1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 16/11/2010 16:57

    (agosto 2010) Premessa: questo viaggio e’ una semplice brevissima estensione indipendente del bellissimo viaggio “Altro Caucaso” di Avventure nel Mondo in Armenia e Georgia. Io e tre partecipanti abbiamo pensato che una volta in quella zona era il caso di approfittare e dare un’occhiata anche al terzo dei paesi caucasici. Biglietti aerei: abbiamo chiesto Ad Avventure nel Mondo la variazione del volo di ritorno previsto alla fine del viaggio in Georgia, mantenendo l’andata Roma - Vienna - Yerevan con Austrian Airlines e ottenendo il rientro Baku - Francoforte - Roma senza supplemento rispetto al Tbilisi - Monaco - Roma, entrambi con Lufthansa. Documenti: passaporto in corso di validità, per gli italiani e moltissime altre nazionalita’ occorre il visto, costa 60 Euro e insieme a 4 foto va richiesto al consolato azero www.azembassy.it, cliccare su “consolare” e si trovano il modulo da compilare (tra i requisiti richiesti c’e’ la prenotazione dei pernottamenti … gli alberghi tramite una prima ricerca on line risultano abbastanza cari, poi ricordo di aver letto bene di un ostello nella città vecchia di Baku, verifico la disponibilita’ su Hostels.com di quell’ostello e subito chiamo in consolato verificando se e’ ok per loro, cosi’ noi produciamo quella ricevuta di prenotazione) e i recapiti, a quelli telefonici rispondono in modo preciso, mentre all’e-mail indicata non hanno risposto; purtroppo occorre presentarsi di persona e, per le persone di fuori Roma, non accettano invio per corrispondenza ma soltanto tramite agenzia. In compenso hanno di recente istituito un consolato onorario a Genova per Liguria, Lombardia, Piemonte e Val d’Aosta. Io ho precisato subito che noi andavamo prima in Armenia, poi in Georgia e da li’ saremmo entrati in Azerbaigian, loro hanno dichiarato che qualora ci fosse stato il timbro del Nagorno Karabakh sul passaporto le autorita’ azere di frontiera non avrebbero consentito l’ingresso anche con il loro visto concesso in precedenza. Valuta: Nuovo Manat (sigla AZN), cambio a Baku a 1$ = 0,80/0,802 Manat e 1€ = 1/1,05 Manat, avevamo Euro e Dollari, molto frequenti gli uffici di cambio e non c’e’ commissione. Itinerario (le escursioni in corsivo): 28 agosto Tbilisi -, 29 - Baku, 30 Baku - Dasgil (Palcik Vulkanlar) - Qobustan (Riserva dei Petroglifi) - Sixov - Suraxani (Tempio del Fuoco di Atesgah) - Yanar Dag, 31 Baku, 1 settembre Baku, 1 Roma. Flash back: il 18 agosto, appena entrati in Georgia provenienti dall’Armenia, a Tbilisi andiamo all’ufficio in centro delle ferrovie georgiane e, in 4, acquistiamo i biglietti per il treno Tbilisi – Baku di 10 giorni dopo, 4 posti in uno scompartimento con cuccette, 55 Lari georgiani a testa (circa 23,50€). Le procedure non sono davvero elettroniche: a parte la telefonata che le addette devono fare prima di poter emettere i biglietti, stupisce soprattutto che ogni biglietto viene ritagliato con un curioso percorso curvo che tocca la data e il percorso nonché la sistemazione a bordo treno … praticamente abbiamo un biglietto che sembra una figura ritagliata. Per emettere il biglietto ci chiedono il passaporto e, senza controllare, se gia’ abbiamo il visto azero. Siamo al 28. I nostri compagni di viaggio, con cui abbiamo condiviso un confortevole viaggio in Armenia e Georgia iniziato il 13, sono partiti questa mattina all’alba per l’Italia via Monaco. Noi invece sveglia con comodo e, dopo un’ampia colazione in hotel, gironzoliamo per la capitale georgiana, prendiamo qualcosa da portare in viaggio e i biglietti della metro (0,40 Lari) per la stazione centrale (Vagzlis Moedani) dove, dopo aver ricambiato in Euro i Lari avanzati, giungiamo verso le 16:30. C’e’ un servizio accoglienza clienti anche in inglese che ci indirizza al binario 1 dove e’ gia’ il convoglio per Baku che partira’ alle 17:15. Consegniamo all’addetta gli strani biglietti e i passaporti e, controllato il numero della cuccetta, saliamo a bordo del vecchio treno. Lo scompartimento, dall’aspetto abbastanza trascurato, ha 4 cuccette con materassimo, sopra e sotto c’e’ posto per i bagagli; i vetri delle finestre sono chiusi e all’interno la temperatura e’ gia’ abbastanza elevata e l’aria si fa rapidamente soffocante. Anche in corridoio i vetri sono fissi ma aperti parzialmente, quanto basta per sbracciarsi fuori e raccogliere un minimo di fresco. Alla partenza passa l’addetta con lenzuola, coperta (??), federa e cuscino, poi riconsegna i passaporti. Il treno, a velocità assai bassa e afa assai elevata, raggiunge la vicinissima frontiera con circa 20 minuti di ritardo. Controllo polizia e dogana georgiane … 1h45 minuti!! Questo tempo e’ comunque quasi tutto previsto nell’orario di marcia. Il controllo dei documenti e’ estremamente lento: dopo un po’ di tempo vengono a prendersi i passaporti, dopo parecchio cominciano a restituirli con il timbro di uscita e subito si scende dal treno per l’ora d’aria!! Gia’, perché questo lentissimo controllo avviene nel treno semi-bollente fermo sotto il sole, neanche dal corridoio arriva piu’ aria. Un tipo che mastica inglese ci assicura che una volta in territorio azero il treno prendera’ velocita’ e si attivera’ l’aria condizionata … forse la coperta non è uno scherzo! Pochi km, nel frattempo arriva l’imbrunire, di nuovo stop per polizia e dogana azere … 1h20 minuti!! Il minor tempo forse e’ dovuto agli strumenti piu’ moderni in dotazione. Anche questo tempo comunque e’ quasi tutto previsto dall’orario che oltretutto qui cambia, acquistando + 1 ora di fuso (da + 2 a + 3 rispetto all’Italia). Sale per primo il personale della dogana che ci fa aprire tutti i bagagli … noi siamo preoccupati per le nostre guide della Lonely Planet perche’, a causa delle pagine sul Nagorno Karabakh, pare vengano sequestrate dagli azeri al confine, cosi’ io l’ho impacchettata con la carta-regali mentre gli altri hanno camuffato la copertina con carta colorata … in realta’ aprono soprattutto i bagagli grandi e gli zaini, si soffermano su sigarette e bottiglie, mi pare cerchino merce di contrabbando e mi viene in mente allora di aver notato le addette del treno che consegnavano delle bottiglie in uno scompartimento con dei ragazzi azeri … mi sembrava pero’ fossero semplicemente di acqua minerale Borjomi, quella georgiana semi-salata … magari e’ pregiata oppure e’ solo un contenitore per altri liquidi … comunque noi nessun problema e le LP sono salve. Poi e’ la volta della polizia, si sofferma in ogni scompartimento, ritira i passaporti e fa domande (che giro fate? quanti giorni state in Azerbaigian? dove siete stati in Armenia? … naturalmente mai dire di aver messo piede in Nagorno Karabakh), l’atteggiamento e’ secco e burbero ma basta un atteggiamento rilassato per una maggiore cordialita’. Infine uno per uno si entra nel primo scompartimento del vagone dove un poliziotto con un PC portatile e la webcam compila i dati, scatta la foto e restituisce il passaporto con il visto azero timbrato. Il caldo si e’ fatto notevole nel treno, appena attenuato dall’oscurita’. Passata la frontiera il treno accelera e … parte l’aria condizionata: in breve tempo lo scompartimento diventa meno caldo del corridoio e poi addirittura fresco, ci si prepara la cuccetta (con la coperta!), le addette del treno ripassano con la cassa di Borjomi scampata, mangiamo qualcosa e ci mettiamo a dormire. 29, al risveglio il paesaggio e’ arido, con frequenti installazioni petrolifere. Chiacchieriamo con i ragazzi azeri che avevano custodito l’acqua e ci facciamo dire qualcosa sulla metro (sulla LP e’ scritto di una tessera obbligatoria su cui caricare denaro con un minimo, a prima vista sembra non convenga ma loro ci spiegano che non e’ nominativa e in 4 possiamo prendere una sola tessera) e sul cambio. Arriviamo con poco ritardo alla stazione centrale di Baku e, appena scesi dal treno, veniamo circondati da offerte di taxi e mazzette di soldi per il cambio. I cambisti sono numerosi e incuranti alla luce del sole, ma io preferisco rivolgermi ad uno sportello bancario posto nella stazione andando verso la metro (1$ = 0,80 Manat, 1€ = 1 Manat, in centro si troverà diffusamente e uguale o lievemente migliore). Con i Manat andiamo alla vicina stazione della metro, prendiamo una tessera caricando il minimo di 90 centesimi (qepiq) di Manat e poi subito la usiamo per recarci alla fermata Içeri Seher (Città Vecchia, 5 qepiq a testa passando la tessera 4 volte), dietro la quale e’ una porta delle mura da cui entriamo per dirigerci al nostro ostello che, anche a causa di lavori in corso, troviamo con una certa difficolta’ (Caspian Hostel, Asef Zeynalli 29/9, tel. +994503778444, seyf@box.az – ma non hanno mai risposto – al primo piano in un cortiletto vicino all’hotel Meridian indicato sulla LP, in piena città vecchia, 20$/pax/notte prenotato dall’Italia con pagamento anticipato del 10% ma senza commissione tramite www.hostels.com, non so se e’ il 1000 Camels Hostel indicato sulla guida che ha cambiato nome o se si tratta di un altro). Qui noi avevamo preso 4 letti in quella che sul sito veniva indicata come una stanza da 4 alternativa ad una da 6, invece all’arrivo scopriamo che la stanza da 4 non esiste, e che i nostri 4 posti sono 2 nella stanza con 8 letti a castello e 2 in un letto matrimoniale in una stanzetta attigua separata con una tenda. Avevo visto in rete che qui c’era l’aria condizionata e l’avevo scelto per questo ed effettivamente c’è, funziona bene e ci vuole, il calore a Baku e’ notevole anche la notte. 2 bagni con doccia a disposizione degli ospiti. La famiglia che gestisce e’ gentile, una ragazza parla inglese discretamente, lei ci spiega che possiamo caricare la lavatrice liberamente ma che per l’utilizzo e’ meglio che chiamiamo la signora, possiamo poi stendere nel cortiletto. Facciamo subito un lungo giro in città, spesso accompagnati da ritratti dell’ex presidente Heydar Aliev, padre dell’attuale, oppure da suoi slogan o altre tracce di suoi passaggi, inaugurazioni, pensieri, edifici a lui intitolati, ecc.: Torre della Vergine, lungomare Bulvar, spuntino per pranzo (i prezzi azeri non sono bassi come in Georgia) e poi l’enorme Piazzale delle Fontane (brulicante di gente, in particolare di ragazzi vestiti alla moda e ragazze in abiti attillati che girano e s’incontrano con comitive di amici, gruppi con la chitarra che cantano, tante panche, tanti giochi d’acqua e molto verde, donne al 99% senza velo), Via Nizami, Giardini Sahil, lunga passeggiata sul Bulvar e poi rientrando, accanto alla Torre, la Piazza dell’antico Mercato. Al ritorno in ostello concordo, tramite la ragazza, il trasporto per la gita fuori citta’ del giorno dopo e il transfer all’aeroporto per le prime ore del 1° settembre. Andiamo a cena (10/12 Manat/pax) in un ristorantino turco, come la gran parte di quelli di Baku, quindi di nuovo a passeggio nella brezza del Bulvar incredibilmente pieno di passanti, famigliole con bambini ma anche tante comitive di ragazzi e ragazze perlopiu’ molto giovani, con numerosi giochi d’acqua, bar e fontane illuminate, sulle colline in lontananza edifici multicolori. E’ il 30, partiamo con un’auto e autista (100 Manat, e’ caro l’Azerbaigian ma siamo in 4) per la nostra gità fuori citta’ dell’intera giornata che ci consentira’ di vedere i punti più importanti dei dintorni: Dasgil (Palcik Vulkanlar, un gruppo di piccoli vulcani di fango in attivita’ alti alcune decine di cm) – Qobustan (Riserva dei Petroglifi, entrata 3 Manat/pax, 6 la guida e 2 l’uso della fotocamera ma per tutto il gruppo) – Sixov (una spiaggia dove uno di noi prova l’ebbrezza di un bagno nel Caspio con le piattaforme petrolifere sullo sfondo) – pranzo (il nostro autista ci porta in un posticino alla periferia di Baku dove mangiamo molto bene ai soliti prezzi degli spiedini e delle verdure) – Suraxani (Tempio del Fuoco di Atesgah, entrata 2 Manat/pax e 2 la fotocamera per tutti noi) – Yanar Dag (Montagna di fuoco, del gas che brucia ininterrottamente dagli anni ’50). Nel tardo pomeriggio saliamo sopra alla Torre della Vergine (2 Manat/pax), panormaa sulla citta’ vecchia, sul Caspio, tanta gente, diversi si vogliono fotografare con noi, succede anche sul Bulvar. Cena in un ristorante georgiano sulla piazza davanti al Meridian Hotel, poi altre passeggiate. 31, oggi ultimo giorno di visite di questo viaggio iniziato il 13 volando per l’Armenia. Ci dedichiamo alla visita dei siti di Baku: Palazzo degli Shirvanshah (entrata 2 Manat/pax e 2 per fotocamera gruppo), Moschea dell’Imam Huseyn (dove non ci permettono di entrare, solo dall’esterno), Moschea di Taza Pir (importante centro culturale islamico e maestoso edificio con un vastissimo cortile, qui possiamo entrare senza alcun problema), Chiesa Russa dell’Arcangelo Michele, gironzoliamo per i vicoletti della Città Vecchia, Moschea di Cuma dall’esterno, Mura, Parco Ali Aga Vahid che costeggia le mura con fontane e arcate gradevoli). Altra cena in un ristorante turco molto accogliente e a letto presto, domattina si parte prima dell’alba.

    1° settembre, transfer (25 Manat in 4) alle 4:00, percorriamo il lunghissimo e larghissimo viale Heydar Aliev e giungiamo all’aeroporto internazionale … “Heydar Aliev”, veloci e semplici procedure di controllo passaporti e volo in perfetto orario per Francoforte.

  2. Derek
    , 16/11/2010 16:57
    <b></b><i>(agosto 2010)</i>

    Premessa: questo viaggio e’ una semplice brevissima estensione indipendente del bellissimo viaggio “Altro Caucaso” di Avventure nel Mondo in Armenia e Georgia. Io e tre partecipanti abbiamo pensato che una volta in quella zona era il caso di approfittare e dare un’occhiata anche al terzo dei paesi caucasici.

    <u>Biglietti aerei</u>: abbiamo chiesto Ad Avventure nel Mondo la variazione del volo di ritorno previsto alla fine del viaggio in Georgia, mantenendo l’andata Roma - Vienna - Yerevan con Austrian Airlines e ottenendo il rientro Baku - Francoforte - Roma senza supplemento rispetto al Tbilisi - Monaco - Roma, entrambi con Lufthansa.
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    <u>Documenti</u>: passaporto in corso di validità, per gli italiani e moltissime altre nazionalita’ occorre il visto, costa 60 Euro e insieme a 4 foto va richiesto al consolato azero <u>www.azembassy.it</u>, cliccare su “consolare” e si trovano il modulo da compilare (tra i requisiti richiesti c’e’ la prenotazione dei pernottamenti … gli alberghi tramite una prima ricerca on line risultano abbastanza cari, poi ricordo di aver letto bene di un ostello nella città vecchia di Baku, verifico la disponibilita’ su Hostels.com di quell’ostello e subito chiamo in consolato verificando se e’ ok per loro, cosi’ noi produciamo quella ricevuta di prenotazione) e i recapiti, a quelli telefonici rispondono in modo preciso, mentre all’e-mail indicata non hanno risposto; purtroppo occorre presentarsi di persona e, per le persone di fuori Roma, non accettano invio per corrispondenza ma soltanto tramite agenzia. In compenso hanno di recente istituito un consolato onorario a Genova per Liguria, Lombardia, Piemonte e Val d’Aosta. Io ho precisato subito che noi andavamo prima in Armenia, poi in Georgia e da li’ saremmo entrati in Azerbaigian, loro hanno dichiarato che qualora ci fosse stato il timbro del Nagorno Karabakh sul passaporto le autorita’ azere di frontiera non avrebbero consentito l’ingresso anche con il loro visto concesso in precedenza.
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    <u>Valuta</u>: Nuovo Manat (sigla AZN), cambio a Baku a 1$ = 0,80/0,802 Manat e 1€ = 1/1,05 Manat, avevamo Euro e Dollari, molto frequenti gli uffici di cambio e non c’e’ commissione.
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    <u>Itinerario</u> (le escursioni in corsivo):
    28 agosto Tbilisi -, 29 - Baku, 30 Baku - <i>Dasgil (Palcik Vulkanlar) - Qobustan (Riserva dei Petroglifi) - Sixov - Suraxani (Tempio del Fuoco di Atesgah) - Yanar Dag</i>, 31 Baku, 1 settembre Baku, 1 Roma.

    Flash back: il 18 agosto, appena entrati in Georgia provenienti dall’Armenia, a Tbilisi andiamo all’ufficio in centro delle ferrovie georgiane e, in 4, acquistiamo i biglietti per il treno Tbilisi – Baku di 10 giorni dopo, 4 posti in uno scompartimento con cuccette, 55 Lari georgiani a testa (circa 23,50€). Le procedure non sono davvero elettroniche: a parte la telefonata che le addette devono fare prima di poter emettere i biglietti, stupisce soprattutto che ogni biglietto viene ritagliato con un curioso percorso curvo che tocca la data e il percorso nonché la sistemazione a bordo treno … praticamente abbiamo un biglietto che sembra una figura ritagliata. Per emettere il biglietto ci chiedono il passaporto e, senza controllare, se gia’ abbiamo il visto azero.
    Siamo al 28. I nostri compagni di viaggio, con cui abbiamo condiviso un confortevole viaggio in Armenia e Georgia iniziato il 13, sono partiti questa mattina all’alba per l’Italia via Monaco. Noi invece sveglia con comodo e, dopo un’ampia colazione in hotel, gironzoliamo per la capitale georgiana, prendiamo qualcosa da portare in viaggio e i biglietti della metro (0,40 Lari) per la stazione centrale (Vagzlis Moedani) dove, dopo aver ricambiato in Euro i Lari avanzati, giungiamo verso le 16:30. C’e’ un servizio accoglienza clienti anche in inglese che ci indirizza al binario 1 dove e’ gia’ il convoglio per Baku che partira’ alle 17:15.
    Consegniamo all’addetta gli strani biglietti e i passaporti e, controllato il numero della cuccetta, saliamo a bordo del vecchio treno.
    Lo scompartimento, dall’aspetto abbastanza trascurato, ha 4 cuccette con materassimo, sopra e sotto c’e’ posto per i bagagli; i vetri delle finestre sono chiusi e all’interno la temperatura e’ gia’ abbastanza elevata e l’aria si fa rapidamente soffocante. Anche in corridoio i vetri sono fissi ma aperti parzialmente, quanto basta per sbracciarsi fuori e raccogliere un minimo di fresco. Alla partenza passa l’addetta con lenzuola, coperta (??), federa e cuscino, poi riconsegna i passaporti.
    Il treno, a velocità assai bassa e afa assai elevata, raggiunge la vicinissima frontiera con circa 20 minuti di ritardo. Controllo polizia e dogana georgiane … 1h45 minuti!! Questo tempo e’ comunque quasi tutto previsto nell’orario di marcia. Il controllo dei documenti e’ estremamente lento: dopo un po’ di tempo vengono a prendersi i passaporti, dopo parecchio cominciano a restituirli con il timbro di uscita e subito si scende dal treno per l’ora d’aria!! Gia’, perché questo lentissimo controllo avviene nel treno semi-bollente fermo sotto il sole, neanche dal corridoio arriva piu’ aria. Un tipo che mastica inglese ci assicura che una volta in territorio azero il treno prendera’ velocita’ e si attivera’ l’aria condizionata … forse la coperta non è uno scherzo! Pochi km, nel frattempo arriva l’imbrunire, di nuovo stop per polizia e dogana azere … 1h20 minuti!! Il minor tempo forse e’ dovuto agli strumenti piu’ moderni in dotazione. Anche questo tempo comunque e’ quasi tutto previsto dall’orario che oltretutto qui cambia, acquistando + 1 ora di fuso (da + 2 a + 3 rispetto all’Italia). Sale per primo il personale della dogana che ci fa aprire tutti i bagagli … noi siamo preoccupati per le nostre guide della Lonely Planet perche’, a causa delle pagine sul Nagorno Karabakh, pare vengano sequestrate dagli azeri al confine, cosi’ io l’ho impacchettata con la carta-regali mentre gli altri hanno camuffato la copertina con carta colorata … in realta’ aprono soprattutto i bagagli grandi e gli zaini, si soffermano su sigarette e bottiglie, mi pare cerchino merce di contrabbando e mi viene in mente allora di aver notato le addette del treno che consegnavano delle bottiglie in uno scompartimento con dei ragazzi azeri … mi sembrava pero’ fossero semplicemente di acqua minerale Borjomi, quella georgiana semi-salata … magari e’ pregiata oppure e’ solo un contenitore per altri liquidi … comunque noi nessun problema e le LP sono salve. Poi e’ la volta della polizia, si sofferma in ogni scompartimento, ritira i passaporti e fa domande (che giro fate? quanti giorni state in Azerbaigian? dove siete stati in Armenia? … naturalmente mai dire di aver messo piede in Nagorno Karabakh), l’atteggiamento e’ secco e burbero ma basta un atteggiamento rilassato per una maggiore cordialita’. Infine uno per uno si entra nel primo scompartimento del vagone dove un poliziotto con un PC portatile e la webcam compila i dati, scatta la foto e restituisce il passaporto con il visto azero timbrato.
    Il caldo si e’ fatto notevole nel treno, appena attenuato dall’oscurita’. Passata la frontiera il treno accelera e … parte l’aria condizionata: in breve tempo lo scompartimento diventa meno caldo del corridoio e poi addirittura fresco, ci si prepara la cuccetta (con la coperta!), le addette del treno ripassano con la cassa di Borjomi scampata, mangiamo qualcosa e ci mettiamo a dormire.
    29, al risveglio il paesaggio e’ arido, con frequenti installazioni petrolifere. Chiacchieriamo con i ragazzi azeri che avevano custodito l’acqua e ci facciamo dire qualcosa sulla metro (sulla LP e’ scritto di una tessera obbligatoria su cui caricare denaro con un minimo, a prima vista sembra non convenga ma loro ci spiegano che non e’ nominativa e in 4 possiamo prendere una sola tessera) e sul cambio. Arriviamo con poco ritardo alla stazione centrale di Baku e, appena scesi dal treno, veniamo circondati da offerte di taxi e mazzette di soldi per il cambio. I cambisti sono numerosi e incuranti alla luce del sole, ma io preferisco rivolgermi ad uno sportello bancario posto nella stazione andando verso la metro (1$ = 0,80 Manat, 1€ = 1 Manat, in centro si troverà diffusamente e uguale o lievemente migliore).
    Con i Manat andiamo alla vicina stazione della metro, prendiamo una tessera caricando il minimo di 90 centesimi (qepiq) di Manat e poi subito la usiamo per recarci alla fermata Içeri Seher (Città Vecchia, 5 qepiq a testa passando la tessera 4 volte), dietro la quale e’ una porta delle mura da cui entriamo per dirigerci al nostro ostello che, anche a causa di lavori in corso, troviamo con una certa difficolta’ (Caspian Hostel, Asef Zeynalli 29/9, tel. +994503778444, <u>seyf@box.az</u> – ma non hanno mai risposto – al primo piano in un cortiletto vicino all’hotel Meridian indicato sulla LP, in piena città vecchia, 20$/pax/notte prenotato dall’Italia con pagamento anticipato del 10% ma senza commissione tramite <u>www.hostels.com</u>, non so se e’ il 1000 Camels Hostel indicato sulla guida che ha cambiato nome o se si tratta di un altro). Qui noi avevamo preso 4 letti in quella che sul sito veniva indicata come una stanza da 4 alternativa ad una da 6, invece all’arrivo scopriamo che la stanza da 4 non esiste, e che i nostri 4 posti sono 2 nella stanza con 8 letti a castello e 2 in un letto matrimoniale in una stanzetta attigua separata con una tenda. Avevo visto in rete che qui c’era l’aria condizionata e l’avevo scelto per questo ed effettivamente c’è, funziona bene e ci vuole, il calore a Baku e’ notevole anche la notte. 2 bagni con doccia a disposizione degli ospiti. La famiglia che gestisce e’ gentile, una ragazza parla inglese discretamente, lei ci spiega che possiamo caricare la lavatrice liberamente ma che per l’utilizzo e’ meglio che chiamiamo la signora, possiamo poi stendere nel cortiletto. Facciamo subito un lungo giro in città, spesso accompagnati da ritratti dell’ex presidente Heydar Aliev, padre dell’attuale, oppure da suoi slogan o altre tracce di suoi passaggi, inaugurazioni, pensieri, edifici a lui intitolati, ecc.: Torre della Vergine, lungomare Bulvar, spuntino per pranzo (i prezzi azeri non sono bassi come in Georgia) e poi l’enorme Piazzale delle Fontane (brulicante di gente, in particolare di ragazzi vestiti alla moda e ragazze in abiti attillati che girano e s’incontrano con comitive di amici, gruppi con la chitarra che cantano, tante panche, tanti giochi d’acqua e molto verde, donne al 99% senza velo), Via Nizami, Giardini Sahil, lunga passeggiata sul Bulvar e poi rientrando, accanto alla Torre, la Piazza dell’antico Mercato.
    Al ritorno in ostello concordo, tramite la ragazza, il trasporto per la gita fuori citta’ del giorno dopo e il transfer all’aeroporto per le prime ore del 1° settembre.
    Andiamo a cena (10/12 Manat/pax) in un ristorantino turco, come la gran parte di quelli di Baku, quindi di nuovo a passeggio nella brezza del Bulvar incredibilmente pieno di passanti, famigliole con bambini ma anche tante comitive di ragazzi e ragazze perlopiu’ molto giovani, con numerosi giochi d’acqua, bar e fontane illuminate, sulle colline in lontananza edifici multicolori.
    E’ il 30, partiamo con un’auto e autista (100 Manat, e’ caro l’Azerbaigian ma siamo in 4) per la nostra gità fuori citta’ dell’intera giornata che ci consentira’ di vedere i punti più importanti dei dintorni: Dasgil (Palcik Vulkanlar, un gruppo di piccoli vulcani di fango in attivita’ alti alcune decine di cm) – Qobustan (Riserva dei Petroglifi, entrata 3 Manat/pax, 6 la guida e 2 l’uso della fotocamera ma per tutto il gruppo) – Sixov (una spiaggia dove uno di noi prova l’ebbrezza di un bagno nel Caspio con le piattaforme petrolifere sullo sfondo) – pranzo (il nostro autista ci porta in un posticino alla periferia di Baku dove mangiamo molto bene ai soliti prezzi degli spiedini e delle verdure) – Suraxani (Tempio del Fuoco di Atesgah, entrata 2 Manat/pax e 2 la fotocamera per tutti noi) – Yanar Dag (Montagna di fuoco, del gas che brucia ininterrottamente dagli anni ’50). Nel tardo pomeriggio saliamo sopra alla Torre della Vergine (2 Manat/pax), panormaa sulla citta’ vecchia, sul Caspio, tanta gente, diversi si vogliono fotografare con noi, succede anche sul Bulvar. Cena in un ristorante georgiano sulla piazza davanti al Meridian Hotel, poi altre passeggiate.
    31, oggi ultimo giorno di visite di questo viaggio iniziato il 13 volando per l’Armenia. Ci dedichiamo alla visita dei siti di Baku: Palazzo degli Shirvanshah (entrata 2 Manat/pax e 2 per fotocamera gruppo), Moschea dell’Imam Huseyn (dove non ci permettono di entrare, solo dall’esterno), Moschea di Taza Pir (importante centro culturale islamico e maestoso edificio con un vastissimo cortile, qui possiamo entrare senza alcun problema), Chiesa Russa dell’Arcangelo Michele, gironzoliamo per i vicoletti della Città Vecchia, Moschea di Cuma dall’esterno, Mura, Parco Ali Aga Vahid che costeggia le mura con fontane e arcate gradevoli). Altra cena in un ristorante turco molto accogliente e a letto presto, domattina si parte prima dell’alba.

    1° settembre, transfer (25 Manat in 4) alle 4:00, percorriamo il lunghissimo e larghissimo viale Heydar Aliev e giungiamo all’aeroporto internazionale … “Heydar Aliev”, veloci e semplici procedure di controllo passaporti e volo in perfetto orario per Francoforte.