1. MA BABBO NATALE ESISTE?

    di , il 11/12/2002 00:00

    Questa la domanda che ricorreva tra i banchi di scuola alle elementari, o tra gli amichetti sotto casa. Poi un giorno la scoperta: la verità viene a galla. Il signore barbuto con le renne non esiste.

    Vi ricordate come lo avete scoperto?

  2. Turista Anonimo
    , 6/1/2003 00:00
    Se non ricordo male il dubbio sull`esistenza di Babbo Natale mi venne instillato a scuola elementare, verso i sette anni. Poco male: all`epoca eravamo soliti festeggiare piu` la Befana e le sue calze (lunghissime) rigorosamente piene dei dolci piu` deliziosi che trovavamo la mattina del 6 gennaio sul baule di casa. Piu` volte tentammo di restare sveglie, io e mia sorella, per soprendere i genitori che immaginavamo preparassero la messinscena, ma il sonno aveva sempre la meglio. E poi, scusa, quando sei bambino. ti importa piu` dei dolci e dei regali che sapere con certezza chi te li porta! ti riempi la bocca di carbone dolce e scuoti le spalle...
  3. Turista Anonimo
    , 30/12/2002 00:00
    28/12/02
    (Sonia )

    Ponticello, ma tu sbagli indiritto non lo sai che Babbo Natale ha lasciato la fredda Lapponi per la confortevole suite che gli hanno offerto alla Coca-Cola?

    ma perchè la coca cola non c'è anche in lapponia????
    cos'è il giapanautilusism0?
  4. Turista Anonimo
    , 29/12/2002 00:00
    Sono in grado di dimostrare che esiste Babbo Natale, la prova? perchè esiste la Befana che io incontro ogni mattina nel mio condominio quando esco per andare in Ufficio.

    Giò
  5. Turista Anonimo
    , 29/12/2002 00:00
    Nicola, nato a Patara, villaggio dell’odierna Turchia, figlio di una famiglia di Cristiani devoti, in obbedienza al precetto della povertà e della donazione ai poveri dedicò la sua vita al servizio di Dio.
    Divenne vescovo di Myra e sotto l’Impero di Diocleziano fu perseguito come Cristiano e successivamente imprigionato. Dopo il suo rilascio partecipò al Concilio di Nicea del 325 AD, morì il 6 Dicembre 343 AD e fu sepolto nella cattedrale di Myra. Alla base del sepolcro il mito vuole che si formasse un liquido, la manna, che si dice avesse proprietà miracolose e taumaturgiche. Nel 1087 le reliquie del santo furono trafugate e le sue ossa trasferite a Bari nella cripta della Chiesa di S. Nicola.
    Nei secoli sono molte le leggende che hanno accompagnato la storia del santo:
    Una di queste racconta di un padre e tre figlie da maritare ma senza dote e destinate per questo alla schiavitù. In tre differenti occasioni una borsa ricolma d’oro avrebbe attraversato in volo la finestra per posarsi sulle calze o sulle scarpe delle fanciulle. Da qui la tradizione di appendere calze al camino o lasciare le scarpe fuori dalla finestra (come tuttora si fa in Austria ed Olanda).
    Un'altra tradizione vorrebbe che durante i festeggiamenti di S. Nicola a Myra pirati Arabi invasero la zona rubando tesori dalle Chiese per poi rapire un giovane ragazzo, Basilio, reso schiavo dell’emiro. Alla successiva festa di S. Nicola la madre di Basilio pianse la solitudine della festa lontana ed incerta sulle sorti del giovane. Mentre Basilio era impegnato a servire l’emiro comparve S. Nicola che benedisse il ragazzo e lo trasportò nuovamente a Myra (da qui la tradizione di S. Nicola come protettore dei bambini).
    Molte anche le storie che vogliono S. Nicola protettore dei marinai.
    L’iconografia moderna di Santa Claus nasce però in America con i primi Europei che toccarono il suolo del Nuovo Continente. Colombo dedica a S. Nicola un porto Haitiano visitato il 6 Dicembre del 1492, gli Spagnoli chiamano St. Nicholas ferry la città oggi nota come Jacksonville. Sono però gli Olandesi ad importare più degli altri le tradizioni della festa di S. Nicola in Pennsylvania.
    Dopo la rivoluzione americana i New yorkesi ristabilirono la tradizione di S. Nicola e John Pintard, patriota ed antiquario, fondò la New York Historical Society nel 1804 e promosse S. Nicola a patrono della Società e della città. Nel 1809 Washington Irving si unì alla Society e nel giorno di S. Nicola pubblicò i “Knickerbocker’s History of New York” un satirico libretto che faceva riferimento ad un allegra rivisitazione di S. Nicola, non più vescovo ma cittadino olandese simile ad un elfo con una pipa di terracotta. Il 6 dicembre 1810 John Pintard commissionò ad Alex Anderson, artista Americano, di ritrarre una immagine di S. Nicola. Ne derivò l’immagine di un portatore di doni intento a lasciare regali nei calzini appesi al camino. L’immagine di Santa Claus ebbe una grossa spinta nel 1823 con un poema divenuto estremamente popolare attribuito a Clement Clark Moore, professore alla New York’s Episcopal General Theological Seminary, e successivamente ascritto a Henry Livingston. Numerosi artisti e scrittori nel tempo hanno consolidato e modificato l’immagine di Santa Claus e nel 1863 Thomas Nast, fumettista, inaugurò una serie di pubblicazioni annuali nell’ “Harper’s Weekly” basate sulla descrizione di Santa Claus fatta nel “Knickerbocker’s History of New York”. I disegni ritraevano un Babbo Natale “rotondo”, barbuto, vestito di pelliccia, con una immancabile pipa di terracotta. Con i cambiamenti di immaginee anche il nome cambiò in Santa Claus, alterazione fonetica naturale del Sankt Niklaus tedesco e del Sinterklaas olandese.
    E’ nel 1930 che si forma l’immagine moderna di Santa Claus grazie alla mano di Haddon Sundbloom che iniziò una campagna pubblicitaria per la Coca Cola che sarebbe durata 35 anni. Protagonista della campagna era Santa Claus, così come è ritratto nell’iconografia moderna, che divenne un’icona della cultura odierna con il suo abito tradizionale. Il successo pubblicitario superò i confini Nordamericani per essere esportato nel vecchio continente dove sostituì l’immagine del vecchio St. Nicholaus, che aveva conservato il carattere di vescovo e santo cristiano.
    Negli Stati Uniti è crescente l’interesse verso la storia originale del Santo per restituire la dimensione spirituale originale alla festività.

    The New-York Historical Society Quarterly, Volume XXXVIII Numero 4, Ottobre 1954, “Knickerbocker Santa Claus” di Charles W. Jones
    The Encyclopedia of New York State, “Saint Nicholas” di Peter R. Cristoph, “Were they wise men or Kings, Josepph Wals, westminster John Knox, 2001
    “A Glimpse of an old Dutch town”, Harper’s New Monthly Magazine, Harper and Brothers, New York, vol. 62, numero 370, Marzo 1881.
    “Saint Nicholas of Myra, Bari, Manhattan: Biography of a Legend, in Theology Today, ottobre 1979, riveduto e corretto da
  6. Turista Anonimo
    , 28/12/2002 00:00
    Scusate l'attacco di giappanautismo volevo scrivere indirizzo
  7. Turista Anonimo
    , 28/12/2002 00:00
    Ponticello, ma tu sbagli indiritto non lo sai che Babbo Natale ha lasciato la fredda Lapponi per la confortevole suite che gli hanno offerto alla Coca-Cola?
  8. Turista Anonimo
    , 27/12/2002 00:00
    come Pepa.. scoperto??ma...io credevo...
    che delusione!!! io che l'avevo scusato (perchè ha mille e mille anni, insomma è un pò intronato) del fatto che è il secondo natale di fila che mi manda due regali identici....e io vado ogni 27 in Norvegia per cambiarli. Abita lì vero?
  9. Turista Anonimo
    , 27/12/2002 00:00
    Io l'ho scoperto semplicemente una mattina del 25 dic. di anni fa...quando scoprii mia madre che metteva sotto l'albero il regalo per me che tanto desideravo...nn ci rimasi tanto male, forse perchè i miei nn sono mai stati bravi a farmi credere a lui...boh...posso solo dire ora che solo le renne sono vere, quelle sì che esistono. Sono perennemente nel mio cuore di bimba...e nella mia casa, anche d'estate...le nutro con muschi e licheni freschi, e loro sono strafelici!
  10. Turista Anonimo
    , 27/12/2002 00:00
    Purtroppo NO Pepina...ma quanto vorrei fosse vero!
  11. Pepa C
    , 11/12/2002 00:00
    Questa la domanda che ricorreva tra i banchi di scuola alle elementari, o tra gli amichetti sotto casa. Poi un giorno la scoperta: la verità viene a galla. Il signore barbuto con le renne non esiste.
    Vi ricordate come lo avete scoperto?