1. Una malattia di moda

    di , il 5/9/2002 00:00

    Mi capita spesso di apprendere o scoprire personalmente che amici o amiche, che io credevo essere delle rocce di Gibilterra, sono invece diventati vittime di una malattia subdola che è la depressione. Al di fuori delle cure psicomediche, conoscete dei rimedi per prevenirla?

    Giò

  2. De Giò
    , 25/9/2002 00:00
    Brutti tempi per i puristi della nostra bella lingua. Tra neologismi, barbarismi, arcaismi riscoperti per scopi commerciali(...lo bianco della mia nonna ecc.), neocolonialismi culturali e ignoranza galoppante, il nostro Italiano è condannato a fare la stessa fine del "sentimento nazionale", ossia
    finire a schifio, pardon, volevo dire a rotoli. "ma così si puote perchè così si vuole.."
    Ciao
    Giò
  3. Turista Anonimo
    , 24/9/2002 00:00
    Grazie degli auguri Giò.
    Il messaggio però contenuto in tutta la mia digressione non era certo quello di fare proseliti caritatevoli, solo volevo difendere la nostra lingua un pò troppo maltrattata nei suoi usi.
  4. De Giò
    , 22/9/2002 00:00
    Ogni giorno un europeo ingerisce, rispetto ad un abitante del terzo mondo, una quantità incredibile di sostanze chimiche, più o meno cancerogene. Certamente il cancro non è una moda e sarei un minchione se affermassi una simile eresia, volevo solo affermare che la depressione, così come il cancro e tante altre malattie, sono il rovescio della medaglia del nostro benessere.
    Ciao Sonia e auguri per il tuo papà, il mio non c'è più perchè, guarda caso, è morto proprio di cancro, quindi lungi da me essere superficiale su questo triste argomento.
    Giò
  5. Turista Anonimo
    , 18/9/2002 00:00
    Ho detto che la "depressione" è di moda come è di moda, nel nostro accidente mondo occidentale, il cancro, l'obesità, la nefrosi, la colite spastica, l'ulcera psicosomatica, le allergie, e chi più ne ha, più ne elenchi!


    MODA:
    usanza più o meno mutevole che, diventando gusto prevalente, s'impone nelle abitudini, nei modi di vivere, nelle forme del vestire.

    Scusate ma proprio a me non riesce di tacere, non critico i contenuti i pareri ciò che è stato detto e non detto, mi scuso con Daniela se sono stata pungente,ma provo fastidio quando esprimendomi in maniera chiara non si capisce ciò che intendo dire, non definivo la depressione mi limitavo a far notare che forse anche quelli che apprentemente fingono, qualche problemino lo hanno, i disturbi definiti come psicosomatici sono delle reazioni del corpo ad un effettivo disagio mentale ma tralasciamo questa cosa.
    Ma davanti all'italiano e al suo uso proprio non mi riesce di tacere.
    Dopo la depressione parliamo addirittura di cancro alla moda,ossia sarebbe come dire che avendo in molti il gusto per il cancro rientra nelle nostre abitudini quotidiane...devo ricordarmi di dirlo a mio padre ne riderà!
    La parola è uno dei mezzi più importanti e forse il più importante che ci permette di relazionarci, di farci capire, questo ancora di più in internet dove non possiamo vederci negli occhi e allora le parole usate nel modo più corretto diventato importantissime per fare arrivare l'esatto messaggio a chi è dall'altra parte...la moda è una cosa, l'essere attuale è un'altra. Allargare così il significato delle parole mi pare un pò troppo.
    Il libro a cui hai fatto riferimento gio è stato scritto da un uomo, e ci è dato sapere il suo punto di vista non quello delle donne così amanti della colite...
    E se provo a sforzarmi e mi vesto di crinoline e penso alla mia vita in casa tra l'organizzazione di un party e l'altro,esclusa dai circoli, dai club e dal sigaro dopo cena...beh forse la colite me la sarei fatta venire anche io!
  6. Arianna Alessi
    , 18/9/2002 00:00
    PERFETTO E GRAZIE LAU..
  7. laulissima
    , 18/9/2002 00:00
    ciao. io non mi sento di dire la mia su un argomento così delicato.
    siccome dai vari interventi mi è sembrato di capire che c'è molta ignoranza (nel senso letterale del termine, quindi che nessuno si offenda) ho pensato che potrebbe essere utile visitare il sito della IDEA
    http://pwhux.tin.it/qwaszx/idea_sommario.htm
    è un Istituto per la ricerca e la prevenzione
    della Depressione e dell'Ansia.
    ciriciao a tutti!
  8. De Giò
    , 16/9/2002 00:00
    Rosalba ha fornito una spiegazione plausibile del binomio benessere-depressione. Non sono invece d'accordo che questa malattia abbia avuto anche in passato un'influenza così nefasta sulla salute umana. A mio modesto avviso è anche vero che ci sono tanti malati immaginari che, per vari motivi, s'inventano depressi. Un pò quello che succedeva alla fine dell'ottocento, quando le giovani signore europee scoprirono la...."Colite" facendo la fortuna delle farmacie e dei medici, come Alex Munte, che nel suo meraviglioso romanzo "San Michele", descrive questa forma d'isteria collettiva al femminile.
    Giò
  9. Turista Anonimo
    , 16/9/2002 00:00
    daniela non ti consigliavo il giornale , supponevo già lo usassi. Perchè non me la spieghi tu la differenza tra scemenza e consiglio piuttosto che delegare?
  10. Markus Vaja
    , 16/9/2002 00:00
    Ho visto che "?" ha detto che il tema depressione viene forse preso con troppa leggerezza e Rosalba (se non sbaglio) dice che la depressione non è una malattia di moda. Beh, io insisto su quello che ho detto all'inizio: esiste quella "vera" e quella "falsa" (o di moda). Non è leggerezza questa, anche perchè proprio un parente stretto ha sofferto (uso il passato perchè l'ha superata) della depressione vera. E con lui hanno sofferto tutti i coinvolti ... e non per un mese o due!!! E proprio perchè ho "vissuto" da vicino una situazione del genere, mi permetto di dire che tante volte la depressione è una malattia di moda. Inoltre anche l'osservazione della dieta corretta è importantissima. Forse nessuno lo sa, ma uno studio ha dimostrato che i malati di mente, con una giusta alimentazione possono migliorare parecchio nella loro malattia ... figuriamoci se non serve x un depresso. Quindi piano a chi dice che certi temi vengono presi con troppa leggerezza.
    Markus
  11. Rosalba Simenon de magistris
    , 16/9/2002 00:00
    La depressione non é una malattia di moda, ma esiste da secoli, la perdita di una persona cara, la nascita di un figlio ( il cossiddetto baby blues), e altri avvenimenti tragici che creano all'interno del corpo umano uno scompenso ormonale e psicologico che sfocia in una depressione. Quando si parla di moda é perché ila stampa se ne preoccupa e strumentalizza l'argomento per vendere più giornali, o trasmissioni televisive. C'é un aumento della malattia in questo momento dovuto non all'aumento del benessere, ma allo stress che questo comporta, al consumismo della società in cui viviamo. Bisogna avere un certo standing per essere accettati, essere alla moda, avere sempre più oggetti di valore. Se non si corrisponde a certi canoni si é tagliati fuori dalla società, la gente guarda in modo bizzarro la persona che ha osato andare contro corrente. Tutto questo crea dello stress per poter guadagnare abbastanza ed essere sempre più competitivi. Dobbiamo ringraziare i pubblicitari (i veri padroni del mondo capaci di farci mangiare della m.... facendola passare per oro). E' vero che i paesi poveri non hanno ancora questo tipo di problema ( i produttori di tabacco e di latte in polvere ci hanno già pensato), ma ne hanno altri ben più gravi!
  12. Arianna Alessi
    , 16/9/2002 00:00
    E brava Meg, concordo.
    ci saranno migliaia di siti
    tipo :il dottore risponde, salute e bellezza,salute mentale ecc. ecc.
    Mi è sembrato chiaro (?).
    Mio padre è stato malato di
    depressione e si è curato con
    le medicine!
    tralaltro tanti di noi usano
    "depressione" per spiegare
    diversi sintomi... io stessa
    alle volte mi sento "depressa" ...se vogliamo sfarfallare, si puo'
    ma senza gareggiare per piacere!! tipo :si dice cosi'
    o si dice cosa' trallalero trallala'.
    è vero anche che se uno finge
    x richiedere attenzioni ha un probabile bisogno! poi se ci sta' sulle palle e non lo vogliamo aiutare, affari nostri,magari è meglio cosi.
  13. Turista Anonimo
    , 16/9/2002 00:00
    Mi pare che abbia detto tutto (?). Direi che non ci sarebbe altro da aggiungere, anche perchè, il soggetto depresso, non starebbe qui a leggere consigli o commenti sulla propria malattia. Lo sò, è difficile da credersi, ma è così. Il depresso vive nel suo mondo oscuro dove non vi è il benchè minimo spiraglio di luce, questo è ciò che vede, ciò che sente, ciò che percepisce, poi un giorno, forse, si accorgerà che uno spiraglio di luce c'era, ma era così tanto difficile vederlo.

    Vorrei approfittare di questo forum, per dire a tutte quelle persone che ogni giorno si trovano a lottare contro la depressione dei propri cari, NON ARRENDETEVI MAI, NON PERDETE MAI LA PAZIENZA, E' DIFFICILE, MA CERCATE DI AVERNE TANTA.... e se un giorno chi ha lottato con voi, riuscisse a venirne fuori, ve ne sarà grato tutta la vita!
    Credetemi
    Meg
  14. Turista Anonimo
    , 16/9/2002 00:00
    grazie, sonia, mi fanno piacere i tuoi complimenti...per il consiglio del giornale.. lo cercherò...sicuramente mi sarà utile... è su lì che hai letto le perfette definizioni di "depressione" che ci hai proposto? ti lascio nelle mani di "?", mi sembra che potrà spiegarti la differenza tra "consiglio" e "scemanza a piede libero"
  15. De Giò
    , 15/9/2002 00:00
    Ho detto che la "depressione" è di moda come è di moda, nel nostro accidente mondo occidentale, il cancro, l'obesità, la nefrosi, la colite spastica, l'ulcera psicosomatica, le allergie, e chi più ne ha, più ne elenchi!
    Nei paesi poveri, dove magari la morte accompagna l'uomo come la sua ombra, questi guai non esistono ed è questo il grande mistero. Perchè ciò avviene? perchè al benessere economico si accompagnano inevitabilmente queste sciagure di biblica memoria?
    Cara Sonia e Daniela, come vedete nemmeno gli esperti sono in grado di fornirci delle risposte infallibbili, visto che le cause sono così complesse.
    Giò
  16. Turista Anonimo
    , 13/9/2002 00:00
    PREFERISCO MANTENERE L'ANONIMATO SCUSATEMI.

    NON C'E' UNA RISPOSTA O ALMENO NESSUNO AL MONDO E' ANCORA IN GRADO DI DARLA, ANCHE PERCHE' IL PROBLEMA E' INFINITAMENTE MOLTEPLICE NELLE SUE FORME E PRESENTA DIVERSI LIVELLI DI GRAVITA'.
    L'UNICA SPERANZA VIENE DALLA CONSAPEVOLEZZA "ACQUISITA SOLO NEGLI ULTIMI ANNI", CHE BISOGNA AUMENTARE LO SFORZO NELLA RICERCA PER "COMINCIARE A COMPRENDERE" LE CAUSE E LE POSSIBILI CURE DEL PROBLEMA.