1. Patrizio & Syusy Viaggi con i bambini: In viaggio con i bambini!

    di , il 31/1/2011 11:39

    I pensieri di una (ex) bambina turista per caso trascinata per il mondo fin da piccola. Dialogo fra Syusy e Zoe...

  2. A112
    , 6/2/2011 21:03
    ho chiesto ai Luca e Alessia cosa li ha colpiti del marocco. Al primo posto la "scorciatoia" che ho preso sulle montagne di Alniaf http://www.youtube.com/watch?v=ktWvedhooYE

    al secondo posto gli hotel con piscina

    e al terzo il tatuaggio all'hennè fatto a Marrakech
  3. A112
    , 6/2/2011 20:51
    per curiosità ho chiesto ai miei due figli più grandi cosa avessero apprezzato di più dell'ultimo viaggio in marocco. Luca (12 anni) ha gradito particolarmente gli hotel con la piscina, mentre Alessia (8 anni) è stata molto felice per il tatuaggio all' hennè fatto a Marrakech.
    Entrambi però non dimenticheranno mai la pista di 50 km. sulle montagne di Alnif (video http://www.youtube.com/watch?v=ktWvedhooYE ) e mi hanno detto che la prossima volta che gli proporrò una "scorciatoia" si prepareranno psicologicamente e con uno zainetto di viveri extra....
  4. chiara7171
    , 6/2/2011 16:57
    adoro viaggiare e da quando sono diventata mamma ho cercato di trasmettere questa mia enorme passione anche al mio piccolo giramondo che ora ha 5 anni ,certo gli itinerari sono studiati per accontentare anche le sue esigenze ma non solo ,cerco sempre di alternare giochi a scoperte e vedo che il bambino stà imparando moltissimo
    http://viaggiareconibambini.blogspot.com/
  5. giulite
    , 6/2/2011 09:10
    Grandissima, ho notato che il mio messaggio è stato recepito in totale, i figli capiscono quando i genitori viaggiano coinvolgendoli non portandoseli come "bagaglio appresso". In una piccolissima isola della Malesia, Lancayan, ho osservato il comportamento di un papà inglese con i suoi 2 bimbi di 6 e 8 anni, era fantastico , non li lasciava mai soli e partecipava a tutti i loro giochi, la sera dopo cena andavano in spiaggia a vedere i granchi poi andavano a dormire , seguiva i loro ritmi e non loro le sue esigenze, siamo sicuri che i figli che si lamentano di aver"subito" i viaggi siano stati trattati allo stesso modo? Conosco persone che dicono "è mio figlio e si deve adattare a me" no Signori cosi vi odieranno e basta, ciò che dico lo faccio con cognizione di causa, sono un'insegnante e ho continue testimonianze da parte dei miei studenti. Ti ringrazio per aver raccontato la tua testimonianza, ti ammiro e spero che il tuo modo di vivere "contagi" qualcuno! Alla prossima avventura xxx
  6. A112
    , 4/2/2011 23:36
    quoto tutti i commenti e li condivido. ho 3 figli, di 12, 8 e 2. haqnno sempre viaggiato sin da piccoli con noi. l'ultimo è stato concepito in africa e nel 2010 ci è tornato... stipato con i fratelli dentro la nostra A112. concordo che viaggi così iniziano a "capirli" dai 7-8 anni in sù... capisco che un bimbo di 2 anni voglia secchiello, paletta e sabbia....ohhhhohhh... quanta sabbia gli abbiamo dato.... dune intere!!!!

    http://www.a112.altervista.org/html/dodici_viaggi.html
  7. Benzo
    , 4/2/2011 23:13
    Ritengo improbabile che un bimbo sotto i 4-5 anni apprezzi davvero ciò che vede in viaggio: penso che chi se li porta dietro lo faccia più che altro per sè, il che in un certo senso è una leggera forma di egoismo. A 2-3 anni i pargoli vogliono più che altro giocare, tu dagli sabbia, acqua, secchiello e paletta e trafficheranno felici per ore. Però è fuor di dubbio che ad una certa età i viaggi -più o meno comodi- siano altamente formativi: in particolare perchè saranno in grado di ricordarli! Se penso a me da piccolo, la prima vacanza di cui ho chiara memoria è la colonia marina di Misano Adriatico a 6 anni: traumatizzante! ;-)
  8. sloris
    , 4/2/2011 21:33
    Ho un bimbo di 4 anni ed ha iniziato a viaggiare con noi sin da quando era nel pancione. poi già a tre mesi eravamo in giro per il mondo. Sicuramente i viaggio più apprezzati sono stati quelli dai due anni e mezzo in su; ho capito che la percezione del ricordo gli permetteva di portare a casa le emozioni ed a modo suo di raccontarli agli altri. E' ovvio, ci vuole tanta pazienza, che a volte si perde... ma spero solo che un giorno, quando sarà grande , amerà viaggiare come me e il suo papà , perchè un viaggio apre la mente ed il cuore, e ,se così sarà, spero si sentirà un "uomo fortunato"
  9. Sandra Camurri
    , 4/2/2011 20:30
    Io ho due figli adolescenti (femmina di 16 e maschio di14) e ci hanno sempre seguiti in tutto il mondo fin da quando erano piccoli. Siamo stati in USA, Canada, Alaska, Costarica, Panama, Nicaragua, Bolivia, Cile, Argentina fin nella Terra del fuoco, Paraguay, Uganda, Botswana, Mozambico, Sud Africa, Madagascar, Namibia, Australia...E' vero, in alcuni momenti è stata dura, per mancanza di comodità, per il cibo non proprio adatto, per stanchezza e altro, ma io credo che non ci sia ricchezza più grande per un bambino di vedere, CON I PROPRI OCCHI, usi, costumi e qualità di vita dei popoli diversi dal nostro. Ora che sono adolescenti si lamentano ancora, dicendo che tutti i loro amici in agosto sono a Milano Marittima a divertirsi, mentre loro mangiano polvere in jeep, ma un giorno capiranno la fortuna che hanno avuto. E' un arricchimento per la loro mente e il loro cuore.
    Premetto che noi viaggiamo sempre in compagnia di altre famiglie amiche con figli della stessa età dei miei, pertanto il divertimento con i loro coetanei è assicurato.
    In certi momenti ci vuole solo un pò di pazienza.....
  10. Antonella1967
    , 4/2/2011 19:52
    No, non ti ringrazieranno, almeno non da ragazzi. Cercheranno di andare in vacanza al Club Med, se potranno permetterselo, o in campeggio a Cattolica, insomma l'esatto opposto di ciò che piace a te. Ed è normale che sia così. Poi, ma solo da adulti, capiranno finalmente quali sono i LORO gusti. Con i miei da piccola ho fatto per anni le vacanze più scontate e banali del mondo, in Romagna. Ho odiato per anni le spiagge organizzate, gli alberghi su lungomare e tutte le comodità da vacanza con le ciabatte; ho viaggiato da sola quando ho potuto farlo quindi nei modi e nei posti più scomodi per normale ribellione al modello proposto. Ora, che sono madre e adulta, capisco che in quelle vacanze ci fosse anche del buono (ore di gioco e di castelli di sabbia e di guardie e ladri e calcetto e ping pong e piadina e bomboloni e fumetti sulla sdraio: ma quando ti capita più?) quindi ai miei figli propongo modelli di vacanza alternati: dal campeggio selvaggio nella zona impervia del Gennargentu all'hotel 4 stelle con spa e piscina in Tirolo, da Disneyland al cicloturismo sotto il sole, in modo che possano farsi un'idea di ciò che gli piace, che non necessariamente piace a me: ti assicuro che di parchi acquatici o dei dinosauri o i gonfiabili e cose del genere farei anche a meno, personalmente, ma a loro piacciono perché sono BAMBINI quindi è giusto che si godano anche quelli. Vuol dire che la volta dopo si farà un birdwatching, e se qualcuno allora sbuffa, pazienza.
    Saluti cordiali
  11. aruotalibera
    , 4/2/2011 15:52
    Mia figlia ha viaggiato a partire dai 2 mesi ed ora ha 9 anni.
    Però ha iniziato a divertirsi davvero a partire solo dai 5-6 anni, probabilmente anche le mete, Egitto classico e poi Siria, erano più adatte alla sua fantasia e sensibilità.

    I bambini, va detto, non si adattano meglio degli adulti, soffrono terribilmente il fuso orario, sono preda preferenziale di tutti gli insetti che si nutrono di sangue, sono in grado di vomitare le cose più improbabili nei momenti meno appropriati, amano il lusso e diffidano del nuovo.

    Ma solo inizialmente. Perchè, con pazienza ed entusiasmo, si può educarli al piacere del viaggio. Viaggi che resteranno nelle loro menti come vere e rare oasi di totale comunione familiare.
  12. SILVIALIBERATI
    , 4/2/2011 15:30
    io di figli ne ho 4 l'ultimo ora ha 3 anni oltre ad aver viaggiato quando ancora era nel pancione, tanto che il mio medico quando ad 8 mesi gli ho chiesto l'ennesimo certificato per il volo mi ha detto che quello era l'ultimo........povero.........il suo primo viaggio in aereo leo lo ha fatto a 4 mesi.............ma un mese prima gia' era stato in montagna per la settimana bianca................e da li' non si e' piu' fermato.
    bisogna avere un po' di accortezze ma si puo' fare...........quest'anno provera' a salire sugli sci per la prima volta......................baci a tutti.........zoe sei mitica.............
  13. misia80
    , 4/2/2011 15:26
    amo viaggiare più di ogni altra cosa, e insegnerò ai miei figli quanto sia bello visitare paesi nuovi, conoscere persone e culture diverse dalle nostre, ma sono anche figlia di viaggiatori e credo che per portarsi in giro i bambini il motto si adattano a tutto non è sempre vero.
    certo io mi adattavo ai ritmi frenetici, a dormire in tenda e talvolta in campeggi terribili, ma ero felice?molto spesso no, io dico si al viaggio ma si anche alle loro esigenze, rendimo il viaggio un gioco d'avventura divertente e non solo un momento meraviglioso per noi adulti..
  14. velmez87
    , 4/2/2011 14:18
    io credo che per i bambini sia meglio viaggiare dai 6-7 anni... altrimenti non si ricorderanno quasi niente...
    sicuramente sono più bravi ad adattarsi di noi!
  15. giulite
    , 4/2/2011 14:15
    Grande Zoe e più grandi i suoi genitori. I bambini si adattano a tutto purtroppo non sempre lo sanno fare allo stesso modo i loro genitori italiani, è una triste realtà ma è la pura verità, fino a l'altro ieri i poveri italiani viaggiavamo solo per andare a trovare lavoro all'estero e non visitavano neanche la Nazione dove crescevano i loro figli, l'unico pensiero era quello di mettere via dei soldi per fare una casa nel paese d'origine e tornarci il più presto possibile, naturalmente una volta in pensione ma anche tutte le estati, ora si viaggia per il gusto di "andare" ma spesso portando con se anche tutti i pregiudizi e pretendendo di essere "unici" in tutto, iniziando dall'odiato cibo, non odio mangiare ma sentirmi dire in Kenia "oggi le lasagne erano quasi come quelle che mangiamo a casa!"..........................
    Naturalmente non voglio offendere chi è un viaggiatore o un turista per caso, ma far riflettere chi è un turista del cavolo.
    A proposito di trekking in Chile i tedeschi lo fanno con i bimbi in spalla, sono super attrezzati e i bimbi non piangono mai ma ridono, ridono e non usano i game boys ma cercano di comunicare con gli altri esseri umani che incontrano, non parlano la stessa lingua ma si capiscono, loro si capiscono i genitori non osano neanche tentare di capirli, dove ho trovato dei padri soli con figli piccoli al seguito totalmente dedicati a loro è stato nei posti più remoti della terra, sono tutti ancora VIVI.
  16. AliceGaiaViola
    , 4/2/2011 14:11
    bhu