sui pantaloni!!!!!
    il maniaco impreca e scappa alla prima fermata!!!
    grandissima!
    ciao
    marina
  5. Sandra Decimi
    , 25/1/2002 00:00
    Io ho un aneddoto un po' pulp, non adatto a stomaci delicati.
    Aereoporto Charles de Gaulle, gennaio 1997, ritorno dalla vacanza a Parigi e c'era un freddo boia. Sarà stata la tristezza del ritorno, ma per tutta la mattina ho avuto un forte mal di stomaco e nausea e proprio non riuscivo a buttar giù nemmeno una tazza di te.
    All'aereoporto un'ora prima della partenza ci dicono che, causa maltempo, ci sarà da aspettare non si sa per quanto. Fuori nevica di brutto.
    Io, stravolta crollo su un divanetto e mi addormento di schianto, delirando per la febbre.
    Dopo 6 ore di attesa finalmente chiamano il nostro volo e altri 3 o 4. Un miliardo di persone si accalca intorno ai cancelli d'imbarco, stile profughi sulle spiagge italiane. Io vengo pigiata e malmenata dalla marea in movimento, e intanto sto sempre peggio. Non ce la faccio ad arrivare al cancello, indebolita come sono dalla febbre e dalla nausea; la gente mi passa davanti senza pietà. D'un tratto qualcosa si muove nel mio stomaco. Qualcosa che non posso controllare. Cerco di avvisare chi ho intorno... "scusate, fate passare, è meglio per voi..."
    Niente da fare. Non ce l'ho fatta a trattenermi. Ho vomitato, tutto addosso almeno a venti persone, comprese hostess, piloti, stewarts.
    D'incanto il vuoto intorno e con facilità mi sono imbarcata. Provare per credere. Ciao Sandra.
  6. Daniele Salvoldi
    , 18/1/2002 00:00
    Non è una cosa eccezionale, però ve la racconto.
    Turchia, 1993. Ero piuttosto piccolo. Andiamo con la mia famiglia a Pamukkale, sito naturalistico di notevole interesse: vi sono sorgenti di acqua calda che nei secoli hanno formato vasche naturali di calcare. Uno spettacolo. Dopo il bagno andiamo in un bar e chiediamo al cameriere una panascè (birra mista a gazzosa). Il ragazzo non capisce e l'inglese stentato di mio fratello non è utile. Alla fine, mio padre, rassegnato e un po' arrabbiato lo dice in bergamasco stretto. Dopo due minuti il ragazzo è arrivato con quattro ottime panascé. Caso di somoglianza linguistica o di emigrazione dalle valli bergamasche?
  7. Taina Ranci
    , 14/1/2002 00:00
    Premetto che considero Parigi una delle città più emozionanti del mondo ma durante la gita dell'ultimo anno delle superiori in albergo è successa una cosetta piuttosto divertente...Una sera,dopo cena,io e la mia compagna di stanza rientriamo in camera:erano le nove e mezza e dal momento che non era prevista alcuna uscita per quella sera restiamo lì a chiacchierare fino all'una di notte...nel frattempo i ragazzi che occupavano la stanza accanto alla nostra litigano e urlano ma dal momento che noi ci eravamo abituate abbiamo ignorato la cosa (la nostra non era proprio una classe unita..)Verso l'una e mezzo mi risveglio interrotta da qualcuno che tenta di buttare giù la porta!!Sveglio la mia amica e mi avvicino alla porta,chiedendo chi è,ma sento solo pugni contro il legno.Alla fine apro e mi ritrovo davanti un uomo di colore IN MUTANDE che urla in francese!!Ho studiato francese per otto anni,ma vi assicuro,ero talmente scioccata che sono rimasta lì per un paio di minuti senza capire una parola!!!Alla fine colgo il succo del discorso e capisco che è un cameriere dell'albergo che si lamenta per il casino e dice che proviene dalla nostra stanza!Avevo la salivazione azzerata,così mi sono spiegata a gesti per fargli capire che no,non eravamo noi,ma quelli della stanza accanto:peccato che nell'agitazione del momento gli ho indicato il numero di stanza sbagliato così quello ha cominciato a sbraitare contro una coppia di anziani tedeschi!!Una notte memorabile!Ciao...
  8. Francesca Montanelli
    , 13/1/2002 00:00
    Una delle cose più divertenti che mi è successa è stata in Olanda,nel 1997.
    Io e il mio ragazzo ci siamo trovati a trascorrere qualche giorno in compagnia di alcuni ragazzi di varie nazionalità.
    Uno di loro,un ragazzo ungherese,sosteneva di aver imparato qualche parola della nostra lingua da alcuni ragazzi italiani con i quali aveva trascorso qualche giorno in un ostello di Amsterdam.
    Infatti,per sfoggiare le sue capacità si avvicinò ad un asciugamano e disse "pezzo di merda",suscitando in noi grande ilarità.
    Ma non si arrese....prese una bottiglia d'acqua ed esclamò sorridendo "stronzo!".
    E poi ancora indicando il bicchiere di plastica,disse un'altra parolaccia.
    Solo quando non ne potevamo più dalle risate riuscimmo a spiegare al perplesso ungherese che quei ragazzi italiani gli avevano giocato un bello scherzo.
    Ovviamente gli spiegammo anche che "stronzo"in italiano non vuole certo dire "bottiglia"....dato che quel povero ragazzo aveva intenzione di venire in visita nel nostro paese,meglio non fargli correre rischi!!
  9. lorecoll
    , 11/1/2002 00:00
    Bali, settembre 1995, viaggio di nozze.
    Vi rifilo un paio di aneddoti.

    Un sera ci portano a vedere la danza delle scimmie insieme ad un'altra simpatica coppia di Bari, come noi in viaggio di nozze.
    Bello l'ambiente, i costumi, l'atmosfera, tutto quello che vi pare: ma dopo una trentina di minuti di monotonissimo spettacolo,
    tutto composto da battute di mani e alternanza di due cori (uno che diceva "ceka-ceka-ceka" e l'altro "uh-uh-uh") ci si è iniziati a
    distrarre un pochino ed a chiacchierare fra noi. Allora un signore davanti a noi si gira incazzato come un picchio e ci urla in malissimo modo di fare silenzio.
    Franco mio marito, che è molto spicciativo, gli fa in perfetto romanesco "Ahò, e se tu cci hai capito quarcheccosa che cce lo spieghi?"
    Il buon uomo non ha più avuto coraggio di replicare...

    Sempre Bali, matrimonio in rito balinese con costumi tipici del posto. Dopo la cerimonia iniziamo a pavoneggiarsi per le foto di rito e ci
    avviamo con un pò di ritardo verso il buffet nuziale, arrivando a piatti quasi completamente spazzolati dai nostri compagni di ventura.
    Restano poche briciole di pesce ed un vassoio di bellissimi spiedini di carne, che si rivlenao di un gusto un pò troppo strambo e dolciastro.
    Dopo averlo assaggiato ne allungo uno ad un gattino magrissimo che mi passa vicino e sembra morto di fame e quello, per tutta risposta, lo annusa
    e se ne va di gran carriera. Che carne sarà mai stata? Gatto, cane, scimmia? abbiamo passato quasi digiuni la nostra giornata di nozze balinesi...
  10. Marco Magna
    , 10/1/2002 00:00
    Paolo sei un mto...ma forse ti conviene andare a Lourdes....ciao!
  11. Paolo Motta
    , 10/1/2002 00:00
    5° e veramente ultimo..
    birmania luglio 1999. yangoon.
    dopo 2 settimane in giro per la birmania con 4 ragazzi conosciuti lì andiamo tutti insieme fuori a cena. il giorno dopo noi voliamo in malesia alle perhentian per una settimana di mare e immersioni. è l'ultima cena tutti e 6 insieme.
    andiamo nel ristorante più famoso di yangoon: mister guitar.
    ordiniamo un sacco di biire beviamo e poi ordiniamo il cibo.
    premetto che in birmania il 99% della popolazione non parla inglese. mister guitar rispettava la media.
    io ordino un piatto a caso dal menù, scritto con le loro lettere tutte a pallini e cerchietti.
    uno dei ragazzi mi chiede cosa ho ordinato e gli dico pollo al curry.
    lo ordina anche lui.
    ci arriva una ciotolona di curry brodoso rosso con dentro della carne scura e stracotta.
    dalla fame iniziamo entrambi a mangiare...dopo un po' ci guardiamo. il sapore è strano, buono ma strano. non è pollo.
    il colore è quasi bruno, con fibre...
    chiamiamo la cameriera.
    dopo 10 minuti riesce a capire che vogliamo sapere cosa c'è dentro il curry. ci dice:
    "*@xl*°#yw*§"
    peggio di prima.
    chiama una altra cameriera. le spiega. questa ci guarda e ride e fa: wooff wooff wooff! e ci gira il meù sull'altro lato, e ci indica una scritta in perfetto inglese "zuppa di cane pechinese, specialità delle tribu mhon....."
    il mio amico ha immediatamente vomitato sotto il tavolo!
    ciao paolo-milano
  12. Megane P.
    , 10/1/2002 00:00
    Troppo forte quella del ditale, che avventura.....
    ah ah ah ciao Paolo
  13. Paolo Motta
    , 10/1/2002 00:00
    4° ultimo..per oggi.
    thailandia agosto 2001
    sukothai.
    arriviamo in treno nella splendida cittadina, io mia moglie e una coppia di nostri amici conosciuti in malesia 3 anni fa. noi eravamo già stati in thailandia e gli abbiano ripetuto mille volte della gentilezza della gente locale, della sicurezza del paese, di come fosse quasi un paradiso rispetto a milano o roma.
    alla fine li convinciano, credo.
    usciamo dalla guesthouse per visitare l'unico tempio degno di nota. arriviamo, ci togliamo ovviamente le scarpe e le mettiamo nella scarpiera sotto il porticato di ingresso.
    entriamo tutti e 4, vediamo questo tempio nemmeno bello, anzi uno dei più brutti di tutta la thailandia...
    usciamo...e hanno fregato le scarpe al nostro amico di roma.
    un bellissimo paio di sandali chiusi della timberland MAI utilizzati!
    non l'ha presa bene.
    l'abbiamo ribattezzato il tempio delle ciabatte.
    ciao paolo-milano
  14. utente_deiscritto_93872
    , 10/1/2002 00:00
    Paolo...."povera stella"!!!
    eh eh eh ciao
    Sarah
  15. Paolo Motta
    , 10/1/2002 00:00
    terzo aneddoto:
    isola di rarotonga - isole cook, agosto 2000:
    giro delle montagne dell'isola con jeeppone cabrio, guidato da un maori di 200 chili. io e mia moglie + altre 5 coppie di stranieri, tutti australiani e neozelandesi.
    si fa conoscenza, tutti restano stupiti di trovare degli italiani così lontano, diventiamo il centro dell'attenzione, tutti ci chiedono dell'italia...blah, blah, blah...sfoggiamo il nostro inglese, pavoneggianti.
    a un certo punto il maori al volante si ferma di fronte ad un complesso di palazzine mai terminato, enorme, sterminato, ma solo lo scheletro esterno.
    racconta i fatti.
    le cook sono povere, ma lo stato decide di far aprire nei primi anni '80 il primo albergo internazionale. l'hilton accetta a condizione che lo stato delle cook sostenga parte delle spese. sono circa 3 milioni di dollari neozelandesi. un cifra enorme per loro. iniziano i lavori. gara d'appalto internazionale. vince una ditta siciliana.
    tutta la comitiva dei turisti si gira a guardarci....noi abbiamo già capito.
    il maori continua: la ditta costruisce le fondamenta, chiede altri soldi, fa venire tutti gli operai dall'italia, il materiale dall'italia, i costi raddopiano....le cook pagano e la ditta dichiara fallimento. gli italiani ripartono e alle cook resta lo scheltro di un albergo mai finito.
    gli altri turisti ci guardano ancora, noi abbassiamo lo sguardo.
    per peggiorare le cose il maori comunica trionfale che la magistratura della nuova zelanda che è competente per le cook ha mandato dei mandati di cattura internazionali a 5 italiani noti mafiosi!
    nessuno ci ha rivolto la parola per le successive 2 ore!
    ciao paolo-milano
  16. Paolo Motta
    , 10/1/2002 00:00
    secondo anedotto:
    frontiera costa rica/nicaragua a pena blanca settembre 1995.
    la mia ragazza, sempre la stessa, ora è mia moglie, compra in costa rica il giorno prima della partenza in autobus per il nicaragua, della frutta e della verdura, stanca di tortillas, pesce alla griglia e empanadas.
    compra cibo per 5 persone per 1 settimana; non riesce nemmeno a scalfire la riserva accumulata. e decide di portarsela nello zainetto.
    arriviamo al confine.
    posto delirante e tremendo, vera miseria e disperazione. centinaia di bimbi nicaraguensi che chiedono l'elemosina.
    entriamo in dogana. su un cartello gigantesco c'è un disegno di ortaggi e frutta con su un X rossa. vietata l'importazione di vegetali da un paese all'altro.
    il doganiere ci apre tutti gli zaini, controlla tutto.
    tocca allo zainetto portaspesa pieno di verdure della mia ragazza.
    il doganiere chiede in ispanico cosa c'è dentro. la mia ragazza risponde "carote", quello guarda dubbioso, lei ridice: "carotes", quello sospettoso, lei ci pensa e dice "carotones", e lo ripete 4/5 volte: "carotones, carotones".
    quello si incazza, inizia ad urlare. ci viene in soccorso una donna nicaraguense che avevamo conosciuto in autobus e che parlava un ottimo francese. fa da intemediaria e con 3 frasi secche risolve il problema. apre lo zaino, piglia le carote le fa vedere al doganiere che le piglia e le getta ai bambini.
    poi ci spiega che "carotones" nella forma di spagnolo del nicaragua è un insulto, tipo faccia di merda!
    ciao paolo-milano