1. Sensi di colpa

    di , il 8/10/2002 00:00

    Ho notato che durante i forum si ha la tendenza a etichettare facilmente la gente come egoista, che vive in un mondo privilegiato che non é in contatto con la realtà, solo perché si parla di viaggi e di sogni. Credo che tutto questo sia ingiusto e vorrei parlarne con voi.

  2. Markus Vaja
    , 15/10/2002 00:00
    E brava Rosalba, hai detto una cosa giustissima .. lanciando il tuo forum!!! Non aggiungo altro.

    Markus
  3. Pepa 19
    , 11/10/2002 00:00
    Mi piace quello che ha scritto Rosalba perchè lo condivido: "..Quello che amo in questo sito é un'aria di freschezza che emana da ogni partecipante, la gioia di raccontare il viaggio vissuto...forse é proprio questo lo spirito di colui che viaggia e scopre nuovi posti anche se sono a due passi di casa sua...".Io non credo che chi viaggia debba sentirsi in colpa:in colpa ci si sente se si fa qualcosa di male, se si danneggia qualcosa o qualcuno con le proprie azioni o pensieri. Ma se una persona ha la possibilità di viaggiare, magari conquistata a fatica come dicevano Lorecoll e Miriam, se uno lo fa con passione ed entusiasmo nel rispetto di persone e cose, non vedo dove sia il problema.
    Il discorso dell'essere o meno se stessi poi è un'altra cosa : sicuramente avere davanti un monitor e una tastiera che fanno da filtro a volte può contribuire alla costruzione di personalità fittizie. Ma io voglio leggerla in positivo e dire che questa tastiera e questo monitor sono un passaporto per lo svago e la fantasia, sono uno strumento di comunicazione fortissimo perchè ci permettono di esprimere quello che proviamo in modo più schietto e più diretto di quanto forse non faremmo di persona: Il che significa che chi normalmente è timido, chi magari si terrebbe dentro tutto se si trovasse di fronte le nostre facce, qui ha la possibilità di parlare, di dire davvero quello che pensa, di esprimersi liberamente senza blocchi di sorta. La forza più grande di questo sito allora per me è questa: lo stravolgimento delle dinamiche sociali rispetto a quanto avviene nella vita quotidiana e comune. Nella nostra vita infatti incontriamo continuamente persone e nel conoscerle ci lascimo influenzare dal loro volto, dai tratti somatici e dalle loro espressioni, , da quello che dicono in mezzo alla gente, da quello che "appare" insomma. E spesso non possiamo vedere la parte più intima e nascosta del loro carattere, bella o brutta che sia finchè non li conosciamo almneno un po' o fino a quando non decidono di mostrarcela. Qui invece abbiamo la possibilità di conoscere prima le idee, i punti di vista,il modo di affrontare la vita che traspare innegabilmente dalle nostre parole; e solo in un secondo tempo, eventualmente, conosciamo un volto, un tic, un modo di dire, un sorriso e uno sguardo: prima il contenuto dunque e poi la forma. E poco importa che le parole siano scritte per stupire. Io parto dal presupposto che se uno dice una cosa almeno in parte la pensi, moralista o meno che sia. Parto dal presupposto che, a meno che non si tratti di psicopatici con problemi di identità multipla,ognuno qui possa in parte raccontare se stesso e il proprio modo di essere n. Non ho memoria di interventi innaturali, salvo qualche eccezione che conferma appunto la regola.
    E allora godiamoci questo "porto franco", godiamocelo fino in fondo, prendiamolo con la dovuta leggerezza, senza fare troppe morali e senza sentirci troppo in colpa .
  4. Turista Anonimo
    , 11/10/2002 00:00
    ... in effetti mi accorgo che in parecchi messaggi io appaio ben più stronza di quanto in realtà sia
  5. Rosalba Simenon de magistris
    , 10/10/2002 00:00
    Sono pienamente daccordo con te Andrea, spesso quando si scrive al computer ci si sente protetti dallo schermo e questo autorizza la gente ad essere un po' più aggressiva, credo che lo schermo del computer faccia svanire la timidezza che colpisce alcune persone.
    Penso che non si debbano avere dei sensi di colpa, la gente che ama viaggiare lo fa sempre, in qualunque istante della giornata, colui che viaggia ha un approccio della vita diverso dagli altri, lo si legge negli occhi, non parlo delle persone strafottenti perché quelle appartengono ad un'altra categoria. Quello che amo in questo sito é un'aria di freschezza che emana da ogni partecipante, la gioia di raccontere il viaggio vissuto, come un bambino che si appresta ad aprire una caramella, forse é proprio questo lo spirito di colui che viaggia e scopre nuovi posti anche se sono a due passi di casa sua, per questo motivo credo sia sbagliato giudicare tutto al terzo grado, come se si trattasse di una questione di onore.
  6. Turista Anonimo
    , 10/10/2002 00:00
    "...si devono vergognare le persone che hanno la possibilità di viaggiare e di conoscere il mondo senza che siano accusate di egoismo e mancanza di rispetto nei confronti delle persone che non hanno mai viaggiato?..." SE LO FANNO DA STRAFOTTENTI Sì, PERCHè L'ENTUSIASMO E' UN'ALTRA COSA.
  7. Turista Anonimo
    , 10/10/2002 00:00
    Un pelino di moralismo l'ho notato anch'io e già che siamo in discorso anche un pò di esibizionismo ,voglia di stupire e un pizzichino di perbenismo. Ho finito gli -ismi!
    Ma sono cose che ci sono ovunque ti giri non devono esserci qui?Già per i miei gusti in questa sede siamo tutti troppo buoni e bravi. Credo che fosse quello che Flock, sbagliando completamente metodo, cercasse di dire. Mi sono posto anch'io, come Rosalba, delle domande: una che ogni tanto ritorna è questa: quando scriviamo un messaggio quanto obiettivamente lo facciamo? Quanto c'è in quello che scriviamo di veramente nostro e quanto c'è che ha lo scopo di colpire sia nel senso di meravigliare sia nel senso di contraddire a priori? Forse è normale anche questo ma a volte credo che il nostro essere semianonimi acuisca questi atteggiamenti. Sono dei dubbi che ho non sono certezze e, sia chiaro, non riguardano noi ma l'intera società e i rapporti tra le persone, spesso ridotti ad un teatrino ad un gioco delle parti, ognuno ha un ruolo da recitare. A questo punto ritorna la domanda di prima :quanto c'è di nostro, siamo proprio noi o stiamo recitando?
    Per quanto riguarda il problema del viaggiare (già suona male) vorrei averlo più spesso.
    Non mi sento in colpa con chi non può viaggiare (semmai sono altre le cose che mi fanno sentire in colpa), proprio no, soprattutto perchè so che chi ama veramente "viaggiare"un pò in viaggio lo è sempre.Pensateci bene (queste due parole sono un pò moraliste vero?), un bel pò di noi hanno visto deserti,oceani,animali ma sono sicuro che c'è qualcuno che ancora si emoziona un pochino ai cartelli ...barra rossa fine del Veneto inizio dell'Emilia Romagna..... e uno sguardo al Po lo butta sempre .....ciao
  8. Turista Anonimo
    , 10/10/2002 00:00
    Bella ed espressiva la frase usata da Miriam, "tirare il collo". Il relativo benessere che mi consente di viaggiare lo debbo in pari misura all'innegabile fortuna di essere nata in un paese occidentale (e quindi ricco, checché se ne dica) ed alla mia forza di volontà, che mi ha permesso di superare le difficoltà, tirando il collo per l'appunto e cercando di costruire qualcosa di buono. Appena sposata ho passato dei giorni in cui non avevamo manco i soldi per fare la spesa e campavamo di "elemosina alimentare" coi genitori, figuratevi un pò...
    I sensi di colpa mi sfiorano come a tutti, soprattutto quando sono nei Paesi del Terzo Mondo, ma la vita non ha regalato nulla manco a me, e quindi mi godo quel che ho senza tanti rimorsi. Sarò egoista ma tento di essere sincera.
  9. Miriam De bortoli
    , 10/10/2002 00:00
    Non so se ho compreso bene il senso ma cerco di dire la mia. Ho talmente tirato il collo per tutta una vita, prima perchè mi sono sposata giovane e i soldi non c'erano. Poi c'era la bambina, la casa, i problemi di lavoro e della vita di tutti i giorni perciò le ferie ho iniziato a farle tardi. E si trattava di qualche giorno in pieno agosto alla pensione Luciana, nella zona di Rimini, in una dipendence che...lasciamo perdere ok??? Ma facevamo 44 anni in tre ed erano ferie bellissime!!! Poi a Cesenatico Hotel Rossi e via cosi'. Non era comodo per noi andare a Rimini perchè avevamo le spiaggie di Jesolo ecc. molto più vicine ma erano senza dubbio molto più costose. Gli anni poi sono passati e ora 44 anni li metto insieme da sola. Ci aggiungo quelli di mio marito e allora mi chiedo: sono egoista se posso permettermi di viaggiare?? Mi dispiace ma la risposta è un bel NO! Mi piace viaggiare sempre nel pieno rispetto dell'ambiente e delle persone, senza ostentare niente, proprio perchè so cosa significa avere niente e doverselo creare con le proprie mani e con il lavoro. E mi piace viaggiare con le comodità e conoscere persone che vivono in altre realtà e perchè no, con i loro sogni.
  10. Annie
    , 9/10/2002 00:00
    a dire il vero, ancora non ho capito bene, ma sai, io non ragiono mai da sola, ho bisogno di un suggeritore...autoironia a parte, cito il tuo messaggio
    "Ho avuto spesso l'impressione che quando si esprime la propria opinione su un argomento, c'é sempre qualcuno pronto a fare la morale. "
    che èsuccesso...tante di quelle volte anche a me.....
    "Allora mi sono chiesta: si devono vergognare le persone che hanno la possibilità di viaggiare e di conoscere il mondo senza che siano accusate di egoismo e mancanza di rispetto nei confronti delle persone che non hanno mai viaggiato."
    quello che penso io è no, non si devono vergognare.magari devono stare attenti al modo con cui raccontano, perchè magari non si parla di egoismo ma di superioriatà o mania di protagonismo...
  11. Rosalba S.
    , 9/10/2002 00:00
    Scusatemi ma credo di essermi spiegata male ( spesso scrivo gli e-mail molto tardi la sera e la stanchezza mi offusca le idee). In primo luogo non era nelle mie intenzioni accusare qualcuno di egoismo, ancor meno le guide, visto che anche io ne sono una ( o allora sarei la più egoista di tutti). Volevo semplicemente dire che mi é capitato di pormi delle domande leggendo qualche forum. Ho avuto spesso l'impressione che quando si esprime la propria opinione su un argomento, c'é sempre qualcuno pronto a fare la morale. Allora mi sono chiesta: si devono vergognare le persone che hanno la possibilità di viaggiare e di conoscere il mondo senza che siano accusate di egoismo e mancanza di rispetto nei confronti delle persone che non hanno mai viaggiato. La persona che va in un hotel 4 stelle si deve sentire colpevole nei confronti di quelli che non hanno molte possibilità economiche? Credo che lo spirito del turista per caso vada al di la di queste considerazioni.
    Lo so che il discorso é un po' contorto, ma spero di essere stata un po' più chiara.
  12. Turista Anonimo
    , 9/10/2002 00:00
    e i sensi di colpa?
  13. Turista Anonimo
    , 9/10/2002 00:00
    oddio che tristezza, e chi lo dice?
  14. Turista Anonimo
    , 9/10/2002 00:00
    Spiegati meglio, credo di non aver afferrato il senso -
    Cioè tutti noi TpC saremmo degli egoisti? E chi lo dice questo?
  15. Rosalba Simenon de magistris
    , 8/10/2002 00:00
    Ho notato che durante i forum si ha la tendenza a etichettare facilmente la gente come egoista, che vive in un mondo privilegiato che non é in contatto con la realtà, solo perché si parla di viaggi e di sogni. Credo che tutto questo sia ingiusto e vorrei parlarne con voi.