1. RICORDI

    di , il 9/10/2002 00:00

    Sto lì che cerco di pensarci e mi sforzo di ricordare.. Niente, non mi riesco a vedere come una bambina timida all'asilo, non ricordo la nascita del mio fratellino, le feste dei miei primi compleanni. Il mio primo ricordo, è una passeggiata al mare, immersa nella nebbia con la mia zia preferita. Avevo quasi tre anni.

    Qual'è il Vostro primo ricordo?

  2. Claudia Vernazza 1
    , 16/10/2002 00:00
    Sono molti i bei ricordi della mia infanzia, ma il ricordo più chiaro che ho, sono i calci che rifilavo a mia sorella (più grande di me di 5 anni) quando non mi lasciava fare qualcosa, lei reagiva con uno schiaffo o un altro calcio e a quel punto iniziava il mio pianto ininterrotto, chiamavo la mia mamma e accusavo mia sorella che spesso e volentieri si sentiva dire di tutto......Ero una gran carogna lo riconosco!!!!
  3. Turista Anonimo
    , 15/10/2002 00:00
    sembra che le dita negli occhi vadano alla grande!!!
  4. Turista Anonimo
    , 15/10/2002 00:00
    una cosa che ricordo sempre, nasce mia cugina 1977, io sono del 1975, fino a quel momento ero la più piccina di casa. vedo quella robetta nella carrozzina e mi dicono di toccare con cautela, ho anche la foto, forse è per questo che mi ricordo di questo fatto. superfluo dirlo...chissà se per gelosia o per sbadataggine....subito schiaffo le dita negli occhi della piccina.....che pianto!!!!!
  5. Turista Anonimo
    , 15/10/2002 00:00
    luca abitava di fronte a casa mia, oggi le nostre strade si sono divise, nel senso che ci vediamo spesso ma non abbiano molto in comune. Lui è diventato un ristoratore miliardario io no. Giocavamo in strada disegnando un campo da calcio e gridando ogni venti minuti: macchinaaa! Non c'erano molte auto 35 anni fa dove vivo e gli automobilisti erano meno stressati e avevano meno cavalli sotto il sedere. Mi ricordo l'odore di terra nelle mani e le ginocchia sempre peste e sporchine.Un giorno gli ho tirato un pugno e lui mi piangendo mi ha spinto per terra, in quel momento esce sua mamma che gli molla un ceffone sulla stessa guancia. Lui ferito dall'ingiustizia continuava a singhiozzare mentre io spiego a sua mamma che Luca mi ha spinto.Insomma ci ho guadagnato un Buondì e lui un pomeriggio in castigo. Forse per nemesi storica mi son giocato un miliardo quel giorno.
    Eravamo molto amici e mi pare che preso dal rimorso( o dalla paura che lui ripresosi spifferasse la verità) il giorno dopo gli ho regalato un pò di figurine Panini. Si giocava a oltranza senza badare a nulla un pò come faccio ancora adesso quando sono preso da qualcosa, ballando il twist per la pipì che scappa e il ballo del mattone quando scappa qualcos'altro. non so dire il motivo, forse è organico, ma all'epoca te la facevi anche addosso e quando la situazione diventava imbarazzante ti assentavi per 20 minuti sperando che gli amichetti non capissero. Ma la sequenza era uguale per tutti: gambina stretta, gradino con cautela, mamma che urla, uscita con pantalone corto nuovo, pettinato e pane e nutella. Mirko, figlio del portiere, riusciva a sporcarsi i calzini bianchi traforati.
    Barbara abitava di fianco, donnino simpatico, oggi parliamo di cinema, anni fa mi ha scassato tre incisivi.Non mi ricordo molto a parte questo episodio, non avevo molto a che fare con le donne. Ah perchè mi ha menato? perchè in una avventura in un parco abbandonato le ho detto: non c'è posto per le femminuccie in questa azione! Pawnnn!!! Ok puoi venire anche tu Barbara.
    La nemesi anche qui? Oh siiiii lei ha le gambe più brutte del mondo.
    Poppi è uguale a come era da piccolo, con lui andavamo muso in sù a raccogliere le foglie in Autunno prima che toccassero terra, vincevo quasi sempre io, perchè mentre lui vagava come un sonnambulo io le raccoglievo da terra. Dopo qualche giorno non mi bastavano neppure quelle furbizie: lui se le portava da casa.
    Era durissima l'infanzia!
    Sotto molti punti di vista sono molto più bambino oggi. Non mi faccio più addosso ma non barerei mai in una gara di foglie.
  6. Miriam De bortoli
    , 15/10/2002 00:00
    Mi ricordo che a attorno ai 3 anni sono stata operata d'urgenza per una appendicite sfociata poi in peritonite e mia mamma mi aveva avvolta in una copertina rosa per non perdere tempo e portarmi in ospedale di corsa...Quando sono arrivata al Pronto Soccorso, un medico è arrivato ed ha aperto la copertina per visitarmi. Ero una bella bamboccia con tanti riccioli biondi e ribelli, un faccino bellino e grandi occhi verdi. Mi ha sorriso e ha chiamato gli altri medici attorno a me dicendo: "venite a vedere che donnina abbiamo qui. E'arrivata EVA!!" ed io con voce piena di paura e dolore ho risposto: "no, sono Miriam". Non sapevo che era un bellissimo complimento. Grazie dottore.
  7. Turista Anonimo
    , 14/10/2002 00:00
    Che tristezza...Aria...

    un bacio meg
  8. Arianna Alessi
    , 14/10/2002 00:00
    cavolo Meg un mondo di artisti
    l'annellino di Pepa mi ha aperto un cassettino, il primo fidanzatino, piu' grande
    di me', con cui condividevo il
    viaggio in pulmino (casa-asilo
    asilo-casa).ci sedevamo sempre
    agl'ultimi posti per tenerci
    per mano e guardarci negl'occhi,un giorno arriva
    tutto rosso in viso,aveva per
    me' l'anellino di fidanzamento!(il serpentino
    dall'occhio di rubino)che emozione grande! non ero certo a conoscenza di tali usanze!cosi' arrivata a casa
    rivelai la relazione fino a prima segreta! mannaggia quanto mi presero x il c..
    si chiamava Antonio, a casa
    la chiamavano Antony il raffinato...poverino ha fatto una brutta fine con il motorino in controsenso! vicino a casa mia!ancora oggi (saranno passati 20 anni )
    le zie (viveva con loro) gli mettono i fiori freschi ! sig.
  9. Turista Anonimo
    , 14/10/2002 00:00
    Che bello questo forum!

    Che bei ricordi ho letto: Elo, che cose carine hai combinato eh?? Belli anche i ricordi di Sonia....

    Sono tante le cose che ricordo: Mia zia Elvira che quando nacqui aveva solo 18 anni, mia mamma lavorava e la zia si occupava di me, mi portava in giro e raccontava alle sue vecchie compagne di scuola che ero sua figlia, che mi aveva avuta dopo aver conosciuto (tenetevi forte) Tony Curtis, il suo moroso che faceva l'attore e che lei aveva conosciuto per caso a Milano durante una gita....

    La stessa zia, che con il suo vero fidanzato Palermitano, un normalissimo commerciante, mi portava alle giostre....

    Sapete cosa combinavano i miei genitori quando le nonne non potevano tenermi il sabato sera? Mi portavano con loro, ricordo una folle corsa in moto, un'Honda non so cosa, tra mia zia e mio zio....stavo stretta stretta...poi entravamo in un locale dove c'èra un casino di gente, musica e caldo, tanto caldo, mi sistemavano su un divanetto e andavano a ballare, avrò avuto 18 mesi quando misi piede in un Night Club!

    Certo, ricordo perfettamente la mia prima cotta all'asilo...si chiamava Giuseppe...bimbo molto sensibile, mi faceva male la pancia ogni volta che lo vedevo, poi le nostre mamme parlarono un pomeriggio all'uscita della scuola e sentii la sua mamma dire: "Eh, Signora L., i bimbi oggi, sono spensierati, non fanno più i compiti....pensi che mio figlio Giuseppe ha già la fidanzata!".............NON LO GUARDAI PIU' IN FACCIA! ODIOSOANTIPATICOIMBECILLE...

    Altri ricordi sono invece legati a mio nonno, un bassista del teatro Massimo di Palermo....ricordo che mi guardava le manine e diceva sempre che erano mani da pianista! Povero nonno, erano mani da tastiera e mouse.
    Lo zio Renato...mi ero innamorata di lui, io 5 anni, lui 23, studiava al conservatorio e ricordo quando mi mettevo vicino a lui e suonava il flauto traverso.......quanto lo adoravo........adesso insegna al conservatorio di Alessandria.

    Avrei mille, duemila ricordi....dolci, teneri, giosi e purtroppo anche molto tristi......

    ..ma quello che mi ricordo più di tutti, e che ricordo con piacere immenso, è un pranzo al ristorante, quando ad 1 anno e mezzo (ho iniziato a parlare e camminare a 10 mesi)afferrai una coscia di pollo, la addentai, ne mangiai la metà, la poggiai sul piatto , mi girai a guardare un bimbo che entrava, ..........in un secondo un cameriere si era portato via il piatto! LO GUARDAI, LO FULMINAI CON LO SGUARDO e iniziai ad urlare come una matta!!!!

    Mi portò una coscia di pollo intera, nuova, nuova....lo guardai dritto negli occhi e dissi: L'ALTRA NON ERA ANCORA FINITA, SE VUOI PUOI MANGIARLA TU!

    Ciao Ciao Meg
  10. Turista Anonimo
    , 11/10/2002 00:00
    La sensazione di maldimare che penso mi abbiano dato i primi passi, ricordo perfettamente il mio fastido per l'andamento modello mare forza dodici, con cui mi aggiravo per la casa.
    Lo squillo del telefono, mio
    padre che si alza e io che veloce mi appendo alla sua mano, uno strano senso di umido alle caviglie...la casa allagata.
    La camera dei miei col mio lettino, verde e ciliegio con le sbarre e il carillon a campanella appeso nell'angolo,mio papà che col pigiama marrone mi fà volare per aria e io che lo ammetto e mi vergogno sbausciavo e me lo ricodo benissimo, quanto mi ha amato mio papaà per sopportare ciò.
    La graziella blù la prima bici senza le rotelline, la mano forte di mio papà che mi tiene per il sellino.....sono capace papà lasciami andare....ce la fai .....siiiiiii,mi sembrava di volare.
    I pomeriggi in spiaggia con mio zio francesco armata di braccioli e salvagente praticamente inaffondabile.
    La focaccia calda e le favole di Esopo,mio zio che fà la voce bassa e mezzo addormentata per aiutarmi ad entrare nel mondo di morfeo.
    Il pattino tirato in testa ad Erika colpevole di aver insistito sul fatto che i fiori avessero i gambi e non gli steli, una teppista fin da piccola...
    Lo sgabello bianco di legno, costruito da nonno Fortunato,che mi faceva da prolunga per arrivare fino al tavolo...l'odore del basilico e delle melanzane preparate dalla nonna.
    La sensazione dei miei piedi affondati nel costato di mamma e delle testa incuneata tra la spalla e il collo di papà, fino a tre anni adoravo dormire parallela alla testata del letto.
    La volta in cui parlando sono inciampata e mi sono mozzicata la lingua da parte a parte battendo il mento e chè chè ne dicano i miei, hanno ringaraziato il signore per quei 7 giorni di silenzio.
    Una bambina che a sette mesi non dice ne mamma ne papà ma un gutturale "questo cos'è?" deve essere stato un vero incubo....
  11. Turista Anonimo
    , 11/10/2002 00:00
    E' vero, Elisa!!!
    Anche giovanni aveva il mocciolo al naso!!!
    Sì perché piangeva sempre!!!
    Quindi era impiastricciato anche di lacrime e mocciolo!
    Forse erano amici con Marcello tuo.
    M'ero scordato il mocciolo!!!!
    Che schifo!
  12. Turista Anonimo
    , 11/10/2002 00:00
    anche io ricordo il mio primo amore dell'asilo....
    si chiamava marcello, aveva tutti i capelli ricci, due occhioni grandi grandi, camminavamo sempre mano nella mano....solo che lui aveva sempre il moccio al naso..e io mi schifavo a dargli i bacini!!!
    se ci ripenso mi viene il vomito.....
    coss magari lo conosceva al tuo pupone!!!
  13. Turista Anonimo
    , 11/10/2002 00:00
    Urca, Coss, ma così non potrò più guardare in faccia il mio amico Giovanni, nitido e preciso poliziotto della stradale...
  14. Turista Anonimo
    , 11/10/2002 00:00
    Bei tempi quelli dell'asilo!!!
    Quanto mi divertivo.
    All'asilo ho avuto la mia prima "amichetta", si chiamava Teresa doveva essere Somala o qualcosa del genere. Giocavamo sempre insieme e facevamo i puzzle uno accanto all'altro. Dopo un anno, però se n'è andata e mi ha piantato in asso. Ma io sono passato ad Alessandra, la mia seconda fiamma. Oggi è bruttina poveretta, non rimpiango di averla lasciata andare.
    Il più fetente dell'asilo, però, era tale Giovanni. Madonna! Era un bambone cicciotone che avrà avuto tipo 3 anni. Parlava pochissimo e passava il suo tempo seduto sulla panca in corridoio a mangiare i plasmon e a cacarsi sotto. Se la faceva perennemente addosso e puzzava sempre di cacca, e oltre tutto, qunado mangiava i plasmon faceva dei grandi bocconi e la poltiglia di plasmon gli si sbodolava sulla pancia e sulle gambe, sicché era semprer impiastricciato di pupù e di biscotti masticati: veramente vomitevole!
    Da allora associo il nome Giovanni al quel bambone fetido, e se qualcuno mi si presenta "Mi chiamo Giovanni" Mi viene sempre in mente il pupone imbrattato di biscotti.
  15. Turista Anonimo
    , 10/10/2002 00:00
    uaaaaaaaaaz uaz uaz la Lorecoll con Rocco Siffredi
  16. Turista Anonimo
    , 10/10/2002 00:00
    Ancora scene da una asilo: a Milano avevo un compagnuccio, Rocco S., magro e sparuto, al quale esprimevo il mio affetto ruzzolandoci, scazzottandolo allegramente e finendo ogni tanto in castigo insieme, povero lui.
    Evidentemente le normali forme di amore mi hanno sempre interessato poco ...