1. 1: Altri TamTam

    di , il 24/11/2010 10:57

    L'Ente del Turismo della Repubblica Dominicana, in seguito alle recenti informazioni trasmesse dalle Televisioni e apparse sui quotidiani e sui media on line, ritiene doveroso fornire alcune informazioni sulle modalità di diffusione, sulla pericolosità e sulla prevenzione del colera. Non c’è non c’è un reale pericolo di contrarre la malattia al di fuori di Haiti se si osservano le elementari norme igieniche. Il Colera, infatti, è una malattia che si trasmette per via orale con ingestione di acqua o cibo contaminati. I casi che si sono verificati al di fuori di Haiti sono di persone che si erano recate in quella nazione, e che quindi hanno contratto la malattia ad Haiti, ma sono poi state ricoverate nei Paesi di residenza, come nel caso rilevato in Repubblica Dominicana relativo ad un immigrato haitiano che ha contratto la malattia dopo essersi recato in visita ai parenti ad Haiti.

    Per chi viaggia in Paesi a rischio, la prevenzione si basa soprattutto sulla cottura degli alimenti e sull'uso di bevande sicure (imbottigliate o in lattina). L'acqua da bere può essere bollita o trattata con disinfettante a base di cloro. Inoltre è bene sbucciare la frutta cruda, evitare di acquistare alimenti, anche cotti, da ambulanti, e di mangiare in locali con evidenti carenze igieniche. Per i turisti che si recano in Repubblica Dominicana ricordiamo che la maggior parte degli hotel e dei resort di questo Paese, sono certificati a livello internazionale dai principali organismi di certificazione per quanto riguarda il trattamento e lo stockaggio dei cibi.

    Il colera è tra le prime malattie infettive di cui sono state individuate le modalità di trasmissione e definite misure di prevenzione efficaci e questo ha permesso la sua rapida scomparsa nei paesi sviluppati. È anche una malattia facilmente curabile: la terapia di reidratazione orale (Oral Rehidratation Therapy, ORT), una miscela di sale e zucchero in proporzioni tali da facilitarne l’assorbimento da parte dell’organismo messa a punto negli anni ’60, ha permesso di ridurre drasticamente la mortalità di questa malattia a meno del 1%.

    Per ulteriori informazioni:

    Ente del Turismo della Repubblica Dominicana Piazza Castello, 25 20121 Milano Tel. 02 8057781 www.godominicanrepublic.com http://www.drsmartlibrary.com/

    ALCUNE INFORMAZIONI SULLA MALATTIA

    Il colera è una malattia batterica acuta intestinale causata dal ceppo tossigeno di Vibrio cholerae. Le infezioni spesso sono asintomatiche o di lieve entità e si risolvono spontaneamente. Nel 75% dei casi le persone infettate non manifestano alcun sintomo. Al contrario, tra coloro che li manifestano, solo una piccola parte sviluppa una forma grave della malattia. Di per sé, il colera è una malattia autolimitantesi. Il problema è il grave stato di disidratazione che essa può portare e che determina morte nel 30-50% delle persone che non vengono trattate. Ma se la terapia è tempestiva e comprensiva di una grandissima quantità di acqua ed elettroliti, uniti ad antibiotici specifici, la letalità non supera l'1%, con un leggero aumento nei bambini. Nuovi focolai possono manifestarsi ovunque, in caso di scarsi rifornimenti di acqua, in caso di scarsa igiene sia dei cibi sia dell’ambiente circostante. I rischi maggiori in tal senso si hanno in comunità sovrappopolate con scarse condizioni igieniche e acque non potabili.

    Trasmissione: La sua trasmissione avviene per contatto orale, diretto o indiretto, con feci o alimenti contaminati e nei casi più gravi può portare a pericolosi fenomeni di disidratazione. Dopo un periodo di incubazione che va da alcune ore fino a 5 giorni, mediamente 1-3 giorni, la malattia si manifesta con un'imponente diarrea acquosa. L'infezione viene acquisita attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati. Gli alimenti a maggior rischio sono i frutti di mare o comunque il pesce, ingeriti senza adeguata cottura; la verdura, la frutta, l'acqua da bere e le bevande prodotte con acqua inquinata. Senza la contaminazione di cibo o acqua, il contagio diretto da persona a persona è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali. La carica batterica necessaria per la trasmissione dell’infezione è, infatti, superiore al milione: pertanto risulta molto difficile contagiare altri individui attraverso il semplice contatto. La malattia si verifica nel 20% delle persone infette (il 20% di costoro presentano anche vomito). Di norma chi segue gli itinerari turistici abituali e osserva le raccomandazioni sulla sicurezza degli alimenti non presenta alcun rischio.

    Trattamento: L’aspetto più importante nel trattamento del colera è la reintegrazione dei liquidi e dei sali persi e la correzione degli squilibri elettrolitici. La reidratazione orale ha successo nel 90% dei casi, può avvenire tramite assunzione di soluzioni ricche di zuccheri, elettroliti e acqua, e deve essere intrapresa immediatamente. L'OMS consiglia l'utilizzo di soluzioni reidratanti orali che si sono dimostrate sicure nel trattamento della malattia. Con cure adeguate (reidratazione) la mortalità è meno dell’1% e, di solito, in seguito al ripristino dei fluidi, la malattia si risolve autonomamente. I casi più gravi necessitano, invece, di un ripristino dei fluidi intravenoso. L'uso degli antibiotici ha dimostrato di abbreviare la durata della malattia, consente di ridurre l’intensità dei sintomi e la necessità di reidratazione. Gli antibiotici più usati sono la tetraciclina o la doxiciclina anche in una somministrazione singola.

    PREVENZIONE: 
NORME IGIENICO-SANITARIE

    I viaggiatori diretti in aree colpite dal colera devono ricevere informazioni adeguate sulle norme igienico-sanitarie legate al consumo di alimenti e bevande: vanno evitati cibi ad alto rischio, specie pesce e frutti di mare. Sono generalmente sicuri i cibi cotti e serviti caldi, la frutta da sbucciare, le bevande confezionate o le bevande e il ghiaccio preparati con acqua bollita o clorata.
 Occorre quindi innanzitutto effettuare la cottura dei cibi soprattutto crostacei e molluschi; cibi come grano,riso, pesce devono essere cotti e subito raffreddati appena preparati.
 Di fondamentale importanza è il lavaggio delle mani prima della preparazione degli alimenti, prima di consumare i pasti, dopo la defecazione.
 I vibrioni del colera sono, infatti, estremamente sensibili all'azione dei comuni detergenti e disinfettanti. Il Ministero della Sanità, raccomanda il consumo di verdure cotte in quanto il batterio del colera è termosensibile. Tutta la popolazione è stata invitata a non ingerire cibi crudi, come misura di prevenzione. E, in particolare si consiglia di non mangiare crostacei e molluschi crudi o poco cotti. L’approccio prescelto per la lotta al colera è multisettoriale e coinvolge la gestione dell’acqua, la sanità pubblica, la pesca, l’agricoltura e l’educazione alla salute. Gli interventi più importanti per la prevenzione delle epidemie di colera riguardano la depurazione dell’acqua e il funzionamento del sistema fognario.

    10 Regole d’Oro

    Regole per la prevenzione del colera e di altre malattie a trasmissione fecale-orale

    1. bere soltanto acqua sicura, ovvero acqua che sia stata bollita, o disinfettata con cloro o iodio, o acqua minerale imbottigliata, la cui bottiglia venga aperta in vostra presenza
    2. evitare il ghiaccio, a meno che non si sia assolutamente sicuri che esso è stato prodotto con acqua sicura
    3. consumare soltanto cibo che sia stato cotto accuratamente e che sia ancora caldo nel momento in cui viene servito
    4. proteggere gli alimenti dagli insetti molesti per mezzo di reticelle, o in appositi contenitori; refrigerare immediatamente dopo la preparazione i cibi che non vengono consumati subito
    5. evitare frutti di mare e pesce crudi
    6. evitare di consumare verdure e frutta cruda, a meno che non siano state lavate, sbucciate, preparate da voi stessi: ricordando il detto cuocilo, sbuccialo, o lascialo stare
    7. bollire il latte non pastorizzato prima di consumarlo
    8. evitare gelati e dolci alla crema che potrebbero essere stati confezionati con latte non pastorizzato o avere subito ricontaminazione
    9. assicurarsi che i cibi acquistati da venditori ambulanti siano stati completamente ed accuratamente cotti in vostra presenza e non contengano parti crude
    10. lavare sempre accuratamente le mani dopo essere stati al bagno e prima di mangiare

    (liberamente tratto da un testo divulgato dal Ministero della Salute)

  2. Turisti Per Caso.it
    , 24/11/2010 10:57
    L'Ente del Turismo della Repubblica Dominicana, in seguito alle recenti informazioni trasmesse dalle Televisioni e apparse sui quotidiani e sui media on line, ritiene doveroso fornire alcune informazioni sulle modalità di diffusione, sulla pericolosità e sulla prevenzione del colera.<b> Non c’è</b><b> non c’è un reale pericolo di contrarre la malattia al di fuori di Haiti se si osservano le elementari norme igieniche.</b><b> </b>Il Colera, infatti, è una malattia che si trasmette per via orale con ingestione di acqua o cibo contaminati. I casi che si sono verificati al di fuori di Haiti sono di persone che si erano recate in quella nazione, e che quindi hanno contratto la malattia ad Haiti, ma sono poi state ricoverate nei Paesi di residenza, come nel caso rilevato in Repubblica Dominicana relativo ad un immigrato haitiano che ha contratto la malattia dopo essersi recato in visita ai parenti ad Haiti.

    Per chi viaggia in Paesi a rischio, la prevenzione si basa soprattutto sulla <b>cottura degli alimenti e sull'uso di bevande sicure</b> (imbottigliate o in lattina). L'acqua da bere può essere bollita o trattata con disinfettante a base di cloro. Inoltre è bene sbucciare la frutta cruda, evitare di acquistare alimenti, anche cotti, da ambulanti, e di mangiare in locali con evidenti carenze igieniche. Per i turisti che si recano in Repubblica Dominicana ricordiamo che la maggior parte degli hotel e dei resort di questo Paese, sono certificati a livello internazionale dai principali organismi di certificazione per quanto riguarda il trattamento e lo stockaggio dei cibi.

    <b>Il colera è tra le prime malattie infettive di cui sono state individuate le modalità di trasmissione e definite misure di prevenzione efficaci e questo ha permesso la sua rapida scomparsa nei paesi sviluppati</b>. È anche una malattia facilmente curabile: la terapia di reidratazione orale (<i>Oral Rehidratation Therapy, ORT</i>), una miscela di sale e zucchero in proporzioni tali da facilitarne l’assorbimento da parte dell’organismo messa a punto negli anni ’60, ha permesso di ridurre drasticamente la mortalità di questa malattia a meno del 1%.

    <i>Per ulteriori informazioni:</i>

    Ente del Turismo della Repubblica Dominicana
    Piazza Castello, 25
    20121 Milano
    Tel. 02 8057781
    <u>www.godominicanrepublic.com</u>
    <u>http://www.drsmartlibrary.com/</u>

    <h3><b>ALCUNE INFORMAZIONI SULLA MALATTIA</b></h3>
    Il colera è una malattia batterica acuta intestinale causata dal ceppo tossigeno di <i>Vibrio cholerae</i>. Le infezioni spesso sono asintomatiche o di lieve entità e si risolvono spontaneamente. Nel 75% dei casi le persone infettate non manifestano alcun sintomo. Al contrario, tra coloro che li manifestano, solo una piccola parte sviluppa una forma grave della malattia. Di per sé, il colera è una malattia autolimitantesi. Il problema è il grave stato di disidratazione che essa può portare e che determina morte nel 30-50% delle persone che non vengono trattate. Ma se la terapia è tempestiva e comprensiva di una grandissima quantità di acqua ed elettroliti, uniti ad antibiotici specifici, la letalità non supera l'1%, con un leggero aumento nei bambini.
    Nuovi focolai possono manifestarsi ovunque, in caso di scarsi rifornimenti di acqua, in caso di scarsa igiene sia dei cibi sia dell’ambiente circostante. I rischi maggiori in tal senso si hanno in comunità sovrappopolate con scarse condizioni igieniche e acque non potabili.

    <i><b>Trasmissione:</b></i> La sua trasmissione avviene per contatto orale, diretto o indiretto, con feci o alimenti contaminati e nei casi più gravi può portare a pericolosi fenomeni di disidratazione. Dopo un periodo di incubazione che va da alcune ore fino a 5 giorni, mediamente 1-3 giorni, la malattia si manifesta con un'imponente diarrea acquosa. L'infezione viene acquisita attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati. Gli alimenti a maggior rischio sono i frutti di mare o comunque il pesce, ingeriti senza adeguata cottura; la verdura, la frutta, l'acqua da bere e le bevande prodotte con acqua inquinata. Senza la contaminazione di cibo o acqua, il contagio diretto da persona a persona è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali. La carica batterica necessaria per la trasmissione dell’infezione è, infatti, superiore al milione: pertanto risulta molto difficile contagiare altri individui attraverso il semplice contatto. La malattia si verifica nel 20% delle persone infette (il 20% di costoro presentano anche vomito).
    <b>Di norma chi segue gli itinerari turistici abituali e osserva le raccomandazioni sulla sicurezza degli alimenti non presenta alcun rischio.</b>

    <i><b>Trattamento: </b></i>L’aspetto più importante nel trattamento del colera è la <b>reintegrazione dei liquidi e dei sali persi</b> e la correzione degli squilibri elettrolitici.<b> La reidratazione</b> orale ha successo nel 90% dei casi, può avvenire tramite assunzione di soluzioni ricche di zuccheri, elettroliti e acqua, e deve essere intrapresa immediatamente. L'OMS consiglia l'utilizzo di soluzioni reidratanti orali che si sono dimostrate sicure nel trattamento della malattia. <b>Con cure adeguate (reidratazione) la mortalità è meno dell’1% </b>e, di solito, in seguito al ripristino dei fluidi, la malattia si risolve autonomamente. I casi più gravi necessitano, invece, di un ripristino dei fluidi intravenoso. L'uso degli antibiotici ha dimostrato di abbreviare la durata della malattia, consente di ridurre l’intensità dei sintomi e la necessità di reidratazione. Gli antibiotici più usati sono la tetraciclina o la doxiciclina anche in una somministrazione singola.

    <h3><b>PREVENZIONE: 
NORME IGIENICO-SANITARIE</b></h3>
    I viaggiatori diretti in aree colpite dal colera devono ricevere informazioni adeguate sulle norme igienico-sanitarie legate al consumo di alimenti e bevande: vanno evitati cibi ad alto rischio, specie pesce e frutti di mare. Sono generalmente sicuri i cibi cotti e serviti caldi, la frutta da sbucciare, le bevande confezionate o le bevande e il ghiaccio preparati con acqua bollita o clorata.
 Occorre quindi innanzitutto effettuare la cottura dei cibi soprattutto crostacei e molluschi; cibi come grano,riso, pesce devono essere cotti e subito raffreddati appena preparati.

    <b>Di fondamentale importanza è il lavaggio delle mani prima della preparazione degli alimenti, prima di consumare i pasti, dopo la defecazione.
</b> I vibrioni del colera sono, infatti, estremamente sensibili all'azione dei comuni detergenti e disinfettanti.
    Il Ministero della Sanità, raccomanda il <b>consumo di verdure cotte</b> in quanto il batterio del colera è termosensibile. Tutta la popolazione è stata invitata a non ingerire cibi crudi, come misura di prevenzione. E, in particolare si consiglia di <b>non mangiare crostacei e molluschi crudi o poco cotti. </b>L’approccio prescelto per la lotta al colera è multisettoriale e coinvolge la gestione dell’acqua, la sanità pubblica, la pesca, l’agricoltura e l’educazione alla salute. Gli interventi più importanti per la prevenzione delle epidemie di colera riguardano la depurazione dell’acqua e il funzionamento del sistema fognario.

    <h3><b>10 Regole d’Oro</b></h3>
    Regole per la prevenzione del colera e di altre malattie a trasmissione fecale-orale



    <ol><li>bere soltanto <b>acqua sicura</b>, ovvero acqua che sia stata bollita, o disinfettata con cloro o iodio, o acqua minerale imbottigliata, la cui bottiglia venga aperta in vostra presenza
    </li><li><b>evitare il ghiaccio</b>, a meno che non si sia assolutamente sicuri che esso è stato prodotto con acqua sicura
    </li><li>consumare soltanto <b>cibo che sia stato cotto</b> accuratamente e che sia ancora caldo nel momento in cui viene servito
    </li><li>proteggere gli alimenti dagli insetti molesti per mezzo di reticelle, o in appositi contenitori; refrigerare immediatamente dopo la preparazione i cibi che non vengono consumati subito
    </li><li>evitare frutti di mare e pesce crudi
    </li><li>evitare di consumare verdure e frutta cruda, a meno che non siano state lavate, sbucciate, preparate da voi stessi: ricordando il detto <b><i>cuocilo, sbuccialo, o lascialo stare</i></b>
    </li><li>bollire il latte non pastorizzato prima di consumarlo
    </li><li>evitare gelati e dolci alla crema che potrebbero essere stati confezionati con latte non pastorizzato o avere subito ricontaminazione
    </li><li>assicurarsi che i cibi acquistati da venditori ambulanti siano stati completamente ed accuratamente <b>cotti in vostra presenza</b> e non contengano parti crude
    </li><li><b>lavare sempre accuratamente le mani</b> dopo essere stati al bagno e prima di mangiare<i>
    </i>
    </li></ol>

    <i>(liberamente tratto da un testo divulgato dal Ministero della Salute)</i>