1. 1: Martino

    di , il 22/11/2010 10:25

    Con buona pace del fast food americano, a New Orleans non si consuma cibo, si cucina. E si degusta un’ottima tavola allineata all’atmosfera della città. La cucina è una protagonista della festa ma anche una star seria, di quelle che non spariscono quando il divertimento viene sconvolto dalla catastrofe. Il ristorante più amato dalla guida Zagat, il Brigtsen's, espone il motto: "Ricostruire New Orleans, un piatto alla volta". E in realtà i ristoratori stanno avendo un ruolo fondamentale nella rinascita della città, tanto che, paradossalmente, i ristoranti non sono mai stati così numerosi come in questo momento.

    A New Orleans troverete piatti creativi, seduttivi e naturalmente ibridati, frutto di contributi francesi, creoli, e cajun. Imperdibile è il gumbo, una zuppa cajun molto densa con carne o salsicce ostriche (ma spesso sono presenti tutte e tre), riso e l’okra (o gombo), il baccello somigliante al peperoncino verde ma di sapore simile all’asparago. Cajun è anche la jambalaya, specialità somigliante alla paella con riso, carne e crostacei, e il crawl estoffe, i celeberrimi gamberi di fiume della Louisiana stufati e serviti con l’onnipresente riso. Francesi, invece, sono la trout meunière e le Oysters Bienville, ostriche stufate nel vino bianco con funghi, scalogno, rosso d’uovo.

    E non trascuratela cucina di strada. Ricca e divertente offre i lucky dogs, hot dogs arricchiti di peperoni, cipolle, formaggio cheddar, peperoncino, sottaceti e mostarda creola. Supertipico è il po-boy, un pezzo di baguette francese imbottita con pomodori, lattuga, mostarda creola o maionese. Nacquero negli anni ‘20 come merenda dei ragazzi poveri (poor boys, da cui il nome), oggi sono arricchiti da fette di roast beef. Di origine italiana, infine, le mueffelattas, grandi panini di pizza-pane farciti con pomodori, origano, insalata di olive, salumi, formaggi e quanto l’immaginario americano pensa come tipico italiano.

    Fra i dolci ricordatevi dei beignets, frittelle di farina e uova ben lievitate e cosparse di zucchero a velo, e le snow-ball, ghiaccio tritato condito con vari sciroppi.

    Per la scelta dei ristoranti conviene lasciarsi guidare dalla Zagat. Io, oltre al Brigtsen's (723 Dante Street), per la cucina tipica vi consiglio l’Upperline, 1413 in Upperline Street, e il Muriel’s, nel distretto francese all’801 di Chaters Street.

  2. Turisti Per Caso.it
    , 22/11/2010 10:25
    Con buona pace del fast food americano, a New Orleans non si consuma cibo, si cucina. E si degusta un’ottima tavola allineata all’atmosfera della città.
    La cucina è una protagonista della festa ma anche una star seria, di quelle che non spariscono quando il divertimento viene sconvolto dalla catastrofe. Il ristorante più amato dalla <b>guida Zagat</b>, il <b>Brigtsen's</b>, espone il motto: "Ricostruire New Orleans, un piatto alla volta". E in realtà i ristoratori stanno avendo un ruolo fondamentale nella rinascita della città, tanto che, paradossalmente, i ristoranti non sono mai stati così numerosi come in questo momento.

    A New Orleans troverete piatti creativi, seduttivi e naturalmente ibridati, frutto di contributi <b>francesi, creoli, e cajun</b>. Imperdibile è il <b><i>gumbo</i></b>, una zuppa cajun molto densa con carne o salsicce ostriche (ma spesso sono presenti tutte e tre), <i><b>riso e l’okra</b></i> (o gombo), il baccello somigliante al peperoncino verde ma di sapore simile all’asparago. Cajun è anche la <b><i>jambalaya</i></b>, specialità somigliante alla paella con riso, carne e crostacei, e il <b><i>crawl estoffe</i></b>, i celeberrimi gamberi di fiume della Louisiana stufati e serviti con l’onnipresente riso. Francesi, invece, sono la <i><b>trout meunière</b></i> e le <i><b>Oysters Bienville</b></i>, ostriche stufate nel vino bianco con funghi, scalogno, rosso d’uovo.

    E non trascuratela cucina di strada. Ricca e divertente offre i <i><b>lucky dogs</b></i>, hot dogs arricchiti di peperoni, cipolle, formaggio cheddar, peperoncino, sottaceti e mostarda creola. Supertipico è il <i><b>po-boy</b></i>, un pezzo di baguette francese imbottita con pomodori, lattuga, mostarda creola o maionese. Nacquero negli anni ‘20 come merenda dei ragazzi poveri (<i>poor boys</i>, da cui il nome), oggi sono arricchiti da fette di roast beef.
    Di origine italiana, infine, le <b><i>mueffelattas</i></b>, grandi panini di pizza-pane farciti con pomodori, origano, insalata di olive, salumi, formaggi e quanto l’immaginario americano pensa come tipico italiano.

    Fra i dolci ricordatevi dei <i><b>beignets</b></i>, frittelle di farina e uova ben lievitate e cosparse di zucchero a velo, e le <i><b>snow-ball</b></i>, ghiaccio tritato condito con vari sciroppi.

    Per la scelta dei ristoranti conviene lasciarsi guidare dalla Zagat. Io, oltre al Brigtsen's (723 Dante Street), per la cucina tipica vi consiglio l’Upperline, 1413 in Upperline Street, e il Muriel’s, nel distretto francese all’801 di Chaters Street.