1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 17/12/2010 16:20

    Budapest ci è piaciuta molto, qui mi concentro sugli aspetti pratici e anche su qualche suggerimento per le visite.

    Periodo: noi siamo stati dal 10 al 15 dicembre 2010, trovando neve, pioggia e sole. Le temperature si aggiravano tra 0 e -5 gradi, basta attrezzarsi con calzemaglia, cappello con paraorecchie (indispensabile dove c’è vento), guanti e tanti strati a cipolla. Tenere presente che il sole tramonta alle 16.

    Volo: wizzair, 65 euro a/r da orio al serio, unico motivo di critica l’ora di ritardo sia all’andata che al ritorno, non si sa il motivo.

    Trasferimento aeroporto-budapest: dal terminal 1 (quello dei voli low cost) il mezzo più comodo è l’autobus 200 (il 93 ci dicono esserlo meno), fino al capolinea e da lì la linea blu M3 della metro (fino alla fermata Deak Ferenc ter se si è diretti in zona centro).

    Costo: 2 biglietti da 310 fiorini l’uno, cioè poco più di 2 euro in tutto. Tempi: tre quarti d’ora. In alternativa il minibus, il cui biglietto si può all’arrivo in aeroporto.

    Mezzi: la metropolitana è molto efficiente ed i controlli frequentissimi. I tram sono pure molto efficienti e non ne abbiamo trovato uno con obliteratrice funzionante, quindi di fatto gratuiti! Noi non abbiamo fatto l’abbonamento ai 3 giorni perché (a parte l’ultimo giorno) abbiamo preferito camminare, se però ci si muove maggiormente coi mezzi è sicuramente conveniente. C’è poi il carnet da 10 biglietti.

    Sistemazione: Danube guest house (dohany utca 16-18, www.danubeguesthouse.com), nell’ex ghetto ebraico a 30 secondi a piedi dalla grande sinagoga, con tanti locali vicini sia per la cena che per il dopocena. Doppia piccola ma carina e pulita a 45 euro (noi abbiamo avuto 10% di sconto per un’offerta di bassa stagione) con buono per la colazione in un bar vicino (il buono comprende, oltre alla bevanda, solo un panino salato, ma noi ci siamo abituati in fretta ad iniziare la giornata con pane e salame!). I padroni di casa (credo padre e figlio) sono gentili, discreti e disponibili e parlano molto bene inglese (anche troppo bene per noi!).

    Posti che consigliamo di vedere, oltre ai luoghi classici (san mattia, bastione dei pescatori, ponti...):

    Casa del terrore (www.terrorhaza.hu): in andrassy utca n.60, l’ex sede della polizia segreta dove venivano portati, interrogati, torturati e uccisi i presunti dissidenti politici. Ricostruzione molto ricca ed efficace con video, oggetti, foto, ambienti, ecc. Ed infine visita delle celle sotterranee. 1800 huf.

    Centro commemorativo shoah (www.hdke.hu): si raggiunge camminando un po’ verso la zona sud di pest (o fermata ferenc krt della metro). Chiuso il lunedì. 1300 fiorini. Molto suggestivo, anche questo ricchissimo di documenti, in inglese. Ci vorrebbero 2 giorni per vederlo tutto, ma 2 ore già bastano per farsi un’idea della storia di ebrei e rom in ungheria durante la persecuzione.

    Hospital in the rock: questo è a buda, vicino alla chiesa di san mattia camminando da questa in direzione opposta al danubio e scendendo una scalinata fino alla strada percorsa dalle auto. Chiuso il lunedì, si può visitarlo solo con visita guidata di un’ora (in inglese, comprensibile), che parte ad ogni ora fino alle 18 (alle 19 solo per le coppie, che a quell’ora hanno anche uno sconto del 30%). È un po’ più cara delle altre mostre, ma davvero interessante. Il percorso si snoda lungo le cave della collina adibite a sala operatoria, camerata, magazzino, cucina, ecc. Alla fine della seconda guerra mondiale e poi riaperta durante la rivolta del ’56. Molto realistico grazie a statue di cera, mobili e materiale medico originario. La seconda parte della visita porta nelle cave adibite a bunker antinucleare. La consigliamo caldamente!

    Memento park (http://www.szoborpark.hu/): premesso che è collocato in un luogo davvero desolato raggiungibile con due mezzi (da pest tram 47 o 49 e cambio a buda col bus 150) in un’ora, non è di per sé una visita entusiasmante, ma per chi non ha vissuto quel periodo di persona e desidera farsene un’idea come noi, è un pezzo in più. Si tratta di una quarantina di statue, alcune effettivamente orribili, collocate in un largo spiazzo (dove noi eravamo gli unici visitatori in mezzo alla neve, d’effetto). In uno stanzone adiacente si può poi assistere alla proiezione di un filmato originale usato al tempo per addestrare gli agenti segreti, anche questo aiuta ad entrare nell’atmosfera di allora…

    Parlamento: molto interessante, anche perché la guida, nei tre quarti d’ora di visita, oltre agli aspetti architettonici, spiega anche il funzionamento del sistema politico ungherese. A dicembre non è indispensabile andare davanti alle 7,30 per prenotare la visita (in italiano tutti i giorni alle 11,30), noi l’abbiamo fatto alle 9,30. Chi però è arrivato alle 11 non ha trovato più posto.

    Per bere qualcosa: il castro bistrò; per chi ama i posti “alternativi” segnaliamo il szimpla, con concerti in settimana. Per mangiare: il csulok csarda, posto molto simpatico, rustico ed economico; menza, prezzi un po’ più alti (cioè 35 euro con due zuppe, due piatti, bicchiere di vino e birra) ma tutto molto buono; spinoza cafè. Tutto in zona ghetto o poco più in là. In 4 giorni abbiamo visto tante cose, con uno in più avrei provato anche un altro bagno termale. Noi volevamo andare alle gellert, alla fine siamo stati alle szechenyi (le più grandi d’europa, dicono) su consiglio dei nostri “padroni di casa” e ci sono piaciute molto, in particolare le grandi piscine esterne, molto divertenti con vari giochi d’acqua (oltre alla famosa scena dei giocatori di scacchi locali in acqua). È sufficiente portarsi costume, ciabatte e asciugamano.

    Per il resto… da scoprire girando a naso in su!

  2. badinka
    , 17/12/2010 16:20
    Budapest ci è piaciuta molto, qui mi concentro sugli aspetti pratici e anche su qualche suggerimento per le visite.

    Periodo: noi siamo stati dal 10 al 15 dicembre 2010, trovando neve, pioggia e sole. Le temperature si aggiravano tra 0 e -5 gradi, basta attrezzarsi con calzemaglia, cappello con paraorecchie (indispensabile dove c’è vento), guanti e tanti strati a cipolla. Tenere presente che il sole tramonta alle 16.

    Volo: wizzair, 65 euro a/r da orio al serio, unico motivo di critica l’ora di ritardo sia all’andata che al ritorno, non si sa il motivo.

    Trasferimento aeroporto-budapest: dal terminal 1 (quello dei voli low cost) il mezzo più comodo è l’autobus 200 (il 93 ci dicono esserlo meno), fino al capolinea e da lì la linea blu M3 della metro (fino alla fermata Deak Ferenc ter se si è diretti in zona centro).

    Costo: 2 biglietti da 310 fiorini l’uno, cioè poco più di 2 euro in tutto. Tempi: tre quarti d’ora. In alternativa il minibus, il cui biglietto si può all’arrivo in aeroporto.

    Mezzi: la metropolitana è molto efficiente ed i controlli frequentissimi. I tram sono pure molto efficienti e non ne abbiamo trovato uno con obliteratrice funzionante, quindi di fatto gratuiti! Noi non abbiamo fatto l’abbonamento ai 3 giorni perché (a parte l’ultimo giorno) abbiamo preferito camminare, se però ci si muove maggiormente coi mezzi è sicuramente conveniente. C’è poi il carnet da 10 biglietti.

    Sistemazione: Danube guest house (dohany utca 16-18, www.danubeguesthouse.com), nell’ex ghetto ebraico a 30 secondi a piedi dalla grande sinagoga, con tanti locali vicini sia per la cena che per il dopocena. Doppia piccola ma carina e pulita a 45 euro (noi abbiamo avuto 10% di sconto per un’offerta di bassa stagione) con buono per la colazione in un bar vicino (il buono comprende, oltre alla bevanda, solo un panino salato, ma noi ci siamo abituati in fretta ad iniziare la giornata con pane e salame!). I padroni di casa (credo padre e figlio) sono gentili, discreti e disponibili e parlano molto bene inglese (anche troppo bene per noi!).

    Posti che consigliamo di vedere, oltre ai luoghi classici (san mattia, bastione dei pescatori, ponti...):

    Casa del terrore (www.terrorhaza.hu): in andrassy utca n.60, l’ex sede della polizia segreta dove venivano portati, interrogati, torturati e uccisi i presunti dissidenti politici. Ricostruzione molto ricca ed efficace con video, oggetti, foto, ambienti, ecc. Ed infine visita delle celle sotterranee. 1800 huf.

    Centro commemorativo shoah (www.hdke.hu): si raggiunge camminando un po’ verso la zona sud di pest (o fermata ferenc krt della metro). Chiuso il lunedì. 1300 fiorini. Molto suggestivo, anche questo ricchissimo di documenti, in inglese. Ci vorrebbero 2 giorni per vederlo tutto, ma 2 ore già bastano per farsi un’idea della storia di ebrei e rom in ungheria durante la persecuzione.

    Hospital in the rock: questo è a buda, vicino alla chiesa di san mattia camminando da questa in direzione opposta al danubio e scendendo una scalinata fino alla strada percorsa dalle auto. Chiuso il lunedì, si può visitarlo solo con visita guidata di un’ora (in inglese, comprensibile), che parte ad ogni ora fino alle 18 (alle 19 solo per le coppie, che a quell’ora hanno anche uno sconto del 30%). È un po’ più cara delle altre mostre, ma davvero interessante. Il percorso si snoda lungo le cave della collina adibite a sala operatoria, camerata, magazzino, cucina, ecc. Alla fine della seconda guerra mondiale e poi riaperta durante la rivolta del ’56. Molto realistico grazie a statue di cera, mobili e materiale medico originario. La seconda parte della visita porta nelle cave adibite a bunker antinucleare. La consigliamo caldamente!

    Memento park (http://www.szoborpark.hu/): premesso che è collocato in un luogo davvero desolato raggiungibile con due mezzi (da pest tram 47 o 49 e cambio a buda col bus 150) in un’ora, non è di per sé una visita entusiasmante, ma per chi non ha vissuto quel periodo di persona e desidera farsene un’idea come noi, è un pezzo in più. Si tratta di una quarantina di statue, alcune effettivamente orribili, collocate in un largo spiazzo (dove noi eravamo gli unici visitatori in mezzo alla neve, d’effetto). In uno stanzone adiacente si può poi assistere alla proiezione di un filmato originale usato al tempo per addestrare gli agenti segreti, anche questo aiuta ad entrare nell’atmosfera di allora…

    Parlamento: molto interessante, anche perché la guida, nei tre quarti d’ora di visita, oltre agli aspetti architettonici, spiega anche il funzionamento del sistema politico ungherese. A dicembre non è indispensabile andare davanti alle 7,30 per prenotare la visita (in italiano tutti i giorni alle 11,30), noi l’abbiamo fatto alle 9,30. Chi però è arrivato alle 11 non ha trovato più posto.

    Per bere qualcosa: il castro bistrò; per chi ama i posti “alternativi” segnaliamo il szimpla, con concerti in settimana. Per mangiare: il csulok csarda, posto molto simpatico, rustico ed economico; menza, prezzi un po’ più alti (cioè 35 euro con due zuppe, due piatti, bicchiere di vino e birra) ma tutto molto buono; spinoza cafè. Tutto in zona ghetto o poco più in là. In 4 giorni abbiamo visto tante cose, con uno in più avrei provato anche un altro bagno termale. Noi volevamo andare alle gellert, alla fine siamo stati alle szechenyi (le più grandi d’europa, dicono) su consiglio dei nostri “padroni di casa” e ci sono piaciute molto, in particolare le grandi piscine esterne, molto divertenti con vari giochi d’acqua (oltre alla famosa scena dei giocatori di scacchi locali in acqua). È sufficiente portarsi costume, ciabatte e asciugamano.

    Per il resto… da scoprire girando a naso in su!