1. Brasile

    di , il 7/10/2006 13:10

    Ciao stò organizzando un viaggio

    Gennaio e febbraio per il perù attraverso la bolivia per arrivare alle cascate di iguazu e poi brasile

    Vorrei per l'ultima settimana trovare un posto tranquillo con bella spiaggia e mare per un ultimo riposo prima del rientro in italia

    So che febbraio è un brutto periodo per il carnevale ( per noi che cerchiamo calma e tranquillità siamo 2 donne ) , vorrei fare un itinerario evitando il caos.

    Stò chiedendo troppo? chi mi puo aiutare?

    Saluti

    Anoeta

  2. Redazione
    , 20/5/2007 13:35
    *************MESSAGGIO DELLA REDAZIONE*****************
    Attenzione: quando leggete nei forum l'invito a essere contattati privatamente per ricevere ulteriori informazioni su sistemazioni/alberghi/servizi, abbiamo il forte sospetto si tratti di pubblicità. Un consiglio spassionato, infatti, potrebbe essere pubblicato senza remore direttamente in chiaro sul sito, sottoponendolo al controllo della Redazione. Se a questo punto accettate il contatto privato, siate consapevoli che potrebbe non essere disinteressato e che vi state autoprponendo come oggetto di pubblicità occulta.
    Martino
    *****************************************
  3. realsurfer
    , 28/4/2007 06:11
    ***********MESSAGGIO DELLA REDAZIONE***************
    Per segnalare siti internet ci sono le sezioni siti per caso e utilink. Grazie
    *****************************************
  4. pacho
    , 23/4/2007 11:59
    per chi dice che la criminalità è solo nelle favelas..

    fonte (un italiano che c'e stato) http://www.travelbaila.it/dblog/articolo.asp?articolo=37


    (RIO DE JANEIRO/5) La Violenza
    Di Admin (del 17/01/2007 @ 21:41:45, in Blog, linkato 241 volte)
    Quando si va in giro a Rio tutto è apparentemente tranquillo. C’è gente che fa shopping, che va/torna dal lavoro, che mangia nei tanti ristorantini che si affacciano sulla strada, qualcuno dorme per terra, qualche altro lava i vetri al semaforo o fa le capriole in aria per poi chiedere qualche soldo. Insomma, niente di strano. Nonostante sia ritenuta una delle città più violente dell’America Latina, per strada tutto sembra tranquillo, anche a notte inoltrata. Ma basta trattenersi in città qualche giorno in più che, abbastanza rapidamente, si viene a scoprire l’altro lato della bella città carioca. Così succede anche a me.
    Tutto inizia un tranquillo pomeriggio quando, mentre son da solo nella spiaggia di Copacabana, un ladruncolo sfila abilmente i soldi dalla tasca dei miei pantaloncini appoggiati sulla sabbia appena, anche se solo per pochi minuti, li lascio alle mie spalle. Son solo 13 reais (4,50 euro), poco più dei 10000 pesos colombiani (3,30 euro) che l’anno scorso mi fregarono in Colombia. Insomma, considerando l’inflazione, la tangente ai ladruncoli sudamericani dovrei averla pagata anche questa volta. Spero basti. Ciò che mi ha sorpreso è stata la velocità del ladro (che è riuscito anche a rimettere in tasca ciò che non gli serviva, come le chiavi dell’ostello), ma anche l’omertà di quattro ragazze che erano vicinissime a me e hanno quasi sicuramente visto tutto. Ogni volta che le guardo si girano dall’altra parte. Farsi gli affari propri qui è una regola di vita. Il ladro comunque era un venditore ambulante di formaggio. Fate sempre attenzione ai venditori ambulanti delle spiagge di Rio, sono quelli che si avvicineranno di più a voi.
    Il giorno dopo un altro ladruncolo si introduce nell’ostello ed entra in una camera a caso: la mia! Ma fra i 4 ripostigli chiusi a chiave, con bagagli, la sorte ha voluto che scassinasse proprio quello dell’unica brasiliana che c’era in camera, alla quale ruba una macchina fotografica e alcuni gioielli. Fra l’altro l’unico che lo ha visto e ci ha anche parlato è stato proprio… il sottoscritto! Ma il furbastro aveva già finito il suo lavoro e, non immaginando io chi fosse, abbiamo solo scambiato qualche parola di circostanza.

    Il giorno dopo ancora, mentre ritorno dalla spiaggia in bus, assisto ad uno scippo. 2 ragazzini strappano qualcosa che non riesco a vedere (credo il cellulare) dalle mani di una ragazza che sta per salire sull’autobus. Poi, incalzati dalle urla dell’autista, corrono via attraversando veloci una trafficatissima strada a 4 corsie. La cosa più impressionante è stata non tanto assistere allo scippo ma vedere quei due piccoli bambini neri, scalzi e a torso nudo insinuarsi fra le auto in corsa. Per un attimo ho avuto il timore di vederne qualcuno schiacciato sull’asfalto. Ma ce la fanno.

    Insomma, giorno dopo giorno il piacere che si prova passando qualche ora nelle belle spiagge cittadine o vedendo il Corcovado o scambiando qualche parola con i sempre sorridenti brasiliani, si alterna ad un clima talvolta pesante.
    Inizio così a dare uno sguardo anche alle pagine di cronaca dei quotidiani, dove leggo notizie pazzesche. Una delle tante: rapina in una casa di Rio, gli occupanti (due adulti e due bambini) vengono chiusi a chiave in un auto e poi questa viene incendiata. Solo un adulto si salva. Altro che la banda della Uno bianca. Oppure oggi, a pagina 9 del quotidiano “O Globo”, c’è un piccolo articolo in fondo pagina dove c’è l’elenco dei 6 attacchi alle auto circolanti di ieri notte: auto fermate (ai semafori o mentre vengono parcheggiate) da almeno 3 o 4 persone armate che prima derubano gli occupanti e poi portano via anche l’auto. Questo spiega perché di notte nessuno qui si ferma ai semafori rossi, né le auto private né i taxi e bus.

    Finchè arriva il 28 dicembre, quando all’alba si scatena una vera e propria guerra urbana. Un autobus cittadino viene fermato da uomini armati, i passeggeri vengono prima derubati e poi viene dato fuoco all’autobus con le persone dentro. 19 morti bruciati vivi e 28 feriti. Poco dopo altri attacchi alle postazioni di guardia della polizia in varie zone della città. Uno di questi attacchi avviene proprio a Botafogo, nella zona dove sono io, e proprio davanti alla fermata dove spesso scendo dall’autobus. Qui si conteranno due morti. La sera, mentre passo lì vicino, vado a vedere la cabina. Con il gesso sono stati segnati i buchi dei proiettili: 51, tutti ad altezza d’uomo. Nonostante l’obiettivo fossero i poliziotti, chi ha sparato non si è minimamente interessato agli eventuali passanti. E infatti, oltre ad un poliziotto, ci è andata di mezzo una venditrice ambulante che sostava proprio li davanti, morta mentre con il suo corpo proteggeva il figlio di 6 anni.
    Episodi questi ultimi di una guerra sempre più violenta fra i capi delle favelas (che controllano il ricco mercato locale della droga) e una fazione relativamente nuova a Rio, i paramilitari, gruppi armati semi-ufficiali (in quanto ci sono anche veri poliziotti in mezzo) che stanno a poco a poco prendendo in mano il controllo delle oltre 300 favelas cittadine, facendo fuori i loro capi. Una sorta di “male minore” che viene tollerato perché non si è trovata altra soluzione per combattere la fortissima criminalità locale. Anche in Colombia si iniziò così tanti anni fa, con ottenere però in seguito solo un pesante peggioramento della situazione.

    A parte questa “guerra” che, escludendo i fatti di questi ultimi giorni, si combatte ogni notte all’interno delle favelas, i furti e aggressioni ai turisti sono tuttavia frequenti.
    Bilancio degli ultimi 14 giorni, a Rio, delle persone che alloggiano qui in ostello (e che conosco):

    *
    Io (Italia!): furto dalla tasca di 13 R$ (quartiere Copacabana);
    *
    Tatiana (Brasile): furto di macchina fotografica e alcuni gioielli dalla camera dell’ostello (Botafogo);
    *
    Tomoko (Giappone): un pomeriggio viene spinta a terra da 2 ragazzi e le viene rubata la macchina fotografica (Lapa);
    *
    coppia di ragazzi francesi (Francia): scendendo a piedi dal Corcovado (la famosa statua del Cristo) vengono circondati da quattro ragazzi con machetes in mano (c’è la foresta ai lati della strada): solita macchina fotografica rubata + zaino;
    *
    Bart (Olanda): inoltratosi a piedi (errore!) nel buio tunnel che porta a Copacabana, un pomeriggio viene rapinato da due ragazzini dei soldi, 50 R$ (Botafogo / Copacabana).

    Speriamo l’elenco dell'ostello si chiuda qui!
    Poi ci sarebbero altre notizie simili su fatti accaduti ad amici degli ospiti dell´ostello o a loro raccontati. Ne ricordo una in particolare, e cioe´ quando il 30 dicembre nel vicino Alpha Hostel (sempre qui a Botafogo) degli uomini armati si sono introdotti nell´ostello e hanno derubato i turisti. Dentro l´ostello!
    Una nuova regola che quindi imparo per stare serenamente a Rio De Janeiro (da aggiungere alle solite regole da usare in tutto il Sudamerica) è: escludendo le favelas, non ci sono grosse differenze di sicurezza tra le varie zone della città. E’ importante invece non andare in un luogo se la zona non è abbastanza frequentata. Quando non ci son passanti o comunque traffico, i ladri spuntano fuori più facilmente.

    Ma cosa fanno le autorità per contrastare questa forte criminalità?
    Anche questa volta hanno scelto l’unico metodo al quale sempre ricorrono: la forza militare.
    Ieri sono arrivati in città 500 soldati della Forca Nacional de Seguranca, uno speciale corpo militare con un severo addestramento da guerra, oltre che dotato di armi da guerra. Il governo locale dello Stato di Rio gli ha concesso completa licenza di compiere qualsiasi azione ritenga utile senza contattare preventivamente il governatore. Se già la polizia qui a Rio ha di fatto la mano libera quando si tratta di lotta ai narcotrafficanti, ora ha anche l’avallo ufficiale.
    In risposta a ciò stanotte i narcotrafficanti hanno incendiato altri 2 autobus cittadini, per dimostrare che non hanno paura dei militari. Questa volta però facendo prima scendere gli occupanti, quindi senza morti.
    Per quest’operazione verranno spesi 25 milioni di reais (9 milioni di euro) al mese per le spese extra di stipendi, alloggi, mezzi e armamenti. Se molti meno di questi soldi fossero stati utilizzati per costruire qualche scuola in più nelle favelas e strutture meno da terzo mondo, forse si inizierebbe ad ottenere qualche risultato più duraturo. Rocinha, la più grande favela dell’America Latina che sono andato a visitare alcune settimane fa, per una popolazione di 200.000 abitanti ha solo 4 piccole scuole elementari (ne parlerò più avanti di questo). Ma gli interventi militari danno più immagine. Ogni giorno leggo nei quotidiani pomposi discorsi dei politici locali e nazionali che illustrano l’efficienza e le dotazioni tecniche dei militari. Ieri al loro arrivo in città sono stati anche accesi in cielo i fumogeni con i colori nazionali. La festa sta per iniziare.
    Domani ci sarà un’importante riunione nel miglior hotel di Copacabana dei presidenti di molti stati sudamericani (del Mercosur), quindi i 500 militari verranno utilizzati anche per la loro sicurezza (naturalmente domani andrò a curiosare : - )). Da dopodomani, venerdì 19, saranno effettivi e pronti al 100% per la repressione nelle favelas (soprattutto in quella di Mangueira) sospettate di essere i centri organizzativi degli attentati del 28 dicembre. Si preannuncia una feroce rappresaglia dei militari, che potrebbe poi essere seguita da ulteriori vendette dei narcotrafficanti, come già accaduto. Spero naturalmente che nulla di tutto ciò accada, però questa volta la mia partenza, che casualmente coincide con la vigilia di quest’operazione militare, credo giunga al momento opportuno. Nonostante abbia passato un meraviglioso mese qui a Rio De Janeiro, è ora giunto il momento di andare via.
  5. gabriella
    , 23/4/2007 05:06
    TUTTO VERO(IO NE SONO STATA ANCHE TESTIMONE),MA QUI NESSUNO E' TERRORIZZATO TUTTO PROCEDE NORMALMENTE,TUTTI CONTINUANO LA VITA DI TUTTI I GIORNI ANDANDO A LAVORARE,AL MARACANA' (OGGI C'E' STATA LA FINALE DELLA COPPA RIO VINTA DAL FOGAO E PER LA CRONACA OGGI HO VISTO BEN DUE PULMAN DI TURISTI ALLO STADIO E TUTTI CON MACCHINA FOTOGRAFICA E VIDEOCAMERA),A BERE UNA BIRRA IN COMPAGNIA,SENTIRE MUSICA A LAPA, IN SPIAGGIA....

    TI ENTRA O NO NELLA ZUCCA CHE CIO' CHE TU DESCRIVI NON ACCADE NELLE ZONE FREQUENTATE DAI TURISTI????????

    COSA CI VA A FARE UN TURISTA NO MORRO DA MINEIRA????????
  6. pacho
    , 22/4/2007 18:26
    (ARTICOLO DI 2 GIORNI FA'...ATTUALE SITUZIONE A RIO, PER CHI DEVE ANDARCI...)
    POI DICONO CHE CERCO DI SPAVENTARE I TURISTI...FONTE http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=36115

    Brevi
    Brasile - 18.4.2007 09:01:00
    Rio è ancora sangue: 19 morti in un solo giorno



    Rio de Janeiro, è ancora guerra: 19 persone uccise in un solo giorno. Due gli scontri a fuoco: una fra bande rivali e l'altra fra narcotrafficanti e poliziotti. Obiettivo: controllare la favela Morro da Mineira, nel distretto centrale della città. Nella capitale carioca ieri si è scatenato il caos. Alcuni malviventi, in fuga dalla polizia, si sono nascosti in alcune camere mortuarie di un cimitero dove stavano avvenendo una serie di funerali. Le Tv locali hanno mostrato intere famiglie scappare e un uomo ha dichiarato di essere stato colpito da proiettili vaganti mentre si trovava seduto in un autobus. La capitale carioca è nel bel mezzo di una guerriglia che sta facendo una media di nove morti al giorno. Dal primo febbraio si contano 710 morti e 391 feriti in questa battaglia all'ultimo proiettile fra narcotrafficanti, paramilitari e polizia per il controllo di fette di territorio
  7. pacho
    , 22/4/2007 18:20
    per chi dice che rio non è paragonabile a bagdad..
    potrei continuare a copiare migliaia e migliaia di articoli del genere,visto loa così tante criminalità e delinquenza a rio ogni giorno 10 o 15 articoli del genere..


    Striscia di Gaza carioca
    Scontri a fuoco nelle favelas di Rio. Una guerra tra fazioni per il controllo della droga




    scritto per noi da
    Pietro Orsatti

    Poliziotto in una favela di Rio
    Ogni settimana nella zona di Rio de Janeiro, e lungo l'asse che collega la città con l'immensa area sub-urbana della Baixada Fluminense, si ripete il rituale della chiusura della Linha Vermelha da parte della polizia e l'inizio degli scontri a fuoco con gli abitanti delle favelas che costeggiano la grande autostrada che dal centro della città carioca raggiunge l'aeroporto internazionale e i municipi di Duque de Caixia, Sao Joao de Meriti e Nova Iguaçu. Un rituale di sangue, che ogni settimana porta a morti e feriti in una delle zone più densamente popolate dell'America Latina: un milione di persone in una manciata di chilometri quadrati.

    Un'altra Palestina. Questa zona ormai è conosciuta come "La striscia di Gaza di Rio". Da più di un anno qui si sta svolgendo una vera e propria guerra tra fazioni del narcotraffico, gli abitanti delle varie favelas distribuite ai piedi del grande santuario di Penha e che si allineano lungo Linha Vermelha, Linha Amarela e Avenida Brasil e il 22° battaglione della Polizia Militare Maré tristemente conosciuto in tutta Rio per la brutalità e per l'elevato livello di corruzione dei suoi appartenenti. Del Maré si dice che non sia antagonista al crimine organizzato, se ne parla come di concorrente al traffico. Questo battaglione è stato trasferito in questa zona da pochi anni e, automaticamente, appena terminati i lavori di costruzione dell'immensa caserma del Maré circondata da tre fra le più violente favelas di Rio, è iniziata una guerra che ogni anno provoca dai 150 ai 250 morti e migliaia di feriti.

    Guerra aperta. Alla guerra in atto fra le grandi gang operanti, in particolare, nelle favelas di Bonsucesso, Do Timbau, Baixa Do Sapateiro, Nova Holanda, Vila Do Joao e Vila dos Pinheiros, caratterizzata da continue invasioni di abitanti di una favela delle case di una favela rivale e viceversa, invasioni che degenerano in continui scontri a fuoco nelle strade, si è aggiunto un apparato repressivo imponente, solo in parte legale, caratterizzato dall'uso di metodi violenti che in gran parte si rivolge non soltanto contro gli appartenenti alle varie bande, ma indistintamente anche verso tutti gli abitanti della zona.

    Non solo Rio. L'ultima esplosione di violenza lungo la Linha Vermelha, per fare un esempio, è arrivata quando gli abitanti di Vila dos Pinherio avevano inscenato una protesta contro la polizia a causa del ferimento di una bambina di 4 anni durante un rastrellamento avvenuto a metà maggio. La situazione in poche ore è degenerata e la polizia del 22° battaglione ha chiuso la strada, immobilizzando il traffico per circa due ore, e ha iniziato uno scontro a fuoco che ha provocato un morto e una decina di feriti. Questa situazione non è limitata alla sola Rio de Janeiro. Secondo l'ultimo rapporto di Amnesty International, infatti, tutto il paese vede episodi di corruzione, violenza e discriminazione da parte della polizia. "Le operazioni di polizia condotte nelle baraccopoli sono state spesso reputate invasive e repressive - si legge nel rapporto - La polizia civile e militare ha sovente alimentato la violenza e la criminalità nelle zone povere ed emarginate, che continuano a essere al centro di livelli estremi di violenza armata, frequentemente associata al traffico di stupefacenti".

    Favela di RioImpunità sovrana. Il livello delle violazioni dei diritti umani è rimasto estremamente elevato, nonostante le varie iniziative intraprese dal Segretariato speciale per i diritti umani del governo federale. I resoconti relativi all’operato delle forze di polizia, inefficaci, violente e corrotte, hanno messo in dubbio l’efficacia delle proposte di riforma presentate dal governo. Centinaia, forse migliaia di civili sono stati uccisi dalla polizia nel corso di presunti scontri a fuoco. Pochi, se non nessuno, di questi casi sono stati oggetto di accurate indagini. E inoltre sono giunte frequenti segnalazioni secondo cui la polizia avrebbe preso parte alle operazioni delle “squadre della morte” e il ricorso alla tortura in carcere o nelle caserme di polizia è diffuso e sistematico.

    Approssimazioni per difetto. Secondo le cifre ufficiali del governo federale, ammonterebbero a 663 le uccisioni perpetrate dalla polizia nello Stato di São Paulo e a 983 quelle nello Stato di Rio de Janeiro. Entrambe le cifre sono inferiori rispetto a quelle registrate negli ultimi anni. La stragrande maggioranza delle vittime era di sesso maschile, giovane, povera, nera. Quasi nessuno di questi episodi è approdato in un processo. "Il governo dello Stato di Rio de Janeiro - si continua a leggere nel rapporto - non è riuscito ad assicurare la difesa delle comunità emarginate, obiettivo di invasioni da parte di bande di trafficanti di droga. La reazione della polizia militare alle invasioni violente di due baraccopoli, Rocinha ad aprile e Vigário Geral a ottobre, è stata tardiva e, nel caso di Rocinha, brutale. In seguito a una delle invasioni, la governatrice dello Stato ha richiesto l’autorizzazione federale per schierare l’esercito nelle strade. La richiesta è stata di fatto respinta di fronte al rifiuto del governo dello Stato di Rio de Janeiro di impegnarsi a rispettare le disposizioni imposte dal governo federale".

    Bambini di una favela di RioSquadroni della morte. Intanto in tutto il Paese le “squadre della morte” hanno continuato a prendere parte a esecuzioni extragiudiziali di sospetti criminali in situazioni spesso descritte come “pulizia sociale”, oltre che nel contesto della criminalità organizzata, con il frequente coinvolgimento diretto di agenti di polizia, in servizio o in congedo. E' il caso della strage avvenuta a marzo a Nova Iguaçu e Queimados, nella Baixada Fluminense: 29 persone, normalissimi passanti, pensionati, operai, casalinghe, minori, sono state uccise senza una ragione apparente. A maggio i primi arresti, quattro persone - ma il gruppo di fuoco della strage di marzo era composto da un numero ben maggiore - in parte ancora in servizio nella polizia e in parte in congedo.

    La povertà dietro le quinte. "La violenza nelle aree urbane in questo paese - dichiara il sociologo Jeorge Romano - è strettamente connessa alla mancanza di infrastrutture sociali, alla miseria e alla mancanza di un senso di cittadinanza. Inoltre la presenza della polizia qui non è un deterrente, anzi, ogni politica di esclusiva repressione violenta da parte delle autorità di fenomeni illegali (come il furto di corrente elettrica o il mancato pagamento delle imposte) o realmente criminali (come il traffico di droga) serve solo ad alimentare una risposta ancora più violenta, un incremento costante di atti che non stento a chiamare di guerriglia, di morti assolutamente gratuite". E di morti gratuite a Rio se ne contano a decine ogni mese. Sono i morti per presunti proiettili vaganti nel corso di scontri a fuoco. Un fenomeno diffuso e che ha anche ricadute in settori imprevedibili come quello immobiliare. Nella zona Sul di Rio, la zona più ricca di Leblon e Copacabana, sullo stesso pianerottolo di un palazzo due appartamenti della stessa dimensione possono variare di prezzo del 70%: questa differenza è motivata dall'esposizione delle finestre delle case, ovvero se queste si trovino o meno in direzione di tiro.
  8. calliope
    , 22/4/2007 13:59
    ma fammi il favore!!! smettila di spaventare la gente!
  9. pacho
    , 22/4/2007 00:18
    Narcos contro paramilitari. La violenza soffoca Rio de Janeiro
    La città brasiliana è in guerra. I narco-trafficanti e «milizie comunitarie» si contendono il controllo delle favelas
    Adriano Marzi
    Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)
    3 gennaio 2007
    L e prime parole ufficiali di Sergio Cabral, da lunedì nuovo governatore dello stato di Rio de Janeiro, sono state un grido d'aiuto. Per tirare fuori la testa dal bagno di sangue in cui la città è annegata negli ultimi giorni (almeno 19 morti da giovedì scorso), la nuova amministrazione ha chiesto al presidente Lula l'invio immediato delle truppe federali. Circa 7000 agenti della sicurezza nazionale, il cui arrivo era previsto solo tra qualche mese in occasione dei Giochi panamericani (in programma dal 13 al 29 luglio), andranno a integrare le forze dell'ordine dello stato di Rio. Anche l'esercito è stato messo in allerta.
    Il 28 dicembre la colonnina della violenza ha sfondato il termometro. I quartieri di mezza città, comprese quartieri bene come Botafogo, sono stati messi a ferro e fuoco: decine di macchine della polizia prese a colpi di granata e raffiche di mitra, bus dati alle fiamme, tanti poveracci finiti bruciati o uccisi. Era, si è detto, la risposta dei maggiori clan del crimine di fronte all'avanzata delle milicias.
    Con il pretesto di spazzar via il narco-traffico, eliminando gli incubi di chi abita nelle zone più marginali di Rio, negli ultimi anni sono sorti infatti gruppi paramilitari. Classificate dai simpatizzanti come Autodefesas comunitárias, queste milizie si sono inserite nella lotta per il controllo del territorio. Ad oggi, le favelas sotto la loro «protezione» sono circa un centinaio. Un fenomeno in crescita esponenziale: una favela occupata ogni 12 giorni negli ultimi 20 mesi.
    Le milizie sono composte in gran parte da poliziotti civili e militari (che qui in Brasile sono quelli degli stati dell'Unione), pompieri, agenti penitenziari, che in alcuni casi abitano nelle stesse comunità di cui assumono il controllo. Nelle loro operazioni d'occupazione possono contare sull'appoggio informale delle unità di polizia cui è affidata la sorveglianza dei territori in questione. «Al momento dell'invasione, gli agenti di turno fanno finta di niente - racconta il colonnello Mário Sérgio de Brito Duarte - per poi riprendere servizio dopo che le milizie si sono installate, aiutando così a ostacolare il ritorno dei narco-trafficanti».
    Una volta ottenuto il controllo del territorio, i paramilitari bandiscono l'uso e la vendita di droga. E i loro metodi di repressione, al di sopra della legge, risultano molto efficaci: un minore pescato con della maconha (la marijuana), a esempio, riceve immediatamente percosse e minacce di morte. Una garanzia che difficilmente sgarrerà una seconda volta.
    Lo sradicamento del consumo e del traffico di droga è l'esca con cui le milizie guadagnano la simpatia iniziale di una parte degli abitanti della favela «liberata». In realtà il loro fine ultimo è esclusivamente il lucro e molto presto la comunità si rende conto di essere passata da un carnefice all'altro.
    I paramilitari cominciano riscuotendo una «tassa di protezione» per tenere lontani i trafficanti, di solito 15 reais al mese (più o meno 5 euro) per ciascun abitante. Molto rapidamente però passano a imporre il «pizzo» su un ampia gamma di attività commerciali che hanno vita all'interno della favela. Il prezzo di vendita delle bombole del gas viene maggiorato di 5 reais, mentre chi usufruisce di un allaccio clandestino alla rete elettrica è costretto a pagarne 10. La tassazione è imposta anche sull'installazione irregolare della Tv per abbonamento (pare che la «Tv a gato» a Rio coinvolga 600.000 persone, il doppio degli abbonati regolari) e chi vuole garantirsi il servizio deve essere pronto a sborsare in media 30 reais al mese. Anche i gestori di moto-taxi e piccoli furgoncini, mezzi di trasporti informali molto diffusi nelle favelas, devono corrispondere un pedaggio alle milizie. Come pure le attività commerciali regolari. Ai paramilitari poi deve essere corrisposta una percentuale sul prezzo di vendita o d'affitto degli immobili.
    Un giro d'affari notevole. A esempio, secondo una rilevazione operata dal Gabinetto militare del muncipio, le milizie che occupano la favela di Rio das Pedras (poco più di 12000 abitanti) arrivano a guadagnare un milione di reais al mese soltanto con 3 «servizi»: sicurezza, gas e Tv via cavo. Calcolate che un euro vale circa 2.8 reais e fate i vostri conti
    Agli abitanti che si rifiutano di pagare viene tagliato il rifornimento di gas e luce. Se la situazione non cambia, le milizie passano a minacce e torture, fino ad arrivare in alcuni casi ad assassini mirati. A Parque Boa Esperança, una delle comunità più carenti della Zona ovest, non riuscendo a spremere a sufficienza i 400 abitanti, le milizie hanno scelto di abbandonare il territorio che era stato invaso all'inizio dello scorso mese. Il 25 novembre, poche ore dopo la loro ritirata, i trafficanti espulsi hanno ripreso il controllo della favela, uccidendo il leader della comunità reo di aver appoggiato l'occupazione dei paramilitari.
    Dove sono maggiormente radicate, le milizie arrivano a controllare programmi statali d'assistenza come Bolsa-Familia (sussidio) e Vale-Gas (fornitura gratuita di bombole di gas). In alcuni casi viene imposto anche il coprifuoco: ad esclusione del sabato gli abitanti sono tenuti a non uscire di casa dopo le 22. Ai più giovani viene inoltre impedito di frequentare i bailes organizzati nelle altre favelas. In questo modo le dinamiche di controllo e sfruttamento imposte dai paramilitari risultano ancora più severe di quelle adottate dai trafficanti. La frustrazione degli abitanti è poi esasperata dalla presenza di membri effettivi delle forze della Polizia militare e civile tra le fila delle milizie: persone che ricevono un salario dallo Stato perché dovrebbero garantire il rispetto della legge.
    Le invasioni dei paramilitari finora si erano concentrate nelle periferie della megalopoli, in particolare nella Zona ovest e a Jacarepaguá, dove delle 48 favelas disseminate nell'area soltanto la famosa Cidade de Deus non è ancora stata occupata dalle milizie. Sono in molti però a indicarla come prossimo obiettivo di conquista.
    Proprio per scoraggiare l'avanzata verso quest'ultimo territorio e verso quello della Mangueira, alcuni tra i principali clan di narcos si sono riuniti, un evento senza precedenti nella cronaca degli ultimi anni, e hanno deciso di dare un segnale forte. Il bilancio parla di oltre 20 morti e decine di feriti, in gran parte civili.
    Le vittime delle guerre per il controllo delle favelas e del traffico di droga sono soprattutto le nuove generazioni. In Brasile, secondo i dati diffusi dal Núcleo de Estudos da Violencia (Nev) dell'università di San Paolo, nel 87.6% dei casi di omicidio la vittima ha tra 15 e 19 anni. Teatro degli assassini sono essenzialmente le comunità più marginali del paese.
    Un altro studio, del sociologo Waiselfisz, dimostra che le cause principali di morte dei giovani tra 15 e 24 anni sono ormai «cause esterne»: omicidi per il 39.7% e incidenti stradali per il 17.1%. Nella stessa fascia di età, il tasso di mortalità per arma da fuoco è di 43.1 per ogni 100000 giovani. Nell'ultima decade, il numero di omicidi è cresciuto del 5% annuo e il tasso più alto di crescita si è registrato proprio nella fascia di età compresa tra 14 e 16 anni. Con un tasso di 27 omicidi per ogni 100mila abitanti, il Brasile divide il podio nella classifica mondiale con Venezuela, Russia e Colombia. Considerando solo le morti tra i giovani il tasso è di 51.7 per ogni 100000, più basso soltanto di quello di Colombia e Venezuela.
    Secondo i dati dello Instituto brasileiro de geografia e estatísticas (Ibge), Rio de Janeiro è la città dove vengono uccisi più giovani tra 15 e 24 anni: nel 2005 il tasso era di 227.4 morti per omicidio per ogni 100000 giovani, con una crescita del 1.1% rispetto al 2004 (quando erano 225).
  10. time_flies
    , 11/4/2007 15:01
    Ciao a tutti.
    Stavo pensando di organizzare, con un paio di amici, una breve vacanza (un paio di settimane) in Brasile, nel mese di Maggio 07.
    Mi sarei orientato su Porto Seguro; mi chiedevo tuttavia se, in quel periodo, il tempo è bello tanto da permettere vita di spiaggia.
    Sapete indicarmi, inoltre, se esiste la possibilità di affittare un appartemento in alternativa al soggiorno in hotel?
    Ringrazio anticipatamente.
    Un saluto.
  11. FRANCIBANCI
    , 4/4/2007 15:57
    Ciao,
    vorrei andare in Brasile per circa 3 settimane nel mese di novembre. Volevo info sui voli interni. le compagnie migliori, i prezzi, come prenotare.
    e anche eventualmente su come spostarsi in pullmann.
    grazie!
  12. Luca Darien
    , 12/3/2007 08:58
    Dopo tutto direi che andare al mare in Brasile in un villaggio poi, non è la cosa più dritta, nel senso che ci sono spiagge più belle, più tranquille, più economiche e dove il servizio è di stile più raffinato in molti altri posti: Mar rosso, Caraibi, Maldive, Bali, Tai, Pacifico etc. Se vai no Brasil fai un tour misto, il mare potrebbe deludere, anche perchè solo di volo spendi parecchio.
    Scrivetemi sono consulente per l'america e il sud est asiatico per Trackmachine.
    Post riscritto sul forum Brasil da sola.Ciau safada.
    Il Brasile è la vera colonia italiana, i residenti nati in Italia, i figli, nipoti e pronipoti e altre parentele strette, hanno raggiunto i 60 milioni di abitanti. La politica coloniale, l'economia e altre nefandezze hanno "Coperto" la verità sul Brasile. Se volete ulteriori racconti su questa vicenda INCREDIBILE, ci sentiamo. Comunque di fatto se conosci il paese, la lingua per davvero, ti sentirai come in Italia, è la versione tropicale e nascosta del Bel Paese. Vai, Vai che ne vedrai delle belle. Luca. Scrivi su Google "Trackmachine" lavoro per loro.
  13. gabriella
    , 23/2/2007 20:38
    la temperatura dell'acqua non sarà bassa,logico nemmeno tiepida...è comunque oceano e nemmeno in questi giorni la temperatura dell'acqua a Rio è alta.

    In merito al mare mosso, ti dirò che io il bagno alla mia piccola di 4 anni, qui non sono mai riuscita a farlo.
    le psiagge atlantiche hanno tutte il mare mosso,a meno che non si riesca a trovare un'insenatura dove le acque siano calme.
    ma in genere le onde arrivano lunghe a riva,quindi...stesso mio metodo:bagnetto a riva con palette e secchiello!!!!!!!

    però ti dirò, io a Maceio non ci sono mai stata, me ne vado per idea...spero tanto che qualcuno che ci sia stato ti scriva!!!!
  14. Turista Anonimo
    , 20/2/2007 13:56
    Grazie Gabriella per le tue informazioni;per quanto riguarda la scelta del villagio è dettata dal fatto che noi siamo andati in agenzia e lì ci hanno proposto solo villaggi.Nei vari depliant dei tour operator non ho travato possibilità di posada e tra l'altro per una vacanza balneare, nel mese di luglio tutti consigliano la zona di Maceio e dintorni!!! Ultima cosa noi abbiamo un bimbo ed eravamo preoccupati per la temperatura dell'acqua e per l mare mosso , tu che dici?!?!
    Grazie ancora ciao
  15. gabriella
    , 19/2/2007 01:14
    Ciao Stefi,
    per quanto riguarda la temperatura,vai tranquilla anche in luglio, quindi nell'inverno brasiliano,le temperature nel nordest sono abbastanza miti e comunque per noi italiani sicuramente da spiaggia.in Brasile in inverno può anche capitare che nevichi ,ma solo nel profondo sude per pochissimi giorni.

    l'unica cosa che mi dispiace dirti è che hai scelto il modo più brutto per visitare questo paese:il villaggio turistico!!!
    il modo più bello per viaggaire in Brasile è quello di optare per il sistema pousade, appartamenti, finanche alberghi, ma che siano a contatto con la gente del luogo, che in fin dei conti è il fattore + di questo paese ,cosa di cui sicuramente purtroppo vi priverete restando chiusi in un villaggio.

    comunque ti auguro un buon viaggio e vedrai che il Brasile ti resterà nel cuore!!!!!
    magari se ti piacerà,la prossima volta venite a Rio o Bahia!!!!!!
  16. Turista Anonimo
    , 18/2/2007 22:50
    Ciao a tutti, volevo recarmi con mio marito e mio figlio di 10 anni in brasile per una vacanza balneare nel Blu Club della Teorema D'anatureza situato a Maceio nel periodo di luglio. Qualcuno c'è già stato? Com'è il villaggio? Come clima ci permette di fare il bagno e quindi vita da spiaggia?
    Grazie