1. PICCOLI GIGANTI

    di , il 8/10/2002 00:00

    Quando ero bambina mi immaginavo adulta e tutta presa in lavori roboanti e avventurosi:prima ho avuto la fissa dell'investigatrice privata. Poi quella dell'archeologa, passione durata per molto tempo.

    E voi? Voi cosa sognavate di essere da piccoli? Pompieri, piloti di caccia, ballerine,astronauti, venite fuori e raccontate!

  2. Turista Anonimo
    , 3/11/2002 00:00
    la primissima è stata quella della ballerina e sono certa che sarei diventata una grande se avessi continuato....ancora ho nel mio cuore la danza...poi volevo fare l'attrice... e invece ho fatto l'arredatrice!!ma il sogno piu' grande era quello di diventare mamma e si è avverato.......scusate la banalità.
  3. Ettore Sutti
    , 15/10/2002 00:00
    Allora a sette anni, influenzato dal padre di un mio vicino di casa volevo fare il pittore: una carriera stroncata da mia madre quando ha scoperto che avevo ridipinto tutti i muri della mia stanza. Poi l'inventore ma il mio primo apparecchio, la macchina per atterrare, non ha funzionato e mio cugino si è rotto due braccia saltando dalla terrazza di casa sua. Azz.
    Poi il medico ma anche in questo caso, ci si è messa in mezzo mia madre, che mi ha punito mentre facevo strani esperimenti sul corpo di una mia compagna di scuola. Poi al liceo lo scrittore ma dopo aver mandato alcuni miei lavori a delle case editrici ho capito la che le mie strade erano altre. Infine il giornalista, prima fre-lance in africa e in altre zone di guerra, e ora nella mia città, in un piccolo giornale di provincia.
    Cosa farò da grande?
    Forse perfezionerò la mia macchina per atterrare
  4. Markus Vaja
    , 15/10/2002 00:00
    L'avventuriero! Sì, proprio quello, ho una voglia matta di scoprire ogni angolo del nostro mondo meraviglioso, scoprire e imparare nuove conoscenze. E quando il lavoro, il tempo .. e il conto in banca me lo permettono, lo faccio.

    Markus
  5. Miriam De bortoli
    , 15/10/2002 00:00
    Per la verità ho anche tanto sognato di fare...la mamma! Avevo anche dato i nomi ai miei bambini: Rossano e Mara. E li curavo, li crescevo e li tenevo sempre con me. Cucinavo per loro, li accompagnavo a scuola, cucinavo per loro.. In parte il sogno si è avverato con Ylenia ma per motivi di lavoro e di vita, me l'ha cresciuta la mia mamma. Sono una mamma-casalinga mancata e mi dispiace perchè era proprio un bel desiderio.
  6. Arianna Alessi
    , 14/10/2002 00:00
    mammamia! io volevo diventare
    maga maghella! (ve la ricordate?)(va' meglio Paco?)
  7. Turista Anonimo
    , 14/10/2002 00:00
    ...volevo fare la disegnatrice pubblicitaria, solo quello, giuro!...L'ho fatto!..Guardavo sempre mio padre che disegnava e imitavo i suoi gesti, il movimento delle mani così meravigliosamente armonioso nel disegnare sulle pergamene...
  8. Turista Anonimo
    , 11/10/2002 00:00
    ...ma ci pensate che onore sarebbe stato per tutte queste persone che ispiravano i nostri sogni sapere che per dei bambini erano degli eroi, dei modelli, i loro sogni?
  9. Turista Anonimo
    , 10/10/2002 00:00
    ma solo io ho avuto aspirazioni così noiose?
  10. Turista Anonimo
    , 10/10/2002 00:00
    ...per un po' avrei voluto essere un autista della 54, l'autobus che passava sotto casa mia e prendevo tutti i giorni!
    poi un calciatore olandese alla crujiff o alla neeskens.
    poi ho avuto il periodo poliziotto, il periodo terrorista, il perodo pompiere.
    ho avuto anche un periodo eremita, dove mi sarebbe piaciuto vivere in una capanna nei boschi.
    poi crescendo mi sarebbe piaciuto fare il giornalista storico....
    causa assenza della disciplina di storia a milano....sono finito ad architettura...2 anni dopo avere iniziato architettura...hanno aperto la facoltà di storia alla Statale I°!
  11. Turista Anonimo
    , 10/10/2002 00:00
    cavolo, vedo che ci sono sogni ricorrenti, io sarei voluta diventare archeologa, prima, giornalista poi. non sono nessuna delle due cose...e per ora mi è difficile anche immaginare cosa diventerò.....non ho fatto parecchi progressi da quegli anni...eh???!!!! ih ih ih
  12. Miriam De bortoli
    , 10/10/2002 00:00
    Mi sarebbe piaciuto diventare infermiera come mia mamma. Ero proprio convinta di farlo ma la paura del male ebbe il sopravvento. Poi arrivò un mio cugino che abitava a Roma e che lavorava e lavora ancora nel mondo dello spettacolo come ballerino e mi ficcò in testa l'idea di fare la ballerina e di portarmi con lui a Roma. Vi lascio immaginare la reazione dei miei genitori. Lui tornò a Roma ed io abbandonai i sogni di gloria.
  13. Turista Anonimo
    , 9/10/2002 00:00
    Ma... sbaglio, o alla lista dei rei confessi manca il Paolo M.?
    Su, su, signur architetto, coraggio, si sveli...
  14. Marco Benfe
    , 9/10/2002 00:00
    il primo sogno da grande era fare lo spazzino, poi il pompiere (abitavo vicino alla caserma) sono passato all'astronauta, al difensore del mondo con goldreik, scienziato, veterinario ed oggi dopo aver fatto realmente il metalmeccanico, l'agente di commercio abbigliamento e gioielli, il commerciante faccio il mediatore immobiliare.
  15. Turista Anonimo
    , 9/10/2002 00:00
    vediamo... verso i 5 anni volevo fare il cameriere, a 7 il notaio, dagli 8 ai 14 anni il veterinario, dai 15 ai 17 non mi sono posto il problema (e ripensandoci oggi questo mi preoccupa non poco...) dai 17 ai 19 l'avvocato, dai 19 ai 21 il latifondista, dai 22 ai 25 lo pschiatra criminologo o in subordine lo psicanalista. Il mese scorso ho deciso di fare lo scrittore ma per ora non ho tempo di scrivere.
    povero me...
  16. Turista Anonimo
    , 9/10/2002 00:00
    Investigatrice privata, archeologa...si queste passioni infantili le ho già elencate in apertura di forum maaaaaaaaa.....non sono mica le uniche...
    C'è stato un periodo in cui mi ero fissata di fare la pilota di caccia.
    La mia parola preferita era diventata: roger.
    Mi mettevo a cavalcioni di qualunque cosa, dietro piazzavo mio fratello che era il secondo pilota e via, si volava su nei cieli della fantasia più sfrenata e galoppante. Una volta ci siamo arrampicati su un albero e lui, preso fin troppo dal gioco, ha pensato bene di buttarsi giu' con una coperta sulla testa come paracadute: aveva sei anni, io un paio in più. Se l'è cavata benissimo qualche escoriazione e un paio di sculacciate. Fatto sta che la mia passione di asso dell'aria si dissolse in un battibaleno. Allora cambiai campo , ci voleva qualcosa di più tranquillo, di divertente ma tranquillo. E così venne l'epoca della Pepa-dj. Ma questa è un'altra storia.