1. Ahi ahi ahi francorosso!!!!!

    di , il 20/12/2002 00:00

    Sarò sintetico: mercoledì comprato pacchetto viaggio francorosso hurghada con partenza prevista da mxp ore 0900.

    Venerdì comunicazione volo spostato ore 1950 arrivo in hotel notte fonda!

    Chiesto rimborso di almeno 1 giorno (quello perso) risposta: la cena della sera non è persa perchè si mangia sull'aereo il pranzo si vedrà può fare reclamo!?!?

    Ora chiarisco una cosa: noi turisti abituati "fai da te" abbiamo deciso per una volta di prendere un pacchetto turistico per una vacanza relax. Conosciamo i ns diritti e sappiamo che volendo qualcosa si può fare, ma visto che andiamo in vacanza e ci vogliamo rilassare e divertire la spett.le FRANCOROSSO si prepari a servirci coi guanti perchè sappiamo essere molto cattivelli.

    Morale: VIVA IL FAI DA TE!!!!

    Ps:

    Vi faremo sapere il seguito

    Ciao a tutti

  2. Luca Bagnoli
    , 24/1/2003 00:00
    ciao a tutti siam tornati!!!
    scusate se rispondiamo solo ora, noi che abbiamo lanciato questo FORUM.
    Innanzitutto vorremmo dire che a parte i ritardi del viaggio aereo tutto il resto è andato benissimo, volevamo relax e relax è stato. Anche al ritorno ci hanno ritardato il volo, infatti si è viaggiato di notte con arrivo a MXP alle 05.45.
    Io penso che i tour operator su questo fatto degli schedulati ci speculino parecchio, sapendo di arrivare sia a destinazione che a casa in piena notte molti non comprerebbero il pacchetto ma ne cercherebbero un altro!!!
    E' bello sapere che tanta gente in gamba se la cava viaggiando per il mondo con il sistema "fai da te" (il ns preferito) che permette di fare esperienze uniche sotto l'aspetto umano.
    Non vogliamo mettere in croce i tour operator e le varie agenzie, ma il sapore di una vacanza libera è senza dubbio migliore.
    Buon viaggio a tutti
    Luca e Teodora
  3. Turista Anonimo
    , 23/1/2003 00:00
    Ma cosa fai, prima ti dai la zappa sui piedi e poi ti lamenti che ti fà male l'alluce ? Sai che gli frega a FrancoRosso di avere due accaniti fai da te, che sanno quali sono i loro diritti ...
  4. Turista Anonimo
    , 22/1/2003 00:00
    Io sono appena tornata dal Marocco, abbiamo passato i primi 3 giorni a fuggire da un gruppone di Francorosso che a quanto pare aveva deciso di fare il nostro stesso itinerario. Tanto che quando uno di noi diventava pesante lo si minacciava "Ti abbandoniamo a Francorosso" "Se continui guarda che ti cediamo a quelli di Francorosso".
    Poi comunque li abbiamo seminati.
    Pur facendo parte di un'altra agenzia turistica (che non fa viaggi organizzati ma viaggi apposta disorganizzati) noi giravamo in 7 con due auto a nolo. E questo gruppone con il pulmone ci faceva un'immensa tristezza. Strano vedere alcuni ragazzi (anche carini) in mezzo a coppie di mezz'età da CRAL ministeriale. Non sembravano divertirsi troppo comunque.
    Perchè viaggiano con Francorosso? Francorossini, pentitevi!
  5. Turista Anonimo
    , 14/1/2003 00:00
    io ho potuto conoscere e vivere veramente un paese, le sue problematiche e la sua gente solo durante un campo di lavoro
    mi rendo conto che è un discorso molto più complesso, nessuno si senta provocato, perfavore, è solo un'osservazione mia personale su cui mi capita di riflettere ogni tanto: dopo aver fatto un'esperienza di questo tipo, aver diviso la vita spalla a spalla per tot tempo con i nativi e aver calcato con i loro piedi i luoghi, l'idea di guardare lo stesso posto con l'occhio del turista o del viaggiatore mi sembrerebbe strana...
  6. Turista Anonimo
    , 13/1/2003 00:00
    Il 10% dei soldi spesi per i viaggi organizzati nei paesi meno industrializzati, va alla gente locale; io so che invece che, tolto il trasporto aereo, i miei soldi andranno interamente a gente del luogo che sto visitando e non ad agenzie di viaggio, tour operator, gestori d'albergo, ristoratori italiani, americani o tedeschi (praticamente la totalità nella maggior parte dei paesi meno ricchi) o peggio a politici corrotti che hanno costruito in vari paesi un racket sui viaggi organizzati (ad esempio in Egitto o alle Maldive). Credo che anche questo discorso non vada sottovalutato se si vuole unire al piacere del viaggio anche la solidarietà allo sviluppo.
    (matteo)

    SOTTOSCRIVO TUTTO.
    però...però....
    mi è capitato di viaggiare in paesi dove VOLENTE O MENO, i soldi finiscono in mano a regimi e dittature, anche violente e spietate: BIRMANIA, VIETNAM, LAOS...
    in questi paesi, pur andandoci solo con il biglietto aereo, è molto difficile sfuggire allo Stato.
    hanno fame di dollari, e spremono i turisti. gli alberghi costano più che nei paesi confinanti, dato che la maggioranza del ricavato va alla dittatura, lo stesso accade nei ristorantini. o nei trasporti interni.
    insomma è il problema "etico" del viaggiare in paesi con simili problemi.
    taluni sostengono di NON VIAGGIARE IN TALI PAESI.
    nel 1998, quando andai in Birmania era esplosa a livello internazionale la proposta di boicottaggio da parte di gruppi occidentali di pacifisti, di sinistra, di amnesty e compagnia.
    "non andate in birmania...boicottate la giunta dello SLORC".
    e come sempre nei siti internet, sui giornali, veniva mostrata come ICONA la foto di AUNG SAN SU CHY, il premio nobel per la pace allora agli arresti domiciliari a Yangon.
    alcuni miei amici, di sisnistra, mi criticarono per la mia scelta di andare in birmania.
    poi, tornato da quel paese meraviglioso e sfortunatissimo, a settembre vi fu una dichiarazione a livello internazionale da parte di Aung San Su Chy...chiedeva ai gruppi pacifisti, di sinistra, ad amnesty ecc. di NON PROPAGANDARE IL BOICOTTAGGIO DELLA BIRMANIA!
    una piccola parte dei danari dei turisti fai da te sarebbe comunque finita nelle tasche dello strematissimo popolo birmano.
    la giunta dello SLORC si finanzia perlopiù grazie alle rivendite di TEK ad americani e giapponesi e con la vendita dell'oppio alla mafia italiana, cinese ed americana, e con i contributi che lo stesso governo americano da tramite la DEA ai militari birmani per espiantare il papavareo! (quando sono gli stessi militari a gestire la coltivazione dell'oppio!)

    ...quindi...che fare?
    io sono contrario ai boicottaggi.
  7. Ivan Dal conte
    , 11/1/2003 00:00
    Sono fondamentalmente d'accordo con Andrea e Matteo, anche se penso che non si debba stigmatizzare per forza uno stile di viaggio rispetto ad un altro. E' ovvio che un TPC preferisca un turismo fai da te perchè la libertà ( e molto altro ma non è questa la sede per dirci 100 altre sfumature) che questo consente è immane rispetto al turismo da tour operator. In questo ultimo caso secondo me caso si rischia di essere come "anestetizzati", spesso non si riesce a cogliere quella atmosfera che sta dietro l'angolo della via fuori circuito, quella situazione umana, anche difficile, che puoi vivere e comprendere mescolandoti alla gente. Pensate solo a Venezia, cosa vuol dire andare da P.le Roma a S. Marco seguendo le indicazioni fornite o seguendo voi una cartina scoprendo così i bacari e mercati ( ormai pochissimi) non toccati dai turisti...
    Ma è d'altro che vorrei parlare. Far da sè vuol certamente dire dare soldi direttamente a popolazione locale e certamente il turismo convenzionale, massificato, è una rapina vera e propria a danno dei paesi stranieri, in proporzione al livello di povertà o ricchezza del paese visitato. Ma è anche vero che il danaro che noi diamo alle popolazioni con altri stili, valori e livello monetario putroppo spesso veicola i nostri modelli, nel bene e anche nel male. Faccio l'esempio del Sud America dove i dollari con cui ho pagato alberghetti , stanze e pasti sono certamente andati ai proprietari ma gli stessi ahimè mi dicevano che invidiavano molto i nostri jeans mentre i ponchos loro erano troppo "sudamericani"... non so se ho reso l'idea che talvolta rischiamo di dare una mano ma anche di fornire un modello di consumo del turismo, pur essendo in buona fede.
    Anni fa a Cuba un ragazzo di la Habana mi chiese cosa spingesse tanto gli stranieri a viaggiare. Alle mie argomentazione rispose candidamente che era felice che noi avessimo potuto conoscere la sua meravigliosa isola dove c'era tutto, ma nello stesso tempo noi gli stavamo portando via un po' della sua serenità...
    Ivan
  8. Turista Anonimo
    , 10/1/2003 00:00
    si molto d'accordo e devo ammettere che al tema del tuo p.s. non ci avevo pensato. Motivo in più...
  9. Matteo Azzani
    , 10/1/2003 00:00
    Andrea, ti voglio fare i miei complimenti per l'approccio al viaggio che hai e che condivido al 101%, tranne che per una piccola cosa: per me il viaggio "fai da te" (evitando hotel a 5*, villaggi turistici, ristoranti costosi, tour organizzati, inutili agenzie di viaggio, ecc.) è "anche" una questione di risparmio perchè mi permette di rimanere il doppio, il triplo del tempo in un posto così da potermi godere ciò che veramente conta nel viaggio, e cioè...il viaggio...e non le comodità, i balletti in spiaggia, la piscina, l'aria condizionata, la cucina e la gente italiana o tutto quello che la maggiorparte dei turisti cercano in vacanza (per inciso, tutte cose che non ho neppure a casa mia per 365 giorni all'anno e quindi di certo non andrei a cercarle dall'altra parte del mondo); quindi, se organizzarmi un viaggio da solo mi permette di spendere la metà e viaggiare il doppio, ben venga anche il risparmio tra le qualità del "fai da te"! Sei daccordo?
    Ciao e buoni viaggi!
    Matteo

    P.S. Aggiungo un altro punto a favore del "fai da te" comunicato l'anno scorso dalla Banca Mondiale : Il 10% dei soldi spesi per i viaggi organizzati nei paesi meno industrializzati, va alla gente locale; io so che invece che, tolto il trasporto aereo, i miei soldi andranno interamente a gente del luogo che sto visitando e non ad agenzie di viaggio, tour operator, gestori d'albergo, ristoratori italiani, americani o tedeschi (praticamente la totalità nella maggior parte dei paesi meno ricchi) o peggio a politici corrotti che hanno costruito in vari paesi un racket sui viaggi organizzati (ad esempio in Egitto o alle Maldive). Credo che anche questo discorso non vada sottovalutato se si vuole unire al piacere del viaggio anche la solidarietà allo sviluppo.
  10. Miriam De bortoli
    , 10/1/2003 00:00
    Io ho viaggiato con Francorosso solo nel 2001 e sono andata in Messico, però era un hotel della catena Riu che Francorosso ha in esclusiva e anche se ha una persona in loco, non l'abbiamo mai contattata a parte vederlo all'arrivo e alla partenza perchè non ce n'era proprio bisogno. Un hotel da favola in tutti i sensi e frequentato nel 99% da turisti stranieri. In generale però ho sentito parlare male di questo tour un pochino da tutti e non credo lo proverò mai. Tornerò comunque con Francorosso solo per andare in qualsiasi altro albergo della catena RIU perchè, a mio parere, non ci sono paragoni.
  11. Turista Anonimo
    , 10/1/2003 00:00
    ho letto un giorno una lettera di un lettore di altroconsumo: comica (per me , meno per lui). Oltre alle infinite lagnanze aveva allegato una foto del club tratta dal depliant del tour operator ed una sua presa sul posto con una angolazione appena diversa.
    La prima era la classica foto con piscina palme e sdraio ecc. la sua era simile ma con ciminiere di chissà che fabbrica a sentir lui maleodorante....beh la sua aveva dei nuvoloni minacciosi ma questa è sfiga....
  12. Turista Anonimo
    , 10/1/2003 00:00
    premetto che io sono un convinto turista fai da te. Prenoto normalmente solo il viaggio aereo. Per il resto mi arrangio. Non conosco le agenzie di viaggio abbastanza per criticarle, ma chiunque con un minimo di volontà può sostituirsi a loro, intendo dire che la mancanza di tempo è una scusa, io sono andato ovunque con cinque telefonate al massimo per avere almeno un letto sceso dall'aereo...conoscendo bene questo modo di viaggiare, quindi, posso dire che paradossalmente si incontrano meno problemi facendo da sè (almeno a quanto leggo..). Certo qualche intoppo si incontra ma non avendo nessun legame si cambia itinerario in due minuti....e se un problema deve esserci preferisco essermelo creato da solo che mangiarmi il fegato per colpa di altri che ho pagato perchè non me ne facciano avere...e non è una questione di risparmio è che io (è un parere) considero il "fai da te"il modo più bello per viaggiare forse (molto forse) quello che distingue il viaggiatore dal turista.
    Mi pare di capire che ultimamente tra associazioni di consumatori, carte del turista, assicurazioni...siamo una specie un pò più protetta....
  13. Nadia Zanni
    , 10/1/2003 00:00
    io non ho mai viaggiato con Francorosso ma mi è successa una cosa cosa simile e sai cosa ho fatto? Ho rotto le palle tantissimo con l'aiuto delle mie amiche finchè non ci hanno dato retta. E' la strada migliore in questi casi: fare la voce grossa.
    In bocca al lupo Jjbag!
  14. Ivan Dal conte
    , 10/1/2003 00:00
    Vorrei dire la mia se permettete. Pur essendo uno che tende al fai da te non mi sento di mettere in croce tutti i tour operator indistintamente. Capita a tutti di volersi riposare e non pensare a nulla, quindi si cerca qualcuno che ti faccia tutto. E oltre ai soliti "furbi" o "improvvisati" ci sono molte persone, forse la maggioranza, che seriamente ti danno un buon "prodotto". Ho usufruito per solo tre volte di un pacchetto turistico preconfezionato e mi sono sempre trovato bene, senza nessun incidente.UNa volta è andata male ed ho ottenuto il rimborso in tempi rapidi utilizzando normali vie legali . Tre- quattro esperienze non sono certo un bagaglio che possa permettermi di essere rappresentativo rispetto alla massa di viaggi e di possibili pasticci e lamentele che si sentono , però io chiedo di guardarci bene dentro e chiederci : quante volte nei viaggi o voli fai da te si è vittime di disguidi che vengono in realtà tollerati proprio perchè si è nel fai da te? Gli incideti di date, tariffe e coincidenze sbagliate, perse o mancate forse rischiano di essere pari nei due casi...
    Io vorrei poi ricordare che in Italia esiste una associazione di consumatori che da anni è in prima fila nell'aiutare i cittadini vittime di disguidi, disservizi, truffe e raggiri che ha nel suo operato sicuramente moltissime esperienze di rimborsi ottenuti. Basta un click di mouse per trovarla e i mezzi di pubblicizzazione delle sue iniziative sono trasparenti.
    Quindi in definitiva occorre munirsi di strumenti per affrontare il caso negativo sia che si faccia per conto proprio che sia quando ci si affida a terzi , ma soprattutto , in questo secondo caso , occorre scegliere un operatore turistico serio che sia in gradi di dimostrare, al momento dell'acquisto del pacchetto, di assumersi le responsabilità in caso qualcosa vada storto. La Legge poi farà il resto.
  15. Marco Chiarolini
    , 7/1/2003 00:00
    Ho acquistato con altre tre persone un biglietto di andata e ritorno Milano/Delhi con Austrian Airlines, avendo cura di fissare la partenza il 19 dicembre (potevamo permetterci di chiedere 2 giorni in più di ferie) per avere la tariffa di bassa stagione: una settimana prima della partenza l'agenzia mi chiama per dirmi che la compagnia aerea ha cambiato le date della stagionalità: il 19 dicembre è diventato alta stagione e il tutto costerà circa 150 euro in più a testa.
    Il viaggio l'abbiamo fatto lo stesso perchè ne avevamo veramente voglia, ma adesso che sono tornato ho fatto i conti della serva: 150x4= 600 Euro. Sapete quanti soldi abbiamo speso a testa in 19 giorni considerando tutti gli spostamenti, gli ingressi, il cibo e gli alberghi e i regalini da portare ad amici e parenti? 550 Euro
    Sapete come abbiamo viaggiato con Austrian Airlines? Di merda, soprattutto al ritorno quando, causa la nebbia della notte di Delhi, ci hanno tenuto 2 ore sull'aereo e poi ci hanno fatto scendere, trasportati in un albergo per passare la notte(dalle 5:oo alle 8:30) e fatto ripartire nel pomeriggio.
    Buon viaggio a tutti, Marco
  16. Turista Anonimo
    , 6/1/2003 00:00
    Tornando a bomba a Francorosso, io devo ammettere di non poterne parlar male. Nel 1995 organizzai con loro il mio viaggio di nozze in Tailandia ed Indonesia e devo ammettere che tutto filo` a meraviglia e per prezzi veramente competitivi. Se nel frattempo le cose siano cambiate o lo stesso discorso non valga per tutte le mete, beh, io non lo so: ad ogni modo di Francorosso io ho un ottimo ricordo.