1. IL CASO NOVI LIGURE

    di , il 12/12/2001 00:00

    Il PM ha chiesto 20 anni per Erika e 16 per Omar.

    Sono proprio disgustata dalla giustizia Italiana. Alla fine probabilmente gli daranno solo pochi anni. Erika ed Omar mi fanno solo pietà, ma per le due persone che hanno ucciso la giustizia dovrebbe punirli in modo adeguato.

    Ciao a tutti

  2. Stefano A
    , 3/2/2002 00:00
    Come al solito alle opinioni vengono attibuiti colori: perbenista, forcaiolo, garantista, scellerato etc.
    Riformulo tutto in una visione diversa ma più estrema, finchè ci sarà uomo sulla terra, ci saranno assassini e vittime, malattie e malati.
    A tale punto esistono due sole vie d'uscita, quella dataci dalla natura che porta alla selezione della specie, per cui tutto quanto ha un problema va eliminato.
    L'altra e quella data dal modo di vivere che abbiamo intrapreso, per cui curiamo i malati anzichè farli morire (è giusto farlo? forse no sotto l'aspetto biologico) e rieduchiamo le anime perse (andrebbero isolati? forse si sotto l'aspetto sociale).
    E quindi se ci siamo dati delle regole per vivere, seguiamole! e troppo bello cambiarle, ignorarle o invocarle a seconda del vento ce tira.
  3. Patrizia La mantia
    , 25/1/2002 00:00
    Lo sò che nessuno mi ha addossato voglie di forca, ma tenevo a precisarlo.
  4. Roberto G
    , 24/1/2002 00:00
    Ci tengo a precisare che non sono "forcaiolo", infatti ero io a dire che, mettendomi dalla parte del delinquente, troverei più attraente la pena di morte ad un ergastolo senza nessuna prospettiva di uscire dalla cella.
    Patry, tu hai lanciato il sasso, nessuno ti ha addossato voglie di forca, però i forum sono così, sai da dove partono e non sai dove arrivano.
    X Naty, ho fatto interventi un po' in tutti i forum di carattere generale, in quello per Safya, in quello sul Governo, in quello sui Savoia, ecc... Baci
    Roberto
  5. Patrizia La mantia
    , 23/1/2002 00:00
    Scusate, ma per giustizia per Erika ed Omar non mi riferivo alla pena di morte! Io ne sono contraria. Concordo con Lau..
  6. laulissima
    , 23/1/2002 00:00
    ragionando dalla parte della vittima è facile desiderare la pena di morte per il carnefice.
    se invece provo a pensare che il carnefice potrebbe essere mio fratello...bhè nn vorrei che morisse per quanto schifo mi farebbe, preferirei che stesse in carcere.
    e quindi se questo vale per "mio fratello" perchè dovrei giustificare la pena di morte per qualcunaltro?
    qualcuno di voi (scusate se nn ricordo chi) ha detto giustamente che se la condanna fosse fatta "seriamente" credo che chiunque preferirebbe la morte ad una vita o a degli anni passati in carcere.
    proviamo ad immaginare una condanna di 16 anni senza la possibilità di uscite speciali perchè siamo stati "bravi".
    dev'essere tremendo.
    e dovrebbe essere tremendo per chi commette un crimine perchè è giusto che abbia il tempo di riflettere su ciò che ha fatto e che sia davvero punito.
    poi che venga pure il recupero, che siano affiancati da psicologi ma, che restino cmq in carcere.
    ciriciao a tutti!
  7. Nathalie Scopelliti
    , 23/1/2002 00:00
    Sono assolutamente daccordo con Roberto. Inutile spiegare a chi non vuol capire...
    Una domanda: hai partecipato a qualche altro forum?
  8. Roberto G
    , 23/1/2002 00:00
    X Naty: Grazie a te, ricambio il bacio.
    X steorang: Naty è stata molto tranquilla, mentre io sono rimasto davvero "indispettito dal tuo commento...A parte il fatto che, nel migliore dei casi, non hai letto il mio intervento e nel peggiore non lo hai capito.
    Io non ho particolari esperienze da vittima, e la mia non è “rabbia di popolo” anteposta alla “visione globale e perfetta del problema” che immagino abbia qualcuno… (magari tu?)
    Ma sei sicuro di quello che dici? E’ comodo assumere il ruolo della vittima? Se lo dici tu… Nessuno dice che la soluzione sia la soppressione del problema, ma il recupero deve essere fatto seriamente e quando è possibile… Se uno ammazza in preda ad un raptus e gli viene riconosciuta l’infermità, si va a fare qualche mese in clinica e poi è fuori… giusto questo???? Ciò che io, e credo anche Naty, invoco è la certezza della pena! Né il perdono incondizionato, né il rogo…
    Per quanto riguarda come comportarsi sul luogo del delitto e all’essere degli ipocriti… fammi un favore e non usare il plurale!
    Ed infine, come immaginavo, ecco che per le scelleratezze di uno si da la colpa alla società o a chi doveva accorgersi dei problemi dei ragazzi…. Beh, forse una di quelle che doveva accorgersi dei problemi di Erika era sua mamma, e allora???? Giusta punizione secondo te???
    Roberto
  9. Nathalie Scopelliti
    , 23/1/2002 00:00
    Ciao Robetro e "steoranq", è vero sarebbe giusto e doveroso aiutare i più deboli ma rimango dell'idea che sia sopratutto la vittima a dover essere tutelata. Sento parole come "recupero" e mi domando: quando ad esempio viene arrestata una persona che ha rapinato un negozio ( senza far male a nessuno ) e giustamente viene incarcerato si prevede una qualche forma di recupero? Ovvero se la rapina è stata fatta per fame, disperazione c'è qualcuno che fa qualcosa? Non credo. In questo caso il più debole, che andrebbe aiutato che fine fa? Sconta la sua pena e quando esce si ritrova solo e disperato come prima e in più la fedina sporca che questa sociètà difficilmente perdona...Mi chiedete cosa avrei fatto se fossi stata li? Non posso dirlo con certezza perchè certe cose le sai solo se le vivi, ma se devo dirti cosa farei io sarei intervenuta, e sicuramente andrei a testimoniare. A volte il recupero di chi è così malato non è possibile. Forse è sbagliato, anzi sicuramente lo è ma io provo a pensarci e...Non riesco a provare piètà per quei due ragazzi .. Il perdono spetta a Dio...Lui è l'unico che può perdonare.
    E poi sinceramente penso sia impossibile trovare un responsabile nella società...Se ce ne fosse uno però vi giro la domanda:andrebbe punito o recuperato??
    Un saluto particolare a Roberto. Grazie per aver risposto e avermi detto come ti chiami. Un bacio, Naty.
  10. Stefano A
    , 22/1/2002 00:00
    Naty, Roberto e tanti altri, voi avete ragione ad esprimere rabbia e sdegno per tali crimini efferati. Ma la vostra è una rabbia di popolo, costruita sulla base delle vostre esperienze e ragioni, che tali restano, nel senso che esprimere un giudizio finale in questioni così delicate comporta una visione globale e perfetta del problema. Non voglio in questa risposta sminuire nessuna opinione, lecita in quanto tale.
    Non pensate solo se fosse vostro il figlio ammazato, è comodo assumere sempre il ruolo della vottima. Pensate se voi foste l'artefice del crimine in quanto persona malata da chi sa cosa in una società piena di disturbi come la nostra, la soluzione è per forza la soppressione del problema?
    La natura umana (anche in giurisprundenza, in medicina, in religione etc.) è quella di recuperare la persona debole, è per queste cose che ci differenziamo dagli animali. Noi con l'evoluzione della specia abbiamo acquisito un senso critico!
    Io proporrei una nuova interpretazione, cosa avremmo fatto se ci fossimo trovati sul luogo del delitto? avremmo fatto finta di nulla o ci saremmo adoperati per diffendere la vittima? avremmo avuto il coraggio di testimoniare o avremmo detto di non essere mai stati li? Ragazzi, il problema è che siamo degli ipocriti, avete pensato a chi avrebbe dovuto individuare i problemi dei ragazzi prima che sfocciassero nel delirio e non lo ha fatto? a loro che faremmo, licenziati o pure loro sul rogo?
    Buona vita
  11. Roberto G
    , 21/1/2002 00:00
    Ciao Naty... scusa, hai ragione, mi chiamo Roberto. Che dire? Sono d'accordo con te su tutta la linea! Il vero problema è la mancanza della 'certezza della pena', ovvero il fatto che quasi mai una pena viene scontata fino in fondo... E questo proprio grazie ai buonisti, che sono tali fino a quando il cattivo non arriva a casa loro... Credo che per certi delitti sia lecito prendere in considerazione la pena di morte, ma la cosa che mi spaventa è che ancora troppo grande è la possibilità di incorrere in errori giudiziari... e sarai d'accordo con me che uno 'giustiziato', se viene poi riconosciuto innocente (è già successo), non è che possa essere resuscitato... Sinceramente ti dico anche che, messo di fronte alla prospettiva di passare il resto della mia vita in carcere, senza alcuna possibilità di uscire, considererei la pena di morte come un'alternativa appetitosa! E adesso prepariamoci entrambi a farci dare dei titoli "onorifici" dai buonisti di turno... Ciao
    Roberto
  12. Nathalie Scopelliti
    , 21/1/2002 00:00
    Caro..."ro qua" ( visto che non ti sei firmato...)mi fa piacere che tu mi abbia risposto e voglio chiarire una cosa: non sono sempre sicura che sia così, o che sia una soluzione ma per omicidi cosiì efferrati sopratutto nei confronti dei bambini...per me è difficile provare pietà. Forse la pena di morte non serve ma...hai sentito di quella "banda" che aveva cercato di violentare e poi ha bruciato VIVA una bambina di 8 ANNI ?? Bhe forse per gente che è capace di fare una cosa del genere ci vorrebbe davvero la pena di morte...Ma la punizione a cui io mi riferivo era semplicemente l'ergastolo. Un vero ergastolo. Senza condoni, buona condotta (non l'ho mai capita questa cosa della buona condotta! che cosa deve fare uno in prigione???) e altre stupidaggini. Capisci? Fondamentalmente quando penso a persone così orribili dentro penso subito una cosa: e se fosse mio figlio, mio fratello o mia madre o il mio fidanzato a morire così???E' facile fare i buonisti, i pacifisti ecc( non mi sto riferendo a te ) quando a essere colpiti sono gli altri...Facile andare con una candela a fare la veglia per uno che ha sterminato 10 bambini ma se uno di quei bambini fosse il tuo?
    Ciao, naty.
  13. Roberto G
    , 21/1/2002 00:00
    Premesso che sono d'accordo con Naty sul fatto che questi due siano peggio di due bestie della più infima specie, vorrei che mi si spiegasse la differenza tra ciò che propone Naty (che mi sembra essere la reclusione senza tentativi di recupero, a proposito cito dal suo intervento: "non mi interessa recuperarli") e la pena di morte... E sia ben chiaro che non sto proponendo, ne sono a favore della pena capitale!
  14. Naty Scopelliti
    , 18/1/2002 00:00
    Io sono contro la violenza, come chiunque sano di mente.Ma di una cosa non riesco a capacitarmi. perchè si difendono i diritti e si prova pietà per 2 persone come Erika e Omar??hanno fatto qualcosa che nessun essere vivente al mondo farebbe ad un suo simile (neanche gli animali che io stimo a volte molto più delle persone). A me non interessa recuperarli: se si rendessero conto di ciò che hanno fatto dovrebbero uccidersi perchè solo un mostro riuscirebbe a vivere essendosi macchiato di tale delitto, ma se sono malati questo non li giustifica. rinchiudiamoli, studiamoli per cercare di prevenire altri menti malate ma usiamoli anche per aiutare a costruire scuole,strade, aiutare i terremotati, alluvionati, i poveri di tutto il mondo....E non credo che abbiano il diritto di uscire mai di galera. Rieducarli cosa vuol dire??Fargli capire che hanno sbagliato per poi dirgli " ok ora vai e vivi" come se niente fosse??????
    Ok quel bambino e sua madre non torneranno a vivere ma almeno della loro morte sarà fatta giustizia.Gli si deve almeno questo....
    naty
  15. Stefano A
    , 20/12/2001 00:00
    L'affare Erica&Omar rappresenta una grosso inciampo della società in cui viviamo. E'un fatto di una gravità inaspettata per il nostro comune senso di opinione, perchè avviene all'interno della famiglia, generalmente area protetta e affidabile per il nostro senso critico.
    Esso ha vari risvolti:
    -psicologico, ma può essere davvero capace di intendere e volere una persona che costruisce un delitto così brutale?
    - sociale, la gente ha bisogno di un colpevole in un fatto così grave, e giustamente non si può marginare al comune fatto di cronaca un delitto del genere, anche perchè non può diventare un precedente di due persone che la fanno "franca";
    -giuridico, se è vero che la giurisprudenza italiana è impreparata per giudicare un fatto così grave, e oltretutto i suoi fondamenti sono giustamente di recupero e non di reppressione del minore.
    Quindi? la mia opinione è che i due ragazzi vanno condannati penalmente per avero commesso il delitto, se ovviamente le prove a carico sono valide e indiscuttibili, senza aver nessun riconoscimento di attenuanti per incapacità di intendere.
    Ma il problema di per se non sarà circoscritto con una condanna, ci sono tanti Erica&Omar che si annidano tra noi, e la chiave di svolta è recuperare il focolare familiare, la discussione critica tra genitori e figli, il giusto senso delle persone e delle cose. Insomma risanarci dalla ipocrita realtà in cui viviamo.
    Anche perchè condanna o meno, la cosa più brutta sarà che forse i due inquisiti non si renderannno mai veramente conto di quello che hanno fatto!
    Buona vita.
  16. Roberto G
    , 17/12/2001 00:00
    Ciao a tutti. Secondo me il problema non è tanto l'entità della pena, ma la certezza della stessa! Ovvero, 16 anni di carcere per una ragazza come Erika, che sicuramente non ha mai dovuto affrontare un problema vero nella sua vita pre-omicidio, sarebbero tanti, se si fosse certi che venissero passati tutti in carcere! Ma così non è e non sarà... Una cosa che mi fa rabbrividire è che Erika dimostra di non aver ancora capito, o peggio di non essersi pentita, di quello che ha fatto... Dopo la condanna ha accusato tutti di averla tradita, ha accusato gli avvocati di essere stati degli inetti perchè non l'hanno fatta assolvere... Le uniche lacrime che ha pianto finora sono state per se stessa, non per quello che ha fatto...
    PS: c'è sempre quello che non resiste alla tentazione di tirare in ballo Berlusconi, eh?