1. W la Fiat

    di , il 10/10/2002 00:00

    Dopo trascorsi memorabili la famosa casa automobilistica italiana è in crisi.

    Ma io da voi non voglio che si parli della questione, già lo fanno in tanti.

    Raccontate le avventure e gli aneddoti vissuti a bordo descrivendo il tutto nei minimi dettagli.

    Ciao ragassuoli.

  2. Turista Anonimo
    , 22/10/2002 00:00
    A COSTEAU!!! hai avuto un bel c... ma credimi peugeot di così non ti poteva andare!
  3. Turista Anonimo
    , 22/10/2002 00:00
    Cito una canzone di Elio e le Storie Tese che mi sembra abbastanza consona:
    "Come faranno/ quattro elefanti a stare in una Cinquecento?/ due davanti e due di dietro!/ come farò/ a far l'amore in Cinquecento?/ con te davanti e il cambio dietro/ turbato dal presentimento..."
  4. Miriam De bortoli
    , 22/10/2002 00:00
    Serafino..sei forte!!!!
  5. Cousteau
    , 21/10/2002 00:00
    Per carità, non scherziamo...come si fa a gridare "W la Fiat". Io ieri ero a Torino e ho visto passare una bella macchina Fiat, tutta lucida, la stavo guardando compiaciuto, tu non vuoi che mi sono beccato una sputacchiata in un occhio da due operai Fiat? e meno male che ho detto che ero strabico e che in realtà non stavo guardando affatto la Fiat, ma le gambe di una bella figliola, altrimenti quelli erano pronti a fare bis. Alla larga....
  6. Turista Anonimo
    , 21/10/2002 00:00
    Avevo una cinquecento cabrio bianca,
    proprio lì facevo l'amore con la mia Lorella.
    Di sera nel piazzale dello stadio, buio assoluto, io seduto lei sopra di me che entrava ed usciva dal buco della cappotta con la testa.

    Oserei dire "indimenticabile".
  7. Miriam De bortoli
    , 21/10/2002 00:00
    Adesso che ci penso, anche mio marito aveva in dotazione una 127 rustica color marroncino cac... e faceva ogni lunedi mattina Belluno-Roma e ogni venerdi sera Roma-Belluno!!! Mi pare avesse anche seri problemi di freni perchè una mattina è ritornato in sede dopo aver rischiato di morire scendendo per il Fadalto (non c'era ancora l'autostrada) e da quel giorno non l'ha più voluta vedere e gli hanno consegnato una Golf!!
  8. De Giò
    , 17/10/2002 00:00
    All'inizio della mia carriera, come auto di servizio mi fu affidata una 127 rustica, con la quale ho praticamente convissuto per tanti anni. Questa macchina montava dei pneumatici in Nylon, molto resistenti sullo sterrato, ma pericolosissimi non appena il battistrada si consumava. Un giorno fui costretto a frenare improvvisamente perchè un motocarro mi aveva improvvisamente tagliato la strada. Ricordo con terrore che la mia macchina non voleva assolutamente fermarsi e solo per miracolo evitai l'impatto. Siccome avevo inoltrato al responsabile del parcomacchine numerose richieste per farmi sostituire quei pneumatici, incazzato nero mi bloccai d'avanti a una pattuglia della stradale e chiesi che mi venisse elevata una multa per le gomme consumate, per meglio dire al mio Ente di appartenenza. Il poliziotto mi sguadrò e disse: uè guagliò, Stato sei tu e Stato siamo noi, pure noi stiamo alle pezze, abbiamo la marmitta scassata da 15 giorni, perciò fila che la multa non te la possiamo fare. Mi rimisi in macchina pensando che il poliziotto mi avesse raccontato una frottola per rabbonirmi, ma proprio in quel momento sentì gracchiare la radio di bordo e l'auto della polizia partì a tutto gas....con un fracasso da carrarmato, pardon da marmitta scassata.
    Giò
  9. Miriam De bortoli
    , 17/10/2002 00:00
    La potente 128 rossa con giro ruote e parafanghi..neri. Di proprietà indiscussa di Giovanni, il fratello maggiore!!! 11 febbraio 1978 ore 17.00: 50 cm. di neve, tutti che gridavano "sposa bagnata, sposa fortunata"!!! Le decorazioni dei fiori sul cofano nascondevano metà del vetro. La neve che scendeva impietosa (e bellissima) rendeva tutto ovattato. Il rumore assordante delle catene che aiutavano mio fratello a guidare meglio ci tenevano svegli e vigili. Il viaggio di 15 km praticamente interminabile e desolato perchè con quel tempaccio c'eravamo solo noi e gli invitati in giro!!! Ma sono certa che Giovanni mi avrebbe portata anche in braccio fino alla chiesa pur di buttarmi fuori di casa.. L'arrivo davanti alla chiesa, i fiocchi che continuavano a scendere e il buio che avvolgeva tutto.. Io che scendevo e posavo il piedino avvolto in una scarpetta e che sprofondava nel soffice manto; il vestito che leggero creava una scia nel vialetto di entrata. La mano calda, rassicurante e ferma di mio papà che stringeva la mia e quel (brutto!! sigh!) mazzolino di orchidee che stringevo in mano. Prima di entrare in chiesa mi sono voltata verso la potente 128...presa all'improvviso da un grande desiderio di correrle incontro, chiudermi dentro, girare la chiave d'accensione (non avevo la patente ancora) e fuggire, fuggire via... Ma a papà non era sfuggita la mia occhiata e la sua mano era troopppo forte e rassicurante!!!
  10. Turista Anonimo
    , 17/10/2002 00:00
    ho pianto quando ho rottamato la mia fiat uno blu per passare al giappone. Le ho tolto le targhe dicendo di averle smarrite e le ho ancora. 200000 km dalla Scozia alla Grecia. Ricordi bellissimi ovunque, ne dico uno: austria, autostrada, mi fermano i terribili poliziotti locali tra i più feroci del mondo. io tremo e consegno servile patente e libretto, cinture a posto velocità corretta, mamma mia cosa avranno visto? Giretto intorno all'auto, accenda i fari.. tutto a posto. Pene Fada Puongiorno.. Freccia specchietto tutto come da esame di scuola guida...e cosa fa lei, la 1100 blu, perde la marmitta, ma tutta, boato impressionante tipo dc9, freccia a destra scendo pronto ad inginocchiarmi di fronte ai vigili e loro erano piegati in due che ridevano e mi hanno pure scortato salutando di continuo dal meccanico..
  11. Turista Anonimo
    , 17/10/2002 00:00
    Attila!!! non ti pensavo da anni!!!
    Inizio inverno del 1987: avevo vent'anni ed una FIAT 126 turchese (Attila, per l'appunto) e me ne andavo all'università a Viterbo attraversando i monti Cimini. Mi fermo in un bosco a raccogliere un ramo da addobbare per Natale, riparto, esco dal bosco e trovo all'improvviso il fondo stradale gelato. Non faccio quasi in tempo ad accorgermene che Attila inizia a capottarsi in cunetta, con me dentro che riesco a pensare solo ai film d'azione americani. Riemergo straordinariamente illesa, anche se la cappotta di Attile rimane concava anzichè convessa: una fortuna della miseria. L'anno dopo bisso l'incidente, causato però da un colpo di sonno dopo una serie di nottate brave, e finisco in ospedale con la testa sfasciata: stavolta però Attila si vendica e non si fa quasi nulla.
    Ricordo pure che all'università la usavamo per andare a pranzo, stipandoci dentro fino in sette, del tipo tre davanti e quattro dietro, secondo inusitate disposizioni geometriche e con la marmitta che strofinava per terra. Taccio poi sui bizzarri incontri con il dio Cupido, resi oltremodo scomodi dalla esagerata difficoltà di ribaltare io sedili, che spesso rimanevano incastrati in basso, segnalando a tutti ciò che si era appena svolto tra le sue pareti.
    Una volta, tornando da casa dei miei nonni, mi ci si è pure rovesciato un bottiglione da due litri di vino casereccio sul sedile di dietro, così che Attila si è trascinato appresso per anni un'inedita aura alcolica. Povera 126, gli ho voluto molto bene, ma con me ha vissuto una vecchiaia movimentata ma grama...
  12. Turista Anonimo
    , 17/10/2002 00:00
    Primo anno di università, estate, Grecia.
    Siamo a Skopelos io, la mia famiglia e dei miei compagni di corso che hanno deciso di raggiungermi là. Apro una parentesi e la chiudo subito: mai andare in vacanza con genitori e amici. MAI. dovevo dirlo, ce l'avevo qui: ma chiudo subito la parentesi.
    Dunque pomeriggio di sole : la mia amica è alla guida della sua Uno azzurra e imbocca curve a picco sul mare alla velocità più o meno mantenuta dall'Enterprise nelle fasi di salto-spaziotemporale. Io sono di fianco a lei e mi tengo al maniglione sopra il finestrino. Dietro di noi sono seduti Marco, un compagno di corso al momento con occhi pallatissimi e espressione poco tranquilla e tale Fabio, un ragazzo rimorchiato dalla mia amica in spiaggia.
    La mia amica continua a fare evoluzioni con la macchina come fosse un cavallo di razza, una specie di Varenne da domare e spingere fino al tragurado. Ma quale traguardo, mi chiedevo io?
    _ aah, io adoro imboccare le curve così..- diceva lei, me lo ricordo come fosse ora e faceva dei numeri che contribuivano solo ad acuire il mio senso di nausea.
    Probabilmente voleva impressionare Fabio e in effetti il ragazzo era parecchio impressionato, non c'è che dire, ma chissà perchè ho la sensazione che lo fosse in modo un po' diverso da come credesse lei...
    Imbocchiamo una curva a gomito, lei fa la spavalda e gira la testa indietro facendo gli occhi dolci al povero Fabio:
    SBANG CRASH SDOINNNG!
    Ecco, questo è il rumore che ha fatto la macchina in quel momento andando in collisione con una ford scassata che, pur invadendo la nostra corsia,arrivava tranquilla in senso opposto .
    Scendiamo dalla macchina frastornati. La fiancata sinistra è andata. Tutta. I due greci allla guida della ford iniziano a urlare parlando velocissimo e noi, che di greco non spiccichiamo nemmeno una parola, non capiamo nulla. L'unica cosa che capiamo dai gesti è che i due si continuano a chiedere come si possa andare a una tale velocità su una strada del genere. E in effetti guardandoci di soppiatto, ce lo chiediamo anche noi passeggeri della Uno azzurra. Ma, come sempre in queste occasioni e considerata la loro invasione di corsia, scatta in noi il meccanismo "uno per tutti tutti per uno" e partiamo con una strenua difesa della nostra piccola Shumacker.
    Per fortuna poco dopo arriva un medico che parla inglese e che fa da traduttore. Le cose vengono più o meno sistemate nell'arco delle otto ore sucessive.
    Ma non è finita. la settimana dopo, nel corso di un escursione intorno all'isola con marco alla guida prendiamo un guard rail svoltando a sinistra. E così anche la seconda fiancata dà forfait.
    Povera piccola Uno azzurra: quell'estate è stata parecchio grama, non c'è che dire...
  13. Arianna Alessi
    , 17/10/2002 00:00
    HEY UMBI c'e l'hai fatta!
    io ho conosciuto solo l'avvocato, le sue macchine non le conosco..
  14. il suocero umbi
    , 10/10/2002 00:00
    Dopo trascorsi memorabili la famosa casa automobilistica italiana è in crisi.
    Ma io da voi non voglio che si parli della questione, già lo fanno in tanti.
    Raccontate le avventure e gli aneddoti vissuti a bordo descrivendo il tutto nei minimi dettagli.
    Ciao ragassuoli.