1. 3: Publiredazionale

    di , il 28/10/2010 16:35

    KAIROUAN, LA CITTA DELLE TRECENTO MOSCHEE

    Kairouan è soprannominata la "città delle tre­cento moschee". Vista dall'alto, la Medina offre lo spettacolo sorprendente di una moltitudine di cupole bianche disseminate tra terrazze, che segnalano le tombe di santi mu­sulmani e di "Zaouias", edifici dedicati a ma­estri spirituali che hanno dispensato insegna­menti religiosi a Kairouan. È considerata la quarta città santa dell’Islam per la presenza della Grande Moschea, la più antica del Nord Africa. Nel 1988 è stata iscritta dall'Unesco tra i patrimoni dell'Umanità. La città vecchia di Kairouan ha affascinato molti artisti. Essa vanta una bellezza parti­colare e misteriosa da scoprire passeggiando tra le sue stradine, oltrepassando passag­gi, volte e cupole scanalate di un abbagliante colore bianco. Passaggi segreti che si collega­no tra loro in curiosi giochi architettonici, sotto l'ombra protettiva della Grande Moschea. La Grande Moschea è il simbolo di Kairou­an, sia per il suo prestigio religioso, sia per la sua importanza storica e la sua architettu­ra. La prima cosa che si nota è la forma im­ponente del minareto, a tre piani, simile ad un antico faro. Altrettanto imponenti sono le dimensioni del maestoso cortile intera­mente circondato da arcate disegnate e do­ve si aprono antiche porte di legno scolpi­to che immettono alla sala della preghiera. All'interno di questa troviamo 414 pilastri, di epoca romana e provenienti da Cartagine, tutti diversi l’uno dall’altro, sorreggono archi a ferro di cavallo. La città deve la sua impor­tanza storica alla dinastia degli Aglabiti, fondata nell'800, che fece di Kairouan la capitale di una provincia indipendente. Il nome degli emiri aglabiti è rimasto legato ai larghi baci­ni circolari situati nella periferia della città; la più grande di queste cisterne ha un diametro di 128 metri, al centro c'era il padiglione do­ve i sovrani si rilassavano nelle sere d’estate. Una delle cupole della Medina ospita un ve­nerato pozzo, antico quanto la città stessa, il pittoresco Bir Barrouta, la cui acqua è sacra: l'acqua è pescata ancora oggi da una "noria" spinta da un dromedario.

  2. Turisti Per Caso.it
    , 28/10/2010 16:35
    <h3><b>KAIROUAN, LA CITTA DELLE TRECENTO MOSCHEE</b></h3>
    Kairouan è soprannominata la "città delle tre­cento moschee". Vista dall'alto, la Medina offre lo spettacolo sorprendente di una moltitudine di cupole bianche disseminate tra terrazze, che segnalano le tombe di santi mu­sulmani e di "Zaouias", edifici dedicati a ma­estri spirituali che hanno dispensato insegna­menti religiosi a Kairouan. <b>È considerata la quarta città santa dell’Islam per la presenza della Grande Moschea, la più antica del Nord Africa. </b>Nel 1988 è stata iscritta dall'Unesco tra i patrimoni dell'Umanità.
    La città vecchia di Kairouan ha affascinato molti artisti. Essa vanta una bellezza parti­colare e misteriosa da scoprire passeggiando tra le sue stradine, oltrepassando passag­gi, volte e cupole scanalate di un abbagliante colore bianco. Passaggi segreti che si collega­no tra loro in curiosi giochi architettonici, sotto l'ombra protettiva della Grande Moschea.
    La <b>Grande Moschea </b>è il simbolo di Kairou­an, sia per il suo prestigio religioso, sia per la sua importanza storica e la sua architettu­ra. La prima cosa che si nota è la forma im­ponente del minareto, a tre piani, simile ad un antico faro. Altrettanto imponenti sono le dimensioni del maestoso cortile intera­mente circondato da arcate disegnate e do­ve si aprono antiche porte di legno scolpi­to che immettono alla sala della preghiera. All'interno di questa troviamo <b>414 pilastri, </b><b>di epoca romana </b>e provenienti da Cartagine, tutti diversi l’uno dall’altro, sorreggono archi a ferro di cavallo. La città deve la sua impor­tanza storica alla dinastia degli Aglabiti, fondata nell'800, che fece di Kairouan la capitale di una provincia indipendente. Il nome degli emiri aglabiti è rimasto legato ai larghi baci­ni circolari situati nella periferia della città; la più grande di queste cisterne ha un diametro di 128 metri, al centro c'era il padiglione do­ve i sovrani si rilassavano nelle sere d’estate. Una delle cupole della Medina ospita un ve­nerato pozzo, antico quanto la città stessa, il pittoresco <b>Bir Barrouta</b>, la cui acqua è sacra: l'acqua è pescata ancora oggi da una "noria" spinta da un dromedario.