1. La rabbia e l'orgoglio

    di , il 27/12/2001 00:00

    Ho finito da poco di leggere l'ultimo libro (?) di Oriana Fallaci sull'attentato alle twin towers e non solo: l'autrice sputa veleno su tutto e tutti, in pieno delirio d'onnipotenza e pur trovandomi d'accordo con lei su qualcosa (poche cose in realta'), ritengo questo libro lo sfogo di un'esaltata e a tratti perfino noioso. La scrittrice non finira' mai di dar sfoggio della sua preparazione letteraria, storica ecc. Ma tutto cio' non basta per poter arrogarsi il diritto di inveire contro chiunque. L'ondata terroristica ha colpito tutti e ha cambiato la vita di tutti, non solo la sua. ...E qualcuno poteva anche dirle che "musulmano" si scrive con una sola "s".

  2. Roberto G
    , 21/3/2002 00:00
    Tuo padre avrebbe dovuto tirartele indietro e darti anche un paio di schiaffoni...
    Tanto odio è inconcepibile? E le Twin Towers erano concepibili?
  3. Anna Pascali
    , 25/2/2002 00:00
    Leggendo quel pezzo della Fallaci ho provato un dolore sordo in fondo alla pancia. Mi sono sentita così male che, quasi piangendo, ho restituito le fotocopie a mio padre lanciandogliele addosso, come se fosse stata colpa sua.
    La Fallacci può dire quello che le pare. Per me tanto odio è inconcepibile.

    Morgana
  4. Roberto G
    , 5/2/2002 00:00
    Che strano, Sem... fino al 10 settembre la Fallaci rientrava nel novero delle intellettuali di sinistra, se non proprio comuniste... e tutto d'un tratto diventa fascista... Non sarà che poi tra gli uni e gli altri non c'è poi tanta differenza?
    Roberto
  5. Sem D.
    , 5/2/2002 00:00
    Dopo che ho letto la sua lettera al corriere della sera ho capito che è una fascista. Come si permette di giudicare così sfacciatamente un popolo, una religione!come se quelo che facessero gli satati uniti d'america fosse tutto rose e fiori.Ci manca la controinformazione, fondamentale per orientarsi in questo mondo così ipocrito come quello dato dai mass media. sem
  6. Popo Popo
    , 2/2/2002 00:00
    Agli stati arabi manca una bella rivoluzione francese, che ha causato morti si è spinta all'eccesso eccetera eccetera, ma ha definitivamente sancito la vittoria del pensiero laico, la turchia è il paese arabo più laico perchè qualcosa di simile è successo.
  7. Roberto G
    , 2/2/2002 00:00
    X Matteo
    Leggi il mio intervento del 17 gennaio e c'è scritto chiaramente come la penso.
    D'accordissimo con brutfort sul trattamento diverso riservato ai Baget Bozzo di turno!
    Ciao
    Roberto
  8. Matteo Azzani
    , 1/2/2002 00:00
    Vorrei specificare che non ho mai detto che l'islam e' indietro di secoli rispetto a noi, ma che molti paesi arabi, per questioni storico-geografiche non si sono sviluppati come l'Europa o il Nord-America, ma questo non ha nulla a che fare con la religione (sottolineo che Paese arabo NON significa paese islamico). Ci sono infatti decine di paesi "cristiani" nel mondo che vivono in condizioni di assoluta arretratezza economica e civile (dove la maggior parte delle volte ne fanno le spese soprattutto le donne) e dove, di conseguenza, nascono forme di estremismo religioso (sono appena tornato dall'India, dove mi sono accorto che le donne contano molto meno rispetto al piu' integralista paese musulmano! Ma raramente sentiamo dire che l'induismo e' una religione estremista). Per spiegarmi meglio ti porto l'esempio della Turchia (paese a stragrande maggioranza musulmana) dove, ogni volta che ci sono stato, non ho trovato particolari fanatismi o integralismi; per me e' l'esempio lampante che non e' questione di religione, bensì di geopolitica; questo paese, grazie alla vicinanza (culturale e geografica) con l'Europa ha sviluppato uno stato che (seppur con mille difetti) e' stato capace di fare una distinzione tra stato e religione, riuscendo a "progredire" molto meglio di tanti paesi cristiani, induisti, buddisti, ecc. del mondo!
    Mi sembra, quindi, che non la pensiamo in modo molto differente!
    Spero di essere riuscito a spiegarmi bene.
    Grazie dell'attenzione.
    Ciao
    Matteo

    P.S. Non ho capito bene il tuo discorso iniziale (da "Per esempio" a "e dai"); potresti rispiegarmelo con parole diverse? Grazie.
  9. Brutfort .
    , 1/2/2002 00:00
    Ciao, Matteo.
    Sono d'accordo su alcune cose da te scritte, su altre meno. Per esempio, non credo che sia un segno di tolleranza che gli islamici consentano a gente non mussulmana di costruire moschee: semplicemente è più comodo per tutti che accada ciò in un paese non mussulmano, non credi ? Oltretutto, credo che parte dei fondi per costruire queste strutture religiose provenga proprio da gente non mussulmana. Allora, questo sarebbe un gesto di tolleranza o di opportunità ? E dai ...
    In fondo, e vero che non c'è un abisso tra cristianesimo e islam. La differenza sai cosa la fà ? Secondo me il ruolo e l'importanza che vengono dati in queste due realtà agli estremismi religiosi. Mentre qui da noi i vari Baget Bozzo nella maggior parte dei casi non vengono presi in considerazione ed etichettati come rimbambiti, da loro personaggi analoghi vengono acclamati e quasi idolatrati dalle folle, finendo col divenire i veri leader spirituali e politici di quelle società. Riscontri qualcosa di analogo, qui da noi ? Non credo. E questa secondo me non è una differenza da poco.
    E' vero, nel medioevo la Chiesa ha fatto le stesse cose che stanno facendo adesso i regimi islamici più esasperati. Ma stiamo parlando di cose accadute 500-600 anni fà, che fortunatamente ora non hanno modo di esistere più (se non molto limitatamente). Quindi non ha senso riferirsi a quel periodo storico, altrimenti diamo ragione al cavaliere nero berlusca quando dice che l'Islam è indietro secoli rispetto a noi.
  10. Matteo Azzani
    , 1/2/2002 00:00
    Quello che intendevo sottolineare e' una diversa concezione della religione e della struttura di essa concepita da islam e da cattolicesimo. Il Vaticano e' lo stato della Chiesa dove non penso che sarebbe mai e poi mai permesso a nessun musulmano, ebreo o induista di costruire una moschea, una sinagoga o un tempio. Non e' forse altrettanto un segno di intolleranza e rifiuto del diverso (cosa che peraltro il cristianesimo dovrebbe "per definizione" combattere)? Tu mi parli di Roma, ma questa citta' e' degli italiani e la Chiesa non si deve neanche permettere di mettere il naso nei suoi affari! (secondo te, se fosse stato per la Chiesa, avrebbero mai costruito una moschea a Roma, o in Italia?).
    Passando alla concezione islamica, essa rifiuta ogni struttura di potere gerarchicamente organizzata, e, quindi, storicamente non ha mai avuto la necessita' di crearsi una "Santa Sede". In mancanza di cio' si e' teso a dare sempre maggiore valore spirituale e religioso ai cosiddetti luoghi sacri (vedi La Mecca e Medina, dove, come dici tu, vigono severissime regole per i visitatori non musulmani; confermo, a proposito, che a La Mecca e' proibito entrare a qualsiasi non musulmano).
    Detto questo, non credi che la differenza in tal senso non sia poi così abissale tra islam e cattolicesimo? Non pensi che la questione non sia tra questa o quella religione, ma tra paesi piu' o meno sviluppati? Molti dei paesi arabi si trovano economicamente e civilmente nelle condizioni in cui si trovava l'Italia 150 anni fa, e, guarda caso fino a un secolo fa la Chiesa cattolica in Italia la faceva da padrona decidendo il destino di milioni di persone senza alcuna legittimazione (come accade oggi in alcuni paesi arabi). Col tempo le cose cambieranno inevitabilmente e anche là, si giungera' alla separazione Stato-religione, e' solo questione di tempo (e noi italiani in questo non dovremmo permetterci di dare lezioni a nessuno, visto l'influenza che il papa continua ad avere sulle decisioni dello Stato!)
    Spero di aver chiarito un po' meglio la mia "provocazione" precedente.
    Ti saluto
    Matteo
  11. Roberto G
    , 1/2/2002 00:00
    Posso indicarti quella di Roma... Bel trucchetto quello di parlare di Città del Vaticano, cambiandomi le parole dalla bocca... Grazie del tuo intervento
  12. Matteo Azzani
    , 31/1/2002 00:00
    Per Roberto G.
    Potresti indicarmi la strada per raggiungere la Moschea Musulmana della Citta' del Vaticano?...grazie...aspetto (inutilmente) una risposta!
    Matteo
  13. Brutfort .
    , 18/1/2002 00:00
    Ah, finalmente ho avuto modo di leggere questo libro della Fallaci !
    Ammetto che non l'ho letto per intero, perchè a metà mi aveva già stufato, visto che l'ho trovato troppo monotematico.
    Personalmente concordo su alcune cose scritte su quel libro, quello che mi ha lasciato perplesso è questa sua totale, e secondo me eccessiva, devozione (direi quasi una sorta di fanatismo) nei confronti degli Usa e di tutto ciò che è americano.
    Chiaro, ognuno è liberissimo di idolatrare chi è e cosa vuole ma da un personaggio diciamo così maturo come la Fallaci, mi sarei aspettato un'analisi un pò più obiettiva. A sentire lei ormai tutto il male è da una parte e tutto il bene è dall'altra.
    Comunque, a parte questi discorsi, quello che mi sono chiesto è a cosa serva un libro del genere. Bastava entrare in uno qualsiasi dei nostri bar nei giorni successivi all'11 settembre e si sarebbero sentite esattamente le stesse cose che ha scritto la Fallaci (a parte qualche citazione culturale in più).
    C'era bisogno di fare un libro ?
  14. Roberto G
    , 17/1/2002 00:00
    Caro Gufo, devo proprio ringraziarti... e non lo dico con ironia, dico sul serio! Al di là delle notizie discrepanti su alcuni fatti, delle differenze di opinione su certe cose, la tua risposta mi ha portato a riflettere. In molti altri forum, mi sono schierato in maniera anche molto decisa su un certo manierismo, un perbenismo radical-chic che imperversa nella nostra società (vedi i miei interventi nei forum sulle prostitute, su Safya e sui cantanti pseudo pacifisti) e anche nel caso arabi, mussulmani, o più generalmente immigrati, mi rendo conto che il mio disagio non è causato da loro in maniera diretta... Certo, possono esserci sentimenti anche negativi, nei loro confronti, che ti portano a generalizzare e ad incolpare tutta la categoria (è un dato di fatto che gli extracomunitari, pur essendo meno del 5% della popolazione italiana, sono oltre il 50% della popolazione carceraria), ma la cosa che più mi urta è il comportamento di moltissimi italiani che, con la stessa dose di razzismo di chi crede che l'immigrato sia sempre colpevole, continuano a cercare nel fatto di difendere un arabo, mussulmano o comunque diverso ritengono di pulirsi la coscienza... E' difficile da spiegare, ma io vorrei che le persone venissero giudicate per quello che realmente fanno... Se un ragazzino bianco, milanese, della media-borghesia, commette un vandalismo o ruba un motorino, siamo quasi tutti concordi nel giudicarlo un piccolo delinquente. Oggi, se un atto del genere lo commette un extracomunitario, un arabo o un mussulmano, come trovi gente che lo condanna, non per ciò che ha fatto, ma in quanto "diverso", trovi anche chi lo giustifica e accusa gli altri di essere razzisti. Non è il tuo caso, ci mancherebbe, tu hai argomentato molto bene la tua posizione... Quello che vorrei dire, e che non so se sono riuscito a dire, è che tutti siamo uguali, arabi, europei, cristiani, mussulmani, atei e come la propria origine o la propria fede non devono essere un motivo di disagio per sè o per gli altri, non bisogna cercare in esse la giustificazione o il salvacondotto per trasgredire alle regole. Tutto qui.
    Ciao
    roberto
  15. Roberto G
    , 17/1/2002 00:00
    Caro Gufo, devo proprio ringraziarti... e non lo dico con ironia, dico sul serio! Al di là delle notizie discrepanti su alcuni fatti, delle differenze di opinione su certe cose, la tua risposta mi ha portato a riflettere. In molti altri forum, mi sono schierato in maniera anche molto decisa su un certo manierismo, un perbenismo radical-chic che imperversa nella nostra società (vedi i miei interventi nei forum sulle prostitute, su Safya e sui cantanti pseudo pacifisti) e anche nel caso arabi, mussulmani, o più generalmente immigrati, mi rendo conto che il mio disagio non è causato da loro in maniera diretta... Certo, possono esserci sentimenti anche negativi, nei loro confronti, che ti portano a generalizzare e ad incolpare tutta la categoria (è un dato di fatto che gli extracomunitari, pur essendo meno del 5% della popolazione italiana, sono oltre il 50% della popolazione carceraria), ma la cosa che più mi urta è il comportamento di moltissimi italiani che, con la stessa dose di razzismo di chi crede che l'immigrato sia sempre colpevole, continuano a cercare nel fatto di difendere un arabo, mussulmano o comunque diverso ritengono di pulirsi la coscienza... E' difficile da spiegare, ma io vorrei che le persone venissero giudicate per quello che realmente fanno... Se un ragazzino bianco, milanese, della media-borghesia, commette un vandalismo o ruba un motorino, siamo quasi tutti concordi nel giudicarlo un piccolo delinquente. Oggi, se un atto del genere lo commette un extracomunitario, un arabo o un mussulmano, come trovi gente che lo condanna, non per ciò che ha fatto, ma in quanto "diverso", trovi anche chi lo giustifica e accusa gli altri di essere razzisti. Non è il tuo caso, ci mancherebbe, tu hai argomentato molto bene la tua posizione... Quello che vorrei dire, e che non so se sono riuscito a dire, è che tutti siamo uguali, arabi, europei, cristiani, mussulmani, atei e come la propria origine o la propria fede non devono essere un motivo di disagio per sè o per gli altri, non bisogna cercare in esse la giustificazione o il salvacondotto per trasgredire alle regole. Tutto qui.
    Ciao
    roberto
  16. Antonio Baccagli
    , 16/1/2002 00:00
    Ma via, perchè devi innervosirti così tanto?Anch'io sono ateo e a tal proposito era proprio sul sito dell'associazione atei italiani che vidi, o mi parve di vedere, che l'8 per mille non erano le uniche entrate della chiesa ricevute dallo stato, comunque potrei sbagliarmi e lo sottolineo che potrei sbagliarmi, visto che l'ho scritto anche prima ma pari non averlo notato.Per quanto riguarda l'idea di non fare entrare arabi, mi devi scusare, pensavo ti riferissi a dei discorsi visti prima su questo forum in cui si faceva questa ipotesi, scusa anche per l'arabia, avevo dato per scontato questa cosa ma ho sbagliato anche qui.In quanto al crocifisso non sono d'accordo, se a quel ragazzino gli piace e lo fa stare bene allora lo porti con sè, non vedo perchè debba vederlo anch'io che magari mi fa stare male.Come avrai letto però anche alcuni medici tolgono i crocifissi dagli ospedali, non credo siano medici mussulmani e l'associazione atei italiani (non ricordo il nome preciso)si batte da anni per togliere il crocifisso dai luoghi pubblici.Comunque io non intendevo certo anccusarti di razzismo o difendere ad oltranza gli arabi, soltanto che, come ho visto in lettere precedenti, mi pare che ci si lamenti degli arabi senza specificare perchè, cioè che cosa ci dia tanto noia.Per quel che riguarda l'iman di Torino non mi pare abbia detto quelle cose, ma soltanto che non riteneva bin laden colpevole se non vedeva le prove, almeno questo è quello che ho sentito quando è venuto da Santoro, di ciò che scrivono i giornali non so e sinceramente non mi fido molto, in ogni caso, può darsi sbagli, ma non vedo neppure tutti questi attachi alla nostra cultura.Detto questo spero di non farti arrabbiare urteriormente, mi scuso di nuovo se ho frainteso alcune delle cose da tu dette.